Papa: Madre Teresa, icona per tutti coloro che curano la globalizzazione irresponsabile

(da Asianews, 14.01.17)
 
Nell’incontrare membri della Global Foundation, papa Francesco condanna la “cultura dello scarto” e il “sistema capitalistico”, già rifiutato da Giovanni Paolo II nella sua Centesimus Annus. Madre Teresa “ha accolto ogni vita umana, quella non nata e quella abbandonata e scartata”. Per una globalizzazione “solidale e cooperativa” occorre “com-patire con coloro che soffrono”. Farsi guidare dalla dottrina sociale della Chiesa.
 
Città del Vaticano (AsiaNews) – Madre Teresa di Calcutta, canonizzata lo scorso 4 settembre è “un’icona dei nostri tempi” che “rappresenta e riassume” gli “sforzi di individui e di istituzioni per risanare i mali prodotti da una globalizzazione irresponsabile”. Lo ha detto oggi papa Francesco incontrando una delegazione della “Tavola Rotonda” di Roma della Global Foundation. Continua a leggere

Madre Teresa di Calcutta santa

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Domani alle 10.30 Papa Francesco presiederà in Piazza San Pietro la Messa di Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta.
Di seguito riporto l’omelia che l’allora Papa Giovanni Paolo II pronunciò in occasione della beatificazione della suora albanese, il 19 ottobre 2003.

 
1. «Chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti» (Mc 10,44). Queste parole di Gesù ai discepoli, risuonate poc’anzi in questa Piazza, indicano quale sia il cammino che conduce alla “grandezza” evangelica. È la strada che Cristo stesso ha percorso fino alla Croce; un itinerario di amore e di servizio, che capovolge ogni logica umana. Essere il servo di tutti!
Da questa logica si è lasciata guidare Madre Teresa di Calcutta, Fondatrice dei Missionari e delle Missionarie della Carità, che oggi ho la gioia di iscrivere nell’Albo dei Beati. Sono personalmente grato a questa donna coraggiosa, che ho sempre sentito accanto a me. Icona del Buon Samaritano, essa si recava ovunque per servire Cristo nei più poveri fra i poveri. Nemmeno i conflitti e le guerre riuscivano a fermarla. Continua a leggere

La verità e l’amore hanno bisogno l’una dell’altro

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Dall’Omelia di San Giovanni Paolo II per la canonizzazione di Edith Stein – 11 ottobre 1998:
 
[…] All’inizio il suo ideale fu la libertà. Per lungo tempo Edith Stein visse l’esperienza della ricerca. La sua mente non si stancò di investigare ed il suo cuore di sperare. Percorse il cammino arduo della filosofia con ardore appassionato ed alla fine fu premiata: conquistò la verità, anzi ne fu conquistata. Scoprì, infatti, che la verità aveva un nome: Gesù Cristo, e da quel momento il Verbo incarnato fu tutto per lei. Guardando da carmelitana a questo periodo della sua vita, scrisse ad una benedettina: “Chi cerca la verità, consapevolmente o inconsapevolmente cerca Dio”.
Pur essendo stata educata nella religione ebraica dalla madre, Edith Stein a quattordici anni “si era consapevolmente e di proposito disabituata alla preghiera”. Voleva contare solo su se stessa, preoccupata di affermare la propria libertà nelle scelte della vita. Alla fine del lungo cammino le fu dato di giungere ad una constatazione sorprendente: solo chi si lega all’amore di Cristo diventa veramente libero. Continua a leggere

Domenica della Divina Misericordia

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“Desidero che la prima domenica dopo Pasqua sia la Festa della Mia Misericordia. Figlia Mia, parla a tutto il mondo della Mia incommensurabile Misericordia! L’Anima che in quel giorno si sarà confessata e comunicata, otterrà piena remissione di colpe e castighi. Desidero che questa Festa si celebri solennemente in tutta la Chiesa”. (Gesù a S. Faustina)
 
Buona Festa della Divina Misericordia!!
 

***

 
San Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005) ha voluto che la seconda Domenica di Pasqua fosse denominata Domenica della Divina Misericordia (Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, Decreto Misericors et miserator, 5 Maggio 2000).

