I giovani di notte sui passi dei santi

Giovani a una veglia di preghiera (Siciliani)

I testimoni della fede animano la notte della vigilia di Ognissanti

Non solo Halloween per la notte del 31 ottobre, ma soprattutto la vigilia della solennità di Tutti i Santi, una festa della vita, un’occasione per riflettere sulla luce irradiata da tutti coloro che ci hanno preceduto e hanno vissuto fino in fondo il Vangelo.

Sono numerose le comunità locali che hanno deciso di offrire stasera ai giovani un assaggio di quella bellezza che nasce dalla vita di fede. Un modo non tanto per “combattere” la sempre più diffusa usanza di celebrare Halloween quanto per offrire un momento particolare dipreparazione alla festa dei Santi e poi alle giornate dedicate alla commemorazione dei defunti.

E quest’anno anche la Notte dei Santi si colloca in quel lungo cammino di confronto e di preparazione in vista del Sinodo del 2018, che sarà dedicato proprio alle nuove generazioni. Verrà chiesto quindi si spingere lo sguardo “oltre” verso i lontani, verso tutti quei mondi che in genere la pastorale fa fatica a incrociare sul proprio cammino ordinario.

Seguendo questa logica a Torino la diocesi ha invitato i giovani a salire alla Basilica di Superga a partire dalle 21 per osservare la città “dal punto più alto, al di sopra della rete di case e di strade dove brulica la vita quotidiana” per “sentir risuonare la domanda con cui si apre il cammino del Discepolo amato nel Vangelo di Giovanni, «Maestro, dove abiti?»”.  Continua a leggere

I nuovi poveri sono i giovani

di Stefano Grossi Gondi, 18 ottobre 2016
 
Il modello di povertà italiano è cambiato: riguarda maggiormente i giovani che gli anziani, contrariamente al passato. Lo dice il Rapporto 2016 della Caritas su povertà ed esclusione sociale, presentato il 17 ottobre. Le ragioni di questo ribaltamento stanno nella difficoltà di molti giovani ad entrare nel mondo del lavoro, mentre nonni e genitori si assumono il compito di mantenerli.

Il Rapporto viene a completare quello sulle politiche di contrasto alla povertà, del quale abbiamo parlato recentemente. I Centri di ascolto della Caritas sono un osservatorio affidabile per avere il polso della situazione sociale: tra le oltre 190 mila persone incontrate nel corso del 2015, gli stranieri sono ancora la maggioranza (57,2%), ma al Sud prevalgono gli italiani (66,6%), mentre per la prima volta c’è una perfetta parità tra uomini e donne, mentre tradizionalmente erano queste ultime a rivolgersi soprattutto alla Caritas. Si chiede aiuto soprattutto per difficoltà economiche (76,9%) e di disagio occupazionale (57,2%), poi ci sono i problemi abitativi (25,0%) e familiari (13,0%). Continua a leggere

Al centro del desiderio

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Hanno tutti bisogno di un maestro e di una compagnia umana per riscoprire che l’alba non è una cosa ovvia. Serve però una domanda desta e uno sguardo attento. Allora la realtà ci sorprenderà.
 
di Giovanni Fighera
 
Che cosa cercano i giovani al sabato sera, quando passano da un locale all’altro, quando si «sballano» tra l’alcool, la droga e una musica assordante? Forse loro non saprebbero rispondere in maniera precisa, forse non saprebbero rispondere a questa domanda neanche quegli adulti che li giudicano, li criticano, li censurano senza chiedersi che cosa stia al fondo di quel comportamento. «Quid animo satis?», cioè «che cosa può bastare all’animo umano?». Il cuore dell’uomo è nato per la felicità, piena ed infinita, non ridotta a formule. Ecco perché, non appena qualcuno ha il coraggio di rimetterla a tema, l’attenzione di molti o forse dei giovani o di chi si sente ancora giovane sobbalza e rimane in ascolto, forse cercando la formula o la regola d’oro. Dobbiamo avere il coraggio di guardare in fondo al nostro animo e provare a chiederci: «Che cosa può bastare al nostro animo?». Continua a leggere

Il Papa ai giovani della Gmg: “Non lasciatevi anestetizzare l’anima”

