Lutero e la Riforma: Bergoglio in continuità con Wojtyla e Ratzinger

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(dal sito UCCR)
 
«Occorre riconoscere più chiaramente l’alta importanza della richiesta di Lutero di una teologia vicina alle Sacre Scritture e della sua volontà di un rinnovamento spirituale della Chiesa». Sono parole di Francesco? No, lo disse Giovanni Paolo II il 22/06/1996, in occasione del 450° anniversario della morte del padre della Riforma.

La posizione della Chiesa su Lutero è riemersa in occasione del recente viaggio di Francesco in Svezia. Il Papa ha espresso parole in linea con i suoi predecessori, venendo redarguito dal suo gruppetto di persecutori mediatici, esattamente come fecero con Papa Ratzinger: «Benedetto XVI devoto di san Lutero», si legge su un sito web tradizionalista, in riferimento al suo famoso discorso di Erfurt. «Davvero geniale Ratzinger! A quest’uomo, tra le sue mura, va a rendere omaggio e da lui prende lo spunto per esortarci a ripensare la nostra fede e riviverla in modo nuovo. Ma Ratzinger è un fedele di Lutero o il Vicario di Cristo?». Le stesse ironie su cui alcuni sghignazzano oggi rivolgendosi a Bergoglio.

In quell’occasione, Benedetto XVIspiegò infatti che «ciò che non dava pace a Lutero era la questione su Dio, che fu la passione profonda e la molla della sua vita e dell’intero suo cammino. Il pensiero di Lutero, l’intera sua spiritualità era del tutto cristocentrica». Recentemente Francesco ha spiegato che «l’intento di Martin Lutero, cinquecento anni fa, era quello di rinnovare la Chiesa, non di dividerla». Continua a leggere

Papa: Madre Teresa, icona per tutti coloro che curano la globalizzazione irresponsabile

(da Asianews, 14.01.17)
 
Nell’incontrare membri della Global Foundation, papa Francesco condanna la “cultura dello scarto” e il “sistema capitalistico”, già rifiutato da Giovanni Paolo II nella sua Centesimus Annus. Madre Teresa “ha accolto ogni vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata”. Per una globalizzazione “solidale e cooperativa” occorre “com-patire con coloro che soffrono”. Farsi guidare dalla dottrina sociale della Chiesa.
 
Città del Vaticano (AsiaNews) – Madre Teresa di Calcutta, canonizzata lo scorso 4 settembre è “un’icona dei nostri tempi” che “rappresenta e riassume” gli “sforzi di individui e di istituzioni per risanare i mali prodotti da una globalizzazione irresponsabile”. Lo ha detto oggi papa Francesco incontrando una delegazione della “Tavola Rotonda” di Roma della Global Foundation. Continua a leggere

Madre Teresa di Calcutta santa

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Domani alle 10.30 Papa Francesco presiederà in Piazza San Pietro la Messa di Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta.
Di seguito riporto l’omelia che l’allora Papa Giovanni Paolo II pronunciò in occasione della beatificazione della suora albanese, il 19 ottobre 2003.

 
1. «Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti» (Mc 10,44). Queste parole di Gesù ai discepoli, risuonate poc’anzi in questa Piazza, indicano quale sia il cammino che conduce alla “grandezza” evangelica. È la strada che Cristo stesso ha percorso fino alla Croce; un itinerario di amore e di servizio, che capovolge ogni logica umana. Essere il servo di tutti!
Da questa logica si è lasciata guidare Madre Teresa di Calcutta, Fondatrice dei Missionari e delle Missionarie della Carità, che oggi ho la gioia di iscrivere nell’Albo dei Beati. Sono personalmente grato a questa donna coraggiosa, che ho sempre sentito accanto a me. Icona del Buon Samaritano, essa si recava ovunque per servire Cristo nei più poveri fra i poveri. Nemmeno i conflitti e le guerre riuscivano a fermarla. Continua a leggere

