Il Papa a ruota libera con i giornalisti

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[Fonte: CulturaCattolica.it, 29 luglio 2013]
 
Ho letto le parole che Papa Francesco ha rivolto ai numerosi giornalisti alla fine del suo grande pellegrinaggio per la Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro. E mi è sembrato di cogliere nelle sue risposte la freschezza e la semplicità che caratterizzano il suo magistero. Non si è sottratto a nessuna domanda, e non è stato «politico» nella risposta. Come sempre, la verità è la cifra della sua presenza.
Allora non mi nascondo lo stupore (ma anche il disgusto) per il travisamento delle sue parole. Un discorso a 360°, capace di affrontare qualsiasi argomento, diventato, sotto la penna dei vari Gad Lerner e titolatori del Corriere la rinuncia equivoca al giudizio sulla questione dei gay. Continua a leggere

Papa e gay, la rivoluzione che non c’è

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(da lanuovabq.it)
 
A Benedetto XVI era toccato “aprire” sui preservativi, a papa Francesco invece toccano i gay. Le interviste con i giornalisti in aereo evidentemente sono destinate a creare qualche problema nella comunicazione e ad oscurare i contenuti dei viaggi pastorali. Così le spettacolari immagini della enorme folla di giovani che domenica occupava Rio de Janeiro per partecipare alla messa con papa Francesco e il suo pressante invito all’evangelizzazione, ieri erano già dimenticati, sovrastati dalla risposta che papa Francesco aveva dato a un giornalista a proposito della lobby gay in Vaticano: «Se uno è gay, chi sono io per giudicarlo?», ha detto il Papa a un certo punto. E su tutti i media internazionali è diventata prima notizia l’apertura del Papa sui gay. In Italia poi Nichi Vendola e Paola Concia non hanno perso un attimo per arruolare il Papa nel partito anti-omofobia. Continua a leggere