Il dono di poter nascere due volte

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Un racconto fantastico ci aiuta a riscoprire la nobiltà dell’essere uomini
 
di Silvia Lucchetti
 
“Rivolta alla locanda” di Edoardo Dantonia è il quarto libro della collana UOMOVIVO (Berica editrice). Dopo aver presentato i primi tre: “Osservazioni di una mamma qualunque”, “Le nuove lettere di Berlicche”, “Lettere a una moglie” è la volta di questo nuovo racconto che – come scrive nella prefazione Marco Sermarini – avrà un sapore «molto familiare per chi è amico di Gilbert Keith Chesterton», e per chi ancora non lo conoscesse: niente paura!

La vicenda prende avvio in una “una bettola fatiscente spacciata per locanda”, che ricorda forse un po’ il bar di Boe dei Simpson e un po’ i bar vissuti e sgangherati dei film western. Continua a leggere

Chesterton sui regali di Natale

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di Giuliano Guzzo
 
La convinzione che molti, anche fra i credenti, si sono fatti del Natale è che a disturbare un autentico festeggiamento natalizio siano anzitutto il consumismo e la ricerca dei regali di questi giorni. Tanti la pensano così ma – sia detto con rispetto – sbagliano. Non perché il consumismo, laddove eccessivo, non sia un problema, ma perché il falso Natale non è quello con troppi regali ma quello senza Gesù; è quella la Festa senza il Festeggiato. E se da un lato è vero che una smisurata attenzione ai regali può distrarre dal senso del Natale, dall’altro non è certo evitando di farsi dei doni che si sarà automaticamente partecipi, come per magia, dell’essenza natalizia. Anzi. Continua a leggere

Gilbert Keith Chesterton

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Londra, Inghilterra, 29 maggio 1874 – Beaconsfield, Inghilterra, 14 giugno 1936

L’infanzia
Gilbert Keith Chesterton nacque a Kensington, un quartiere di Londra, il 29 maggio 1874.
Il padre, Edward, si era ritirato per motivi di salute dalla ditta di famiglia, un’agenzia immobiliare, e poté così dedicarsi pienamente ai propri tre figli (la maggiore, Beatrice, morì a soli otto anni). L’infanzia di Chesterton fu particolarmente serena anche grazie a questa presenza paterna. Dotato di un pacato senso dell’umorismo, dilettante felice, il padre coltivava innumerevoli passatempi:
“La sua versatilità, in tutte queste cose era sorprendente. La sua spelonca, o studio, era tutta tappezzata con alte stratificazioni di dieci o dodici giochi d’invenzione: pittura ad acquerello, e modellatura, e fotografia, e vetri dipinti, ed intaglio, e lanterne magiche e miniatura medioevale.” (GKC, Autobiografia, pag. 43) Continua a leggere

La Cerca della Bellezza

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di Stefano Chiappalone
 
“…avvertiamo il valore di testimoniare nelle nostre società l’originaria apertura alla trascendenza che è insita nel cuore dell’uomo” (Papa Francesco)
 
La ricerca della bellezza non è superflua, né priva di riflessi sulla vita – e infatti noi senza accorgercene la ricerchiamo, anche nella scelta dell’arredamento o dell’abbigliamento. Immaginiamo di eliminare tutto ciò che consideriamo bello nella nostra vita quotidiana e questa non sarà più tanto differente da un lager… Al contrario questo pellegrinaggio è una necessità innata, che conferisce senso alla vita, è in grado di appagarci e di guarire le ferite dell’anima, e più che una semplice ricerca si configura come una “Cerca”, proprio come quella del Santo Graal, con la quale ha molte cose in comune (forse perché, in ultima analisi, è la stessa cosa…): Continua a leggere

La pazzia della ragione

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“Se discutete con un pazzo, è oltremodo probabile che abbiate la peggio: perchè il suo cervello cercherà tutte le strade per non essere trattenuto da argomenti che lo condurrebbero a un retto giudizio. Egli non è trattenuto dal senso del ridicolo o dal sentimento della carità o dalle mere certezze dell’esperienza. Egli è tanto più logico quanto più ha perduto ogni affetto sano. La frase con la quale generalmente si designa la pazzia è sotto questo aspetto sbagliata. Il pazzo non è già l’uomo che ha perduto la ragione, ma l’uomo che ha perduto tutto fuor che la ragione. La sua mente si muove in un cerchio perfetto ma ristretto. Un cerchio piccolo è infinito, come un cerchio grande; ma, pur essendo ugualmente infinito, non è ugualmente grande. Allo stesso modo una spiegazione assurda è completa come una spiegazione giusta, ma non abbraccia un campo altrettanto vasto. Una pallottola è tonda come il mondo, ma non è il mondo”.
 
(Gilbert Keith Chesterton, “Ortodossia”)

 

Leggi anche: Papa Francesco cita Chesterton
 

“Perché sono cattolico”

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La difficoltà nello spiegare «perché sono cattolico» consiste nel fatto che vi sono diecimila ragioni, tutte riconducibili ad un’unica ragione: che il cattolicesimo è vero. Potrei riempire intere pagine con innumerevoli frasi che iniziano tutte con: «È l’unica realtà che…». Come, per esempio: 1) È l’unica realtà che evita che un peccato rimanga un segreto; 2) è l’unica realtà in cui il superiore non è veramente un superiore, almeno non nel senso altezzoso del termine; 3) è l’unica realtà che libera la persona dalla degradante schiavitù di essere un prodotto del proprio tempo; 4) è l’unica realtà che comunica come se fosse la verità, come se trasmettesse un messaggio rifiutandosi di corromperlo; 5) è l’unico modello di cristianesimo che si rivolge ad ogni tipo di persona, persino a quella rispettabile; 6) è l’unico tentativo serio di cambiare il mondo dall’interno, operando attraverso la volontà e non le leggi; e via di questo passo. Continua a leggere

Avremo un san Chesterton? Avviata l’indagine per la causa di beatificazione di GKC

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Primo passo verso gli altari per l’intellettuale britannico convertito che con la sua fede colpì e ispirò molti “giganti” del secolo scorso. Da Lewis a Tolkien, da Dawson a Borges. «Anche Bergoglio si espresse favorevolmente»

(Articolo di Antonio Gaspari per Zenit.org)
 
Il vescovo britannico Peter John Haworth Doyle ha nominato un chierico per indagare sulla causa di beatificazione dello scrittore Gilbert Keith Chesterton. A darne notizia è stato Dale Ahlquist, Presidente dell’American Chesterton Society, lo scorso 1° agosto.

Nel suo discorso di apertura della 32a Conferenza annuale dell’American Chesterton Society, svoltasi presso il Collegio dell’Assunzione, Ahlquist ha espresso gioia e gratitudine per questa iniziativa perché «è in sintonia con i nostri desideri» per la canonizzazione di Chesterton. Continua a leggere