Papa Francesco: oggi c’è guerra mondiale contro il matrimonio, gender è grande nemico

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Il Papa in Georgia

(da Radio Vaticana, 01.10.16)
 
Primo appuntamento del pomeriggio a Tblisi è stato l’incontro del Papa con i sacerdoti, i religiosi e le religiose nella Cattedrale di S. Maria Assunta a Tbilisi. Ha introdotto l’incontro l’amministratore apostolico, mons. Pasotto, che ha parlato dell’esperienza di questa piccola minoranza cattolica: è una sfida e un’opportunità essere minoranza ma a volte è duro. Poi sono seguite quattro testimonianze: un giovane, una madre di famiglia, un seminarista e un sacerdote.

Guerra mondiale contro il matrimonio, gender grande nemico
Il Papa ha parlato a braccio: oggi “un grande nemico” del matrimonio – ha detto – è “la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio …  ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee”, sono le “colonizzazioni ideologiche che distruggono”. Per questo occorre “difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”. Continua a leggere

Scandalosamente semplice

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di Tonino Cantelmi*

Dunque la Gender Theory non esiste. Peccato che proprio Judith Butler, autrice del libro che segnò l’irruzione della questione gender nel dibattito accademico, in una intervista al giornale “Le Nouvel Observateur”, solo due anni fa, usi proprio questo termine: Teoria del Gender. Eppure, poche ore dopo il Family Day del 20 giugno 2015, un mucchio di opinionisti copia-incolla hanno copiato e incollato l’annuncio che la Gender Theory non esiste e non è mai esistita. Alcuni poi hanno scritto che sì, qualcosa esiste, ma figuriamoci se nega la differenza maschio/femmina, quella differenza che una Miriano, quasi sorpresa nel doverlo fare, ha cercato di raccontare alle famiglie, anche loro altrettanto sorprese, che manifestavano in piazza. Continua a leggere

Intervento di Alfredo Mantovano alla manifestazione del 20 giugno 2015

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Intervento di Alfredo Mantovano alla manifestazione del 20 giugno 2015 in Piazza San Giovanni, Difendiamo i nostri figli.

(dal sito Comunità Ambrosiana)
 

Care amiche e cari amici!

Una giornalista poco fa mi chiedeva di riassumere in poche parole-chiave il messaggio che il popolo delle famiglie manda all’Italia da piazza San Giovanni in questa splendida serata.

Le parole chiave sono tre: forza – coraggio – speranza

Questa piazza dà forza: la forza non di una massa senza identità, ma di centinaia di migliaia di persone consapevoli che il futuro dell’Italia passa dal futuro della famiglia, e consapevoli che fare male alla famiglia significa fare male all’intera Italia. Continua a leggere

Giacomo Celentano: «Anch’io a Roma per la famiglia. Non ho paura di essere impopolare»

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Il figlio di Adriano racconta la sua conversione e spiega perché sabato scenderà in piazza. «Le mie sorelle? Abbiamo percorsi diversi, ma questo non ci divide»
 
Articolo tratto dal numero di Tempi in edicola
 
 Taglio di capelli giovanile, calzoncini, t-shirt, crocifisso e madonnina al collo. Giacomo Celentano porta il suoi 48 anni con l’aria di un ragazzo che potresti incontrare alla Gmg. Vicino alla chitarra e alle foto di papà Adriano e di mamma Claudia ci sono volumi con la Madonna in copertina e sulle pareti immagini cristiane. Giacomo alla Chiesa si è avvicinato dopo «anni di buio», come li chiama lui. Anni in cui di Dio non voleva sapere, ma che lo hanno portato ad essere un cristiano convinto, disposto, «anche se è impopolare», a testimoniare la sua fede di fronte al mondo. Per questo «sono contento che il 20 giugno si andrà in piazza a difendere la famiglia». Continua a leggere

Messaggio del Pontificio Consiglio per la Famiglia agli organizzatori della manifestazione del 20 giugno

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AL COMITATO “DIFENDIAMO I NOSTRI FIGLI”, IN OCCASIONE DELLA MANIFESTAZIONE DEL 20 GIUGNO 2015 – ROMA, PIAZZA SAN GIOVANNI

Cari amici del Comitato Difendiamo i nostri figli, con piacere intendo far giungere alla manifestazione da voi promossa questo Messaggio, a nome del Pontificio Consiglio per la Famiglia.

