Cicely Saunders e la nascita delle cure palliative al posto dell’eutanasia

di Francesco Agnoli
 
La nostra tradizione è quella che ha dato origine all’istituzione dell’ospedale. E’ quella che ha insegnato all’umanità uno sguardo nuovo sulla sofferenza, sulla carne che patisce.

All’origine dei primi ospedali troviamo persone intente a lenire il dolore dei sofferenti: Elena, madre di Costantino, fondatrice di uno xenodochio a Costantinopoli; l’imperatrice Pulcheria, che si adoperò per costruire ospedali e ospizi per i pellegrini; Fabiola, penitente della stirpe dei Fabi, a cui san Girolamo attribuisce la fondazione del primo nosocomio in Roma verso al fine del IV secolo…Insomma tante donne caritatevoli, come la Veronica e le donne dei Vangeli.

All’origine delle cure palliative moderne troviamo un’altra donna, a noi contemporanea: Cicely Saunders.

A Lei è dedicato un aureo libretto che in questi tempi potrebbe essere prezioso: “Vegliate con me” (EDB), con la prefazione di tre medici esperti in cure palliative. Continua a leggere

Eulero, l’illuminista che con la matematica parlava di Dio

Leonhard Euler

di Francesco Agnoli
 
Esce in questi giorni, per Cantagalli, Leonardo Eulero, il matematico dell’età illuminista. Un grande scienziato contro Voltaire e i philosophes illuministi, di Francesco Agnoli. Euler è stato “il più prolifico matematico della storia”, meritando per questo il titolo di Princeps Mathematicorum, che sarà poi attribuito anche a C. Gauss (1777-1855). Fondò la meccanica dei continui, promosse la balistica, la cartografia, la diottrica, la teoria dell’elasticità, l’idraulica, l’idrodinamica, la teoria della musica, la teoria dei numeri, l’ottica e la teoria delle navi. Fu anche filosofo e medico. Riportiamo un brano dal libro
 
Benché mite e temperante, Euler ogni tanto si arrabbia: quando attaccano la sua fede e la Bibbia. Infatti, Euler non condivide né le critiche alla Rivelazione né il materialismo, propri, nella sua epoca, non tanto degli uomini di scienza, quanto di filosofi e letterati, oppure di scienziati di second’ordine. Il Settecento è il cosiddetto “secolo dei lumi”, in cui la potenza della ragione umana viene esaltata in un modo nuovo, con accenti totalmente inediti. La ragione, infatti, era stata stata vista come il più nobile dono fatto da Dio agli uomini; come ciò che li distingue dagli animali. Da questa convinzione erano nate, in Europa, in età medievale, le Università. Ma della ragione umana si erano anche indagati e riconosciuti i limiti. Continua a leggere

L’unicità dell’uomo: seppellire, parlare, scegliere, amare

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di Francesco Agnoli

da Libertà e Persona

[…]

1) Poiché le esperienze pre-morte (NDE) riguardano appunto il decesso momentaneo, vero o presunto, di creature umane, la prima considerazione da fare è questa: costatare, alla luce della archeologia e della storia, una peculiarità tipicamente umana, cioè l’usanza di seppellire i morti.

Il celebre neuroscienziato Michael S. Gazzaniga, ricorda a tal proposito che i “Neanderthal occasionalmente seppellivano i loro morti, i Cro-Magnon (il primo homo sapiens anatomicamente moderno a essere apparso in Europa, all’incirca quarantamila anni fa) lo facevano in maniera regolare ed elaborata, interrando insieme con essi degli oggetti materiali. Questo indica una credenza in una vita dopo la morte… Una credenza in una vita dopo la morte presuppone una differenza tra il corpo fisico e ciò che continua a vivere. I Cro-Magnon erano dualisti”. Continua a leggere

San Vincenzo de Paoli e Florence Nightingale

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di Francesco Agnoli
 
Accanto a Giovanni di Dio e Camillo de Lellis, l’altro grande personaggio che ha segnato profondamente la storia della carità in generale e dell’ospedale in particolare, è stato san Vincenzo De’ Paoli.