La verità e l’amore hanno bisogno l’una dell’altro

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Dall’Omelia di San Giovanni Paolo II per la canonizzazione di Edith Stein – 11 ottobre 1998:
 
[…] All’inizio il suo ideale fu la libertà. Per lungo tempo Edith Stein visse l’esperienza della ricerca. La sua mente non si stancò di investigare ed il suo cuore di sperare. Percorse il cammino arduo della filosofia con ardore appassionato ed alla fine fu premiata: conquistò la verità, anzi ne fu conquistata. Scoprì, infatti, che la verità aveva un nome: Gesù Cristo, e da quel momento il Verbo incarnato fu tutto per lei. Guardando da carmelitana a questo periodo della sua vita, scrisse ad una benedettina: “Chi cerca la verità, consapevolmente o inconsapevolmente cerca Dio”.
Pur essendo stata educata nella religione ebraica dalla madre, Edith Stein a quattordici anni “si era consapevolmente e di proposito disabituata alla preghiera”. Voleva contare solo su se stessa, preoccupata di affermare la propria libertà nelle scelte della vita. Alla fine del lungo cammino le fu dato di giungere ad una constatazione sorprendente: solo chi si lega all’amore di Cristo diventa veramente libero. Continua a leggere

Domenica della Divina Misericordia

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“Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L’Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa”. (Gesù a S. Faustina)
 
Buona Festa della Divina Misericordia!!
 

***

 
San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) ha voluto che la seconda Domenica di Pasqua fosse denominata Domenica della Divina Misericordia (Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decreto Misericors et miserator, 5 Maggio 2000).

Il culto della Divina Misericordia è legato a Suor Faustina Kowalska, la mistica polacca proclamata santa nel corso dell’Anno Santo del 2000, di cui il Santo è stato un fervente devoto, come testimonia la sua seconda Enciclica Dives in misericordia scritta nel 1980 e dedicata alla Divina misericordia. Continua a leggere

Educare i giovani all’amore. Due lezioni inedite di Karol Wojtyla

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Due conferenze degli anni Settanta in cui Karol Wojtyla spiega cos’è l’amore, come maturano i giovani, come si usa la libertà. Un corso prematrimoniale attualissimo nel giorno in cui si ricorda la sua scomparsa
 
(da Tempi.it, 2 aprile 2016)
 
Oggi ricorre l’anniversario di morte di san Giovanni Paolo II. A 11 anni di distanza da quel sabato sera, la casa editrice La Scuola pubblica Amore e desiderio (54 pagine, 6,5 euro) un volume che contiene le trascrizioni di due conferenze che l’allora arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla tenne nel 1973 (L’insegnamento dell’amore che dovremmo porre alle basi della preparazione al matrimonio della gioventù universitaria) e nel 1977 (La problematica della maturazione dell’uomo: aspetto antropologico-teologico) e che finora non erano mai state diffuse. Due brevi lezioni sull’amore in chiave educativa e pastorale in cui il futuro santo afferma di non voler parlare di «amore in astratto, o parlare in modo quanto mai teorico. Desidero illuminare subito questo tema dal punto di vista delle esigenze e dei compiti della pastorale universitaria». Continua a leggere

Quel legame inscindibile tra San Giovanni Paolo II e la Divina Misericordia

 
Undici anni fa moriva il Papa apostolo della Misericordia. Il ricordo del vento che sferza tra i potenti mentre sfoglia benevolo le pagine del Vangelo

Sabato 2 aprile 2005, alle ore 21:37, moriva San Giovanni Paolo II. Quel giorno, proprio come oggi, era la vigilia della Festa della Divina Misericordia, ricorrenza fissata dallo stesso Karol Wojtyla la prima domenica dopo Pasqua, la cosiddetta Domenica in albis.

