I giovani di notte sui passi dei santi

Giovani a una veglia di preghiera (Siciliani)

I testimoni della fede animano la notte della vigilia di Ognissanti

Non solo Halloween per la notte del 31 ottobre, ma soprattutto la vigilia della solennità di Tutti i Santi, una festa della vita, un’occasione per riflettere sulla luce irradiata da tutti coloro che ci hanno preceduto e hanno vissuto fino in fondo il Vangelo.

Sono numerose le comunità locali che hanno deciso di offrire stasera ai giovani un assaggio di quella bellezza che nasce dalla vita di fede. Un modo non tanto per “combattere” la sempre più diffusa usanza di celebrare Halloween quanto per offrire un momento particolare dipreparazione alla festa dei Santi e poi alle giornate dedicate alla commemorazione dei defunti.

E quest’anno anche la Notte dei Santi si colloca in quel lungo cammino di confronto e di preparazione in vista del Sinodo del 2018, che sarà dedicato proprio alle nuove generazioni. Verrà chiesto quindi si spingere lo sguardo “oltre” verso i lontani, verso tutti quei mondi che in genere la pastorale fa fatica a incrociare sul proprio cammino ordinario.

Seguendo questa logica a Torino la diocesi ha invitato i giovani a salire alla Basilica di Superga a partire dalle 21 per osservare la città “dal punto più alto, al di sopra della rete di case e di strade dove brulica la vita quotidiana” per “sentir risuonare la domanda con cui si apre il cammino del Discepolo amato nel Vangelo di Giovanni, «Maestro, dove abiti?»”.  Continua a leggere

I nuovi poveri sono i giovani

di Stefano Grossi Gondi, 18 ottobre 2016
 
Il modello di povertà italiano è cambiato: riguarda maggiormente i giovani che gli anziani, contrariamente al passato. Lo dice il Rapporto 2016 della Caritas su povertà ed esclusione sociale, presentato il 17 ottobre. Le ragioni di questo ribaltamento stanno nella difficoltà di molti giovani ad entrare nel mondo del lavoro, mentre nonni e genitori si assumono il compito di mantenerli.

Il Rapporto viene a completare quello sulle politiche di contrasto alla povertà, del quale abbiamo parlato recentemente. I Centri di ascolto della Caritas sono un osservatorio affidabile per avere il polso della situazione sociale: tra le oltre 190 mila persone incontrate nel corso del 2015, gli stranieri sono ancora la maggioranza (57,2%), ma al Sud prevalgono gli italiani (66,6%), mentre per la prima volta c’è una perfetta parità tra uomini e donne, mentre tradizionalmente erano queste ultime a rivolgersi soprattutto alla Caritas. Si chiede aiuto soprattutto per difficoltà economiche (76,9%) e di disagio occupazionale (57,2%), poi ci sono i problemi abitativi (25,0%) e familiari (13,0%). Continua a leggere

Al centro del desiderio

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Hanno tutti bisogno di un maestro e di una compagnia umana per riscoprire che l’alba non è una cosa ovvia. Serve però una domanda desta e uno sguardo attento. Allora la realtà ci sorprenderà.
 
di Giovanni Fighera
 
Che cosa cercano i giovani al sabato sera, quando passano da un locale all’altro, quando si «sballano» tra l’alcool, la droga e una musica assordante? Forse loro non saprebbero rispondere in maniera precisa, forse non saprebbero rispondere a questa domanda neanche quegli adulti che li giudicano, li criticano, li censurano senza chiedersi che cosa stia al fondo di quel comportamento. «Quid animo satis?», cioè «che cosa può bastare all’animo umano?». Il cuore dell’uomo è nato per la felicità, piena ed infinita, non ridotta a formule. Ecco perché, non appena qualcuno ha il coraggio di rimetterla a tema, l’attenzione di molti o forse dei giovani o di chi si sente ancora giovane sobbalza e rimane in ascolto, forse cercando la formula o la regola d’oro. Dobbiamo avere il coraggio di guardare in fondo al nostro animo e provare a chiederci: «Che cosa può bastare al nostro animo?». Continua a leggere

Il Papa ai giovani della Gmg: “Non lasciatevi anestetizzare l’anima”