Il culto della Divina Misericordia è legato a Suor Faustina Kowalska, la mistica polacca proclamata santa nel corso dell’Anno Santo del 2000, di cui il Santo è stato un fervente devoto, come testimonia la sua seconda Enciclica Dives in misericordia scritta nel 1980 e dedicata alla Divina misericordia. Continua a leggere

Educare i giovani all’amore. Due lezioni inedite di Karol Wojtyla

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Due conferenze degli anni Settanta in cui Karol Wojtyla spiega cos’è l’amore, come maturano i giovani, come si usa la libertà. Un corso prematrimoniale attualissimo nel giorno in cui si ricorda la sua scomparsa
 
(da Tempi.it, 2 aprile 2016)
 
Oggi ricorre l’anniversario di morte di san Giovanni Paolo II. A 11 anni di distanza da quel sabato sera, la casa editrice La Scuola pubblica Amore e desiderio (54 pagine, 6,5 euro) un volume che contiene le trascrizioni di due conferenze che l’allora arcivescovo di Cracovia Karol Wojtyla tenne nel 1973 (L’insegnamento dell’amore che dovremmo porre alle basi della preparazione al matrimonio della gioventù universitaria) e nel 1977 (La problematica della maturazione dell’uomo: aspetto antropologico-teologico) e che finora non erano mai state diffuse. Due brevi lezioni sull’amore in chiave educativa e pastorale in cui il futuro santo afferma di non voler parlare di «amore in astratto, o parlare in modo quanto mai teorico. Desidero illuminare subito questo tema dal punto di vista delle esigenze e dei compiti della pastorale universitaria». Continua a leggere

Quel legame inscindibile tra San Giovanni Paolo II e la Divina Misericordia

 
Undici anni fa moriva il Papa apostolo della Misericordia. Il ricordo del vento che sferza tra i potenti mentre sfoglia benevolo le pagine del Vangelo

Sabato 2 aprile 2005, alle ore 21:37, moriva San Giovanni Paolo II. Quel giorno, proprio come oggi, era la vigilia della Festa della Divina Misericordia, ricorrenza fissata dallo stesso Karol Wojtyla la prima domenica dopo Pasqua, la cosiddetta Domenica in albis.

Tutti noi abbiamo ancora vive negli occhi le immagini di quei giorni. Una fra tutte il vento che soffiava fortissimo nella Piazza San Pietro il giorno del funerale. Era l’8 aprile del 2005. L’impeto di quelle potenti raffiche scompigliava le vesti dei 160 cardinali che stavano concelebrando il rito presieduto dall’allora cardinale Joseph Ratzinger. Lo stesso vento raggelava i potenti. Continua a leggere

Quel fango della BBC su San Giovanni Paolo II

C’era una volta, tanto tempo fa, un’emittente televisiva modello di informazione equilibrata e imparziale, che si chiamava British Broadcasting Corporation, l’ente radiotelevisivo britannico, meglio conosciuto come BBC. Anche oggi la BBC è un modello, tuttavia non più di informazione imparziale, bensì del suo lato oscuro, il ‘politicamente corretto’, che consiste nell’evitare qualsiasi cosa che potrebbe risultare offensivo per ogni tendenza, razza e religione, delle quali ormai in Gran Bretagna vi è una grande varietà, tranne che per una: il cristianesimo, soprattutto per il cattolicesimo, del quale si può dire tutto e il contrario di tutto.

Nei giorni scorsi, dell’applicazione anticattolica di questo principio si è fatto interprete il giornalista Edward Stourton, che in un servizio andato in onda nella trasmissione d’inchiesta Panorama ha “rivelato“ il «rapporto molto intimo» – così l’autore dell’inchiesta – che vi sarebbe stato tra san Giovanni Paolo II e la filosofa polacca, residente negli Stati Uniti, Anna-Teresa Tymieniecka, sposata e madre di tre figli, morta nel 2014. Continua a leggere

Papa Francesco: «Un parlamentare cattolico deve votare secondo la propria coscienza ben formata (che non è ‘quello che mi pare’)»

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Sull’aereo di ritorno dal Messico, Papa Francesco ha incontrato, come di consueto, i giornalisti in conferenza stampa. Tanti i temi toccati. Riporto di seguito alcuni passaggi della conversazione.
 

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Domanda: Nel Parlamento italiano è in discussione la legge sulle unioni civili, tema che sta portando a forti scontri in politica, ma anche a un forte dibattito nella società e fra i cattolici. In particolare, volevo sapere il Suo pensiero sul tema delle adozioni da parte delle unioni civili.

Papa Francesco: «Prima di tutto, io non so come stanno le cose nel Parlamento italiano. Il Papa non si immischia nella politica italiana. Nella prima riunione che ho avuto con i Vescovi [italiani], nel maggio 2013, una delle tre cose che ho detto: “Con il governo italiano, arrangiatevi voi”. Perché il Papa è per tutti, e non può mettersi nella politica concreta, interna di un Paese: questo non è il ruolo del Papa. E quello che penso io è quello che pensa la Chiesa, e che ha detto in tante occasioni. Perché questo non è il primo Paese che fa questa esperienza: sono tanti. Io penso quello che la Chiesa sempre ha detto». Continua a leggere