Tutti noi abbiamo ancora vive negli occhi le immagini di quei giorni. Una fra tutte il vento che soffiava fortissimo nella Piazza San Pietro il giorno del funerale. Era l’8 aprile del 2005. L’impeto di quelle potenti raffiche scompigliava le vesti dei 160 cardinali che stavano concelebrando il rito presieduto dall’allora cardinale Joseph Ratzinger. Lo stesso vento raggelava i potenti. Continua a leggere

Quel fango della BBC su San Giovanni Paolo II

C’era una volta, tanto tempo fa, un’emittente televisiva modello di informazione equilibrata e imparziale, che si chiamava British Broadcasting Corporation, l’ente radiotelevisivo britannico, meglio conosciuto come BBC. Anche oggi la BBC è un modello, tuttavia non più di informazione imparziale, bensì del suo lato oscuro, il ‘politicamente corretto’, che consiste nell’evitare qualsiasi cosa che potrebbe risultare offensivo per ogni tendenza, razza e religione, delle quali ormai in Gran Bretagna vi è una grande varietà, tranne che per una: il cristianesimo, soprattutto per il cattolicesimo, del quale si può dire tutto e il contrario di tutto.

Nei giorni scorsi, dell’applicazione anticattolica di questo principio si è fatto interprete il giornalista Edward Stourton, che in un servizio andato in onda nella trasmissione d’inchiesta Panorama ha “rivelato“ il «rapporto molto intimo» – così l’autore dell’inchiesta – che vi sarebbe stato tra san Giovanni Paolo II e la filosofa polacca, residente negli Stati Uniti, Anna-Teresa Tymieniecka, sposata e madre di tre figli, morta nel 2014. Continua a leggere

Il «grande mistero» dell’amore sponsale di S. Giovanni Paolo II

 
Riportiamoci oggi al classico testo del capitolo 5° della lettera agli Efesini, la quale rivela le sorgenti eterne dell’alleanza nell’amore del Padre e insieme la sua nuova e definitiva istituzione in Gesù Cristo.

Questo testo ci conduce a una dimensione tale del «linguaggio del corpo» che potrebbe essere chiamata «mistica». Parla infatti del matrimonio come di un «grande mistero» («Questo mistero è grande», Ef 5,32). E sebbene questo mistero si compia nell’unione sponsale di Cristo redentore con la Chiesa e nella Chiesa-sposa con Cristo («Lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa», Ef 5,32), sebbene si effettui definitivamente nelle dimensioni escatologiche, tuttavia l’autore della lettera agli Efesini non esita ad estendere l’analogia dell’unione di Cristo con la Chiesa
nell’amore sponsale, delineata in modo così «assoluto» ed «escatologico», al segno sacramentale del patto sponsale dell’uomo e della donna, i quali sono «sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo» (Ef 5,21). Non esita a estendere quella mistica analogia al «linguaggio del corpo», riletto nella verità dell’amore sponsale e dell’unione coniugale dei due. Continua a leggere

Papa Francesco: «Un parlamentare cattolico deve votare secondo la propria coscienza ben formata (che non è ‘quello che mi pare’)»

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Sull’aereo di ritorno dal Messico, Papa Francesco ha incontrato, come di consueto, i giornalisti in conferenza stampa. Tanti i temi toccati. Riporto di seguito alcuni passaggi della conversazione.
 

Unioni civili
 
Domanda: Nel Parlamento italiano è in discussione la legge sulle unioni civili, tema che sta portando a forti scontri in politica, ma anche a un forte dibattito nella società e fra i cattolici. In particolare, volevo sapere il Suo pensiero sul tema delle adozioni da parte delle unioni civili.

