Incontrare Chesterton come un amico

 di Giovanni Fighera
 
Assai conosciuto fino agli anni Sessanta e poi dimenticato per decenni, la figura di Chesterton è stata riscoperta in Italia come non mai negli ultimi quindici anni. I suoi testi sono stati tradotti e pubblicati, sia quelli più noti che quelli sconosciuti, un’immensa produzione che spazia dalla narrativa (ad esempio, L’uomo che fu giovedìI racconti di Padre Brown) alla saggistica fino alla miriade di articoli giornalistici che lo hanno reso il più brillante giornalista inglese del secolo scorso.

Ammirato da Lewis e da Tolkien, da Calvino e da Guareschi, Chesterton è stato una delle più brillanti menti del secolo scorso, definito anche the laughing philosopher ovvero il filosofo sorridente. Marco Sermarini, presidente della Società Chestertoniana Italiana, lo chiama san Tommaso del XX e del XXI secolo. A detta dello studioso Gilson fu «uno dei più profondi pensatori che siano mai esistiti». Perché era profondo? «Perché era nel giusto». Sarebbe erronea, quindi, l’affermazione di chi non lo considera filosofo sistematico.

Rimase con uno sguardo sempre spalancato in ricerca della verità in un percorso che lo porta ad entrare nella Chiesa cattolica nel 1922. Quando muore quattordici anni più tardi, Papa Pio XI lo definisce «devoto figlio della santa Chiesa, difensore ricco di doni della fede cattolica». Ora è stato avviato l’iter di canonizzazione di Chesterton. Continua a leggere

Un raduno di «uomini vivi», un’immensa Compagnia dell’Agnello. Come aveva profetizzato Chesterton

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Da una testimonianza su Facebook del collaboratore de «La Croce» Andreas Hofer
 
Ieri giornata memorabile al Circo Massimo. È stata quello che tutti ci attendevamo: una insorgenza popolare pacifica e festosa, capitanata dal grande cuore di uomini e donne vivi, una vera Compagnia dell’Agnello con i suoi condottieri e le sue regine. Immensa gratitudine per aver visto realizzarsi sotto i miei occhi uno dei pensieri più belli di un altro uomo vivo dal cuore immenso, G.K. Chesterton, che non a caso è il vero patrono del Family Day: Continua a leggere

L’umorismo cristiano

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di Fabio Trevisan
 
“Quando vengono i giorni bui, io e te, i puri folli, i cultori dell’umorismo, diventiamo indispensabili”.
 
Nel suo primo romanzo: Il Napoleone di Notting Hill del 1904, il cui vero titolo sarebbe stato, e come ho tradotto nel mio adattamento teatrale: Il pazzo e il re”,Gilbert Keith Chesterton immaginava di far governare l’Inghilterra da un Re umorista, Auberon Quin, che incontrava e favoriva la causa di un giovane e fervente patriota, Adam Wayne (il Napoleone di Notting Hill). Questi due elementi, l’umorismo e il patriottismo, condensati nelle due figure eroiche del romanzo, rappresentavano per il trentenne Chesterton gli antidoti indispensabili per proteggersi dal delirio mondano, dall’affanno di sentirsi al passo coi tempi: “E’ delle novità che gli uomini si stancano, delle mode e delle proposte e delle migliorie e dei cambiamenti. Sono le vecchie cose a sbalordirci, a inebriarci, perché sono le cose vecchie a esser giovani”. Continua a leggere

“E’ bello per noi essere qui”

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«Sono felice nel sentirti dire che, per usare le tue stesse parole, “è bello per noi essere qui” – cioè dove siamo ora. La stessa affermazione, se ricordo bene, fu fatta sulla montagna della Trasfigurazione. È uno di quei sermoni che ripeto sempre a me stesso, perché penso che quella frase di Pietro pronunciata di fronte a quella visione in quel momento straordinario, dovrebbe essere pronunciata da tutti noi, contemplando ogni cambiamento nel panorama di quella lunga Visione che chiamiamo vita – altre cose potremo dirle superficialmente, ma questa deve essere sempre presente al fondo. “È bello per noi essere qui… è bello per noi essere qui”, ripeterlo eternamente».
 