Il bene vince il male

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Il credente sa che la presenza del male è sempre accompagnata dalla presenza del bene, della grazia. San Paolo ha scritto: “Ma il dono della grazia non è come la caduta; se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini” (Rm 5,15). Queste parole conservano la loro attualità anche ai nostri giorni. La Redenzione continua. Dove cresce il male, lì cresce anche la speranza del bene. Nei nostri tempi il male si è sviluppato a dismisura, servendosi dell’opera di sistemi perversi che hanno praticato su vasta scala la violenza e la sopraffazione. Non parlo qui del male compiuto da singoli uomini per mire personali o mediante iniziative individuali. Il male del XX secolo non è stato un male in edizione piccola, per così dire “artigianale”. E’ stato un male di proporzioni gigantesche, un male che si è avvalso delle strutture statali per compiere la sua opera nefasta, un male eretto a sistema. Continua a leggere

L’inferno è vuoto? Von Balthasar non lo ha mai detto

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«All’Inferno non ti mandano: ci vai tu, perché tu scegli di essere lì. L’Inferno è volere allontanarsi da Dio perché io non voglio l’amore di Dio. Questo è l’Inferno. Va all’Inferno soltanto colui che dice a Dio: “Non ho bisogno di Te, mi arrangio da solo”, come ha fatto il diavolo che è l’unico che noi siamo sicuri che sia all’Inferno». In queste poche e semplici parole di Papa Francesco è racchiusa tutta la dottrina cattolica sull’Inferno.

Innanzitutto, non c’è alcuna contraddizione tra l’infinita misericordia di Dio e l’esistenza dell’inferno: quando l’uomo sceglie egoisticamente di elevarsi sopra Dio, di preferirsi a Dio, di essere dio di se stesso, semplicemente viene rispettato dal Creatore, che ratifica la libera volontà dell’uomo e, accogliendo la sua volontà, lo tiene lontano da Sé. L’inferno è opera dell’uomo, non di Dio, ne abbiamo parlato approfonditamente nell’aprile scorso. In secondo luogo, il dogma cristiano ci impegna a credere che l’inferno è lo stato eterno (non un luogo, uno stato) di chi lascia questa vita in peccato mortale, ma non ci impegna a credere che qualcuno sia morto o muoia, in peccato mortale. «La dannazione», ha spiegato Giovanni Paolo II, «rimane una reale possibilità, ma non ci è dato conoscere, senza speciale rivelazione divina, se e quali esseri umani vi siano effettivamente coinvolti». Continua a leggere

San Giovanni Paolo II ci spiega la famiglia: Una sola carne

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1. “Ci benedica il Signore, fonte della vita”. L’invocazione che abbiamo ripetuto nel Salmo responsoriale, carissimi Fratelli e Sorelle, ben sintetizza la preghiera quotidiana di ogni famiglia cristiana, ed oggi, in questa celebrazione eucaristica giubilare, efficacemente esprime il senso del nostro incontro.

Voi siete qui convenuti non solo come singoli, ma come famiglie. Siete giunti a Roma da ogni parte del mondo, portando con voi la profonda convinzione che la famiglia è un grande dono di Dio, un dono originario, segnato dalla sua benedizione.
Così è, infatti. Fin dall’alba della creazione sulla famiglia si posò lo sguardo benedicente di Dio. Dio creò l’uomo e la donna a sua immagine, e diede loro un compito specifico per lo sviluppo della famiglia umana: ” … li benedisse e disse loro: siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra” (Gn 1, 28). Continua a leggere

Vita, Famiglia e Natale: c’è tutto nel film “Yellow Day”

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Il film di Natale che stimola il dialogo tra genitori e figli su molti dei temi più spinosi dell’esistenza ma che soprattutto promuove la cultura della vita, così come la intendeva Giovanni Paolo II.

È Yellow Day, un lungometraggio che sarà nelle sale americane durante le feste di Natale, scritto e prodotto da Jeff Galle.

Secondo quanto riportato da LifeSiteNews, lo stesso Jeff Galle ha dichiarato, infatti, che il film rispecchia proprio la visione di Giovanni Paolo II sul tema della dignità e del valore della vita umana, la quale ha avuto, parola degli autori, un importante impatto sul film. Continua a leggere

Giovanni Paolo II e quella «strage degli innocenti» che si compie anche oggi «davanti alla nostra stessa coscienza»

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Il 28 dicembre la Chiesa celebra la Festa dei santi Innocenti martiri, «i bambini che a Betlemme di Giuda furono uccisi dall’empio re Erode, perché insieme ad essi morisse il bambino Gesù che i Magi avevano adorato, onorati come martiri fin dai primi secoli e primizia di tutti coloro che avrebbero versato il loro sangue per Dio e per l’Agnello», recita il Martirologio romano. Pubblichiamo per questa occasione la “parte seconda” del discorso pronunciato da san Giovanni Paolo II il 14 agosto del 1993 a Denver, durante la veglia di preghiera della Giornata mondiale della gioventù. Quel giorno papa Wojtyla parlò infatti di una «strage degli innocenti» di «dimensioni enormi» che viene perpetrata ancora oggi sotto lo sguardo indifferente di tutti. Continua a leggere

Beata Vergine Maria di Loreto

10 dicembre

Il Santuario della Santa Casa si trova a Loreto (AN): è un luogo popolare di pellegrinaggio dove i cattolici venerano la Vergine Lauretana.  