Pope Francis Holy Mass for World Youth Day Sunday 31 July 2016

La messa conclusiva di Francesco con un milione e mezzo di ragazzi: «Puntate al traguardo dell’amore bello, che richiede anche la rinuncia, e un no forte al doping del successo ad ogni costo e alla droga del pensare solo a sé e ai propri comodi»
 
di Andrea Tornielli
 
Mentre attraversa in papamobile alcuni settori della grande spianata del Campus Misericordiae di Cracovia lo salutano migliaia di bandiere. Oltre un milione di giovani (un milione e mezzo secondo gli organizzatori) hanno dormito all’addiaccio in questo luogo. Molti hanno vegliato in preghiera per tutta la notte. È presente la cantante israeliana Noah, che si è esibita prima dell’inizio della cerimonia. È la giornata conclusiva della Gmg polacca, e la liturgia prevede la lettura del Vangelo di Luca che racconta la conversione di Zaccheo: il ricco pubblicano piccolo di statura, odiato da tutti nella città di Gerico, che si arrampica su un albero per vedere il passaggio di Gesù e viene sorprendentemente invitato a scendere dal Nazareno, che si auto-invita a casa sua provocando il mormorio di tutti, scandalizzati per la scelta di visitare l’abitazione di un peccatore. Continua a leggere

“Cari giovani, lasciate un’impronta nel mondo”

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“Ma nella vita c’è un’altra paralisi ancora più pericolosa e spesso difficile da identificare, e che ci costa molto riconoscere. Mi piace chiamarla la paralisi che nasce quando si confonde la FELICITÀ con un DIVANO / KANAPA! Sì, credere che per essere felici abbiamo bisogno di un buon divano. Un divano che ci aiuti a stare comodi, tranquilli, ben sicuri. (…) La “divano-felicità” / “kanapaszczęście” è probabilmente la paralisi silenziosa che ci può rovinare di più; perché a poco a poco, senza rendercene conto, ci troviamo addormentati, ci troviamo imbambolati e intontiti mentre altri – forse i più vivi, ma non i più buoni – decidono il futuro per noi. Sicuramente, per molti è più facile e vantaggioso avere dei giovani imbambolati e intontiti che confondono la felicità con un divano; per molti questo risulta più conveniente che avere giovani svegli, desiderosi di rispondere al sogno di Dio e a tutte le aspirazioni del cuore.
Ma la verità è un’altra: cari giovani, non siamo venuti al mondo per “vegetare”, per passarcela comodamente, per fare della vita un divano che ci addormenti; al contrario, siamo venuti per un’altra cosa, per lasciare un’impronta. E’ molto triste passare nella vita senza lasciare un’impronta. Ma quando scegliamo la comodità, confondendo felicità con consumare, allora il prezzo che paghiamo è molto ma molto caro: perdiamo la libertà. Non siamo liberi di lasciare un’impronta. Perdiamo la libertà. Questo è il prezzo. E c’è tanta gente che vuole che i giovani non siano liberi; c’è tanta gente che non vi vuole bene, che vi vuole intontiti, imbambolati, addormentati: ma mai liberi! No, questo no! Dobbiamo difendere la nostra libertà!”.
 
Papa Francesco ai giovani della GMG in Polonia (Veglia di preghiera 30.07.16)
 

Educare all’amore vero (Papa Francesco)

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Papa Francesco, Amoris Laetitia:
 
“282. Un’educazione sessuale che custodisca un sano pudore ha un valore immenso, anche se oggi alcuni ritengono che sia una cosa di altri tempi. È una difesa naturale della persona che protegge la propria interiorità ed evita di trasformarsi in un puro oggetto. Senza il pudore, possiamo ridurre l’affetto e la sessualità a ossessioni che ci concentrano solo sulla genitalità, su morbosità che deformano la nostra capacità di amare e su diverse forme di violenza sessuale che ci portano ad essere trattati in modo inumano o a danneggiare gli altri.