Gilbert Keith Chesterton, da una lettera a sua moglie Frances Blogg, 1899
 
[Fonte: Il blog dell’Uomo Vivo]

Lui c’è sempre

BARCELLONA

Questo è ciò che sento… adesso, a ogni ora del giorno.
Tutte le cose buone sono una cosa sola.
Tramonti, scuole di filosofia, bambini, costellazioni, cattedrali, opere d’arte, montagne, cavalli, poesie; sono solo travestimenti.
Un’entità soltanto si muove sempre tra noi, celandosi sotto il manto grigio della chiesa
o nel verde dei prati. Continua a leggere

Chesterton: cento anni tra fede e ragione

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Sono passati più di cento anni dall’apparizione del personaggio inventato da Chesterton le cui battute rimangono immortali

A distanza di cento anni (il primo Padre Brown fu scritto dallo scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton nel 1911) ritorna con urgente attualità il delicato e centrale rapporto tra fede e ragione, richiamato con chiarezza ed autorità nella lectio magistralis di Ratisbona nel settembre 2006 da Benedetto XVI e ripreso l’anno scorso dallo stesso Papa, nella sua terra natale, a Berlino, davanti ai rappresentanti delle istituzioni politiche tedesche.

LEGAME INSCINDIBILE TRA FEDE E RAGIONE
Del legame tra fede e ragione il celeberrimo sacerdote-detective inglese Padre Brown (reso in Italia brillantemente nell’adattamento televisivo del 1970 da Renato Rascel) è stata un’icona significativa.
Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), l’autore dei divertenti ed intelligenti racconti di Padre Brown, consigliabili a grandi e piccini, riteneva la questione fede-ragione ineludibile, ancor prima del suo ingresso ufficiale nella Chiesa Cattolica Romana (così amava chiamarla) nel 1922. Continua a leggere

Eufemismi….

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«La maggior parte degli eugenisti sono anche eufemisti. Voglio dire che le parole corte li spaventano, mentre quelle lunghe li tranquillizzano. Ed essi sono del tutto incapaci di tradurre le une nelle altre sebbene abbiano lo stesso significato.
Dite loro “Il cittadino dovrebbe essere persuaso ed eventualmente anche obbligato a far sì che il peso della longevità della generazione precedente non diventi sproporzionato e inaccettabile, soprattutto per le femmine”; ditelo loro ed essi ondeggeranno un po’ avanti e indietro come i bambini ninnati nella culla.
Dite loro: “Uccidi tua madre”, e sussultano improvvisamente sulla sedia. Eppure, le due frasi, in fredda logica, sono esattamente le stesse».
 
(GK ChestertonEugenetica ed altri mali)
 

G.K. Chesterton sarebbe un santo “rivoluzionario”

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di Marco Respinti

Da un po’ si parla con insistenza della possibilità che Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), il grande scrittore e saggista inglese, convertito al cattolicesimo nel 1922, possa diventare santo.
In settembre, mons. Peter John Haworth Doyle, vescovo di Northampton, in Inghilterra – la diocesi in cui Chesterton visse – ha chiesto ufficialmente di verificare se ne sussistano le condizioni a don John Udris, oggi direttore spirituale del Seminario di St. Mary presso l’Oscott College (il seminario dell’arcidiocesi cattolica di Birmingham) nonché ex parroco di Beaconsfield, nel Buckinghamshire, cittadina dove Chesterton morì nel 1936 (e nel 1797 pure Edmund Burke, il pensatore anglicano che univa l’antigiacobinismo al filocattolicesimo). Continua a leggere

“Dove Dio fu senza un tetto, tu e io siamo a casa”. Poesia di Natale di G. K. Chesterton

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Una miriade di luci illuminano le nostre strade e soprattutto le nostre case in questo periodo. E dicono che è festa perché la luce è entrata in casa nostra. Abbiamo bisogno di paradossi come quelli che scriveva il signor Chesterton per poter guardare le cose vere con occhio strano quanto basta per continuare a meravigliarci, di giorno in giorno, di anno in anno. Tra le molte poesie sul Natale che Chesterton scrisse, questa, che riporto con una mia traduzione scritta per questa occasione, ci porta dentro quella capanna di Betlemme e ce la fa guardare una volta di più con occhi incuriositi: solo là dove Dio fu senza un tetto, tu ed io siamo a casa:

Laggiù  una madre senza posa camminava,

fuori da una locanda ancora a vagare;

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Papa Francesco: «Le parole cristiane senza Cristo ingannano» (e cita Chesterton)

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Papa Francesco, nell’omelia alla Messa alla Casa Santa Marta di oggi, ha detto che conoscere i comandamenti ma non realizzarli nella vita – così come facevano i farisei -, non solo non serve, ma «fa male». Riferendosi alle letture del giorno sul famoso esempio della casa costruita sulla sabbia o sulla roccia, il Pontefice ha spiegato che questa ipocrisia ci fa credere di «avere una bella casa», ma, in realtà, essa «non ha fondamenta».

LA CITAZIONE DI CHESTERTON. Riprendendo la prima lettura del profeta Isaia, papa Francesco ha osservato: «Isaia lo dice: “Confidate nel Signore sempre, perché il Signore è una roccia eterna!”. La roccia è Gesù Cristo! La roccia è il Signore! Una parola è forte, dà vita, può andare avanti, può tollerare tutti gli attacchi, se questa parola ha le sue radici in Gesù Cristo. Una parola cristiana che non ha le sue radici vitali in Gesù Cristo, è una parola cristiana senza Cristo! E le parole cristiane senza Cristo ingannano». Continua a leggere

“Mary Gray, lo splendore del grigio domestico”

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«Aveva il talento di dire tutto con il volto e il suo silenzio era come un applauso ininterrotto»: Mary Gray, lo splendore del grigio. Un’intervista su Chesterton e la famiglia, di Donatella Cerboni ad Annalisa Teggi.
 
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa intervista di Donatella Cerboni ad Annalisa Teggi [1] – traduttrice delle opere di Gilbert K. Chesterton – che all’incontro del primo giugno scorso sul tema “Un’avventura chiamata famiglia” (organizzato da “La Civiltà Cattolica”, The Chesterton Institute e l’ Associazione BombaCarta) ha tenuto un’interessante relazione dal titolo “Mary Gray, lo splendore del grigio domestico”. Continua a leggere

Ripartire dall’umano con padre Brown

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di Giovanni Fighera
 
Lo scrittore inglese G.K. Chesterton è senz’altro uno dei protagonisti del Meeting di Rimini 2013. A lui è dedicata una mostra, uno spettacolo teatrale e la presentazione della nuova edizione italiana del suo romanzo “Uomo Vivo” (Manalive), ad opera dell’editrice Lindau. In un appuntamento dedicato all’«Emergenza uomo» risalta l’opera di uno scrittore che ha avuto la capacità di leggere l’umano nel profondo. Come dimostrano, ad esempio, i racconti di padre Brown.

Ogni volta che si legge un racconto di Chesterton su padre Brown, il lettore riparte da zero, come se da ogni fatto derivasse tutto il resto: ex uno omnia. Non orpelli inutili o abbellimenti fini a se stessi, ma tanta essenzialità, acuta intelligenza, vivo spirito di osservazione caratterizzano le storie del minuto prete cattolico, «ingenuo e impacciato all’apparenza», che cerca non il «criminale da punire, ma l’uomo da far ricredere e l’anima da recuperare». Continua a leggere

Due libri a difesa dell’uomo comune

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[tratto dal sito uomovivo.blogspot.it ]
 
Fabio Trevisan ci parla de “L’Uomo Comune” e “Ciò che non va nel mondo”
 
La meritoria iniziativa della Casa editrice Lindau di dare continuità alle pubblicazioni del grande scrittore inglese Gilbert Keith Chesterton (1874-1936) ci permette di accostare temi ricorrenti ed importanti nell’opera del saggista e romanziere londinese, al di là di logori schemi ideologici che vorrebbero collocare ed inquadrare le sue opere secondo categorie pre-confezionate e quindi pregiudizievoli alla comprensione dei testi.I due saggi a difesa dell’uomo comune che ci accingiamo a recensire per stimolarne una proficua ed attenta lettura sono “L’Uomo Comune” e “Ciò che non va nel mondo“. Dotato di un naturale temperamento artistico (soprattutto nella pittura e nella poesia) che gli permise di fruire di una vasta e fertile immaginazione, Chesterton  era altresì provvisto di un incredibile talento per l’essenzialità della verità filosofica, che partiva dalla constatazione sorprendente e meravigliosa dell’ovvio e della semplicità dell’uomo comune. Continua a leggere