È il più importante santuario mariano d’Italia; al suo interno è custodita la Santa Casa di Nazaret dove, secondo la tradizione devozionale, la Vergine Maria ricevette l’Annunciazione.

Il Beato Giovanni Paolo II (Karol Józef Wojtyła, 1978-2005), riferendosi alla Santa Casa di Loreto, fece la seguente riflessione : « Quello Lauretano è un Santuario mirabile. In esso è inscritta la trentennale esperienza di condivisione, che Gesù fece con Maria e Giuseppe. Attraverso questo mistero umano e divino, nella casa di Nazaret è come inscritta la storia di tutti gli uomini, poiché ogni uomo è legato ad una “casa”, dove nasce, lavora, riposa, incontra gli altri e la storia di ogni uomo, è segnata in modo particolare da una casa: la casa della sua infanzia, dei suoi primi passi nella vita. Ed è eloquente ed importante per tutti che quest’Uomo unico e singolare, che è il Figlio unigenito di Dio, abbia pure voluto legare la sua storia ad una casa, quella di Nazaret, che secondo il racconto evangelico, ospitò Gesù di Nazaret lungo l’intero arco della sua infanzia, adolescenza e giovinezza, cioè della sua misteriosa maturazione umana […]. La casa del Figlio dell’uomo è dunque la casa universale di tutti i figli adottivi di Dio. La storia di ogni uomo, in un certo senso, passa attraverso quella casa […].»  Continua a leggere

Perché sposarsi in chiesa? Ce lo spiega Giovanni Paolo II

 
“Per la maggioranza delle persone, le nozze celebrate in chiesa sono ancora un’attrattiva: desiderano celebrare il matrimonio religioso. Perché è così?”. Karol Wojtyła se lo chiedeva già molti anni prima di diventare papa con il nome di Giovanni Paolo II, come dimostra un articolo finora inedito apparso di recente in una raccolta di contributi scritti tra il 1952 e il 1962 intitolata “Educare ad amare. Scritti su matrimonio e famiglia” (Cantagalli).

Nel testo, di straordinaria attualità nonostante i decenni trascorsi dalla sua redazione, Wojtyła sottolineava che le nozze celebrate in chiesa sono più attraenti del matrimonio contratto nell’Ufficio di Stato Civile nel Comune per “la stragrande maggioranza delle persone”, anche quelle “non molto credenti”, anche se “ci sono, anzi aumentano, le persone per le quali la questione è indifferente”. Continua a leggere

Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein) – Compatrona d’Europa

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Breslavia, Polonia, 12 ottobre 1891 – Auschwitz, Polonia, 9 agosto 1942
 
Edith Stein nasce a Breslavia, capitale della Slesia prussiana, il 12 ottobre 1891, da una famiglia ebrea di ceppo tedesco. Allevata nei valori della religione israelitica, a 14 anni abbandona la fede dei padri divenendo atea. Studia filosofia a Gottinga, diventando discepola di Edmund Husserl, il fondatore della scuola fenomenologica. Ha fama di brillante filosofa. Nel 1921 si converte al cattolicesimo, ricevendo il Battesimo nel 1922. Insegna per otto anni a Speyer (dal 1923 al 1931). Nel 1932 viene chiamata a insegnare all’Istituto pedagogico di Münster, in Westfalia, ma la sua attività viene sospesa dopo circa un anno a causa delle leggi razziali. Nel 1933, assecondando un desiderio lungamente accarezzato, entra come postulante al Carmelo di Colonia. Assume il nome di suor Teresa Benedetta della Croce. Il 2 agosto 1942 viene prelevata dalla Gestapo e deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dove il 9 agosto muore nella camera a gas. Nel 1987 viene proclamata Beata, è canonizzata da Giovanni Paolo II l’11 ottobre 1998. Nel 1999 viene dichiarata, con S. Brigida di Svezia e S. Caterina da Siena, Compatrona dell’Europa. Continua a leggere

“Le famiglie siano protagoniste della società” (Giovanni Paolo II)

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“Il compito sociale delle famiglie è chiamato ad esprimersi anche in forma di intervento politico: le famiglie, cioè, devono per prime adoperarsi affinché le leggi e le istituzioni dello Stato non solo non offendano, ma sostengano e difendano positivamente i diritti e i doveri della famiglia. In tal senso le famiglie devono crescere nella coscienza di essere «protagoniste» della cosiddetta «politica familiare» ed assumersi la responsabilità di trasformare la società: diversamente le famiglie saranno le prime vittime di quei mali, che si sono limitate ad osservare con indifferenza. L’appello del Concilio Vaticano II a superare l’etica individualistica ha perciò valore anche per la famiglia come tale”.
 

