“No ai giornali-fotocopia e all’informazione autoreferenziale”, dice il Papa

Papa francesco no a informazione appiattita consumare suola scarpe

Il Pontefice: “Tutti siamo responsabili della comunicazione che facciamo, delle informazioni che diamo, del controllo che insieme possiamo esercitare sulle notizie false”

AGI – “Vieni e vedi”. L’invito che Filippo rivolge a Natanaele, in un brano del Vangelo di Giovanni, è il tema della 55esima Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali. Ed è l’invito che Papa Francesco rivolge per incontrare le persone dove e come sono.

La chiamata a “venire e vedere”, è un “suggerimento”, indica il Pontefice, “per ogni espressione comunicativa che voglia essere limpida e onesta: nella redazione di un giornale come nel mondo del web, nella predicazione ordinaria della Chiesa come nella comunicazione politica o sociale”.

Attenzione all’appiattimento dell’informazione, ai “giornali fotocopia”

Bergoglio mette in guardia dal rischio di un appiattimento dell’informazione, reso più acuto dalla crisi dell’editoria, dai “giornali fotocopia”, notiziari tv e radio e siti web “sostanzialmente uguali” dove il genere dell’inchiesta e del reportage “perdono spazio e qualità a vantaggio di una informazione preconfezionata, ‘di palazzo’, autoreferenziale, che sempre meno riesce a intercettare la verità delle cose e la vita concreta delle persone, e non sa più cogliere né i fenomeni sociali più gravi né le energie positive che si sprigionano dalla base della società”.

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 Il Papa: «la prima comunicazione è nella famiglia»

La prima comunicazione è in famiglia

Il 23 gennaio 2015 Papa Francesco ha reso pubblico il messaggio per la 49a Giornata delle Comunicazioni sociali. Mentre negli anni passati i Pontefici – da san Giovanni Paolo II a Francesco, passando per Benedetto XVI – avevano dedicato in gran parte i loro messaggi sulla comunicazione ai temi di Internet e dei social network, un po’ a sorpresa il messaggio del 2015 tratta di come comunicare non sulla Rete ma in famiglia. «La famiglia», scrive Francesco, «è del resto il primo luogo dove impariamo a comunicare. Tornare a questo momento originario ci può aiutare sia a rendere la comunicazione più autentica e umana, sia a guardare la famiglia da un nuovo punto di vista».

Il Papa parte dalla visita di Maria a Elisabetta descritta nel Vangelo di Luca: «Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!”». Da qui impariamo anzitutto che la comunicazione è «un dialogo che si intreccia con il linguaggio del corpo». Continua a leggere

La rete digitale non è fatta solo di “fili” ma di “persone umane”

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Nel Messaggio per la 48° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, papa Francesco indica il buon samaritano come “icona” dell’evangelizzazione su internet.

Citta’ del Vaticano, 23 Gennaio 2014 (Zenit.org) Luca Marcolivio

I media devono abbattere i muri dell’indifferenza, diventare strumenti di solidarietà tra gli uomini e aiutarli a combattere la povertà e l’emarginazione.

Questo lo spirito del Messaggio di papa Francesco per la 48° Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, che si celebrerà il prossimo 1 giugno sul tema Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro. Continua a leggere