Nato in Guascogna nel 1585, da una modesta famiglia di contadini, divenne sacerdote nel 1600. Vivendo a Parigi, la fama della sua umanità si diffuse al punto che Vincenzo, dopo aver sperimentato persino la schiavitù (fu catturato dai pirati barbareschi, venduto come schiavo sul mercato africano, liberato dal suo padrone convertitosi al cristianesimo), divenne consigliere prima di Luigi XIII e del cardinal Richelieu, poi, soprattutto, di Anna d’Austria, reggente dopo la morte del re (1643). L’opera di Vincenzo de Paoli fu essenzialmente al servizio delle anime e dei poveri, in senso lato: non vi fu infatti campo in cui non esercitò la sua carità e la sua azione, spendendosi per i bisognosi della città, i malati, le vittime di guerra, i bambini abbandonati e le prostitute; sino ai condannati alla galera e agli schiavi cristiani in Barberia. Continua a leggere

Il concetto di spazio di Einstein e Lemaitre

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di Francesco Agnoli
 
Il successo di Samantha Cristoforetti, l’astronauta trentina tornata da poco dal suo viaggio nello spazio, dimostra come sia ancora forte l’attrazione che il cielo e i grandi spazi stellari destano nell’uomo.

Anche nell’uomo occidentale di oggi che il cielo lo vede poco, chiuso com’è tra muri, luci artificiali e mezzi tecnologici. Un tempo, gli antichi mesopotamici scrutavano i cieli, per cercare in essi la divinità, la risposta alle grandi domande esistenziali e per conoscere i ritmi della natura. Nacque così l’astrologia, in cui l’osservazione degli astri si mescolava con la magia e il fatalismo, producendo così gli oroscopi: il nostro destino è già scritto nelle stelle? Continua a leggere

La scienza non contraddice la fede, se è scienza vera. Scaricate gratis un bel libro di Agnoli e Pennetta

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da Il Timone
 
L’autentica ricerca scientifica non è affatto in contrasto con la fede cattolica. Anzi, molti dei grandi luminari della scienza sono stati dei sinceri credenti, in più di un caso addirittura sacerdoti.

Un caso da manuale è quello di Lazzaro Spallanzani e di Gregor Mendel, studiosi decisivi per il progresso della conoscenza umana e grandi credenti. Solo che il più delle volte non ci vengono presentati così, soprattutto non viene sottolineata la dimensione religiosa della loro esistenza e della loro opera. Continua a leggere

Quando gli scientisti “ripensano” l’evoluzione

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di Francesco AgnoliLa Croce, 6.05.15
 
Ripensare Darwin? Così titola il mensile Le Scienze del maggio 2015. Le Scienze è una rivista di divulgazione scientifica piuttosto schierata: dalla parte dello scientismo e dell’evoluzionismo materialista. Uno degli ultimi libri allegati, Il significato dell’esistenza umana, porta la firma di Edward Wilson, fondatore della sociobiologia e a suo tempo bersaglio di scienziati non credenti del calibro di Richard Lewontin e Stephen Jay Gould. Ovviamente si risolve nell’affermazione categorica secondo cui un vero fine dell’esistenza umana non esiste. Con tutto quanto ne consegue, nel campo delle applicazioni in bioetica (che rispetto avere mai, di una creatura senza significato?).

L’articolo in questione, Ripensare Darwin?, parte da una discussione comparsa sulla prestigiosissima rivista Nature, ed è affidato a Telmo Pievani, una sorta di Richard Dawkins nostrano (nel suo Creazione senza Dio, per intenderci, afferma senza imbarazzo che nelle scuole cattoliche si insegnerebbe che la terra è piatta). Continua a leggere

Il prof. Enrico Bombieri, medaglia Fields: «la matematica rinforza la certezza di Dio»

Enrico Bombieri

Qualcuno farà fatica a crederci, ma il più importante matematico italiano non lo conosce nessuno. O, almeno, nessuno al di fuori del mondo scientifico. Il suo nome è Enrico Bombieri, l’unico italiano ad aver vinto la medaglia Fields, che corrisponde al Nobel dei matematici. Insegna presso l’università di Princeton, negli Stati Uniti.

L’ottimo Francesco Agnoli ha recentemente intervistato il prestigioso matematico, il quale ha riflettuto a lungo sul rapporto tra scienza e metafisica, spiegando: «Per me la matematica è un modello della verità sia pure un modello assai ristretto da chiare regole di consistenza, che ci dice che una Verità assoluta (con la V maiuscola) deve esistere anche se non possiamo comprenderla». E ancora: «Cercare di giustificare l’esistenza di Dio con la matematica mi rammenta la storia che si racconta di sant’Agostino ancor che, passeggiando in riva al mare meditando sul mistero della Trinità, vide un fanciullo con un piccolo cucchiaio con il quale raccoglieva l’acqua del mare e la versava con cura nel suo secchiello. Sant’Agostino chiese: ‘Bimbo, cosa stai facendo?’ e il fanciullo rispose: ‘Sto contando quanta acqua c’è nel mare’. ‘Ma questo e impossibile!’, replicò sant’Agostino. E il fanciullo: ‘Comprendere il mistero della Trinità è più difficile’. La matematica, che è la scienza della verità logica, certamente ci aiuta a comprendere le cose ed è naturale per un matematico che crede in Dio, qualunque sia la sua denominazione, di riconciliare il concetto dell’esistenza di Dio con la sia pure limitata verità che proviene dalla matematica». Continua a leggere