(Giovanni Paolo II, Familiaris consortio n.43)

 

Giovanni Paolo II, Papa nel cuore della storia

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Quel minuto – le 21.37 del 2 aprile 2005 – è ormai entrato nella storia. Quella con la “S” maiuscola, che registra in quel momento la morte di Giovanni Paolo II, così come le storie di tante persone che attendevano in preghiera. Il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i laici e uno dei più stretti collaboratori del Papa ora santo, è stato testimone diretto dell’ora suprema. «In quel momento – racconta ad Avvenire – mi trovavo lì, nell’appartamento del Santo Padre, accanto a lui. Poco prima, verso le otto di sera, dopo i primi vespri della domenica, avevamo concelebrato l’Eucaristia nella sua camera da letto: l’ultima Eucaristia di san Giovanni Paolo II su questa terra. Non potrò mai dimenticare quei momenti, che rimangono scolpiti nel mio cuore, e il silenzio orante che seguì». Continua a leggere

Evangelium vitae: venti anni dopo

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Una preghiera corale perché la vita sia sempre tutelata e mai scartata si è levata ieri da diversi Paesi del mondo. Roma, Nazaret, i Santuari mariani di Fatima, Lourdes e Guadalupe, e alcune altre città si sono infatti strette in un abbraccio orante in occasione del 20° anniversario della pubblicazione dell’enciclica di san Giovanni Paolo II Evangelium vitae.

«Nel giorno in cui facciamo memoria dell’Annunciazione, siamo qui, uomini e donne, accomunati dall’amore per la vita, dalla passione per difenderla, dal sogno di vederla crescere per tutti», ha detto monsignor Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la famiglia, che ha presieduto la Messa con cui si è conclusa la Veglia internazionale promossa dal dicastero vaticano. «Dare la vita: questo è il martirio di cui abbiamo bisogno oggi», ha aggiunto Paglia citando Oscar Arnulfo Romero, l’arcivescovo di San Salvador che il 23 maggio sarà beatificato e che definiva le mamme «martiri quotidiane». A noi, ha osservato, «è chiesto di imitare Maria che rinunciò al suo piccolo sogno per dire “sì” al grande sogno di Dio». Continua a leggere

È lui il papa. Eletto in piena regola

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(da Aleteia)
 
La canonista Boni: «Corretto annullare la votazione dopo il conteggio delle schede» 
 
Tutto in regola, nessuna ombra sull’elezione di Papa Francesco. Una autorevole canonista, riportata da Sandro Magister nel suo blog chiesa.espressonline.it (5 gennaio) confuta le argomentazioni di chi ritiene invalida l’elezione di Bergoglio e quindi non lo riconosce come papa.

«Si è applicato correttamente quanto dispone la Costituzione apostolica di Giovanni Paolo II “Universi dominici gregis” che regola il Conclave», sentenzia Geraldina Boni, docente ordinaria di Diritto canonico e di Storia del diritto canonico nella università “Alma Mater Studiorum” di Bologna, nonché membro del Consiglio direttivo della “Consociatio Internationalis Studio Iuris Canonici Promovendo”, prossima a pubblicare un libro sui profili strettamente canonistici di eventi come la rinuncia di Benedetto XVI, la nuova figura del “papa emerito” e, appunto, l’elezione di Francesco. Continua a leggere

Pensiero spirituale di Giovanni Paolo II per l’Avvento

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Carissimi Fratelli e Sorelle! Inizia oggi, con la Prima Domenica di Avvento, un nuovo Anno liturgico. Il Dio dell’Alleanza si è rivelato nella storia, e nella storia la Chiesa celebra il suo mistero di salvezza: l’Incarnazione, la Passione, la Morte e la Risurrezione del Signore Gesù Cristo. Il cammino dei credenti si rinnova così continuamente, proteso tra il “già” realizzato da Cristo e il “non ancora” della sua piena manifestazione.