Papa Francesco: «Prima di tutto, io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana. Nella prima riunione che ho avuto con i Vescovi [italiani], nel maggio 2013, una delle tre cose che ho detto: “Con il governo italiano, arrangiatevi voi”. Perché il Papa è per tutti, e non può mettersi nella politica concreta, interna di un Paese: questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa, e che ha detto in tante occasioni. Perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza: sono tanti. Io penso quello che la Chiesa sempre ha detto». Continua a leggere

Il bene vince il male

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Il credente sa che la presenza del male è sempre accompagnata dalla presenza del bene, della grazia. San Paolo ha scritto: “Ma il dono della grazia non è come la caduta; se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini” (Rm 5,15). Queste parole conservano la loro attualità anche ai nostri giorni. La Redenzione continua. Dove cresce il male, lì cresce anche la speranza del bene. Nei nostri tempi il male si è sviluppato a dismisura, servendosi dell’opera di sistemi perversi che hanno praticato su vasta scala la violenza e la sopraffazione. Non parlo qui del male compiuto da singoli uomini per mire personali o mediante iniziative individuali. Il male del XX secolo non è stato un male in edizione piccola, per così dire “artigianale”. E’ stato un male di proporzioni gigantesche, un male che si è avvalso delle strutture statali per compiere la sua opera nefasta, un male eretto a sistema. Continua a leggere

L’inferno è vuoto? Von Balthasar non lo ha mai detto

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«All’Inferno non ti mandano: ci vai tu, perché tu scegli di essere lì. L’Inferno è volere allontanarsi da Dio perché io non voglio l’amore di Dio. Questo è l’Inferno. Va all’Inferno soltanto colui che dice a Dio: “Non ho bisogno di Te, mi arrangio da solo”, come ha fatto il diavolo che è l’unico che noi siamo sicuri che sia all’Inferno». In queste poche e semplici parole di Papa Francesco è racchiusa tutta la dottrina cattolica sull’Inferno.

Innanzitutto, non c’è alcuna contraddizione tra l’infinita misericordia di Dio e l’esistenza dell’inferno: quando l’uomo sceglie egoisticamente di elevarsi sopra Dio, di preferirsi a Dio, di essere dio di se stesso, semplicemente viene rispettato dal Creatore, che ratifica la libera volontà dell’uomo e, accogliendo la sua volontà, lo tiene lontano da Sé. L’inferno è opera dell’uomo, non di Dio, ne abbiamo parlato approfonditamente nell’aprile scorso. In secondo luogo, il dogma cristiano ci impegna a credere che l’inferno è lo stato eterno (non un luogo, uno stato) di chi lascia questa vita in peccato mortale, ma non ci impegna a credere che qualcuno sia morto o muoia, in peccato mortale. «La dannazione», ha spiegato Giovanni Paolo II, «rimane una reale possibilità, ma non ci è dato conoscere, senza speciale rivelazione divina, se e quali esseri umani vi siano effettivamente coinvolti». Continua a leggere

San Giovanni Paolo II ci spiega la famiglia: Una sola carne

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1. “Ci benedica il Signore, fonte della vita”. L’invocazione che abbiamo ripetuto nel Salmo responsoriale, carissimi Fratelli e Sorelle, ben sintetizza la preghiera quotidiana di ogni famiglia cristiana, ed oggi, in questa celebrazione eucaristica giubilare, efficacemente esprime il senso del nostro incontro.

Voi siete qui convenuti non solo come singoli, ma come famiglie. Siete giunti a Roma da ogni parte del mondo, portando con voi la profonda convinzione che la famiglia è un grande dono di Dio, un dono originario, segnato dalla sua benedizione.
Così è, infatti. Fin dall’alba della creazione sulla famiglia si posò lo sguardo benedicente di Dio. Dio creò l’uomo e la donna a sua immagine, e diede loro un compito specifico per lo sviluppo della famiglia umana: ” … li benedisse e disse loro: siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra” (Gn 1, 28). Continua a leggere

Vita, Famiglia e Natale: c’è tutto nel film “Yellow Day”

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Il film di Natale che stimola il dialogo tra genitori e figli su molti dei temi più spinosi dell’esistenza ma che soprattutto promuove la cultura della vita, così come la intendeva Giovanni Paolo II.

È Yellow Day, un lungometraggio che sarà nelle sale americane durante le feste di Natale, scritto e prodotto da Jeff Galle.