Papa Francesco, incontrando alcuni giorni fa dei vescovi europei, ha detto loro, citando la Sua preziosa Esortazione Evangelii Gaudium: Desidero con voi condividere la mia ferma volontà di promuovere la famiglia, quale dono di Dio per la realizzazione dell’uomo e della donna creati a sua immagine e quale «cellula fondamentale della società», «luogo dove si impara a convivere nella differenza e ad appartenere ad altri e dovei genitori trasmettono la fede ai figli” Queste parole del Papa testimoniano l’amore della Chiesa per il nostro mondo e il nostro tempo. Continua a leggere

Papa: Differenza uomo donna fa crescere figli. Famiglie reagiscano a colonizzazione ideologica

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Le differenze tra uomo e donna fanno crescere i figli. Le famiglie reagiscano alla colonizzazione ideologica. Così Papa Francesco aprendo il Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma. Di seguito le parole del Papa:
 
“Come sapete, da alcuni anni stiamo riflettendo e ci interroghiamo su come trasmettere la fede alle nuove generazioni della città che, a seguito di alcune ben note vicende, ha bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale. E questo è un compito molto forte. La nostra città deve rinascere moralmente e spiritualmente, perché sembra che tutto sia lo stesso, che tutto sia relativo; che il Vangelo è sì una bella storia di cose belle, è bello leggerlo, ma rimane lì, un’idea. E non tocca il cuore! La nostra città ha bisogno di questa rinascita. E questo impegno è tanto importante quando parliamo di educazione dei ragazzi e dei giovani, per la quale i primi responsabili siete voi genitori. I nostri ragazzi, ragazzini, che incominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima, e la famiglia deve agire contro questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un uomo molto cattolico, bravo, giovane, che i suoi ragazzini andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e sua moglie tante volte dovevano “ri-catechizzare” i bambini, i ragazzi per quello che riportavano da alcuni professori della scuola o per quello che dicevano i libri che davano lì. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia. E per questo abbiamo bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale. Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: «Teoria del gender espressione di frustrazione e passo indietro»

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“La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Per esempio, io mi domando se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro”. Queste le parole di Papa Francesco all’Udienza generale di oggi in piazza San Pietro.

Il Papa ha annunciato un ciclo di catechesi sulla famiglia dove si sottolineerà “la differenza e la complementarietà tra l’uomo e la donna, che stanno al vertice della creazione divina”. Continua a leggere

La penombra e il punto incandescente. Intervista a Susanna Tamaro

SALONE LIBRO: TAMARO, GRATA A LIBRI CHE COMMUOVONO

Orvieto (TR). Dice che il suo “elogio della penombra” è per proteggere «la parte incandescente della vita» e cioè quella che «ci lega al Mistero». Esiste uno stretto legame tra ciò che Susanna Tamaro vive e ciò che scrive. Per rendersene conto basta girare lo sguardo d’intorno. Terre, prati, animali, amici. Sulle colline d’Orvieto ha costruito il suo piccolo monastero moderno, circondata da cavalli, canarini, un asino, amatissimi cani. Persino una volpe che, se animale domestico non può essere considerato, ormai è un po’ di famiglia non facendo mancare mai la sua quotidiana visita all’agriturismo di cui Tamaro è proprietaria. E poi un’esuberante e lussureggiante vegetazione di vigne, fiori, piante, incorniciata tra i monti che vanno dal Soratte al Gran Sasso ai Sibillini. E gli affetti: la cara amica Roberta, la coppia peruviana che ha assunto per badare al suo casolare, i bambini del posto cui la scrittrice, anni fa, pensò bene di regalare un parchetto dove poter giocare («ma ti pare che qui d’intorno non ci fosse nemmeno un luogo dove i più piccoli potessero ritrovarsi?»). Continua a leggere

Papa Francesco: la colonizzazione ideologica sulla famiglia, un problema molto serio.