Pope Francis Holy Mass for World Youth Day Sunday 31 July 2016

La messa conclusiva di Francesco con un milione e mezzo di ragazzi: «Puntate al traguardo dell’amore bello, che richiede anche la rinuncia, e un no forte al doping del successo ad ogni costo e alla droga del pensare solo a sé e ai propri comodi»
 
di Andrea Tornielli
 
Mentre attraversa in papamobile alcuni settori della grande spianata del Campus Misericordiae di Cracovia lo salutano migliaia di bandiere. Oltre un milione di giovani (un milione e mezzo secondo gli organizzatori) hanno dormito all’addiaccio in questo luogo. Molti hanno vegliato in preghiera per tutta la notte. È presente la cantante israeliana Noah, che si è esibita prima dell’inizio della cerimonia. È la giornata conclusiva della Gmg polacca, e la liturgia prevede la lettura del Vangelo di Luca che racconta la conversione di Zaccheo: il ricco pubblicano piccolo di statura, odiato da tutti nella città di Gerico, che si arrampica su un albero per vedere il passaggio di Gesù e viene sorprendentemente invitato a scendere dal Nazareno, che si auto-invita a casa sua provocando il mormorio di tutti, scandalizzati per la scelta di visitare l’abitazione di un peccatore. Continua a leggere

“Cari giovani, lasciate un’impronta nel mondo”

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“Ma nella vita c’è un’altra paralisi ancora più pericolosa e spesso difficile da identificare, e che ci costa molto riconoscere. Mi piace chiamarla la paralisi che nasce quando si confonde la FELICITÀ con un DIVANO / KANAPA! Sì, credere che per essere felici abbiamo bisogno di un buon divano. Un divano che ci aiuti a stare comodi, tranquilli, ben sicuri. (…) La “divano-felicità” / “kanapaszczęście” è probabilmente la paralisi silenziosa che ci può rovinare di più; perché a poco a poco, senza rendercene conto, ci troviamo addormentati, ci troviamo imbambolati e intontiti mentre altri – forse i più vivi, ma non i più buoni – decidono il futuro per noi. Sicuramente, per molti è più facile e vantaggioso avere dei giovani imbambolati e intontiti che confondono la felicità con un divano; per molti questo risulta più conveniente che avere giovani svegli, desiderosi di rispondere al sogno di Dio e a tutte le aspirazioni del cuore.
Ma la verità è un’altra: cari giovani, non siamo venuti al mondo per “vegetare”, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano che ci addormenti; al contrario, siamo venuti per un’altra cosa, per lasciare un’impronta. E’ molto triste passare nella vita senza lasciare un’impronta. Ma quando scegliamo la comodità, confondendo felicità con consumare, allora il prezzo che paghiamo è molto ma molto caro: perdiamo la libertà. Non siamo liberi di lasciare un’impronta. Perdiamo la libertà. Questo è il prezzo. E c’è tanta gente che vuole che i giovani non siano liberi; c’è tanta gente che non vi vuole bene, che vi vuole intontiti, imbambolati, addormentati: ma mai liberi! No, questo no! Dobbiamo difendere la nostra libertà!”.
 
Papa Francesco ai giovani della GMG in Polonia (Veglia di preghiera 30.07.16)
 

Educare i giovani all’amore. Due lezioni inedite di Karol Wojtyla

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Due conferenze degli anni Settanta in cui Karol Wojtyla spiega cos’è l’amore, come maturano i giovani, come si usa la libertà. Un corso prematrimoniale attualissimo nel giorno in cui si ricorda la sua scomparsa
 
(da Tempi.it, 2 aprile 2016)
 
Oggi ricorre l’anniversario di morte di san Giovanni Paolo II. A 11 anni di distanza da quel sabato sera, la casa editrice La Scuola pubblica Amore e desiderio (54 pagine, 6,5 euro) un volume che contiene le trascrizioni di due conferenze che l’allora arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla tenne nel 1973 (L’insegnamento dell’amore che dovremmo porre alle basi della preparazione al matrimonio della gioventù universitaria) e nel 1977 (La problematica della maturazione dell’uomo: aspetto antropologico-teologico) e che finora non erano mai state diffuse. Due brevi lezioni sull’amore in chiave educativa e pastorale in cui il futuro santo afferma di non voler parlare di «amore in astratto, o parlare in modo quanto mai teorico. Desidero illuminare subito questo tema dal punto di vista delle esigenze e dei compiti della pastorale universitaria». Continua a leggere

Gli irriducibili desideri dei nostri ragazzi

Foto di Vivian Maier

 di Angelo Busetto
 
Il cristianesimo è sempre all’inizio. Per almeno due motivi. Il primo riguarda l’ambiente in cui viviamo: in un mondo ridiventato pagano, il cristianesimo è sempre agli inizi, con l’unica differenza che mentre gli antichi romani ai vizi attribuivano il nome di un dio, ora i moderni li chiamano “diritti civili”. Il secondo motivo è che nessuno nasce cristiano; cristiani si diventa e non lo si è mai compiutamente. La “milizia cristiana” si svolge dunque contemporaneamente su due fronti, l’uno rivolto all’esterno, nel paragone con un ambiente svuotato di senso o addirittura corrosivo, l’altro all’interno, per la riconquista della propria anima a Dio.

