I “Paesi più felici” del mondo? Tanti suicidi, violenza sulle donne e alcolismo

Ieri era la Giornata della Felicità e col World Happiness Report, pubblicato alle Nazioni Unite, si sono voluti indicare al mondo i «Paesi più felici», gli esempi, quelli da prendere a modello. La classifica della felicità internazionale, elaborata sulla base di fattori quali diseguaglianze, trasparenza della pubblica amministrazione e politiche sociali, ha visto prevalere la Norvegia sulla Danimarca, che invece lo scorso anno primeggiava. Lontana, solo quarantanovesima, l’Italia. Per fortuna, viene da aggiungere. Sì perché, dovete sapere, vi sono lati oscuri dei Paesi più felici – Norvegia e Danimarca, soprattutto – stranamente non considerati alle Nazioni Unite. Quali?

I suicidi per esempio. Il tasso di suicidio, espressione del numero annuo, ogni 100.000 abitanti, di persone che la fanno finita ogni, vede le progreditissime Norvegia (11.9) e la Danimarca (11,3) distanziare alla grande la nostra Italia (6,7). Un male? Non si direbbe. Continua a leggere

L’uomo, il possesso e la violenza contro le donne

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Analisi lucidissima di Giuliano Guzzo
 
Il susseguirsi di fatti e notizie purtroppo allarmanti sta continuando, in questi giorni, ad attirare l’attenzione sul problema della violenza di coppia e, in particolare, sull’amore malato e possessivo. L’argomento è estremamente delicato e, insieme, troppo importante per non essere affrontato con serietà. Una serietà che impone, per quanto possibile, un approfondimento ragionato, non cioè emotivamente ma antropologicamente ispirato e finalizzato a comprendere le cause di quanto sta accadendo al di là di tesi false, per quanto diffuse. E dato che vi sono essenzialmente due modi per arrivare alla verità delle cose – direttamente oppure per gradi, iniziando con lo smascherare le menzogne –, direi che è utile, per meglio comprendere le dinamiche della violenza di coppia, partire proprio dalle false tesi che circolano al riguardo.

La prima è che quella secondo cui la violenza contro le donne, in particolare nel nostro Paese, sarebbe in buona sostanza frutto di una cultura patriarcale e ancora troppo poco egualitaria. Più precisamente, sarebbero gli uomini italiani ad essere sempre più violenti perché spiazzati dal cambiamento culturale in corso e impreparati – per non dire spaventati – dal nuovo ruolo della donna, non più angelo del focolare ma finalmente libera di scegliere e protagonista di un riscatto sociale. Continua a leggere

Il diritto di voto delle donne? Roba da Medioevo

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di Giuliano Guzzo
 
E’ vero: il 10 marzo del 1946 le italiane votarono per la prima volta e fu, senza alcun dubbio, una grande conquista per le donne oltre che per l’intera Italia. Sarebbe però sbagliato immaginare che in epoche passate la condizione femminile fosse sempre e comunque di inferiorità e che il diritto di voto, per la donna, sia necessariamente conquista recente. Si prenda per esempio il Medioevo, epoca ingiustamente considerata teatro degli orrori dell’inquisizione – mentre sappiamo che la caccia alle streghe si registrò prevalentemente durante il Rinascimento e comunque nelle regioni germaniche protestanti più che in quelle cattoliche – ritenuta orribile considerazione della donna. Ebbene, non solo sappiamo che l’epoca medievale fu costellata di donne potenti e influenti – i nomi di Matilde di Canossa, Eleonora d’Aquitania, Bianca di Castiglia o Ildegarda di Bingen dicono nulla? – ma che proprio nel Medioevo vi furono casi, neppure necessariamente così isolati, di suffragio femminile. Continua a leggere