Vangeli e Sindone, una coincidenza straordinaria

Sacra Sindone

di Francesco Agnoli
 
Professore di storia e filosofia in un prestigioso istituto veronese paritario, Marco Fasol studia da anni la questione dell’autenticità dei Vangeli canonici alla luce delle più moderne conoscenze filologiche e documentali. Un argomento di nicchia, che è esploso ai tempi de Il codice da Vinci di Dan Brown, quando milioni di persone hanno appreso, per la prima volta, dell’esistenza dei cosiddetti Vangeli apocrifi, e, con il gusto classico delle cose proibite, si sono fatti guidare da un narratore americano in un percorso romanzesco ed immaginifico che però non ha, con i fatti, alcun collegamento.

L’idea che i veri Vangeli siano quelli apocrifi (o qualcuno di essi), non era nuova: Dan Brown, notoriamente vicino ad ambienti esoterici, poteva trovarne traccia in altri passaggi della storia. Vari gerarchi nazisti, per esempio, erano convinti dell’esistenza di un Quinto Vangelo, nascosto dalla Chiesa, in cui erano contenute verità coerenti con l’ideologia nazional-socialista, e in conflitto, invece, con la dottrina cattolica. Continua a leggere

“L’uomo della Sindone è Gesù di Nazareth”

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di Francesco Agnoli
 
Alessandro Paolo Bramanti si è laureato in ingegneria elettronica presso l’Università di Pavia, dove ha conseguito anche il dottorato di ricerca, e in fisica della materia presso l’Università del Salento. È ricercatore per una multinazionale dell’elettronica nel campo delle nanotecnologie, ed è autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali e inventore o coinventore di brevetti internazionali.

Sulla Sindone ha scritto Sacra Sindone. Un mistero tra scienza e fede (Taranto, 2010).
 
Il miracolo del quale il cristianesimo non può fare assolutamente a meno, è soprattutto uno: la resurrezione di Cristo. E, guarda caso, proprio di questo miracolo esiste quella che molti considerano una prova: la Sindone. Cosa è per lei un miracolo? E perché la Sindone appare a moltissimi scienziati, oggi, un miracolo?
 
Il miracolo è un’eccezione alle leggi della natura; e poiché tutto il mondo materiale deve sottostare alle leggi naturali senza possibilità di sospenderle o modificarle, il miracolo non può che venire da un intervento superiore, ossia direttamente dall’Autore delle leggi naturali stesse. Negare la possibilità assoluta di sospendere le leggi significa, in definitiva, negare l’esistenza del Legislatore; e questa posizione, oltre ad essere molto ristretta e limitante, certamente non può essere sostenuta con argomenti scientifici. Continua a leggere

Gli scienziati insegnano a pregare

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Il Nobel per la Medicina Alexis Carrel: “Pregare è naturale come respirare”
 
La Chiesa ha ribadito più volte che scienza e fede sono due realtà più che conciliabili, e una dimostrazione lampante di ciò è lo stretto rapporto che moltissimi scienziati hanno avuto e hanno con la fede.

Per questo, Francesco Agnoli ha voluto analizzare in un libro “La forza della preghiera nelle parole degli scienziati” (Fede & Cultura), come recita il titolo, ricordando la relazione con la fede di numerosi e famosissimi uomini di scienza come introduzione all’analisi del saggio sulla preghiera scritto nel 1941 dal Premio Nobel per la Medicina Alexis Carrel. Continua a leggere

Come Keplero cercò di scrivere lo spartito della musica di Dio. E scoprì le orbite dei pianeti

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di Francesco Agnoli
 
Siamo nel 1606 e l’editore Wolfgang Richter, di Francoforte, dà alle stampe un opuscolo, in latino, di una quarantina di pagine, intitolato “De Jesu Christi servatoris nostri vero anno natalitio”. L’autore di questo testo – tutto teso a ridatare il vero anno di nascita di Cristo, sulla base dell’ apparizione della stella di cui parlano i Vangeli, e che spinse i magi a mettersi in cammino-, è un tedesco che ha studiato presso il seminario inferiore di Adelberg e poi presso quello superiore di Maulbronn. Finiti questi studi, ha poi frequentato per quattro anni e mezzo un monastero di Tubinga per divenire teologo.