283. Frequentemente l’educazione sessuale si concentra sull’invito a “proteggersi”, cercando un “sesso sicuro”. Queste espressioni trasmettono un atteggiamento negativo verso la naturale finalità procreativa della sessualità, come se un eventuale figlio fosse un nemico dal quale doversi proteggere. Così si promuove l’aggressività narcisistica invece dell’accoglienza. È irresponsabile ogni invito agli adolescenti a giocare con i loro corpi e i loro desideri, come se avessero la maturità, i valori, l’impegno reciproco e gli obiettivi propri del matrimonio. Continua a leggere

Educare i giovani all’amore. Due lezioni inedite di Karol Wojtyla

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Due conferenze degli anni Settanta in cui Karol Wojtyla spiega cos’è l’amore, come maturano i giovani, come si usa la libertà. Un corso prematrimoniale attualissimo nel giorno in cui si ricorda la sua scomparsa
 
(da Tempi.it, 2 aprile 2016)
 
Oggi ricorre l’anniversario di morte di san Giovanni Paolo II. A 11 anni di distanza da quel sabato sera, la casa editrice La Scuola pubblica Amore e desiderio (54 pagine, 6,5 euro) un volume che contiene le trascrizioni di due conferenze che l’allora arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla tenne nel 1973 (L’insegnamento dell’amore che dovremmo porre alle basi della preparazione al matrimonio della gioventù universitaria) e nel 1977 (La problematica della maturazione dell’uomo: aspetto antropologico-teologico) e che finora non erano mai state diffuse. Due brevi lezioni sull’amore in chiave educativa e pastorale in cui il futuro santo afferma di non voler parlare di «amore in astratto, o parlare in modo quanto mai teorico. Desidero illuminare subito questo tema dal punto di vista delle esigenze e dei compiti della pastorale universitaria». Continua a leggere

Due cuori per sempre

Pixabay

L’amore senza fine non è un sogno, ma una meravigliosa realtà
 
di Carlo Climati
 
È ancora possibile dire: “ti amerò per sempre”? Sicuramente sì. Sono tantissimi i giovani che coltivano il sogno di un matrimonio felice e di un amore senza fine, nonostante il lavaggio del cervello che hanno subìto in questi ultimi anni.

Un cattivo uso dei mezzi di comunicazione ha spesso contribuito alla diffusione di una certa non-cultura del non-impegno, che tende ad uccidere la speranza e a ridurre i rapporti umani a qualcosa di provvisorio.   Continua a leggere

Gli irriducibili desideri dei nostri ragazzi

Foto di Vivian Maier

 di Angelo Busetto
 
Il cristianesimo è sempre all’inizio. Per almeno due motivi. Il primo riguarda l’ambiente in cui viviamo: in un mondo ridiventato pagano, il cristianesimo è sempre agli inizi, con l’unica differenza che mentre gli antichi romani ai vizi attribuivano il nome di un dio, ora i moderni li chiamano “diritti civili”. Il secondo motivo è che nessuno nasce cristiano; cristiani si diventa e non lo si è mai compiutamente. La “milizia cristiana” si svolge dunque contemporaneamente su due fronti, l’uno rivolto all’esterno, nel paragone con un ambiente svuotato di senso o addirittura corrosivo, l’altro all’interno, per la riconquista della propria anima a Dio.

La questione riguarda tutti i cristiani, ma ha un impatto sorprendente sui giovani che cercano il senso della vita. Lo esprime in maniera significativa la lettera di una ragazza, la quale ringrazia un prete per gli interventi in un sito da cui si sente particolarmente accompagnata. Continua a leggere

Suor Emmanuel: “Così ho visto giovani feriti e persi ritrovarsi a Medjugorje”

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Membro della Comunità delle Beatitudini, da 25 anni vive nel paese della Bosnia Erzegovina
 
di Tiziana Oberti
18 agosto 2015
 
MEDJUGORJE – Continua il diario del mio viaggio e dei miei incontri durante il 26° Festival dei Giovani di Medjugorje che dal 31 luglio al 6 agosto 2015 ha portato nel paese della Bosnia Erzegovina oltre 60 mila ragazzi tra i quali tre bus partiti da Genova. La seconda voce raccolta  è quella di Suor Emmanuel Maillard della Comunità delle Beatitudini.

Di seguito la trascrizione letterale dell’intervista.
 