Il cristianesimo che curva la spina dorsale e David Bowie

Il grande cantante, scomparso ieri, nutriva una grande diffidenza nei confronti della Chiesa e dava credito a versioni del Vangelo prive di fondamento storico
 
di Giuliano Guzzo
 
La notizia della morte del David Bowie (1947–2016), pseudonimo di David Robert Jones, sta letteralmente facendo il giro del mondo e innumerevoli, in queste ore, sono le parole spese in sua memoria da parte di chi lo conosceva ma, soprattutto, dai tanti milioni di ammiratori che questo autentico camaleonte del rock, spentosi a 69 anni per un cancro contro il quale ha combattuto per diciotto mesi, aveva pressoché ovunque. È noto, fra le altre cose, come Bowie avesse una posizione molto critica nei confronti non tanto e non solo della fede, ma della Chiesa, come mostra, per restare ad anni più recenti, il video del brano “The Next Day”, nel quale preti e cardinali lussuriosi si trovano in un locale di perdizione in mezzo a donne seminude e demoni. Continua a leggere

Famiglia: la crisi è antropologica, non solo economica

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Se pensiamo di contrastare economicamente una crisi che è antropologica, combattiamo contro i mulini a vento. I dati di Francia, Germania e Finlandia
 
Tratto dal blog di Giuliano Guzzo

Premessa: la famiglia, in Italia, non solo non è sostenuta, ma è fiscalmente vampirizzata. È per la verità cosa arcinota, ma è bene ribadirlo subito affinché nessuno pensi che chi scrive prenda sottogamba un problema tanto importante e così ostinatamente ignorato dalla politica. Detto questo, però, da sociologo non posso non dissentire da quanti – e sono molti, oramai, anche ai vertici dell’associazionismo cattolico – sono convinti che introducendo il quoziente familiare e con un welfare migliore, rispetto al calo dei matrimoni e della natalità – due problemi l’uno legato all’altro -, parecchio se non tutto, nel panorama odierno, migliorerebbe. Il mio dissenso da questo tipo di considerazioni è motivato da più elementi. Continua a leggere

Don Matteo torna e sbanca l’auditel. Una lezione per tutti

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Don Matteo torna per la decima volta e sbanca letteralmente l’auditel totalizzando subito una media di ascolti, fra il primo ed il secondo episodio, pari a circa 9 milioni di telespettatori. Numeri da capogiro che hanno immediatamente portato alcuni critici, increduli di fronte a tanta longevità catodica, a tuonare – un po’ come altri hanno fatto, in questi giorni, (s)parlando di Checco Zalone – contro un pubblico che sarebbe mediocre e poco esigente, assai facile da accontentare.  Ora, al di là di quanto pensa questo o quel giornalista, credo che sul successo di Don Matteo ci si dovrebbe interrogare un po’ tutti per una ragione molto semplice, che è la natura del personaggio di Terence Hill: un prete vestito da prete – trasgressione enorme, se ci pensate -, che non ha particolari fissazioni per vere o presunte “aperture dottrinali” e, alla denuncia del global warming e alla lotta alla corruzione e ad altre priorità sociali, preferisce instancabilmente il tema Dio. Un peso da museo, si direbbe. Continua a leggere

L’aborto e l’ipnosi

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di Giuliano Guzzo
 
Sotto i centomila. Meno male. La legge funziona. L’entusiasmo diffuso rispetto all’ultima Relazione ministeriale sull’applicazione della Legge 194/’78, dal quale si dissociano ormai solo quanti denunciano alte percentuali di obiettori di coscienza, è tragicamente indicativo di che cosa oggi resti della tragedia dell’aborto legale: un problema numerico, ragionieristico quasi, di meri conteggi. Di quella che da personalità come san Giovanni Paolo II e Madre Teresa è stata denunciata come la grande ferita sanguinante del nostro tempo, rimane insomma solo un raffreddore, un piccolo e trascurabile malanno di conti. E senza dubbio è questo – al di là delle tante obiezioni che pure si potrebbero muovere al festeggiato calo del numero degli aborti legali, dato in realtà da rileggere alla luce del mutato contesto demografico nonché degli aborti clandestini e di quelli invisibili delle pillole – l’aspetto più inquietante. Continua a leggere

Perché ce l’hanno con la famiglia

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D’altra parte anche il Papa ha rilevato più volte come la famiglia sia “disprezzata e maltrattata” e “bastonata da tutte le parti“.

