Usa, nuovo sacrificio in nome della qualità della vita

Flebo

Il Comunicato di Steadfast Onlus
 
“Nella Giornata della Memoria il silenzioso olocausto dei malati continua. Ci arriva dagli Stati Uniti un drammatico appello della famiglia di un malato che sta venendo lasciato morire di fame e di sete in un ospedale”. Così ieriEmmanuele Di Leo, presidente di Steadfast Onlus, organizzazione impegnata in prima linea per salvare la vita a Charlie Gard, Isaiah Haastrup e Alfie Evans, bambini inglesi morti in ospedale negli ultimi due anni. Di Leo prosegue: “Siamo in diretto contatto con la famiglia e la seguiremo passo passo in collaborazione con la Terri Schiavo Life & Hope Network, il cui presidente Bobby Schindler si recherà sul posto oggi. Abbiamo ricevuto le immagini della situazione attuale di David e abbiamo preferito non mostrarle al pubblico ma vi garantiamo che sono impressionanti e va trovata una soluzione con urgenza. Nuovamente un caso dove il valore della vita viene beffeggiato e una nuova vittima è in procinto di essere sacrificata sull’altare della qualità della vita. Steadfast come per Alfie, Charlie e Isaiah e i tanti bambini e famiglie che sosteniamo ogni giorno, darà tutto il supporto possibile per impedire questo nuovo sacrificio umano”.
 
La testimonianza della sorella

La sorella di David Ruiz II ha descritto così la situazione a Steadfast Onlus: “Il 31 dicembre. 2018, mio fratello David Ruiz II, ha avuto un ictus da anossia. È stato trasportato al pronto soccorso più vicino e poi trasferito in terapia intensiva. È entrato in coma con una grave compromissione neurologica con edema e crisi epilettiche. Il 13 gennaio 2019, è stato dichiarato cerebralmente morto, nonostante la sua reattività verso le voci di mia madre e di altre persone care con spasmi, sollevamento delle dita dei piedi, dei piedi e contrazioni della mano sinistra e delle dita. Più tardi abbiamo saputo che i medici hanno smesso di curarlo, nutrirlo, idratarlo e somministrargli farmaci e siamo stati informati che non se ne sarebbero più occupati. Continua a leggere