Suor Emmanuel è a Medjugorje da 25 anni chi meglio di lei ci può raccontare i frutti di questo paesino della Bosnia Erzegovina  soprattutto nei giovani visto che siamo qui per questo XXVI Festival dei Giovani?
 
Allora è una cosa meravigliosa questo Festival dei Giovani, è iniziato molto piccolo, mi ricordo con padre Slavko durante la guerra eravamo 15 “gatti” nella rotonda, ma padre Slavko è stato molto fedele, perseverante per radunare tutti questi giovani e adesso vedi sono 50 mila persone che vengono, è una cosa incredibile. Perché? Le persone non sono stupide quando ci sono i frutti vengono, questo è. Continua a leggere

L’inferno visto da San Giovanni Bosco

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San Giovanni Bosco nacque a Castelnuovo d’Asti il 16 agosto 1815, e morì il 31 gennaio 1888. È da tutti conosciuto il suo straordinario carisma di educatore dei giovani per i quali istituì pure l’Ordine dei Salesiani. Anch’egli – come altri Santi – ebbe una visione dell’inferno che egli stesso raccontò ai giovani.

«Mi trovai con la mia guida (l’Angelo Custode), infondo ad un precipizio che finiva in una valle oscura. Ed ecco comparire un edificio immenso, avente una porta altissima, serrata. Toccammo il fondo del precipizio; un caldo soffocante mi opprimeva, un fumo grasso, quasi verde,s’innalzava sui muraglioni dell’edificio e guizze di fiamme sanguigne. Domandai: “Dove ci troviamo”? “Leggi – mi rispose la guida – l’iscrizione che è sulla porta”! C’era scritto: “Ubi non est redemptio”!, cioè: “Dove non c’è redenzione”. Continua a leggere

Papa Francesco ai giovani: «Sarò impopolare, ma vivete l’amore castamente»

Papa Francesco ha chiuso la prima giornata della sua visita a Torino incontrando 90 mila giovani in piazza Vittorio. Francesco li ha invitati anche a vivere il loro amore castamente, evitando così l’edonismo:
 
“E adesso, io so che voi siete buoni e mi permetterete di parlare con sincerità. Io non vorrei fare il moralista ma vorrei dire una parola che non piace, una parola impopolare. Anche il Papa alcune volte deve rischiare sulle cose per dire la verità. L’amore è nelle opere, nel comunicare, ma l’amore è molto rispettoso delle persone, non usa le persone e cioè l’amore è casto. E a voi giovani in questo mondo, in questo mondo edonista, in questo mondo dove soltanto ha pubblicità il piacere, passarsela bene, fare la bella vita, io vi dico: siate casti, siate casti.
Tutti noi nella vita siamo passati per momenti in cui questa virtù è molto difficile, ma è proprio la via di un amore genuino, di un amore che sa dare la vita, che non cerca di usare l’altro per il proprio piacere. E’ un amore che considera sacra la vita dell’altra persona: io ti rispetto, io non voglio usarti, io non voglio usarti. Non è facile. Tutti sappiamo le difficoltà per superare questa concezione “facilista” ed edonista dell’amore. Perdonatemi se dico una cosa che voi non vi aspettavate, ma vi chiedo: fate lo sforzo di vivere l’amore castamente“.

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Sul volo verso Roma: «Il relativismo è un cancro della società»

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Nonostante le fatiche accumulate in una giornata fitta di impegni, sul volo che l’ha riportato a Roma (atterrato quando ormai erano quasi le 22) Papa Francesco ha accettato di rispondere ad alcune domande postegli dai giornalisti di tutto il mondo.