Secondo quanto riportato da LifeSiteNews, lo stesso Jeff Galle ha dichiarato, infatti, che il film rispecchia proprio la visione di Giovanni Paolo II sul tema della dignità e del valore della vita umana, la quale ha avuto, parola degli autori, un importante impatto sul film. Continua a leggere

Giovanni Paolo II e quella «strage degli innocenti» che si compie anche oggi «davanti alla nostra stessa coscienza»

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Il 28 dicembre la Chiesa celebra la Festa dei santi Innocenti martiri, «i bambini che a Betlemme di Giuda furono uccisi dall’empio re Erode, perché insieme ad essi morisse il bambino Gesù che i Magi avevano adorato, onorati come martiri fin dai primi secoli e primizia di tutti coloro che avrebbero versato il loro sangue per Dio e per l’Agnello», recita il Martirologio romano. Pubblichiamo per questa occasione la “parte seconda” del discorso pronunciato da san Giovanni Paolo II il 14 agosto del 1993 a Denver, durante la veglia di preghiera della Giornata mondiale della gioventù. Quel giorno papa Wojtyla parlò infatti di una «strage degli innocenti» di «dimensioni enormi» che viene perpetrata ancora oggi sotto lo sguardo indifferente di tutti. Continua a leggere

Beata Vergine Maria di Loreto

10 dicembre

Il Santuario della Santa Casa si trova a Loreto (AN): è un luogo popolare di pellegrinaggio dove i cattolici venerano la Vergine Lauretana.  

È il più importante santuario mariano d’Italia; al suo interno è custodita la Santa Casa di Nazaret dove, secondo la tradizione devozionale, la Vergine Maria ricevette l’Annunciazione.

Il Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), riferendosi alla Santa Casa di Loreto, fece la seguente riflessione : « Quello Lauretano è un Santuario mirabile. In esso è inscritta la trentennale esperienza di condivisione, che Gesù fece con Maria e Giuseppe. Attraverso questo mistero umano e divino, nella casa di Nazaret è come inscritta la storia di tutti gli uomini, poiché ogni uomo è legato ad una “casa”, dove nasce, lavora, riposa, incontra gli altri e la storia di ogni uomo, è segnata in modo particolare da una casa: la casa della sua infanzia, dei suoi primi passi nella vita. Ed è eloquente ed importante per tutti che quest’Uomo unico e singolare, che è il Figlio unigenito di Dio, abbia pure voluto legare la sua storia ad una casa, quella di Nazaret, che secondo il racconto evangelico, ospitò Gesù di Nazaret lungo l’intero arco della sua infanzia, adolescenza e giovinezza, cioè della sua misteriosa maturazione umana […]. La casa del Figlio dell’uomo è dunque la casa universale di tutti i figli adottivi di Dio. La storia di ogni uomo, in un certo senso, passa attraverso quella casa […].»  Continua a leggere

Perché sposarsi in chiesa? Ce lo spiega Giovanni Paolo II

 
“Per la maggioranza delle persone, le nozze celebrate in chiesa sono ancora un’attrattiva: desiderano celebrare il matrimonio religioso. Perché è così?”. Karol Wojtyła se lo chiedeva già molti anni prima di diventare papa con il nome di Giovanni Paolo II, come dimostra un articolo finora inedito apparso di recente in una raccolta di contributi scritti tra il 1952 e il 1962 intitolata “Educare ad amare. Scritti su matrimonio e famiglia” (Cantagalli).