La questione riguarda tutti i cristiani, ma ha un impatto sorprendente sui giovani che cercano il senso della vita. Lo esprime in maniera significativa la lettera di una ragazza, la quale ringrazia un prete per gli interventi in un sito da cui si sente particolarmente accompagnata. Continua a leggere

Suor Emmanuel: “Così ho visto giovani feriti e persi ritrovarsi a Medjugorje”

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Membro della Comunità delle Beatitudini, da 25 anni vive nel paese della Bosnia Erzegovina
 
di Tiziana Oberti
18 agosto 2015
 
MEDJUGORJE – Continua il diario del mio viaggio e dei miei incontri durante il 26° Festival dei Giovani di Medjugorje che dal 31 luglio al 6 agosto 2015 ha portato nel paese della Bosnia Erzegovina oltre 60 mila ragazzi tra i quali tre bus partiti da Genova. La seconda voce raccolta  è quella di Suor Emmanuel Maillard della Comunità delle Beatitudini.

Di seguito la trascrizione letterale dell’intervista.
 
Suor Emmanuel è a Medjugorje da 25 anni chi meglio di lei ci può raccontare i frutti di questo paesino della Bosnia Erzegovina  soprattutto nei giovani visto che siamo qui per questo XXVI Festival dei Giovani?
 
Allora è una cosa meravigliosa questo Festival dei Giovani, è iniziato molto piccolo, mi ricordo con padre Slavko durante la guerra eravamo 15 “gatti” nella rotonda, ma padre Slavko è stato molto fedele, perseverante per radunare tutti questi giovani e adesso vedi sono 50 mila persone che vengono, è una cosa incredibile. Perché? Le persone non sono stupide quando ci sono i frutti vengono, questo è. Continua a leggere

L’inferno visto da San Giovanni Bosco

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San Giovanni Bosco nacque a Castelnuovo d’Asti il 16 agosto 1815, e morì il 31 gennaio 1888. È da tutti conosciuto il suo straordinario carisma di educatore dei giovani per i quali istituì pure l’Ordine dei Salesiani. Anch’egli – come altri Santi – ebbe una visione dell’inferno che egli stesso raccontò ai giovani.

«Mi trovai con la mia guida (l’Angelo Custode), infondo ad un precipizio che finiva in una valle oscura. Ed ecco comparire un edificio immenso, avente una porta altissima, serrata. Toccammo il fondo del precipizio; un caldo soffocante mi opprimeva, un fumo grasso, quasi verde,s’innalzava sui muraglioni dell’edificio e guizze di fiamme sanguigne. Domandai: “Dove ci troviamo”? “Leggi – mi rispose la guida – l’iscrizione che è sulla porta”! C’era scritto: “Ubi non est redemptio”!, cioè: “Dove non c’è redenzione”. Continua a leggere

Papa Francesco ai giovani: «Sarò impopolare, ma vivete l’amore castamente»

Papa Francesco ha chiuso la prima giornata della sua visita a Torino incontrando 90 mila giovani in piazza Vittorio. Francesco li ha invitati anche a vivere il loro amore castamente, evitando così l’edonismo:
 
“E adesso, io so che voi siete buoni e mi permetterete di parlare con sincerità. Io non vorrei fare il moralista ma vorrei dire una parola che non piace, una parola impopolare. Anche il Papa alcune volte deve rischiare sulle cose per dire la verità. L’amore è nelle opere, nel comunicare, ma l’amore è molto rispettoso delle persone, non usa le persone e cioè l’amore è casto. E a voi giovani in questo mondo, in questo mondo edonista, in questo mondo dove soltanto ha pubblicità il piacere, passarsela bene, fare la bella vita, io vi dico: siate casti, siate casti.
Tutti noi nella vita siamo passati per momenti in cui questa virtù è molto difficile, ma è proprio la via di un amore genuino, di un amore che sa dare la vita, che non cerca di usare l’altro per il proprio piacere. E’ un amore che considera sacra la vita dell’altra persona: io ti rispetto, io non voglio usarti, io non voglio usarti. Non è facile. Tutti sappiamo le difficoltà per superare questa concezione “facilista” ed edonista dell’amore. Perdonatemi se dico una cosa che voi non vi aspettavate, ma vi chiedo: fate lo sforzo di vivere l’amore castamente“.