Oltre a confermare la sua volontà di fare un viaggio in Francia («l’ho promesso ai vescovi») il Pontefice ha parlato di Medjugorje, ha ribadito la sua accusa di ipocrisia nei confronti di chi predica la pace e poi vende le armi sotto banco, e parlando dell’uso scorretto che si può fare di Internet ha denunciato che «il consumismo è il cancro della società». Papa Francesco ha anche spiegato che la sua scelta di fare visite in Europa a partire dai piccoli Paesi «che hanno sofferto tanto», come l’Albania e la Bosnia Erzegovina, «è un segnale». Ecco la nostra trascrizione del dialogo. Continua a leggere

Il Papa ai giovani: “non diventate schiavi di tv e computer”

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“Se io vedo che un programma non mi fa bene, mi butta giù i valori, mi fa diventare volgare, anche nella volgarità, anche nelle sporcizie, io devo cambiare canale”. Così Papa Francesco nell’incontro con circa 800 giovani al Centro diocesano giovanile “San Giovanni Paolo II”. Il vescovo di Roma anche in quest’occasione non ha letto il discorso preparato, ma ha intessuto un vivace colloquio con i giovani. Rispondendo a una domanda Francesco ha dichiarato di non guardare più la televisione dal 1990. “Ho sentito una notte – ha spiegato – che questo non mi faceva bene, mi alienava, mi portava fuori di me e ho deciso di non guardarla”.

“E’ vero – ha soggiunto – io sono dell’età della pietra! Sono antico”. Nell’era dell’immagine, ha continuato, bisogna “scegliere le cose che mi fanno bene”, i programmi giusti. I centri televisivi hanno la responsabilità di “fare programmi che ci aiutino affinché i valori, i veri valori, divengano più forti e ci preparino per la vita”. Continua a leggere

Udienza generale. Papa Francesco: “La Chiesa conserva la differenza tra essere fidanzati ed essere sposi”

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All’Udienza generale di oggi Papa Francesco si è soffermato sul valore e l’importanza del fidanzamento. Rivolgendosi ai tanti giovani presenti in Piazza San Pietro, il Pontefice ha messo in guardia dalla cultura del “tutto e subito” che mina le basi del matrimonio come patto per tutta la vita. Il fidanzamento – ha spiegato il Papa – è invece il tempo nel quale l’uomo e la donna sono chiamati a “lavorare” sul loro amore, senza bruciare le tappe, un tempo di conoscenza reciproca e di condivisione di un progetto. E’ un cammino di maturazione, lento ma necessario, perché “chi pretende di volere tutto e subito, poi cede anche su tutto e subito alla prima difficoltà o alla prima occasione”. “Non c’è speranza per la fiducia e la fedeltà del dono di sé, se prevale l’abitudine a consumare l’amore come una specie di ‘integratore’ del benessere psico-fisico. L’amore non è questo!”. “La Chiesa, nella sua saggezza, – ha aggiunto il Papa – custodisce la distinzione tra l’essere fidanzati e l’essere sposi, non è lo stesso, proprio in vista della delicatezza e della profondità di questa verifica. Stiamo attenti a non disprezzare a cuor leggero questo saggio insegnamento, che si nutre anche dell’esperienza dell’amore coniugale felicemente vissuto. I simboli forti del corpo detengono le chiavi dell’anima: non possiamo trattare i legami della carne con leggerezza, senza aprire qualche durevole ferita nello spirito (1 Cor 6,15-20)”.

Tutta da leggere la bellissima catechesi di oggi del Santo Padre. Di seguito il testo completo e poi il video: Continua a leggere

Papa Francesco: «I cristiani non si sposano solo per sé stessi: si sposano nel Signore in favore di tutta la comunità»

Papa Francesco

di Massimo Introvigne
 
Nell’udienza generale del 29 aprile 2015 Papa Francesco ha continuato le sue catechesi sul matrimonio è la famiglia. Ha confidato che una delle sue più grandi preoccupazioni è comprendere perché tanti giovani oggi non si sposano e preferiscono convivenze «a responsabilità limitata». I fattori economici e culturali non spiegano tutto: alla radice di questo no al matrimonio c’è la paura di prendere impegni definitivi in un clima che privilegia l’effimero è il provvisorio.

