La bellezza del cervello, il mistero della mente

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di Francesco Agnoli

A metà dell’Ottocento Samuel George Morton, celebre paleontologo sostenitore del poligenismo, cercò di dimostrare “che un ordinamento delle razze potesse essere stabilito obiettivamente in base a caratteristiche fisiche del cervello, in particolar modo della sua grandezza” (S.J. Gould).

Per farlo si dedicò a raccogliere centinaia di crani di popoli diversi, per poi riempierli di pallini di piombo: dove ci stanno più pallini, lì c’è l’uomo superiore. Quella di Morton era una dottrina quantitativa dell’intelligenza basata ovviamente su presupposti di tipo materialistico e razzista, secondo una abbinata che troviamo presente molto spesso nella scienza ufficiale, anzi, oggi possiamo dirlo, in tanta pseudo-scienza, ottocentesca. Vediamo il ragionamento di Morton: gli uomini non hanno la stessa origine, come vuole la Bibbia; derivano invece da capostipiti diversi; il loro grado di sviluppo deve essere determinato da condizioni biologiche, materiali, prescindendo quindi da tutto ciò che appartiene al regno dello spirito. Continua a leggere