Dio è il futuro dell’uomo e del mondo. Se perde il senso di Dio, l’umanità si chiude al futuro e smarrisce inevitabilmente la prospettiva del suo pellegrinare nel tempo. Perché nascere, perché morire? Perché sacrificarsi, perché soffrire? Continua a leggere

Caro Veronesi, il cancro dimostra che solo Cristo risponde all’uomo

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(da UCCR, 18.11.14)
 
L’oncologo Umberto Veronesi ha trovato un modo originale pubblicizzare il suo ultimo libro: affidare a “Repubblica” alcuni brani sulla sua dimostrazione dell’inesistenza di Dio: «Allo stesso modo di Auschwitz, per me il cancro è diventato la prova della non esistenza di Dio», è il senso del suo scritto.

Un annuncio-spot, a cui ci ha abituato il medico mediatico. Come quando diceva che “l’etica laica è la migliore” e contemporaneamente, si è scoperto, stava tradendo sua moglie. Come quando spiegava che l’amore omosessuale è “più puro” di quello eterosessuale, come quando definiva i malati in stato vegetativo dei “morti viventi”, come quando chiese di legalizzare il doping nello sport, come quando -infine- scrisse all’età di 70 anni che «dopo aver generato i doverosi figli e averli allevati, il compito dell’uomo è finito, occupa spazio destinato ad altri, per cui bisognerebbe che le persone a cinquanta o sessant’anni  sparissero» (“La libertà della vita”, Edizioni Cortina Raffaello 2006, p. 39). Continua a leggere

L’umile verità che ricordava Wojtyla: la famiglia che prega unita il Rosario, resta unita

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di Giovanni Paolo II
 
La famiglia che prega unita, resta unita. Il Santo Rosario, per antica tradizione, si presta particolarmente ad essere preghiera in cui la famiglia si ritrova. I singoli membri di essa, proprio gettando lo sguardo su Gesù, recuperano anche la capacità di guardarsi sempre nuovamente negli occhi, per comunicare, per solidarizzare, per perdonarsi scambievolmente, per ripartire con un patto di amore rinnovato dallo Spirito di Dio.

Molti problemi delle famiglie contemporanee, specie nelle società economicamente evolute, dipendono dal fatto che diventa sempre più difficile comunicare. Non si riesce a stare insieme, e magari i rari momenti dello stare insieme sono assorbiti dalle immagini di un televisore. Riprendere a recitare il Rosario in famiglia significa immettere nella vita quotidiana ben altre immagini, quelle del mistero che salva: l’immagine del Redentore, l’immagine della sua Madre Santissima. La famiglia che recita insieme il Rosario riproduce un po’ il clima della casa di Nazareth: si pone Gesù al centro, si condividono con Lui gioie e dolori, si mettono nelle sue mani bisogni e progetti, si attingono da Lui la speranza e la forza per il cammino. Continua a leggere

Perché la Chiesa ha bisogno del “genio” delle donne

Donne nella Chiesa, il modello è Maria

di Lorenzo Bertocchi
 
Il ruolo delle donne nella Chiesa è argomento dibattuto, Papa Francesco lo ha ripetuto più volte: è necessario trovare «nuovi spazi e responsabilità» per il “genio” femminile. In questa linea si deve collocare la prossima nomina papale che prevede l’aumento del numero di donne nella Commissione Teologica Internazionale, da due a cinque o sei. Così ha rivelato il cardinale Gerhard Ludwig Muller, prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, a Lucetta Scaraffia che ha riportato il dialogo con il cardinale sull’Osservatore romano. I “nuovi spazi”, però, non sono una qualche imitazione del modello maschile, né possono essere intesi con categorie di stampo femminista.

Papa Francesco ha già chiarito che il tema del sacerdozio femminile è fuori discussione. A una domanda della giornalista brasiliana Anna Ferreira, sul volo di ritorno dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Rio, il Santo Padre aveva espressamente detto che «in riferimento all’ordinazione delle donne, la Chiesa ha parlato e dice: “No”. L’ha detto Giovanni Paolo II, ma con una formulazione definitiva». Continua a leggere

“Perciò anche voi state pronti”

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Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Questo considerate: se il padrone di casa sapesse in quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi state pronti, perché nell’ora che non immaginate, il Figlio dell’uomo verrà. Qual è dunque il servo fidato e prudente che il padrone ha preposto ai suoi domestici con l’incarico di dar loro il cibo al tempo dovuto? Beato quel servo che il padrone al suo ritorno troverà ad agire così! In verità vi dico: gli affiderà l’amministrazione di tutti i suoi beni. Ma se questo servo malvagio dicesse in cuor suo: Il mio padrone tarda a venire, e cominciasse a percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi, arriverà il padrone quando il servo non se l’aspetta e nell’ora che non sa, lo punirà con rigore e gli infliggerà la sorte che gli ipocriti si meritano: e là sarà pianto e stridore di denti. (Matteo 24,42-51)

 