Il punto di partenza della meditazione è stato l’episodio delle nozze di Cana, dove Gesù inizia la vita pubblica con il primo miracolo. «Gesù non solo partecipò a quel matrimonio, ma “salvò la festa” con il miracolo del vino! Dunque, il primo dei suoi segni prodigiosi, con cui Egli rivela la sua gloria, lo compì nel contesto di un matrimonio, e fu un gesto di grande simpatia per quella nascente famiglia, sollecitato dalla premura materna di Maria». Continua a leggere

Il significato della croce nel mistero della liturgia in un cortometraggio (VIDEO)

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Per preparare ragazzi, giovani e meno giovani alla celebrazione della Passione del Signore e alla Settimana Santa, vi consiglio questo video, un filmato che ha vinto il premio di miglior cortometraggio religioso del 2012. Potremmo descriverlo come una parabola: dalla noia alla partecipazione attiva nella liturgia.
L’esperienza liturgica e l’ascolto “partecipativo” della Parola di Dio ti rendono davvero contemporaneo alla vicenda della morte e risurrezione del Signore, e quando ricevi la comunione Cristo compie di nuovo in te l’opera della salvezza realizzata una volta per sempre sulla croce. Il linguaggio cinematografico comunica questo in maniera immediata ed emotivamente convincente. Si può “predicare” anche così: e questo coinvolgente sermone dura solo 5 minuti! Continua a leggere

Giovanni Paolo II, Papa nel cuore della storia

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Quel minuto – le 21.37 del 2 aprile 2005 – è ormai entrato nella storia. Quella con la “S” maiuscola, che registra in quel momento la morte di Giovanni Paolo II, così come le storie di tante persone che attendevano in preghiera. Il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici e uno dei più stretti collaboratori del Papa ora santo, è stato testimone diretto dell’ora suprema. «In quel momento – racconta ad Avvenire – mi trovavo lì, nell’appartamento del Santo Padre, accanto a lui. Poco prima, verso le otto di sera, dopo i primi vespri della domenica, avevamo concelebrato l’Eucaristia nella sua camera da letto: l’ultima Eucaristia di san Giovanni Paolo II su questa terra. Non potrò mai dimenticare quei momenti, che rimangono scolpiti nel mio cuore, e il silenzio orante che seguì». Continua a leggere

Papa Francesco: Non c’è umiltà senza umiliazione

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Una folla a piazza San Pietro per la domenica delle Palme
 
“Al centro di questa celebrazione, che appare tanto festosa, c’è la parola che abbiamo ascoltato nell’inno della Lettera ai Filippesi: «Umiliò sé stesso».” E’ l’umiltà, e l’umiliazione che sempre ne consegue, al centro dell’omelia di Papa Francesco, oggi, alla domenica delle palme che ha visto una grande folla gremire piazza San Pietro per ascoltare le parole del Pontefice e assistere alla grande, solenne processione. “Questa parola ci svela lo stile di Dio e, di conseguenza, quello che deve essere del cristiano: l’umiltà. Uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai! Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio: Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà. Lo si vede bene leggendo la storia dell’Esodo: che umiliazione per il Signore ascoltare tutte quelle mormorazioni, quelle lamentele! Erano rivolte contro Mosè, ma in fondo andavano contro di Lui, il loro Padre, che li aveva fatti uscire dalla condizione di schiavitù e li guidava nel cammino attraverso il deserto fino alla terra della libertà. Continua a leggere

Francesco ai giovani: “andate controcorrente, non banalizzate l’amore!”

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Un Messaggio bellissimo del Papa ai giovani in preparazione della prossima Giornata mondiale della Gioventù. Da ignorare, come sempre, titoloni fuorvianti che già circolano su web e giornali. Il Papa richiama ancora una volta l’insegnamento della Chiesa, il che basta a smentire le parole (mai pronunciate) attribuitegli in queste ore dai media.
 
Nel 2015 Papa Francesco aveva annunciato che avrebbe preparato la Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia del luglio 2016 attraverso tre messaggi sulle beatitudini evangeliche, diffondendo il primo sui poveri in spirito (clicca qui). Il 17 febbraio 2015 ha pubblicato il secondo messaggio, sul tema: «Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio» (Mt 5,8), con un forte richiamo ai giovani a riscoprire la purezza in un’epoca in cui l’amore è «banalizzato» e ridotto alla sola sessualità.