Vaticano, Papa Francesco celebra la sua prima messa di Natale in San Pietro

“(…) Inoltre, abbiamo un problema molto serio che è quello della colonizzazione ideologica sulla famiglia. Per questo ne ho parlato nelle Filippine perché è un problema molto serio. Gli africani si lamentano molto di questo. E anche in America latina. E a me è successo una volta. Sono stato testimone di un caso di questo tipo con una ministro dell’educazione riguardo l’insegnamento della teoria del “gender” che è una cosa che sta atomizzando la famiglia. Questa colonizzazione ideologica distrugge la famiglia. Per questo credo che dal sinodo usciranno cose molto chiare, molto rapide, che aiuteranno in questa crisi familiare che è totale”.

Papa Francesco, Intervista a Televisa 06.03.15

 
(fonte: L’Osservatore Romano)
 

Papa Francesco: “Il fidanzamento ha perso il senso sacro del rispetto”

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“La famiglia è in crisi: questo è vero, non è una novità. I giovani non vogliono sposarsi, preferiscono convivere, tranquilli e senza compromessi; poi, se viene un figlio si sposeranno per forza. Oggi non va di moda sposarsi! Poi, tante volte nei matrimoni in chiesa io domando: “Tu che vieni a sposarti, lo fai perché davvero vuoi ricevere dal tuo fidanzato e dalla tua fidanzata il Sacramento, o tu vieni perché socialmente si deve fare così?”. È successo poco tempo fa che, dopo una lunga convivenza, una coppia che io conosco si decise a sposarsi. “E quando?”. “Ancora non sappiamo, perché stiamo cercando la chiesa che sia in armonia con il vestito, e poi stiamo cercando il ristorante che sia vicino alla chiesa, e poi dobbiamo fare le bomboniere, e poi …”. “Ma dimmi: con che fede ti sposi?”. La crisi della famiglia è una realtà sociale. Continua a leggere

Bagnasco: salvare l’alfabeto dell’umano

download Il cardinale Angelo Bagnasco lo riconosce con commozione sincera: «C’è una vita brulicante di eroismo quotidiano, nei giovani, nelle famiglie, che deve fare inginocchiare noi vescovi e pastori di fronte a tanta ricchezza, a tanto eroismo nascosto. Le nostre parrocchie, i nostri gruppi, le nostre associazioni, forse sono l’unica cosa rimasta della vita aggregata, della vita d’insieme, della possibilità della gente di oggi di incontrarsi non per fare qualcosa ma per essere di più, soprattutto per chi è più debole». Lo riconosce di fronte ai quattrocento partecipanti al convegno ‘Non abbiamo che cinque pani’, che vede riuniti ieri e oggi a Montesilvano le undici diocesi della Conferenza episcopale abruzzese molisana con tutti i loro pastori, in preparazione del Convegno ecclesiale di Firenze.

Accolto dal presidente della Ceam, l’arcivescovo di Pescara-Penne monsignor Tommaso Valentinetti, e da monsignor Pietro Santoro, vescovo dei Marsi, che sta guidando la regione ecclesiastica verso l’appuntamento di novembre sul tema ‘In Gesù Cristo il nuovo umanesimo’, Bagnasco ha portato il suo prezioso contributo dopo la lectio divina tenuta dalla biblista Rosalba Manes, partendo proprio dal riconoscimento di tanta ricchezza che anima le parrocchie e le chiese locali. Continua a leggere

Bagnasco e l’impegno dei cattolici

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da La Croce Quotidiano, 27.01.15
 
La prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei è stata di impressionante nettezza. Il richiamo alla «famiglia come baricentro esistenziale da preservare» è stato condito da una serie di affermazioni che tracciano la strada all’impegno dei cattolici italiani nell’immediato futuro. Afferma Bagnasco: «Si dice famiglia, ma si pensa a qualunque nucleo affettivo a prescindere dal matrimonio, che ne riconosce in modo impegnativo la pubblica valenza, e dai due generi». Per questo pensiero distorto il presidente della Conferenza episcopale italiana lancia l’allarme contro la “colonizzazione ideologica” in atto.