Meditazione di Giovanni Paolo II

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«Vegliate, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà». Queste parole mi ricordano l’ultima chiamata, che avverrà nel momento in cui il Signore vorrà. Desidero seguirLo e desidero che tutto ciò che fa parte della mia vita terrena mi prepari a questo momento. Non so quando esso verrà, ma come tutto, anche questo momento depongo nelle mani della Madre del mio Maestro: Totus Tuus. Continua a leggere

Riflessioni di Giovanni Paolo II sul Cantico dei Cantici

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Giovanni Paolo II, Udienza Generale 23 Maggio 1984
 
1. Durante l’Anno Santo sospesi la trattazione del tema dell’amore umano nel piano divino. Vorrei ora concludere quell’argomento con alcune considerazioni soprattutto circa l’insegnamento dell’Humanae Vitae, premettendo qualche riflessione circa il Cantico dei Cantici e il Libro di Tobia. Mi sembra, infatti, che quanto intendo esporre nelle prossime settimane costituisca come il coronamento di quanto ho illustrato.

Il tema dell’amore sponsale, che unisce l’uomo e la donna, connette in certo senso questa parte della Bibbia con tutta la tradizione della “grande analogia” che, attraverso gli scritti dei profeti, è confluita nel Nuovo Testamento e in particolare nella lettera agli Efesini (cf. Ef 5, 21-23), la cui spiegazione ho interrotto all’inizio dell’Anno Santo. Continua a leggere

Quando “la democrazia cammina sulla strada di un sostanziale totalitarismo”

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“La libertà rinnega sé stessa, si autodistrugge e si dispone all’eliminazione dell’altro quando non riconosce e non rispetta più il suo costitutivo legame con la verità. Ogni volta che la libertà, volendo emanciparsi da qualsiasi tradizione e autorità, si chiude persino alle evidenze primarie di una verità oggettiva e comune, fondamento della vita personale e sociale, la persona finisce con l’assumere come unico e indiscutibile riferimento per le proprie scelte non più la verità sul bene e sul male, ma solo la sua soggettiva e mutevole opinione o, addirittura, il suo egoistico interesse e il suo capriccio. (…) Viene meno così ogni riferimento a valori comuni e a una verità assoluta per tutti: la vita sociale si avventura nelle sabbie mobili di un relativismo totale. Allora tutto è convenzionabile, tutto è negoziabile: anche il primo dei diritti fondamentali, quello alla vita.

È quanto di fatto accade anche in ambito più propriamente politico e statale: l’originario e inalienabile diritto alla vita è messo in discussione o negato sulla base di un voto parlamentare o della volontà di una parte — sia pure maggioritaria — della popolazione.

È l’esito nefasto di un relativismo che regna incontrastato: il «diritto» cessa di essere tale, perché non è più solidamente fondato sull’inviolabile dignità della persona, ma viene assoggettato alla volontà del più forte. In questo modo la democrazia, ad onta delle sue regole, cammina sulla strada di un sostanziale totalitarismo. Continua a leggere

Walesa. L’uomo della speranza

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Titolo Originale: Walesa. Czlowiek z nadziei
Paese: Polonia
Anno: 2013
Regia: Andrzej Wajda
Sceneggiatura: Janusz Glowacki
Produzione: Akson Studio, in Coproduzione Con Orange Tvp/Telewizja Polska S.A./Nck-National Center For Culture/Canal +
Durata: 127
Interpreti: Robert Wieckiwicz, Agnieszka Grochowska, Zbigniew Zamachowski, Cezary Kosinski, Maria Rosaria Omaggio, Miroslaw Baka, Maciej Stuhr
 
Quello che emerge in questo film del noto regista polacco Andrzej Wajda è lo spessore umano dei personaggi, in particolare dello stesso Walesa, e il forte senso della famiglia che lo sostiene nei momenti più difficili. Continua a leggere

La vita in monastero non contraddice il comando di Gesù di evangelizzare?

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I monaci non sono lì per se stessi, ma per beneficare tutta la Chiesa e il mondo

di padre Angelo Bellon, o.p.
 
Quesito

Caro padre Angelo,
l’altro giorno mi è capitata sotto mano questa frase del vangelo di Matteo: ”Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli”. Mi chiedevo se la vita dei monasteri di clausura, dediti solo alla preghiera e rifugiati dal mondo non contraddica questo passo del Vangelo.
Gesù non ha mandato i suoi discepoli nel mondo ad annunciare la buona novella ed essere suoi testimoni? Se i dodici si fossero rinchiusi in un monastero a pregare oggi il cristianesimo non esisterebbe più. La ringrazio per il tempo che mi dedicherà nel chiarire questo dubbio. Continua a leggere

Il matrimonio cristiano, patrimonio dell’umanità

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Gli insegnamenti di San Giovanni Paolo II, “Papa della famiglia”, sono “indispensabili per comunicare la verità liberatrice sul matrimonio cristiano”

Catania, 28 Aprile 2014 (Zenit.org) Giuseppe Adernò

Le notizie sulla riduzione dei tempi per favorire le separazioni e il divorzio, secondo il regolamento 44/2001 del Consiglio Europeo che disciplina il diritto commerciale ma anche quello privato, sono state diffuse dai media di massa come segnali di conquista civile e di progresso sociale.