Di seguito un ottimo articolo di Giuliano Guzzo

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Una delle domande che mi sento più spesso rivolgere, quando nelle conferenze espongo il modo con cui è trattata – sarebbe più giusto dire maltrattata – la famiglia dalle Istituzioni è la seguente: come mai? Per quale ragione la politica non fa nulla per la «cellula fondamentale della società»? Perché riducendo i tempi del divorzio e quindi banalizzandolo, mettendola di fatto sullo stesso piano, e quindi in concorrenza, con altre unioni o anche solo definendola, con un certo disprezzo, “tradizionale”, la si ha tanto con la famiglia? E’ in effetti difficile, dinnanzi al contesto attuale, non porsi questo tipo di domanda. A mio avviso sono almeno tre le ragioni di detta, manifesta ostilità nei confronti della «società naturale fondata sul matrimonio». La prima è, per così dire, di ordine “ecologico/ambientalista”. Continua a leggere

Maternità e lavoro, la grande discriminazione

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di Giuliano Guzzo
 
Quasi non credevo ai miei occhi, ieri pomeriggio, leggendo sul portale deL’Espresso una lunga e interessante inchiesta a firma di Arianna Giunti sulla condizione lavorativa delle madri. Prima di spiegare la mia incredulità, meglio illustrare i contenuti dell’articolo, volto sostanzialmente a denunciare come spesso, anche nel nostro Paese, per una donna rimanere incinta equivale a rischiare il posto. «I dati parlano chiaro – osserva la giornalista – negli ultimi cinque anni in Italia i casi di mobbing da maternità sono aumentati del 30 per cento. Secondo le ultime stime dell’Osservatorio Nazionale Mobbing solo negli ultimi due anni sono state licenziate o costrette a dimettersi 800mila donne. Almeno 350mila sono quelle discriminate per via della maternità o per aver avanzato richieste per conciliare il lavoro con la vita familiare» [1]. Vero, anzi verissimo. Novanta minuti di applausi per questa scomoda ma innegabile verità. Il punto è che non si tratta di una novità. Per niente. Continua a leggere

Ma la Chiesa è sempre stata per la dignità della donna

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di Giuliano Guzzo
 
L’enorme eco che i mass media, ieri, hanno riservato alle parole di Papa Francesco contro la disparità di retribuzione fra uomo e donna potrebbero indurre più di qualcuno a ritenere che si sia trattato dell’ennesima “apertura” del pontefice argentino. Ora, anche sorvolando sul fatto che l’intervento del Santo Padre toccava, peraltro in modo profondo, prevalentemente un altro tema – quello della famiglia -, urge comunicare a giornalisti e titolisti dei principali organi d’informazione uno scoop: la Chiesa è sempre stata per la dignità della donna. Ma sì, proprio così: la Chiesa, che in tanti ancora dipingono come arretrata e conservatrice, è storicamente stata una formidabile alleata per il percorso di crescita – progresso, potremmo dire – anche sociale della donna. Prova ne è, fra i tanti casi possibili, quello della formazione universitaria. Continua a leggere

Dove vivono i politici che hanno votato il “divorzio breve”?

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di Giuliano Guzzo
 
Dove vivono i quasi quattrocento parlamentari che, alla Camera, l’altro giorno hanno votato definitivamente il “divorzio breve”? Non in Italia, non è possibile. Se vivessero qui saprebbero bene che invecchiamento e denatalità ci stanno ormai affossando, che da un lato siamo gente sempre meno giovane e, dall’altro, la popolazione italiana, di questo passo, «potrebbe ridursi nel 2099 a livelli compresi tra i 30 e i 40 milioni» (“Popolazione e Storia”, 2002;(2):105-122); soprattutto saprebbero, gli incoscienti onorevoli, che fra la diffusione del divorzio e calo dei matrimoni – come il demografo Roberto Volpi, vox clamantis in deserto, da anni segnala –, e fra calo dei matrimoni e culle vuote, il legame è chiaro: dunque saprebbero che, dopo aborto e divorzio old style, il “divorzio breve” sarà solo un altro passo verso il declino. Continua a leggere

Ecco dove ci porterà il “divorzio breve”

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di Giuliano Guzzo

(da La Croce, 21.03.15)
 