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Sul volo verso Roma: «Il relativismo è un cancro della società»

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Nonostante le fatiche accumulate in una giornata fitta di impegni, sul volo che l’ha riportato a Roma (atterrato quando ormai erano quasi le 22) Papa Francesco ha accettato di rispondere ad alcune domande postegli dai giornalisti di tutto il mondo.

Oltre a confermare la sua volontà di fare un viaggio in Francia («l’ho promesso ai vescovi») il Pontefice ha parlato di Medjugorje, ha ribadito la sua accusa di ipocrisia nei confronti di chi predica la pace e poi vende le armi sotto banco, e parlando dell’uso scorretto che si può fare di Internet ha denunciato che «il consumismo è il cancro della società». Papa Francesco ha anche spiegato che la sua scelta di fare visite in Europa a partire dai piccoli Paesi «che hanno sofferto tanto», come l’Albania e la Bosnia Erzegovina, «è un segnale». Ecco la nostra trascrizione del dialogo. Continua a leggere

Il Papa ai giovani: “non diventate schiavi di tv e computer”

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“Se io vedo che un programma non mi fa bene, mi butta giù i valori, mi fa diventare volgare, anche nella volgarità, anche nelle sporcizie, io devo cambiare canale”. Così Papa Francesco nell’incontro con circa 800 giovani al Centro diocesano giovanile “San Giovanni Paolo II”. Il vescovo di Roma anche in quest’occasione non ha letto il discorso preparato, ma ha intessuto un vivace colloquio con i giovani. Rispondendo a una domanda Francesco ha dichiarato di non guardare più la televisione dal 1990. “Ho sentito una notte – ha spiegato – che questo non mi faceva bene, mi alienava, mi portava fuori di me e ho deciso di non guardarla”.

“E’ vero – ha soggiunto – io sono dell’età della pietra! Sono antico”. Nell’era dell’immagine, ha continuato, bisogna “scegliere le cose che mi fanno bene”, i programmi giusti. I centri televisivi hanno la responsabilità di “fare programmi che ci aiutino affinché i valori, i veri valori, divengano più forti e ci preparino per la vita”. Continua a leggere

Il significato della croce nel mistero della liturgia in un cortometraggio (VIDEO)

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Per preparare ragazzi, giovani e meno giovani alla celebrazione della Passione del Signore e alla Settimana Santa, vi consiglio questo video, un filmato che ha vinto il premio di miglior cortometraggio religioso del 2012. Potremmo descriverlo come una parabola: dalla noia alla partecipazione attiva nella liturgia.
L’esperienza liturgica e l’ascolto “partecipativo” della Parola di Dio ti rendono davvero contemporaneo alla vicenda della morte e risurrezione del Signore, e quando ricevi la comunione Cristo compie di nuovo in te l’opera della salvezza realizzata una volta per sempre sulla croce. Il linguaggio cinematografico comunica questo in maniera immediata ed emotivamente convincente. Si può “predicare” anche così: e questo coinvolgente sermone dura solo 5 minuti! Continua a leggere

Giovanni Paolo II, Papa nel cuore della storia

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Quel minuto – le 21.37 del 2 aprile 2005 – è ormai entrato nella storia. Quella con la “S” maiuscola, che registra in quel momento la morte di Giovanni Paolo II, così come le storie di tante persone che attendevano in preghiera. Il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici e uno dei più stretti collaboratori del Papa ora santo, è stato testimone diretto dell’ora suprema. «In quel momento – racconta ad Avvenire – mi trovavo lì, nell’appartamento del Santo Padre, accanto a lui. Poco prima, verso le otto di sera, dopo i primi vespri della domenica, avevamo concelebrato l’Eucaristia nella sua camera da letto: l’ultima Eucaristia di san Giovanni Paolo II su questa terra. Non potrò mai dimenticare quei momenti, che rimangono scolpiti nel mio cuore, e il silenzio orante che seguì». Continua a leggere

Papa Francesco: Non c’è umiltà senza umiliazione

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Una folla a piazza San Pietro per la domenica delle Palme
 
“Al centro di questa celebrazione, che appare tanto festosa, c’è la parola che abbiamo ascoltato nell’inno della Lettera ai Filippesi: «Umiliò sé stesso».” E’ l’umiltà, e l’umiliazione che sempre ne consegue, al centro dell’omelia di Papa Francesco, oggi, alla domenica delle palme che ha visto una grande folla gremire piazza San Pietro per ascoltare le parole del Pontefice e assistere alla grande, solenne processione. “Questa parola ci svela lo stile di Dio e, di conseguenza, quello che deve essere del cristiano: l’umiltà. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai! Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio: Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà. Lo si vede bene leggendo la storia dell’Esodo: che umiliazione per il Signore ascoltare tutte quelle mormorazioni, quelle lamentele! Erano rivolte contro Mosè, ma in fondo andavano contro di Lui, il loro Padre, che li aveva fatti uscire dalla condizione di schiavitù e li guidava nel cammino attraverso il deserto fino alla terra della libertà. Continua a leggere

Francesco ai giovani: “andate controcorrente, non banalizzate l’amore!”