La sua formazione è, per l’idea che si ha oggi di fisica e di astronomia, del tutto lontana dalla scienza. Eppure non è affatto così. Non solo perché a quei tempi ogni seminario religioso prevede l’insegnamento della matematica, della geometria e dell’astronomia, ma anche perché quell’uomo, come i primi osservatori del cielo, un po’ come i magi dell’Oriente, ha una visione sacrale del cosmo. Continua a leggere

La vita e il “libro del mistero”

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di Francesco Agnoli
 
In una delle su poesie più belle, Il Libro, Giovanni Pascoli esordisce così: “Sopra il leggio di quercia è nell’altana/aperto, il libro”. La quercia è antica, il libro è lì per essere letto. Gli uomini ci si avvicinano e lo sfogliano – indietro, avanti, avanti, indietro-, “ad inseguire il vero”. Quale uomo rinuncia totalmente a leggere il libro? Cercare di capire qualcosa è un obiettivo di tutti. Quando soffriamo, o quando si incontra la morte di un caro, o di un bambino, o il male della guerra, urliamo: perché?

L’ultimo verso della poesia di Pascoli recita così: “sotto le stelle, il libro del mistero”. Come se per il poeta fosse il cielo il garante del senso. Come se proprio per questo, il libro fosse leggibile, almeno in parte, anche dall’uomo.
La metafora del libro ha una lunga storia. La troviamo già in sant’Agostino: “Altri, per trovare Dio, leggono un libro. È un gran libro la stessa bellezza del creato… Dio non ha tracciato con l’inchiostro lettere per mezzo delle quali tu lo potessi conoscere… Gridano verso di te il cielo e la terra: “Io sono opera di Dio””. Continua a leggere

Dietro il Big Bang, l’Essere primordiale. Perché con il vuoto non si riempiono neppure i vasi di marmellata

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di Francesco Agnoli
 
Il modello più accreditato riguardo al Big Bang postula una singolarità iniziale. La sua origine dipenderebbe dunque “da un momento inaccessibile, dal quale non è possibile estrarre alcuna informazione che permetta di imbastire una storia razionale e completa del mondo”. Così il cosmologo Màrio Novello in un libro intitolato “Qualcosa anziché il nulla”. Novello sostiene che “se l’universo ha avuto un’origine singolare distante da noi un intervallo finito di tempo, possiamo trarre la conclusione che non esiste la possibilità di una storia razionale e completa che parta dall’inizio”. Vi sono “condizioni iniziali inaccessibili”? Per Novello questo non è, a priori, possibile: occorre ipotizzare “un universo eterno, senza singolarità, creato spontaneamente dall’instabilità di un remoto stato di vuoto, che ha sperimentato una fase di collasso fino a raggiungere il suo volume minimo e iniziato il processo di espansione che viviamo oggi”. La conseguenza sarebbe che “alla domanda centrale della metafisica”, “perché esiste qualcosa anziché il nulla”, potremmo rispondere che la cosmologia avrà la risposta perché “l’universo era condannato ad esistere”, ed “è molto difficile, è quasi impossibile non esistere”. Continua a leggere

Dio: una favola per bambini ed anziani?

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di Francesco Agnoli
 
Russell Stannard è un fisico americano che indaga il rapporto tra scienza e fede. In Italia è stato pubblicato un suo testo, La scienza e i miracoli, in cui vengono intervistati molti scienziati, sui temi più scottanti. Alcuni di essi, dopo essere stati genetisti, fisici, astronomi, hanno deciso di diventare anche teologi. Perchè la loro scienza non gli bastava.