Nel testo, di straordinaria attualità nonostante i decenni trascorsi dalla sua redazione, Wojtyła sottolineava che le nozze celebrate in chiesa sono più attraenti del matrimonio contratto nell’Ufficio di Stato Civile nel Comune per “la stragrande maggioranza delle persone”, anche quelle “non molto credenti”, anche se “ci sono, anzi aumentano, le persone per le quali la questione è indifferente”. Continua a leggere

Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) – Compatrona d’Europa

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Breslavia, Polonia, 12 ottobre 1891 – Auschwitz, Polonia, 9 agosto 1942
 
Edith Stein nasce a Breslavia, capitale della Slesia prussiana, il 12 ottobre 1891, da una famiglia ebrea di ceppo tedesco. Allevata nei valori della religione israelitica, a 14 anni abbandona la fede dei padri divenendo atea. Studia filosofia a Gottinga, diventando discepola di Edmund Husserl, il fondatore della scuola fenomenologica. Ha fama di brillante filosofa. Nel 1921 si converte al cattolicesimo, ricevendo il Battesimo nel 1922. Insegna per otto anni a Speyer (dal 1923 al 1931). Nel 1932 viene chiamata a insegnare all’Istituto pedagogico di Münster, in Westfalia, ma la sua attività viene sospesa dopo circa un anno a causa delle leggi razziali. Nel 1933, assecondando un desiderio lungamente accarezzato, entra come postulante al Carmelo di Colonia. Assume il nome di suor Teresa Benedetta della Croce. Il 2 agosto 1942 viene prelevata dalla Gestapo e deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dove il 9 agosto muore nella camera a gas. Nel 1987 viene proclamata Beata, è canonizzata da Giovanni Paolo II l’11 ottobre 1998. Nel 1999 viene dichiarata, con S. Brigida di Svezia e S. Caterina da Siena, Compatrona dell’Europa. Continua a leggere

Sindone, e il beato scolpì Cristo che risorge

Cristo Morto_300 Correva l’anno 1933 e per un giovane scultore veneto (iscritto all’Opera della regalità di Nostro Signore Gesù Cristo, come pure all’Associazione delle settimane eucaristiche), la vita segnava una svolta. L’artista, allora trentatreenne, aveva studiato prima a Conegliano, poi a Venezia, dove nel ’29 si era diplomato in scultura all’Accademia. A quella data, s’era già fatto notare: per la sua prima opera in marmo, una testa di giovinetta (L’anima e la sua veste, ammirata da Aldolf Wildt) e per una statua dal titolo la Volata (un atleta lanciatore di palla, in perfetto stile classico, destinazione il Foro Mussolini a Roma) con la quale aveva vinto un concorso, salvo poi esserne escluso perché non iscritto al partito fascista. Si racconta che proprio quel fatto oltre a ferirlo profondamente, accelerò la sua scelta definitiva verso il convento e l’arte sacra. Continua a leggere

“Le famiglie siano protagoniste della società” (Giovanni Paolo II)

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“Il compito sociale delle famiglie è chiamato ad esprimersi anche in forma di intervento politico: le famiglie, cioè, devono per prime adoperarsi affinché le leggi e le istituzioni dello Stato non solo non offendano, ma sostengano e difendano positivamente i diritti e i doveri della famiglia. In tal senso le famiglie devono crescere nella coscienza di essere «protagoniste» della cosiddetta «politica familiare» ed assumersi la responsabilità di trasformare la società: diversamente le famiglie saranno le prime vittime di quei mali, che si sono limitate ad osservare con indifferenza. L’appello del Concilio Vaticano II a superare l’etica individualistica ha perciò valore anche per la famiglia come tale”.
 

(Giovanni Paolo II, Familiaris consortio n.43)

 

Giovanni Paolo II, Papa nel cuore della storia

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Quel minuto – le 21.37 del 2 aprile 2005 – è ormai entrato nella storia. Quella con la “S” maiuscola, che registra in quel momento la morte di Giovanni Paolo II, così come le storie di tante persone che attendevano in preghiera. Il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici e uno dei più stretti collaboratori del Papa ora santo, è stato testimone diretto dell’ora suprema. «In quel momento – racconta ad Avvenire – mi trovavo lì, nell’appartamento del Santo Padre, accanto a lui. Poco prima, verso le otto di sera, dopo i primi vespri della domenica, avevamo concelebrato l’Eucaristia nella sua camera da letto: l’ultima Eucaristia di san Giovanni Paolo II su questa terra. Non potrò mai dimenticare quei momenti, che rimangono scolpiti nel mio cuore, e il silenzio orante che seguì». Continua a leggere