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Un Messaggio bellissimo del Papa ai giovani in preparazione della prossima Giornata mondiale della Gioventù. Da ignorare, come sempre, titoloni fuorvianti che già circolano su web e giornali. Il Papa richiama ancora una volta l’insegnamento della Chiesa, il che basta a smentire le parole (mai pronunciate) attribuitegli in queste ore dai media.
 
Nel 2015 Papa Francesco aveva annunciato che avrebbe preparato la Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia del luglio 2016 attraverso tre messaggi sulle beatitudini evangeliche, diffondendo il primo sui poveri in spirito (clicca qui). Il 17 febbraio 2015 ha pubblicato il secondo messaggio, sul tema: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8), con un forte richiamo ai giovani a riscoprire la purezza in un’epoca in cui l’amore è «banalizzato» e ridotto alla sola sessualità.

Il Pontefice ha ricordato che la parola “beati”, cioè “felici”, compare nove volte in questo discorso di Gesù: è «come un ritornello che ci ricorda la chiamata del Signore a percorrere insieme a Lui una strada che, nonostante tutte le sfide, è la via della vera felicità». Questo i giovani lo capiscono facilmente. Vogliono essere felici. Continua a leggere

L’America che marcia per la Vita. Il Card. O’Malley: “We shall overcome”

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Un fiume umano ha raggiunto Washington tra mercoledì e giovedì scorso, quello dei partecipanti alla Marcia per la vita. Giunta alla sua edizione numero 42, la Marcia si è confermata anche quest’anno come l’iniziativa più rappresentativa ed “ecumenica” di tutto il grande mondo pro-life statunitense.

Mercoledì sera, alla vigilia dell’evento, il cardinale Sean O’Malley ha celebrato una Messa presso la Cattedrale della Santa Croce. Nell’omelia ha sottolineato come negli Usa sia sta verificando un sorprendente cambiamento dell’opinione pubblica riguardo all’aborto, nel silenzio dei media. Un fenomeno «generazionale» che il porporato attribuisce appunto ai «giovani», oggi «il segmento pro life più importante». E ha aggiunto una serie di considerazioni ispirate, di cui riportiamo qui uno scampolo: Continua a leggere

Manila, 7 milioni alla Messa. Papa Francesco: difendere famiglia da attacchi insidiosi

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“Oggi purtroppo la famiglia ha bisogno di essere protetta da attacchi insidiosi e da programmi contrari a tutto quanto noi riteniamo vero e sacro, a tutto ciò che nella nostra cultura è più nobile e bello”.

“Qualche volta, vedendo i problemi, le difficoltà e le ingiustizie, siamo tentati di rinunciare. Sembra quasi che le promesse del Vangelo non si possano attuare, siano irreali. Ma la Bibbia ci dice che la grande minaccia al piano di Dio per noi è ed è sempre stata la menzogna. Il diavolo è il padre della menzogna. Spesso egli nasconde le sue insidie dietro l’apparenza della sofisticazione, il fascino di essere ‘moderni’, di essere ‘come tutti gli altri’”. (Papa Francesco, Omelia S. Messa nel Rizal Park di Manila, 18.01.15) Continua a leggere

Il Papa a vescovi Zambia: difendere la famiglia da correnti che la minacciano

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(fonte: Radio Vaticana, 17.11.14)
 
Sostenere la famiglia cristiana contro le correnti che la minacciano. E’ l’appello levato da Papa Francesco nel discorso consegnato ai vescovi dello Zambia, ricevuti in visita ad Limina. Il Pontefice sottolinea che quando la famiglia è in pericolo lo è anche la vita di fede. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Un appassionato discorso in favore della famiglia, cellula fondamentale della società. E’ quello rivolto da Francesco ai vescovi dello Zambia e con loro del Continente africano. Il Papa osserva che ci sono grandi minacce che “militano contro la stabilità nella vita sociale ed ecclesiale, in particolare per le famiglie”. E annota che quando la vita della famiglia “è in pericolo, anche la vita di fede è messa a rischio”. Il Papa rileva che, specialmente i poveri che lottano per la sopravvivenza, “sono portati fuori strada da promesse vuote di falsi insegnamenti che sembrano offrire un veloce rimedio in tempi di disperazione”. Continua a leggere

Francesco e Benedetto alla festa dei nonni

Benedetto XVI e Papa Francesco

di Massimo Introvigne
 
Domenica 28 settembre 2014 Papa Francesco ha accolto in Piazza San Pietro decine di migliaia di anziani per una giornata speciale dedicata ai nonni. La giornata è stata occasione di un forte richiamo critico nei confronti di una società che non rispetta più il quarto comandamento, “Onora il padre e la madre”, e dove troppi figli si liberano dei genitori – quando non li uccidono con l’eutanasia – abbandonandoli in case di riposo ridotte a luogo della trascuratezza e dell’oblio.