L’eco alle parole di Papa Francesco è evidente quanto letterale. Il tentativo sciocco di segnare una distinzione tra l’azione del Vescovo di Roma e quella dei Vescovi italiani si infrange su questa chiarezza persino testuale. I media laicisti anche ieri hanno provato a disegnare una Chiesa divisa tra un Papa che abbraccia un transessuale in udienza privata in Vaticano e un presidente della Cei che con nettezza prende posizione contro la cultura gender. Basterebbe andare a rileggere, senza fare troppa fatica, quello che ha appena detto proprio contro l’ideologia gender Papa Francesco durante il recente viaggio in Asia per avere contezza di quanto i cattolici si muovano con una sola voce e una sola intenzione dietro al Magistero di Pietro. Continua a leggere

Papa Francesco: «Famiglie numerose, segno di speranza». «Difendere famiglia da nuove colonizzazioni ideologiche»

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“Le famiglie sane sono essenziali alla vita della società. Dà consolazione e speranza vedere tante famiglie numerose che accolgono i figli come un vero dono di Dio. Loro sanno che ogni figlio è una benedizione. Ho sentito dire – alcuni [lo dicono] – che le famiglie con molti figli e la nascita di tanti bambini sono tra le cause della povertà. Mi pare un’opinione semplicistica. Posso dire, possiamo dire tutti, che la causa principale della povertà è un sistema economico che ha tolto la persona dal centro e vi ha posto il dio denaro; un sistema economico che esclude sempre: esclude i bambini, gli anziani, i giovani, senza lavoro, e che crea la cultura dello scarto che viviamo. Ci siamo abituati a vedere persone scartate. Questo è il motivo principale della povertà, non le famiglie numerose. Rievocando la figura di san Giuseppe, che ha protetto la vita del “Santo Niño”, tanto venerato in quel Paese, ho ricordato che occorre proteggere le famiglie, che affrontano diverse minacce, affinché possano testimoniare la bellezza della famiglia nel progetto di Dio. Occorre anche difendere le famiglie dalle nuove colonizzazioni ideologiche, che attentano alla sua identità e alla sua missione”. (Papa Francesco, Udienza generale, 21.01.15) Continua a leggere

Papa Francesco: “Gender è colonizzazione ideologica”

Papa Francesco in Sri Lanka 
CdV 19 gennaio 2015 – Papa Francesco sul volo di ritorno dalle Filippine
 
“Volete sapere cosa è la colonizzazione ideologica?”, domanda il Papa ai giornalisti che viaggiano con lui, chiarendo che il suo riferimento nei discorsi di questi giorni era al tentativo di imporre la cultura del Gender nelle scuole. “Colonizzazione ideologica è lo stesso – risponde dunque il Pontefice – che hanno fatto sempre i dittatori, anche in Italia con i ‘balilla’. Pensate anche alla ‘gioventù hitleriana’, a quel popolo che ha subito tanta sofferenza“, suggerisce ai giornalisti. Continua a leggere

La Famiglia è la prima responsabile dell’educazione

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di Paolo e Luca Tanduo

La teoria del gender è ormai diffusa con ogni mezzo, dalle tv agli articoli di giornali, ma è soprattutto in ambito scolastico che sta assumendo un proprio formato propagandistico con la scrittura e diffusione di libri e spettacoli per bambini. Tale campagna informativa denominata “Tante diversità, Uguali diritti“ che propone linee d’intervento in attuazione della “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” è stata approvata il 29 aprile 2013 dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (U.N.A.R.), ente governativo istituito all’interno del Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Continua a leggere

Bagnasco: «Genitori, non fatevi intimidire dalla dittatura gender»

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Il cardinale al Consiglio permanente Cei: «Ci chiediamo con amarezza se si vuol fare della scuola dei campi di rieducazione e di indottrinamento». Il nuovo governo metta «in movimento crescita e sviluppo».

di ANDREA TORNIELLI

La società ha il «grave dovere» di «non corrompere i giovani con idee ed esempi che nessun padre e madre vorrebbero per i propri ragazzi» e i cittadini hanno «il diritto ad una scuola non ideologica e supina alle mode culturali imposte»: lo ha detto il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, in un passaggio della prolusione con la quale ha aperto i lavori del Consiglio permanente dei vescovi, puntando molto sull’emergenza educativa e sulle difficoltà vissute dalla scuola cattolica. Continua a leggere

Uomo e donna: incompatibili ma inseparabili

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La differenza di genere è scritta nel nostro codice biologico e in essa è fondata la meraviglia delle relazioni umane. Se ne parla nell’ultimo libro di Tonino Cantelmi e Marco Scicchitano, presentato ieri sera a Roma.