Evangelium vitae: venti anni dopo

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Una preghiera corale perché la vita sia sempre tutelata e mai scartata si è levata ieri da diversi Paesi del mondo. Roma, Nazaret, i Santuari mariani di Fatima, Lourdes e Guadalupe, e alcune altre città si sono infatti strette in un abbraccio orante in occasione del 20° anniversario della pubblicazione dell’enciclica di san Giovanni Paolo II Evangelium vitae.

«Nel giorno in cui facciamo memoria dell’Annunciazione, siamo qui, uomini e donne, accomunati dall’amore per la vita, dalla passione per difenderla, dal sogno di vederla crescere per tutti», ha detto monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, che ha presieduto la Messa con cui si è conclusa la Veglia internazionale promossa dal dicastero vaticano. «Dare la vita: questo è il martirio di cui abbiamo bisogno oggi», ha aggiunto Paglia citando Oscar Arnulfo Romero, l’arcivescovo di San Salvador che il 23 maggio sarà beatificato e che definiva le mamme «martiri quotidiane». A noi, ha osservato, «è chiesto di imitare Maria che rinunciò al suo piccolo sogno per dire “sì” al grande sogno di Dio». Continua a leggere

Il doppio martirio di Oscar Arnulfo Romero

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di Bruto Maria Bruti
 
Oscar Arnulfo Romero è stato un vescovo fedele al magistero della Chiesa e alla sua dottrina sociale. Egli ha subìto un doppio martirio perché non solo è stato ucciso ma è stato anche strumentalizzato da quelle ideologie social-comuniste che ha sempre combattuto perché propongono, come insegna la Chiesa, un rimedio peggiore del male che pretendono di combattere (1): per questo Giovanni Paolo II ha affermato: «Romero è nostro».

Nel 1973 egli scriveva in merito alle teologie della liberazione: «di fronte a queste liberazioni dalla dottrina ambigua, la vera teologia della liberazione non è altro che l’eterna dottrina della salvezza di Cristo». In un altro scritto egli ribadiva la sua chiara professione di fede: «da parte nostra abbiamo preferito restare ancorati alle cose sicure, attaccati con timore e tremore alla roccia di San Pietro, riparandoci all’ombra del magistero ecclesiastico, ponendo l’orecchio vicino alle labbra del Papa, invece di vagare qua e là come acrobati audaci e temerari nel campo delle speculazioni, opera di pensatori azzardati e di movimenti sociali di dubbia ispirazione» (2). Continua a leggere

Le parole di Papa Francesco su “paternità responsabile” e “vie lecite”: nulla di nuovo sotto il sole

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Conviene leggere le parole del Papa sulla “paternità responsabile” andando direttamente alla fonte (la trascrizione integrale del testo dell’intervista in aereo) ed ignorare accuratamente frasi e titoloni di giornali che, come sempre, ne stravolgono il significato:
 

Papa Francesco: «L’apertura alla vita è condizione del Sacramento del matrimonio. Un uomo non può dare il sacramento alla donna e la donna darlo all’uomo se non sono in questo punto d’accordo, di essere aperti alla vita. A tal punto che, se si può provare che questo o questa si è sposato con l’intenzione di non essere aperto alla vita, quel matrimonio è nullo, è causa di nullità matrimoniale, no? L’apertura alla vita, no? Paolo VI ha studiato questo con una commissione, come fare per aiutare tanti casi, tanti problemi, problemi importanti che fanno l’amore della famiglia (Papa Francesco si riferisce qui alla Humanae Vitae di Paolo VI, ndr). Problemi di tutti i giorni. Tanti, tanti, no?, ma c’era qualcosa di più. Continua a leggere