Il Pontefice ha insistito anzitutto sulla missione spirituale degli anziani. La vecchiaia, ha detto, «è un tempo di grazia, nel quale il Signore ci rinnova la sua chiamata: ci chiama a custodire e trasmettere la fede, ci chiama a pregare, specialmente a intercedere; ci chiama ad essere vicino a chi ha bisogno… Gli anziani, i nonni hanno una capacità di capire le situazioni più difficili: una grande capacità! Continua a leggere

Papa Francesco, i giovani e il patto educativo

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Papa Francesco ieri, parlando in videoconferenza con studenti di cinque Paesi diversi, ha detto: «“Una volta, in quarta elementare – ricorda – ho mancato di rispetto alla maestra e la maestra mandò a chiamare la mia mamma. Venne mia madre, entrò in classe e la maestra uscì. E poi mi chiamarono. E la mia mamma, molto tranquilla – io temo il peggio! – mi disse: ‘Tu hai fatto questo, questo e questo? Hai detto questo alla maestra?’; ‘Sì!’; ‘Chiedile perdono!’. E io chiesi perdono. Ero felice e fu facile. Il secondo atto ci fu quando arrivai a casa!”. Fu più difficile.
Oggi “in tante scuole della mia patria una maestra scrive una osservazione nel quaderno del bambino e il giorno successivo arriva il padre o la madre, denunciando la maestra. E’ rotto il patto educativo!”. E “così parliamo anche della società…”.
 
(fonte: http://www.papaboys.org/francesco-ai-giovani-di-5-continenti-costruite-ponti/)
 

Attenzione al «sexting», un «gioco» sciocco dalle conseguenze pericolose. Diffusissimo fra i teenager

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Sono pochi gli adulti che sanno cosa sia questo fenomeno, e l’aspetto preoccupante è che il suo uso è in costante aumento tra le nuove generazioni. Si tratta di un esibizionismo on-line che nella maggior parte dei casi inizia come un’attività innocente tra gli adolescenti.

Fino a qualche anno fa, i mezzi utilizzati dai giovani fidanzati per dimostrarsi l’affetto erano le lettere d’amore. Con l’evoluzione della tecnologia, le lettere sono state sostituite dalla moda del “sexting”, diventata oggi il nuovo modo in cui una coppia “si dimostra affetto”, senza tener conto delle conseguenze che può provocare. Oltre a questo, c’è un’altra parte della popolazione giovanile che usa il sexting per divertirsi o anche per ottenere popolarità e accettazione nel proprio gruppo di amici. Continua a leggere

Suona l’ultima campanella

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di Francesco Agnoli
 
Anche quest’anno la scuola è finita. Suona l’ultima campanella, i ragazzi si abbracciano tra loro, e abbracciano i propri professori. Quella conclusione, che sino ad un giorno prima era aspettata con ansia, diventa nostalgia: è triste lasciarsi, soprattutto quando si sa che le strade, nell’anno futuro, si divideranno. E’ triste per gli alunni, ma anche per gli insegnanti, se si sono sentiti, per qualche tempo, padri, madri, compagni di strada dei loro ragazzi.

Sono ormai 15 anni che insegno, e questo mestiere, mi diventa sempre più chiaro, è (per me) il più bello del mondo. Come tutti i mestieri, infatti, ha le sue insidie, ma dà soddisfazioni indicibili. Lo ho pensato anche quest’anno, quando gli alunni di una classe mi hanno dato la loro lettera d’addio. Iniziava così: Caro Gandalf… Forse si riferivano ai miei capelli già un po’ bianchi, ma credo, anche, ad un’amicizia quale può scoccare tra un quarantenne e dei sedicenni, senza che mai venga meno la differenza di ruoli e di compiti. Continua a leggere

«Attenti a quei poteri occulti che puntano a una società più debole»

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Il cardinale Bagnasco: «Esistono interessi economici e politici con una volontà precisa»

di ALDO CAZZULLO – Corriere della Sera 10.05.14
 
Cardinale Bagnasco, oggi il Papa incontra gli scolari italiani a San Pietro. La Chiesa denuncia da tempo l’emergenza educativa. La scuola italiana non è una delle componenti di questa emergenza?