Roma, 01 Marzo 2014 (Zenit.org) – di Luca Marcolivio

Educare “al femminile e al maschile” è rimasto per millenni qualcosa di scontato. Che un bambino e una bambina debbano ricevere due approcci diversi, sia in famiglia che a scuola e in tutte le altre agenzie educative era un dato che non sembrava poter essere mai messo in discussione.

Oggi non più: l’ideologia del gender, secondo la quale ogni persona, sin dalla più tenerissima età, avrebbe il diritto di scegliere il proprio orientamento e il proprio comportamento sessuale, ha preso piede prima nel dibattito accademico, poi, anche a livello di politiche educative. Ne è la prova il recente documento dell’UNAR, al centro di un’accesissima controversia. Continua a leggere

Contro la famiglia il tribunale delle favole

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L’escalation di un’ingerenza mai immaginata nell’intimità della vita familiare, e la violazione dei più consolidati diritti di genitori e bambini, hanno raggiunto l’apice con il tentativo di inserire un cuneo tra scuola e famiglia, imponendo l’ideologia di gender e i suoi inquietanti stereotipi. È un tentativo contrario ai capisaldi della legislazione internazionale sui diritti umani, perpetrato fuori dei legittimi canali istituzionali, da soggetti terzi, nelle pieghe di una burocrazia invasiva che a tratti s’ispira a principi mai introdotti nel nostro ordinamento.

Si è parlato più volte dell’eliminazione dai moduli scolastici dei concetti di padre e madre, che sembra estendersi fra decisioni e ripensamenti a enti e organi amministrativi. Continua a leggere

Vi chiedo di riflettere sui metodi educativi…

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L’assessore della Regione Veneto Donazzan: «Inopportuno che a scuola si insinui dubbi sull’identità di genere». «Crisi che si è spostata da finanziaria ed economica ad essere ciò che é veramente: crisi morale e di identità». «Vi chiedo di riflettere sui metodi educativi che non interferiscano con la scoperta dell’identità dei ragazzi…». 

L’assessore all’istruzione della Regione del Veneto, Elena Donazzan, ha inviato una lettera ai dirigenti scolastici per condividere con loro e con i docenti del Veneto alcune riflessioni sul tema dell’identità di genere, tema risalito alla ribalta della cronaca per le iniziative promosse dal Comune di Venezia che hanno riguardato il mondo della scuola.

Nella sua lettera Donazzan invita i dirigenti scolastici a “riflettere sui metodi educativi che non interferiscano con la scoperta dell’identità dei ragazzi che è il frutto esclusivo del sereno processo di crescita”, dopo aver espresso, nelle vesti di donna delle istituzioni, il suo sostegno alla famiglia quale nucleo della società veneta ed italiana. Continua a leggere

I Vescovi toscani: la famiglia non è un’ideologia

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I vescovi toscani hanno sottolineato i pericoli di un’educazione scolastica ideologizzata affermando: “Il rischio è che, per motivi ideologici, venga propagata nelle scuole una concezione lontana da quella della famiglia naturale, subordinando la stessa identità sessuale biologica a quella culturale, per di più soggettivamente determinata”. La CET ha, quindi, rivendicato “la dignità culturale di una visione antropologica fondata sulla differenza e complementarietà tra i sessi”.

Dopo la recente presa di posizione dei vescovi del Triveneto che attraverso il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, hanno diffuso una nota pastorale per mettere in guarda contro i pericoli insiti nella teoria del gender, anche la CET è intervenuta sul tema, sempre più drammaticamente attuale, esprimendo “preoccupazione per i tentativi di introdurre il tema della “valorizzazione delle differenze di genere” nei percorsi formativi dei docenti e degli studenti, secondo modalità ispirate alla cosiddetta teoria del gender”. Continua a leggere

Gender in classe: mondo capovolto

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«Educare alla diversità a scuola»: tre volumetti prodotti dal Dipartimento per le Pari opportunità (dipende dalla presidenza del Consiglio dei ministri), dall’Unar (Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali) e dall’Istituto Beck. È diretto alle scuole primarie, alle secondarie di primo grado e a quelle di secondo grado. In teoria dunque tre guide intenzionate a sconfiggere bullismo e discriminazione, garantendo pari diritti a tutti gli studenti. In realtà – a leggerne i contenuti – una serie di assurdità volte a «instillare» (questo il termine usato) nei bambini fin dalla tenera età preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra un padre e una madre… Al loro posto un relativismo che non lascia scampo ad alcun valore. Continua a leggere

Attacco ONU alla Chiesa: si alza l’asticella di una guerra ideologica e dottrinale

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Il rapporto del Comitato per i Diritti del Fanciullo, fondato su osservazioni per lo più superficiali e contraddittorie, è un esempio di ingerenza dottrinale che ha radici profonde.

