Giornata per la vita. Storia di un abbandono, una culla termica e un neonato

Storia di un abbandono, una culla termica e un neonato

Esce in libreria proprio in occasione della Giornata per la vita, e non sarebbe potuto essere altrimenti. Perché il volume È vita! Storia di un bambino scartato, abbandonato… affidato, pubblicato da Il pozzo di Giacobbe, ripercorre e approfondisce la vicenda di Luigi, che il 19 luglio dello scorso anno venne lasciato nella culla termica installata presso la parrocchia San Giovanni Battista, a Bari: la prima in Puglia.

Un neonato di 9 giorni ben nutrito e curato, ritrovato con un bigliettino dei genitori biologici dal parroco don Antonio Ruccia, curatore del libro che «contiene solo una parte del materiale prodotto dai media e dai social nei giorni immediatamente successivi al ritrovamento del piccolo, a cui si aggiungono alcuni contributi di persone da sempre impegnate nella promozione della vita», sottolinea il sacerdote, che è anche docente di teologia pastorale presso la Facoltà teologica pugliese.

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Giornata per la vita

«Celebriamo questa Giornata per dire il nostro impegno a contrastare gli ostacoli, gli impedimenti, le avversità che rendono difficile vivere e generare vita: le condizioni sociali, la mentalità abortista, la paura delle responsabilità, l’insofferenza di fronte alla fatica di vivere e di prendersi cura dei fratelli e delle sorelle che chiedono aiuto». È un passo del messaggio che l’arcivescovo di Milano, Mario Delpini, ha affidato agli operatori, ai volontari, alle mamme del Centro di aiuto alla vita «Mangiagalli». L’occasione: la visita del presule, ieri, al Cav fondato nel 1984 da Paola Chiara Marozzi Bonzi. Il primo aperto in un ospedale: la clinica «Luigi Mangiagalli», che è unità operativa di Neonatologia e Terapia intensiva neonatale al Policlinico di Milano.

In 36 anni di attività – che nemmeno la pandemia ha fermato – il Cav Mangiagalli ha aiutato a nascere 23.735 bambini, dando ascolto e aiuto ai loro genitori. «I bambini sono la nostra gioia, ma anche la gioia per il mondo intero, perché quando un bambino non nasce, questo bambino mancherà a tutti noi», disse Paola Bonzi, morta nel 2019. Questa frase ora è riportata sulla targa – scoperta ieri pomeriggio dal presidente del Policlinico, Marco Giachetti, alla presenza di Delpini, del marito di Paola, Luigi Bonzi, della direttrice e del segretario del Cav, Soemia Sibillo e Francesco Migliarese – dedicata alla memoria della fondatrice e che verrà collocata al terzo piano della clinica, dove ha “casa” il Cav. Ma c’è un’altra casa in gestazione. Entro la fine del 2021 – all’ombra della Basilica di Sant’Ambrogio, in collaborazione con la parrocchia guidata dall’abate Carlo Faccendini – il Cav Mangiagalli intende aprire una casa d’accoglienza per mamme in particolare difficoltà economica e sociale. Un’opera che Delpini ha chiamato tutti a sostenere, in occasione di questa 43ª Giornata per la vita.

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“Libertà e vita”: il Messaggio per la Giornata per la Vita 2021

Pubblichiamo il Messaggio che il Consiglio Episcopale Permanente della CEI ha preparato per la 43a Giornata Nazionale per la Vita che si celebrerà il 7 febbraio 2021 sul tema “Libertà e vita”.

La pandemia ci ha fatto sperimentare in maniera inattesa e drammatica la limitazione delle libertà personali e comunitarie, portandoci a riflettere sul senso profondo della libertà in rapporto alla vita di tutti: bambini e anziani, giovani e adulti, nascituri e persone in fin di vita. Nelle settimane di forzato lockdown quante privazioni abbiamo sofferto, specie in termini di rapporti sociali! Nel contempo, quanta reciprocità abbiamo respirato, a riprova che la tutela della salute richiede l’impegno e la partecipazione di ciascuno; quanta cultura della prossimità, quanta vita donata per far fronte comune all’emergenza!

Qual è il senso della libertà? Qual è il suo significato sociale, politico e religioso? Si è liberi in partenza o lo si diventa con scelte che costruiscono legami liberi e responsabili tra persone? Con la libertà che Dio ci ha donato, quale società vogliamo costruire?

Sono domande che in certe stagioni della vita interpellano ognuno di noi, mentre torna alla mente il messaggio chiaro del Vangelo: “Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Gv 8,31-32). I discepoli di Gesù sanno che la libertà si può perdere, fino a trasformarsi in catene: “Cristo ci ha liberati – afferma san Paolo – perché restassimo liberi; state saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù” (Gal 5,1).  Continua a leggere