«L’emergenza educativa è l’obiettivo pastorale del decennio per i vescovi italiani. Ed è sotto gli occhi di tutti. Vede come primi soggetti la famiglia, la scuola, la Chiesa e la società nel suo insieme. Siamo tutti in emergenza, compresa la società. Dobbiamo non soltanto rifare le strutture scolastiche, ma soprattutto rifare la struttura dell’umano e la struttura culturale del nostro Paese. Che a mio avviso sta perdendo le proprie caratteristiche essenziali e storiche – ideali, valori, visione antropologica -, in nome di un mondialismo che è un valore solo se fa confluire e non azzera tutte le identità culturali». Continua a leggere

Un cruciverba per arrivare in Cielo

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Per vivere la pienezza del Vangelo abbiamo bisogno di una fede “orizzontale” e “verticale”

di Carlo Climati

Una mamma mi ha raccontato che sua figlia si sta preparando alla prima comunione in parrocchia. Il catechista, qualche giorno fa, ha impiegato un’ora per spiegare ai bambini come si fa la raccolta differenziata e come si deve distribuire la spazzatura nei cassonetti.

Perché meravigliarsi? Anche questi argomenti sono parte di una formazione cristiana. Fare la raccolta differenziata significa dare il buon esempio e contribuire al rispetto per il Creato.

La stranezza è un’altra. Lo stesso catechista, nei suoi incontri con i ragazzi, ha detto ai bambini che il Rosario è una preghiera superata e ripetitiva. Secondo lui, bisognerebbe mettere da parte questa preghiera e meditare solo sulle Scritture. Continua a leggere

La Tanzania verso il progresso e la stabilità, grazie al Vangelo

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Dallo “zelo” e dalle solide basi poste dai primi evangelizzatori fino ai danni causati da secolarismo e supersitizioni, la Tanzania ha assaporato il bene e il male nel corso degli anni. Ora è necessaria una svolta, a partire da una nuova e capillare evangelizzazione che rinsaldi la società e la Chiesa stessa.

Questo, in sintesi, il mandato affidato stamane da Papa Francesco ai vescovi del paese dell’Africa orientale, ricevuti in Vaticano in occasione della loro visita ad Limina. Il Pontefice ha accolto i presuli con “un grande abbraccio” e ha ricordato loro “l’imperativo missionario” che sono chiamati a “mantenere e promuovere sempre”. Il fine, ha detto il Santo Padre, è che “il Vangelo possa permeare ogni opera di apostolato e illuminare tutti i settori della società tanzaniana”. Continua a leggere

Il fumo di Satana non vincerà mai

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Incoraggiamo i giovani a far parte di quel piccolo gregge che non si lascia travolgere dalla “religione fai da te”.

di Carlo Climati

Parlare con i giovani è sempre bello. Aiuta a non chiudersi nel proprio guscio e ad essere aggiornati sulla realtà del mondo che ci circonda.

Alcuni giorni fa ho incontrato un ragazzo che mi ha posto una domanda sorprendente: “Carlo, possiamo ancora credere nel Catechismo?”.

Di fronte a questo interrogativo, non ho potuto fare a meno di chiedergli: “Perché hai questi dubbi? Che cosa ti spinge a pensare questo?”. Continua a leggere

Via al processo di beatificazione per don Benzi, il prete che «giudicava tutto abbracciando tutti»

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La congregazione per le cause dei Santi ha concesso il via libera alla causa di beatificazione di don Oreste Benzi.

«Mia mamma faceva spesso il ricamo ed io, curioso, la osservavo. Chiedevo: “Mamma cosa fai?”. “Adesso non puoi capire, aspetta e vedrai che cosa bella viene fuori”. Poi mi mostrava il lavoro compiuto: “Visto che avevo ragione?”. Da adulto ho rielaborato queste impressioni e mi hanno aiutato a capire che Dio ha un disegno su ognuno di noi, un progetto preciso che però non ci rivela tutto in una volta. Ce lo rivela un passo dopo l’altro. Come faceva mia mamma: un punto qui, un punto là e alla fine emergeva il disegno completo. Lei però il disegno l’aveva già tutto in mente fin dall’inizio. E se io mi fido del grande disegno d’amore, allora entro da protagonista in quella storia preparata da Dio che è padre» (don Oreste Benzi, Con questa tonaca lisa, Guaraldi). Continua a leggere

Memoria di S. Agata. Il Papa ai giovani: vi aiuti a comprendere l’importanza della purezza e della verginità

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Al termine dell’udienza generale il Papa ha ricordato che la Chiesa celebra oggi la memoria liturgica di San’Agata. Queste le sue parole:

“Oggi celebriamo la memoria di Sant’Agata, vergine e martire. La sua virtù eroica stimoli voi, cari giovani, in particolare gli studenti delle Scuole della Congregazione di San Giovanni Battista. Aiuti voi a comprendere l’importanza della purezza e della verginità; aiuti voi, cari ammalati, ad accettare la croce in spirituale unione con il cuore di Cristo; e incoraggi voi, cari sposi novelli, a comprendere il ruolo della donna nella vostra vita familiare”.
 