Dopo l’approvazione del ddl sul “divorzio breve” al Senato, in attesa che il testo passi in terza lettura alla Camera, è più che mai il caso di interrogarsi sulle possibili conseguenze che un simile provvedimento, una volta pienamente in vigore, potrà determinare, soprattutto alla luce dell’ipotesi – da molti considerata plausibile – secondo cui, per le coppie italiane desiderose di continuare ad amarsi, non cambierà nulla, essendo la novità riservata a coloro che già intendono lasciarsi e si ritrovano purtroppo impigliati in un iter lungo ed economicamente costoso. Le cose stanno veramente così? Davvero facilitare gli addii non comporta alcun tipo di effetto?

Un rapido sguardo alla situazione internazionale potrebbe aiutare a capire. Iniziamo con il considerare il caso della Spagna. Da quelle parti, grazie al governo progressista guidato da Josè Luis Zapatero, dal 2005 il divorzio express è realtà essendo la fase della separazione meramente eventuale. Continua a leggere

Eutanasia, il cristiano sta con Ippocrate

di Giuliano Guzzo
 
La battaglia per l’eutanasia legale, lo si sarà ormai capito, è questione di numeri. Non lo affermano i pro-life, ma i sostenitori stessi della depenalizzazione dell’omicidio del consenziente, i quali – forse memori dei bei tempi (belli per loro) dell’aborto, nei quali le stime sui casi di clandestinità erano sparate alla grande, e prese pure per buone – pare non riescano proprio a farne a meno. Un’ultima conferma di questa sfrenata e un po’ incauta passione per i numeri viene dal sito de L’Espresso, dove leggiamo che siccome un infermiere dell’ospedale Careggi di Firenze nei giorni scorsi ha dichiarato a La Repubblica, quotidiano notoriamente super partes, «che nel suo reparto si verificano ogni anno 30 o 40 casi di eutanasia clandestina. E non è stato smentito né dall’ospedale né dai medici che ci lavorano», ricorrendo ad «una semplice proporzione» ne deriverebbe come «le eutanasie clandestine nel nostro paese» siano «almeno 7.000» (1.3.2015). Continua a leggere

Eluana, sei anni dopo. I fatti e le bugie

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di Giuliano Guzzo
 
Sei anni fa, il 9 febbraio, dov’eravate? Sarebbe importante ricordarlo perché quel giorno, il 9 febbraio 2009, l’Italia veniva scossa da un evento che ancora oggi, sei anni dopo, non cessa di dividere e far discutere: la morte di Eluana Englaro (1970–2009), la donna che versava in stato vegetativo da diciassette anni. Per alcuni fu il trionfale compimento di una battaglia civile, per altri il drammatico epilogo di una guerra perduta. Per tutti, in ogni caso, quel 9 febbraio rappresenta una data storica benché ancora recente, una frattura come non si registrava da tempo, a livello di opinione pubblica. Ebbene, nonostante questi sei anni già trascorsi rimagono ancora poco noti aspetti diversi fondamentali di quello che, in termini giornalistici, è stato ribattezzato come il “caso Englaro”. Nelle righe a seguire cercheremo di rivisitarne alcuni nella speranza di offrire a tutti la possibilità, ripensando a quel 9 febbraio 2009, di farsi un’idea meno parziale e condizionata da resoconti non sempre attendibili che però circolano ancora oggi.   Continua a leggere

Ma la memoria non basta

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di Giuliano Guzzo
 
Oggi, Giornata della Memoria, dobbiamo avere l’onestà di dirlo: la memoria non basta. Non possiamo cioè accontentarci – per quanto imponente e partecipata – della commemorazione delle vittime dell’Olocausto come dovere civile, dobbiamo spingerci oltre. Le dimensioni dell’Olocausto furono infatti troppo ampie perché non ci visiti ancora oggi il sospetto che quell’inferno, prima che del delirio ideologico, fu il prodotto della follia umana, ma non di una follia improvvisa e disordinata, bensì di una follia sistematica e fredda, follia collettiva. Visti dall’alto, i campi di concentramento erano troppo ordinati per essere frutto di improvvisazione, troppo organizzati per far pensare che senza le bandiere nazionalsocialiste tutto quello non sarebbe stato possibile; i campi di lavoro sovietici e ad altre terribili pagine di storia, del resto, ci insegnano che il Male ha avuto più maschere, più abiti, più patrie. Quindi oggi, Giornata della Memoria, non possiamo che riconoscerlo: la memoria non basta, occorre scavare più a fondo in questa data che ricorda la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta sessantanove anni or sono. Continua a leggere