Ai tempi della scuola chi non si è imbattuto nei propri libri di storia in lunghi capitoli che raccontavano del “secolarismo” della Chiesa, pronti a combattere gli Stati d’Europa per difendere o ampliare i territori dello Stato Pontificio? Ai giorni nostri, invece, ci siamo abituati ad assistere al fenomeno opposto, e cioè ad un costante assedio da parte del “pensiero unico” laico ai territori che la Chiesa ancora conserva come i propri, quelli ideali della morale e della dottrina. Il rapporto del Comitato per i Diritti del Fanciullo diffuso il 5 febbraio scorso, un documento di sedici pagine che vuole valutare la conformità dello Stato della Città del Vaticano rispetto alla Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia, è solo l’ultimo attacco, e di certo il più eclatante, che arriva dal pulpito laico più condiviso del pianeta. Continua a leggere

I vescovi del Triveneto: “Non abbiate paura a dire padre e madre”. No al “gender”

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Sono le parole “più dolci e vere”, eppure oggi si ha quasi vergogna a pronunciarle. Sono quelle con cui siamo cresciuti… “padre” e “madre”, “marito” e “moglie”, insomma “famiglia”, quella fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. I vescovi del Triveneto lanciano un forte appello a “non avere paura” e a “non nutrire ingiustificati pudori o ritrosie nel continuare ad utilizzare, anche nel contesto pubblico” queste parole, “le più dolci e vere che ci sia mai dato di poter pronunciare”. E a loro volta, senza pudore o ritrosia, ribadiscono “il rifiuto di un’ideologia del gender che neghi di fatto il fondamento oggettivo della differenza e complementarietà dei sessi, divenendo anche fonte di confusione sul piano giuridico”. La presa di posizione arriva con una “Nota su alcune urgenti questioni di carattere antropologico e educativo”, dal titolo “Il compito educativo è una missione chiave!”, diffusa alla vigilia della 36esima Giornata della vita (2 febbraio), che quest’anno si svolge sul tema “Generare futuro”. Continua a leggere

I genitori denunciano: sui temi sensibili mancata consultazione

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Dopo l’intervista al Sir del viceministro Maria Cecilia Guerra, un documento unitario di Age, Agesc e Faes: “Sul tema così delicato della ‘educazione all’affettività’ la primaria responsabilità educativa dei genitori non può essere minimamente scavalcata e richiedono con forza di partecipare alla definizione delle linee d’intervento a scuola”. Giudizio severo anche dal Forum delle associazioni familiari.

di Luigi Crimella

Associazioni familiari d’ispirazione cristiana sul “piede di guerra” a proposito della “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere (2013-2015)”, in parole povere un’azione varata dal governo Monti e assunta poi dal governo Letta, con la quale si fanno “salire in cattedra” esponenti delle associazioni gay, lesbiche, bisessuali e transessuali per parlare di “discriminazione” ai ragazzi e giovani delle scuole italiane. Continua a leggere

L’ideologia va in cattedra

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Ciò che non si riesce a far en­trare dalla porta lo si vuole, a tutti i costi, far passare dalla finestra. Si può spiegare soltanto co­sì, l’insistenza con cui l’Ufficio nazio­nale antidiscriminazioni razziali (U­nar), emanazione del Dipartimento per le Pari opportunità e le associa­zioni degli omosessuali, stanno lavo­rando ai fianchi il mondo della scuo­la per “costringere” insegnanti, stu­denti e famiglie ad occuparsi dell’i­deologia del gender e delle «discrimi­nazioni nei confronti delle comunità Lgbt». Come ha ammesso lo stesso presidente di Arcigay Milano, Marco Mori, in una recente intervista al : «Ab­biamo pochissime richieste» di inter­vento dalle scuole. E allora, se l’argo­mento non è ritenuto prioritario da chi la scuola la vive tutti i giorni, lo si vuole imporre per legge. Continua a leggere