(Fonte: Radio Vaticana, 5.02.14)
 

La più grande ricchezza è l’incontro

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Le relazioni con gli altri sono fondamentali per la crescita dei giovani

di Carlo Climati

Come viene vissuto, dai ragazzi del terzo millennio, il valore dell’amicizia e dell’incontro con gli altri? Tantissimi giovani hanno una vocazione innata nei confronti di questo valore. Sono affascinati dall’idea di potersi donare in modo completo e disinteressato al prossimo.

Di sicuro, avvicinandosi al mondo che li circonda, i ragazzi partono con il piede giusto. Ma poi, col passar del tempo, incontrano alcuni ostacoli. Continua a leggere

C’è del buono a questo mondo…

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di  Marco Pappalardo

Don Bosco scelse di puntare sul buono che c’era nei ragazzi, partendo proprio dagli ultimi e incontrandoli con il volto del Risorto

Sam: «È come nelle grandi storie, padron Frodo, quelle che contano davvero, erano piene di oscurità e pericolo, e a volte non volevi sapere il finale, perché come poteva esserci un finale allegro, come poteva il mondo tornare com’era dopo che erano successe tante cose brutte; ma alla fine è solo una cosa passeggera, quest’ombra, anche l’oscurità deve passare, arriverà un nuovo giorno, e quando il sole splenderà, sarà ancora più luminoso. Quelle erano le storie che ti restavano dentro, anche se eri troppo piccolo per capire il perché, ma credo, padron Frodo, di capire ora, adesso so: le persone di quelle storie avevano molte occasioni di tornare indietro e non l’hanno fatto; andavano avanti, perché loro erano aggrappati a qualcosa». Frodo: «Noi a cosa siamo aggrappati Sam?». Sam: «C’è del buono in questo mondo, padron Frodo: è giusto combattere per questo!». (Dal film “Il Signore degli anelli – Le due torri”).

Chi educa non può che crederci: “C’è del buono a questo a mondo”! Crederci è combattere nelle “Terre dell’educazione”, tutti i giorni, la buona battaglia per ogni giovane che viene posto sulla propria strada: Continua a leggere

Perché nel mondo libero i giovani non credono più alla grande bugia del “diritto di aborto”

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(da Tempi.it)

L’Osservatore Romano indaga in un editoriale le ragioni dell’inatteso rinnovato vigore dei movimenti per la vita negli Stati Uniti, Spagna e Francia

Riproponiamo l’editoriale di Lucetta Scaraffia pubblicato in prima pagina dall’Osservatore Romano.

Qualcosa sta cambiando nel mondo sul fronte dell’aborto: in Spagna il Governo ha deciso di consentirlo solo in caso di violenza o di gravi malformazioni, mentre negli Stati Uniti più di venti Stati restringono le possibilità di metter fine a una gravidanza e alla Camera è stata votata una norma che vieta l’aborto dopo le venti settimane. E pochi giorni fa la marcia per la vita che si è tenuta nella capitale ha visto sfilare, nonostante il freddo polare, tanti giovani. Continua a leggere

Ciò che viene prima

Famiglia-e-Lavoro

O sei vicino, o sei estraneo. O ti stanno a cuore gli altri, la comunità, la gente; o non te ne importa niente. O ti appassiona pensare, progettare e fare insieme ad amici e colleghi, o chi ti sta accanto è sempre e comunque un “concorrente” e l’obiettivo è batterlo e sfruttarlo.

A costo di apparire ingenui visionari, drammaticamente privi di quel cinismo che per alcuni è l’unica arma per emergere, l’atteggiamento prevalente nella società italiana è il primo, anche se al secondo è concessa molta più visibilità. Un atteggiamento che a volte (persino, spesso) può vivere ed esprimersi soltanto in forma di desiderio. Eppure l’Italia delle solidarietà forti, delle relazioni vive e dei legami saldi resiste, come un ricco fiume carsico che scorre sotto un terreno inaridito. Continua a leggere