Il Pontefice ha ricordato che la parola “beati”, cioè “felici”, compare nove volte in questo discorso di Gesù: è «come un ritornello che ci ricorda la chiamata del Signore a percorrere insieme a Lui una strada che, nonostante tutte le sfide, è la via della vera felicità». Questo i giovani lo capiscono facilmente. Vogliono essere felici. Continua a leggere

L’America che marcia per la Vita. Il Card. O’Malley: “We shall overcome”

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Un fiume umano ha raggiunto Washington tra mercoledì e giovedì scorso, quello dei partecipanti alla Marcia per la vita. Giunta alla sua edizione numero 42, la Marcia si è confermata anche quest’anno come l’iniziativa più rappresentativa ed “ecumenica” di tutto il grande mondo pro-life statunitense.

Mercoledì sera, alla vigilia dell’evento, il cardinale Sean O’Malley ha celebrato una Messa presso la Cattedrale della Santa Croce. Nell’omelia ha sottolineato come negli Usa sia sta verificando un sorprendente cambiamento dell’opinione pubblica riguardo all’aborto, nel silenzio dei media. Un fenomeno «generazionale» che il porporato attribuisce appunto ai «giovani», oggi «il segmento pro life più importante». E ha aggiunto una serie di considerazioni ispirate, di cui riportiamo qui uno scampolo: Continua a leggere

Manila, 7 milioni alla Messa. Papa Francesco: difendere famiglia da attacchi insidiosi

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“Oggi purtroppo la famiglia ha bisogno di essere protetta da attacchi insidiosi e da programmi contrari a tutto quanto noi riteniamo vero e sacro, a tutto ciò che nella nostra cultura è più nobile e bello”.

“Qualche volta, vedendo i problemi, le difficoltà e le ingiustizie, siamo tentati di rinunciare. Sembra quasi che le promesse del Vangelo non si possano attuare, siano irreali. Ma la Bibbia ci dice che la grande minaccia al piano di Dio per noi è ed è sempre stata la menzogna. Il diavolo è il padre della menzogna. Spesso egli nasconde le sue insidie dietro l’apparenza della sofisticazione, il fascino di essere ‘moderni’, di essere ‘come tutti gli altri’”. (Papa Francesco, Omelia S. Messa nel Rizal Park di Manila, 18.01.15) Continua a leggere

Il Papa a vescovi Zambia: difendere la famiglia da correnti che la minacciano

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(fonte: Radio Vaticana, 17.11.14)
 
Sostenere la famiglia cristiana contro le correnti che la minacciano. E’ l’appello levato da Papa Francesco nel discorso consegnato ai vescovi dello Zambia, ricevuti in visita ad Limina. Il Pontefice sottolinea che quando la famiglia è in pericolo lo è anche la vita di fede. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Un appassionato discorso in favore della famiglia, cellula fondamentale della società. E’ quello rivolto da Francesco ai vescovi dello Zambia e con loro del Continente africano. Il Papa osserva che ci sono grandi minacce che “militano contro la stabilità nella vita sociale ed ecclesiale, in particolare per le famiglie”. E annota che quando la vita della famiglia “è in pericolo, anche la vita di fede è messa a rischio”. Il Papa rileva che, specialmente i poveri che lottano per la sopravvivenza, “sono portati fuori strada da promesse vuote di falsi insegnamenti che sembrano offrire un veloce rimedio in tempi di disperazione”. Continua a leggere

Francesco e Benedetto alla festa dei nonni

Benedetto XVI e Papa Francesco

di Massimo Introvigne
 
Domenica 28 settembre 2014 Papa Francesco ha accolto in Piazza San Pietro decine di migliaia di anziani per una giornata speciale dedicata ai nonni. La giornata è stata occasione di un forte richiamo critico nei confronti di una società che non rispetta più il quarto comandamento, “Onora il padre e la madre”, e dove troppi figli si liberano dei genitori – quando non li uccidono con l’eutanasia – abbandonandoli in case di riposo ridotte a luogo della trascuratezza e dell’oblio.

Il Pontefice ha insistito anzitutto sulla missione spirituale degli anziani. La vecchiaia, ha detto, «è un tempo di grazia, nel quale il Signore ci rinnova la sua chiamata: ci chiama a custodire e trasmettere la fede, ci chiama a pregare, specialmente a intercedere; ci chiama ad essere vicino a chi ha bisogno… Gli anziani, i nonni hanno una capacità di capire le situazioni più difficili: una grande capacità! Continua a leggere