Il libro inizia con una descrizione: quella di un gruppetto di scolari di 9 anni presso un Osservatorio astronomico. Ad alcune domande sull’origine del cosmo, delle stelle, degli alberi, racconta Stannard, tutti tirano in ballo Dio. Per i bambini Dio è una realtà vera e presente. Vi sono studi che sostengono che l’idea di Dio sia innata negli uomini, e particolarmente efficace proprio nei bambini. Come fossimo “programmati” per credere. Ma la certezza dell’esistenza di Dio, continua Stannard, naufraga clamorosamente quando, invece che bambini, si interrogano giovani universitari o adulti. Continua a leggere

Solo Amore e Luce ha per confine

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di Francesco Agnoli

Si parlava, la volta scorsa, di angeli, demoni e inferno. Proviamo quest’oggi a fare due semplici ragionamenti sul Paradiso: sarà certamente più difficile, anche perché con il male abbiamo di solito, una maggior dimestichezza.
Potremmo partire dalle esperienze di pre-morte, di cui ci parla Antonio Socci nel suo ultimo libro, Tornati dall’aldilà. In queste esperienze il Paradiso viene percepito come un luogo senza tempo, di luce e di amore. Siano vere “visioni” o meno, luce e amore vanno benissimo per il nostro discorso. Dante definisce proprio il Paradiso come il luogo che “solo amore e luce ha per confine”.
Ebbene, se pensiamo alla luce, a questo corpo così sottile, impalpabile, capace di donare bellezza alle cose, viene inevitabile pensare alla conoscenza. Continua a leggere

Le radici atee del nazionalismo (da Garibaldi, a Mussolini, Corradini…)

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di Francesco Agnoli

Anzitutto il nazionalismo, responsabile dello scoppio della I guerra mondiale, che con i suoi dieci milioni di morti, venti milioni di feriti, mutilati e nevrotici, e sette milioni di prigionieri e dispersi, rappresenta la più grande tragedia della storia sino a quel momento, senza alcuna possibilità di confronto. Ebbene il nazionalismo è figlio della Rivoluzione Francese, antitetico alla concezione cattolica, e cioè universale, che aveva caratterizzato l’Europa dell’Antico Regime.

E’ a tutti noto che la I Guerra mondiale nacque dalle frizioni tra i nazionalismi tedesco, inglese, serbo, russo, inglese… Frizioni che esplosero anche per il desiderio di molti di un evento grandioso che portasse con sé un cambiamento, un vento nuovo, ritenuto da molti necessario per spazzare l’aria asfittica della società positivista, industrializzata e senz’anima del primo Novecento. Un nuovo mondo nascerà dalla catastrofe: lo credettero in tanti, socialisti e nazionalisti, di destra e di sinistra. Continua a leggere

Suona l’ultima campanella

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di Francesco Agnoli
 
Anche quest’anno la scuola è finita. Suona l’ultima campanella, i ragazzi si abbracciano tra loro, e abbracciano i propri professori. Quella conclusione, che sino ad un giorno prima era aspettata con ansia, diventa nostalgia: è triste lasciarsi, soprattutto quando si sa che le strade, nell’anno futuro, si divideranno. E’ triste per gli alunni, ma anche per gli insegnanti, se si sono sentiti, per qualche tempo, padri, madri, compagni di strada dei loro ragazzi.

Sono ormai 15 anni che insegno, e questo mestiere, mi diventa sempre più chiaro, è (per me) il più bello del mondo. Come tutti i mestieri, infatti, ha le sue insidie, ma dà soddisfazioni indicibili. Lo ho pensato anche quest’anno, quando gli alunni di una classe mi hanno dato la loro lettera d’addio. Iniziava così: Caro Gandalf… Forse si riferivano ai miei capelli già un po’ bianchi, ma credo, anche, ad un’amicizia quale può scoccare tra un quarantenne e dei sedicenni, senza che mai venga meno la differenza di ruoli e di compiti. Continua a leggere

Quaresima: digiuno, confessione, elemosina

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Il tempo di quaresima è segnato da alcuni gesti forti, importanti. In particolare la tradizione cristiana ha sempre insistito sulla necessità di praticare in special modo, in questo tempo liturgico, il digiuno, la confessione e l’elemosina.

Dai microfoni di radio Maria padre Livio invita spesso gli ascoltatori al digiuno in senso lato: non solo rinuncia al cibo, magari per dare ciò che ci si è tolti, ad altri, ma anche “digiuno degli occhi”, “digiuno delle orecchie”, “digiuno della lingua”. Se in passato rinunciare al cibo poteva essere un gesto forte, per esercitare la proprio temperanza, l’autocontrollo, il dominio dello spirito sul corpo, oggi è più urgente disfarsi delle mille sollecitazioni sensoriali, visive, tattili che il mondo ci presenta per distrarci, per intrattenerci, per anestetizzare la nostra sana inquietudine di uomini. Continua a leggere

Educare: introdurre alla realtà, alla ragione, all’ideale

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di Francesco Agnoli

Si parla da tempo di “emergenza educativa”. Penso che lo abbia fatto per primo, con questa espressione, don Luigi Giussani, che è stato, appunto, un grande ed acuto educatore.