Mentre prima occorreva andare all’estero per applicare tale norma, ora anche in Italia è stata recepita la norma che agevola il “divorzio facile”. La notizia sembra quasi un incentivo al divorzio. Continua a leggere

Benedetto XVI su Giovanni Paolo II: “Il coraggio della verità è un criterio di prim’ordine della santità

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Un passaggio della testimonianza rilasciata da Benedetto XVI al vaticanista polacco Wlodzimierz Redzioch e raccolta in «Accanto a Giovanni Paolo II. Gli amici & i collaboratori raccontano», da poco pubblicato dalle edizioni Ares.
 
Che Giovanni Paolo II fosse un santo, negli anni della collaborazione con lui mi è divenuto di volta in volta sempre più chiaro. C’è innanzitutto da tenere presente naturalmente il suo intenso rapporto con Dio, il suo essere immerso nella comunione con il Signore di cui ho appena parlato. Da qui veniva la sua letizia, in mezzo alle grandi fatiche che doveva sostenere, e il coraggio con il quale assolse il suo compito in un tempo veramente difficile. Giovanni Paolo II non chiedeva applausi, né si è mai guardato intorno preoccupato di come le sue decisioni sarebbero state accolte. Egli ha agito a partire dalla sua fede e dalle sue convinzioni ed era pronto anche a subire dei colpi. Il coraggio della verità è ai miei occhi un criterio di prim’ordine della santità. Solo a partire dal suo rapporto con Dio è possibile capire anche il suo indefesso impegno pastorale. Continua a leggere

Quattro Papi per la riforma nella continuità

I 4 Pontefici

di Massimo Introvigne
 
La grande «festa della fede» del 27 aprile 2014, come l’ha definita Papa Francesco al Regina Coeli, ha già offerto materia di riflessione anche ai sociologi, che certo continueranno ad analizzarla per qualche tempo. Non è solo il milione di pellegrini a Roma – anche se forse erano di più delle cifre ufficiali – a meritare un’analisi. Ci sono state altre riunioni religiose con folle più grandi: il record è proprio di san Giovanni Paolo II (1920-2005), che radunò cinque milioni di persone a Manila, nelle Filippine, per la Giornata Mondiale della Gioventù del 1995. Colpisce stavolta l’eco planetaria, i maxischermi in tante città, le televisioni di oltre cento Paesi, Internet, la stima di oltre un miliardo di persone che hanno seguito l’evento nel mondo. Manila 1995 fu una festa soprattutto per le Filippine, Roma 2014 è stata una festa mondiale. La partecipazione corale ha coinvolto ortodossi, protestanti, ebrei, perfino alcuni musulmani: e hanno colpito semmai per la loro «separatezza» i pochi irriducibili che si sono chiamati fuori come i Testimoni di Geova, per cui le canonizzazioni sono «riti pagani». Continua a leggere

Santi Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II: «Contemplativi delle piaghe di Cristo»

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Due Papi «contemplativi delle piaghe di Cristo»: così papa Francesco ha definito Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II nell’omelia della messa di canonizzazione, celebrata questa mattina in San Pietro nel giorno della Festa della Divina Misericordia alla presenza di oltre un milione di fedeli, 24 capi di Stato e 10 capi di governo. Continua a leggere

Oggi, festa della Divina Misericordia, due Canonizzazioni storiche

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Oggi è un giorno speciale e forse unico nella storia. Verranno infatti elevati agli onori degli altari due grandi Papi: Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII.
Coincidenza non casuale, perché voluta da Papa Francesco, questo evento cade proprio il giorno della Divina Misericordia, Festa istituita da Giovanni Paolo II nel 2000 per volontà di Gesù nelle apparizioni a Santa Faustina Kowalska. Giovanni Paolo II morì proprio il giorno dei vespri alla Divina Misericordia.

Ricordo che tra l’altro oggi si può lucrare – alle consuete condizioni – l’Indulgenza Plenaria.

Non è senza importanza un’altra particolarità di questa giornata: la Messa sarà concelebrata da Papa Francesco, che pronuncerà solennemente la formula di Canonizzazione, e dal Papa emerito, Benedetto XVI, che – dice Padre Lombardi – starà verosimilmente con cardinali e vescovi sulla sinistra del sagrato. Continua a leggere