Nembrini: non “com’è andata oggi a scuola?” ma “sono contenta che sei qui”

Come sarebbe bello se per prima cosa la mamma, al rientro a casa del figlio, gli dicesse che è felice che ci sia e gli chiedesse se anche lui è contento. Dopo sì, si può parlare anche di scuola
 
L’espressione immortalata nell’immagine sopra l’articolo è quella che Franco Nembrini usa per inscenare la risposta del figlio. Per rendere anche plasticamente il senso di tormento che la solita domanda gli infligge.

Sempre la stessa, ripetuta ogni santo giorno, quasi nello stesso istante, proprio mentre sta per addentare il primo agognato boccone del pranzo da lungi desiderato. Parecchio lungi: dice che già alla campanella della seconda ora il ragazzone vede librarsi in aria, sotto il soffitto diventato greve dell’aula scolastica, una generosa porzione di lasagne fumanti.

“Tutto bene, mamma”. Prova a chiudere la questione il ragazzo e a riaprire la bocca sulla forchetta. Ma la mamma non desiste: “sarà pur successo qualcosa, no?”

“Niente. Non è successo niente“. O almeno, penserà il figliolo, non ho voglia, non ho l’energia per raccontartelo ora. E poi mi viene pure il sospetto che ti interessi solo quello…

In effetti è un’abitudine non così salubre e piuttosto diffusa nelle famiglie italiane quella di mettere tanta enfasi sul rendimento scolastico e non solo nei momenti topici (verifica, interrogazione, fine quadrimestre), ma ogni benedetto giorno. Continua a leggere

Da Tex Willer a Dylan Dog

Quando verità e relativismo si scontrano nei fumetti

(da cattonerd.it)

Franco Nembrini: “In Italia e in Europa occidentale quella famosa cultura che da dopo il Medioevo ha preso le distanze dalla fede, fino a diventare dichiaratamente nemica dell’esperienza religiosa, compie la sua rivoluzione anche in Occidente; e irrompe nella vita del popolo in modo violento, in quel fenomeno storico del ’68. Negli ’60 e ’70 avviene la rivoluzione. Questa cultura entra improvvisamente nella vita della gente, attraverso la televisione, il giornalismo e la Scuola di Stato. Così saltò in modo violento il rapporto tra due generazioni. Una generazione di padri, che voleva dare la fede ai propri figli, si trovarono di fronte a figli che non erano più in grado di riceverla. Cos’è che non capirono questi genitori? Era accaduta una cosa senza precedenti, che non erano divisi dai loro figli da venticinque anni, ma che a separarli si erano infilati cinquecento anni di storia. Una distanza incolmabile.”

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Incontro con Franco Nembrini sulla Divina Commedia

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La Divina Commedia è un’attrazione anche per la gente del popolo,non solo per gli studiosi:tutti infatti desiderano aspirare alla virtù, alla fuga dei vizi e la Divina Commedia la si può considerare un’itinerario verso la verità.
Nembrini ricorda che per vivere davvero bisogna “lasciare quel mantello di fango e di loto che ci copre e vestirci decentemente;bisogna vivere dunque col cuore in mano, stando davanti alla vita all’altezza del proprio desiderio”. Noi infatti siamo fatti per la bellezza,la verità,l’infinito,la sapienza vera,il sapore vero delle cose. Non si entra nella vita senza vivere all’altezza del proprio desiderio,cioè delle proprie domande. Continua a leggere

La video-intervista a Franco Nembrini

Franco Nembrini

 (tratto da cattonerd)

Dante, il purgatorio… e tante curiosità!

Qualche mese fa abbiamo avuto l’onore di intervistare Franco Nembrini, uno dei massimi esperti di “Divina Commedia”, oltre che ex presidente della Federazione Opere Educative (FOE), anche se ormai, se ci seguite, lo conoscerete bene. Infatti l’anno scorso vi avevamo parlato del suo interessante progetto in collaborazione con l’amato illustratore Gabriele Dell’Otto, che ha realizzato le illustrazioni dell’inferno della Divina Commedia e che quest’anno ci mostrerà quelle sul purgatorio, che nel frattempo potete ammirare nel seguente video trailer e nella stessa intervista. Tali opere sono destinate in seguito a un progetto più grande: una “Divina Commedia”commentata e spiegata dal professor Nembrini.  Continua a leggere

Papà, assicurami che valeva la pena venire al mondo

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(dal blog di Costanza Miriano)
 
Continuano le anteprime de La Croce – Quotidiano che sarà in edicola e online dal 13 gennaio 2015. QUI tutte le informazioni per abbonarsi
 

di Franco Nembrini  per La Croce
 
“ai miei genitori, Dario e Clementina
che mi hanno dato la vita, e con essa il sentimento
della sua grandezza e positività
a Clementina Mazzoleni, mia professoressa di italiano
cui devo la passione
per la letteratura e per l’insegnamento
a don Luigi Giussani,
che a quel sentimento e a quella passione
ha dato la stabilità e la certezza della fede”. Continua a leggere

Dopo aver scoperto Dante, l’unica cosa che mi manca è rivedere le stelle

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[dal blog di Costanza Miriano]
 
Nei giorni in cui a Firenze, al festival del quotidiano Repubblica, arrivava Dan Brown, il quotidiano Italia Oggi proponeva un dialogo con un professore di lettere e preside di una scuola bergamasca, Franco Nembrini. Nembrini, certamente non potrà vantare le vendite in libreria dell’autore americano, né sarà forse mai salutato dal sindaco Matteo Renzi con un tweet, né Tom Hanks farà forse mai un film a partire dai suoi scritti, tuttavia quel che ha da dire e raccontare su Dante Alighieri è mille volte più interessante delle scombiccherate ricostruzioni infernali dell’autore statunitense. E quando va a parlare in una scuola o in un qualche teatro, ad ascoltarlo ci sono sempre giovani che ne escono entusiasti e «con una proposta e un itinerario». Che non si esaurisce con una lettura estiva sotto l’ombrellone. Continua a leggere

Un venerdì a Milano

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di Costanza Miriano

Venerdì scorso è stata una giornata molto istruttiva, per me. Innanzitutto ho imparato che alle sette di mattina il mondo già esiste: sono andata a correre a quell’ora indecente in cui di solito sono sprofondata in coma vigile, e ho scoperto che i fondali della città sono già srotolati, i marciapiedi disposti al loro posto, e la gente addirittura già in movimento. Chi l’avrebbe mai detto. Poi ho preso un treno, e sono andata a Milano, attraversando mezza Italia coperta dalla neve, che bello. Ero invitata a Nova Milanese, la sera, e così avevo incastrato altri due impegni, prima. Nel primo pomeriggio sono andata a La7, ospite di Parodi Live (fornita di vestito di seta e scarpe col tacco, l’ideale sulla neve), nel tardo in una parrocchia (anfibio e giacchina di lana cotta). Continua a leggere