Chesterton e il matrimonio

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“Con la benedizione del matrimonio, si riceve la forza per amarsi ed essere fedeli l’uno all’altra e in quanto sacramento, la grazia di portare su di sé i limiti e gli errori dell’altro come fossero i propri. Qualsiasi marito e qualsiasi moglie sbaglia a volte così come ogni madre a volte sbaglia col figlio. Non siamo onniscienti e onnipotenti: non vediamo tutti gli elementi, non possiamo controllare nemmeno quelli che vediamo e l’egoismo umano a volte gioca brutti scherzi inconsci anche nel cuore più adorabile. In altre parole, non siamo Dio e guai a chi venera idoli anche all’interno del matrimonio. Ma una volta che ci si rende conto di questo, una volta che Dio è messo sul trono, nel matrimonio entra un enorme potere, per cui gli errori e i peccati dei due che sono stati fatti uno, possono servire per la reciproca santificazione”.

(G.K. Chesterton)

“Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto”

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«La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. Sarà una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. E una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli. Fuochi verranno attizzati per testimoniare che due più due fa quattro. Spade saranno sguainate per dimostrare che le foglie sono verdi in estate. Noi ci ritroveremo a difendere, non solo le incredibili virtù e l’incredibile sensatezza della vita umana, ma qualcosa di ancora più incredibile, questo immenso, impossibile universo che ci fissa in volto. Combatteremo per i prodigi visibili come se fossero invisibili. Guarderemo l’erba e i cieli impossibili con uno strano coraggio. Noi saremo tra quanti hanno visto eppure hanno creduto. Continua a leggere

Pensiero del giorno..

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«La posizione che abbiamo raggiunto è questa: a partire dallo Stato, si cerca di porre rimedio ai fallimenti di tutte le famiglie, di tutti gli asili, le scuole, i laboratori, tutte le istituzioni secondarie che un tempo avevano una qualche autorità da sé. Tutto è in ultima analisi portato al Palazzo di Giustizia. Stiamo cercando di tappare la falla dalla parte opposta».

G.K. Chesterton

Spezzano la Croce per distruggere l’uomo

Il compianto Papa Giovanni Paolo I scrisse un volumetto di lettere immaginarie a personaggi famosi. Una la dedicò a Gilbert K. Chesterton.

Caro Chesterton, sul video della televisione italiana è apparso nei passati mesi Padre Brown, imprevedibile prete-poliziotto, creatura tipicamente tua. Peccato che non siano anche apparsi il professor Lucifero e il monaco Michele. Continua a leggere…

CHESTERTON/ Chi ci darà lo “sguardo di bambino” di Padre Brown?

 

«Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un grande revival editoriale di Chesterton. Molti dei suoi titoli erano scomparsi dai cataloghi degli editori, mentre ora si sta tornando a pubblicare diversi suoi testi, anche assolutamente inediti. E’ certamente significativo questo ritorno di Chesterton, soprattutto perché a mio avviso si tratta di uno scrittore di cui oggi si ha più che mai bisogno». Continua a leggere

La grande marcia della distruzione intellettuale…

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Leggendo oggi alcune notizie, che per la verità sono ormai quasi all’ordine del giorno, mi sono soffermata sul concetto di “ragione”.

Giovanni Paolo II, nella sua Lettera Enciclica Fides et Ratio, scriveva: “La fede e la ragione sono come le due ali con le quali lo spirito umano s’innalza verso la contemplazione della verità. E’ Dio ad aver posto nel cuore dell’uomo il desiderio di conoscere la verità e, in definitiva, di conoscere Lui perché, conoscendolo e amandolo, possa giungere anche alla piena verità su se stesso”.

Da sempre, la Chiesa è maestra di umanità e di sapienza razionale, e purtroppo oggi più che mai le tocca supplire alla mancanza di una razionalità tanto sbandierata quanto – nei fatti – negata da cultura e istituzioni. Le recenti battaglie culturali che vedono coinvolti i credenti (assieme a tanti non cristiani “devoti”), in fondo, sono fatte in nome della ragione umana. Continua a leggere…