Fratello e sorella, due parole che i cristiani amano molto

Papa Francesco

di Massimo Introvigne
 
All’udienza generale del 18 febbraio 2015, continuando le sue catechesi sulla famiglia papa Francesco ha proposto una meditazione sul rapporto fra fratelli e sorelle, «parole», ha detto, «che il cristianesimo ama molto». Gesù ha insegnato che tutti siamo fratelli: ma questo insegnamento è comprensibile solo a partire dalla concreta esperienza dell’avere fratelli e sorelle in famiglia. Un’esperienza decisiva, di cui il Pontefice ha invitato i genitori a non privare i figli «a cuor leggero», seguendo la diffusa ma fallace logica che privilegia sempre il figlio unico.

La Chiesa sa che “fratello” e “sorella”, «grazie all’esperienza familiare, sono parole che tutte le culture e tutte le epoche comprendono». Il legame fraterno, come mostra il Vecchio Testamento, «ha un posto speciale nella storia del popolo di Dio, che riceve la sua rivelazione nel vivo dell’esperienza umana». Molti conoscono le parole del salmo 132: «Ecco, com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme!». Con la sua venuta, poi, «Gesù Cristo ha portato alla sua pienezza anche questa esperienza umana dell’essere fratelli e sorelle, assumendola nell’amore trinitario e potenziandola così che vada ben oltre i legami di parentela e possa superare ogni muro di estraneità».   Continua a leggere

Papa Francesco: «bisogna che tutti ci riconosciamo figli del Padre che è nei cieli e quindi fratelli tra di noi».

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Papa Francesco all’Angelus di oggi ha invitato a rinunciare alla brama di possedere. Dio, ha detto il Papa «non si dimentica di ognuno di noi con nome e cognome». Il Pontefice ha poi chiesto di pregare per l’Ucraina.

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Papa FrancescoAngelus, Piazza San Pietro, Domenica, 2 marzo 2014
 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Al centro della Liturgia di questa domenica troviamo una delle verità più confortanti: la divina Provvidenza. Il profeta Isaia la presenta con l’immagine dell’amore materno pieno di tenerezza, e dice così: «Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai» (49,15). Continua a leggere

Nessuna fraternità è possibile senza Dio padre

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Reso pubblico il 12 dicembre 2013, e formalmente datato 8 dicembre, il Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2014, che si celebrerà il prossimo 1° gennaio, è il primo firmato da Papa Francesco. È dedicato alla fraternità, e ruota tutto intorno a un insegnamento fondamentale: se non ci riconosciamo figli dello stesso Padre, Dio, la fraternità è impossibile. Le ideologie offrono infatti solo contraffazioni della fraternità, che è un portato del cristianesimo.

In ogni uomo e donna, afferma il Papa, c’è – ancora oggi, e nonostante tutto – «un anelito insopprimibile alla fraternità». Infatti, «la fraternità è una dimensione essenziale dell’uomo, il quale è un essere relazionale». Senza fraternità «diventa impossibile la costruzione di una società giusta, di una pace solida e duratura». Continua a leggere

«Lumen fidei». Senza la verità, la fede è solo una «bella fiaba»

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«Lumen fidei», ecco l’enciclica. Un’ampia sintesi e commento di Massimo Introvigne.
 
Il 5 luglio 2013 è stata presentata la prima enciclica di Papa Francesco, Lumen fidei[1], dedicata alla fede, formalmente datata 29 giugno 2013. Il 13 giugno il Pontefice l’aveva presentata ai membri del Consiglio ordinario della Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi come un’«enciclica a quattro mani»[2], preparata insieme a Benedetto XVI come segno speciale della continuità tra i due pontificati. Nel testo, Francesco ricorda che il suo predecessore «aveva quasi completato» (7) l’enciclica sulla fede, aggiungendo: «Assumo il suo prezioso lavoro, aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi» (ibid.). Continua a leggere