Cosa significa codesta emergenza? Nella mia esperienza mi sembra di poter dire questo: che il dato più evidente per chi abbia oggi a che fare con i giovani, ma non solo, è che molti non sono educati. Manca infatti, spesso, una famiglia alle spalle. Sempre più manca un padre che faccia il padre: che sappia appioppare una sberla, quando serve; che indichi paletti chiari, pochi ma ben precisi, coniugando regole e libertà. Intendo padre in senso lato. Continua a leggere

Come il Cristianesimo ha costruito una civiltà

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(dal sito Amici del Timone, marzo 2011)
 
Un’affascinante viaggio nella storia, utile per riscoprirci cristiani

Venerdì 11 marzo si è tenuta la 47° conferenza del Centro Culturale “Amici del Timone” di Staggia Senese, dal titolo “La novità di Cristo nella storia. Come il cristianesimo ha costruito una civiltà”. L’ospite è stato Francesco Agnoli, giornalista e scrittore, conduce una tavola rotonda mensile su Radio Maria e scrive sul Timone e sul Foglio.Un’affascinante viaggio nella storia, utile per riscoprirci cristiani, non solo perché appartenenti alla religione del Cristo incarnato, ma anche perché appartenenti ad un popolo, quello italiano, dalle radici fortemente cristiane, come del resto tutta l’Europa. Continua a leggere

Papa Francesco tace sui principi non negoziabili?

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Un bellissimo articolo di Francesco Agnoli.

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Quello che si dice, insistentemente, è che questo papa non abbia a cuore i “principi non negoziabili”, perché, al contrario di Benedetto XVI, non li cita mai. Con un modo di esprimersi meteorologico, classico per i media, ma un po’ odioso per i credenti, su Repubblica si è scritto recentemente: “Non è più tempo di fulmini bioetici”. A Repubblica, ne sono sicuro, si stappano le bottiglie e si brinda. L’idea è che il “rompiballe” tedesco, il moralista che criticava il nichilismo contemporaneo, senza tema di farlo anche di fronte al sindaco Veltroni o chicchessia, sia finalmente archiviato. E che quindi la guerra sia vinta. Forse bisognerebbe andare più cauti. Non so se la ricostruzione che segue sia solo una mia personale speranza, o se abbia qualcosa di vero, però, in attesa di conferme o smentite, proverò a proporla. Continua a leggere

La differenza tra il pauperismo e la povertà cristiana

Francesco d'Assisi

di Francesco Agnoli*
*scrittore e saggista

da Il Foglio 18/04/13

Quando si parla di san Francesco, il pensiero corre al Cantico delle Creature, che tutti abbiamo studiato come primo documento della letteratura volgare. Riassunto in soldoni, il Cantico insegna ad andare a Dio tramite le sue creature. Dice cioè di un amore per la realtà, per il mondo, per il suo essere portatore di tracce divine. Come osservando un quadro di Giotto o la Pietà di Michelangelo riusciamo a comprendere qualcosa dell’intelligenza, della genialità dei due artisti, così il Sole, la Luna, l’acqua, il fuoco sono doni di Dio, che a lui ci devono condurre.

Dalle creature al Creatore; dalle “perfezioni” visibili, a quelle invisibili. Poi il pensiero corre a Madonna Povertà, di cui ci parla Dante nell’XI canto del Paradiso, e tutti immaginiamo un uomo che rinuncia alle ricchezze del padre, alle glorie del mondo, per una vita all’insegna dell’amore di Dio, della semplicità, della povertà. Ma la povertà esteriore, il rude saio francescano, mi sembra, è solo l’aspetto più evidente, esteriore, della povertà francescana. Continua a leggere

La Chiesa Cattolica dice tanti sì

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Recentemente papa Francesco, in una delle sue prediche a santa Marta, ha affermato che la Chiesa è la comunità dei sì, perché nasce dall’amore di Cristo. Ha nello stesso tempo criticato l’atteggiamento dei puritani, il moralismo fine a se stesso, per poi aggiungere: “E’ una comunità dei sì, e i no sono conseguenza di questo sì”. Infine ha affermato che la comunità cristiana che vive nell’amore, chiede perdono a Dio dei suoi peccati, perdona le offese e “sente l’obbligo di fedeltà al Signore di fare come (dicono) i comandamenti”.

A chi scrive sembra che queste puntualizzazioni siano di grande importanza. Continua a leggere