Udienza generale. Papa Francesco: «Teoria del gender espressione di frustrazione e passo indietro»

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“La cultura moderna e contemporanea ha aperto nuovi spazi, nuove libertà e nuove profondità per l’arricchimento della comprensione di questa differenza. Ma ha introdotto anche molti dubbi e molto scetticismo. Per esempio, io mi domando se la cosiddetta teoria del gender non sia anche espressione di una frustrazione e di una rassegnazione, che mira a cancellare la differenza sessuale perché non sa più confrontarsi con essa. Sì, rischiamo di fare un passo indietro”. Queste le parole di Papa Francesco all’Udienza generale di oggi in piazza San Pietro.

Il Papa ha annunciato un ciclo di catechesi sulla famiglia dove si sottolineerà “la differenza e la complementarietà tra l’uomo e la donna, che stanno al vertice della creazione divina”. Continua a leggere

il Sinodo “in pillola”

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È noto che durante il Concilio Vaticano II i padri conciliari dibatterono a lungo circa le questioni pastorali poste dalla massiccia diffusione della “pillola”, e la stragrande maggioranza di loro non vedeva nulla di peccaminoso nel suo utilizzo.

Il dibattito fu lungo e acceso, a tratti molto aspro (si narra che il card. Ottaviani abbia apostrofato in aula il card. Suenens con queste parole “l’avesse presa tu’ madre!”), finche Paolo VI con una decisione, che deve essere stata davvero sofferta, avocò a sé l’intera materia, avviando poi il processo che lo portò a pubblicare quattro anni dopo quell’enciclica profetica che fu l’ “Humanae Vitae”.

Fu il classico esempio di una decisione giusta presa con le motivazioni sbagliate, o almeno largamente insufficienti. Paolo VI infatti temeva che separando il sesso dal “rischio” della generazione ci si sarebbe avviati per una via di deresponsabilizzazione dell’amore, scoperchiando un vaso di Pandora con conseguenze imprevedibili. Continua a leggere

Eterologa e adozioni gay: il vescovo contro i giudici

NOSIGLIA

L’arcidiocesi di Torino ha anticipato l’intervista all’arcivescovo mons. Cesare Nosiglia che apparirà sul numero del 7 settembre 2014 del settimanale diocesano La Voce del Popolo. L’Arcivescovo di Torino, come aveva già fatto in occasione di eventi simili in passato, fa sentire la sua voce in modo chiaro e coraggioso contro le invasioni di campo della magistratura in tema di fecondazione artificiale e di adozioni omosessuali. E lo fa senza timore di precisare, in tema di fecondazione artificiale, che la Chiesa considera inaccettabile anche la sua versione omologa: e tanto più quella eterologa, che ora i giudici hanno sdoganato.

«Si direbbe», afferma l’arcivescovo, «che in Italia le questioni di rilevanza bioetica vengano gestite nei tribunali anziché nelle appropriate sedi legislative». Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha aperto le porte alla fecondazione artificiale eterologa è doveroso, precisa il prelato, che almeno «al più presto vengano date norme sicure che regolamentino la questione su tutto il territorio nazionale per evitare il far west, le derive eugenetiche e l’instaurarsi di un subdolo mercato procreativo animato dalla “patologia del desiderio” e dalla logica del figlio a tutti i costi». Continua a leggere

Famiglia tradizionale non equiparabile a coppie di fatto

Il più grande nemico del cristianesimo, il filosofo Friederich Nietzsche parlava del matrimonio come «la forma più menzognera dei rapporti sessuali, ed è per questo che gode dell’approvazione delle coscienze pure». Continua a leggere…