Big Bang, un’idea nata…dalla Chiesa

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di Giuliano Guzzo
 
Il grande risalto avuto dalle parole di papa Francesco il quale, intervenendo alla Pontificia Accademia delle Scienze nella Casina Pio IV ai Giardini Vaticani, ha dichiarato che il Big Bang «non contraddice l’intervento creatore divino, ma lo esige», lascia intendere che si sia trattato dell’ennesima “apertura” del pontefice argentino. In realtà così non è – né può essere – dato che nel 1927 fu un astronomo gesuita, padre Georges Lemaître (1894 –1966), il primo a formulare tale ipotesi, allora chiamata dell’atomo primigenio. E la Chiesa che fece? Perseguitò forse padre Lemaître come (non) fece, anche se molti ancora lo pensano, con Galileo? Nient’affatto. Infatti non solo l’ipotesi del gesuita venne progressivamente accolta – «Tutto sembra indicare che l’universo materiale ha preso, da tempi finiti, un potente inizio» disse nel novembre 1951 papa Pio XII (1876-1958) -, ma pochi anni dopo, nel 1939, venne eletto membro della Pontificia Accademia delle Scienze, della quale, dal marzo 1960, fu anche presidente sino alla morte. Continua a leggere

La caccia al bigotto

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di Giuliano Guzzo
 
Che il problema dell’Italia sia il bigottismo lo aveva già chiarito l’altro giorno la neopaladina dei diritti civili, Francesca Pascale. Eppure, nonostante l’autorevole ammonimento il rischio che qualcuno sottovalutasse l’oscurantismo di parte degli Italiani era ancora alto. Così a rincarare la dose, ieri, ci ha pensato il FattoQuotidiano.it che, attraverso la penna di Dario Accolla – il quale certamente non difetta di chiarezza – ha sottolineare la barbara crudeltà di quanti si sottraggono al culto del Dio Progresso: «I cosiddetti “matrimoni gay”, maggiore parità tra uomini e donne, un maggior ricorso al concetto di autodeterminazione rappresentano un pericolo solo per chi vuole che questa società continui a picchiare gay e donne, che ci siano aborti clandestini (per altro in aumento, nel nostro paese) e che alla fine dei nostri giorni si sia attaccati a un respiratore artificiale per decreto, al cospetto di qualche obiettore mannaro animato da buoni sentimenti e messo lì, magari in qualche ospedale pubblico, giusto per ricordare chi comanda in questo paese. Laddove invece queste cose esistono già, la società ha retto benissimo da sola. Forse è questo che spaventa?» (29/9/2014). Continua a leggere

Happy birthday, Woodstock

Happy birthday, Woodstock

di Giuliano Guzzo
 
Quarantacinque anni fa, proprio in queste ore, ebbe luogo quello che si può ritenere l’evento simbolo del Sessantotto: il concerto di Woodstock, tre giorni di musica ininterrotta alla presenza di 400.000 giovani che trasformarono Bethel, una piccola provincia dello Stato di New York, nel palcoscenico di quello che ancora oggi appassionati del settore molti giudicano il più grande Festival rock di tutti i tempi.  Ma al di là del fenomeno musicale – che vide protagonisti artisti, tutti assieme, del calibro di Joan Baez, Joe Cocker, Santana e Jimi Hendrix (1942-1970) – l’anniversario di Woodstock ci offre la possibilità d’una riflessione più ampia sull’eredità del Sessantotto, con ogni probabilità la più significativa rivoluzione del Novecento.

Posto che non fu affatto un fenomeno lineare e coordinato, ma che, anzi, ebbe in origine almeno tre celebri teatri – l’America, la Francia e Praga – peraltro assai difformi fra loro sotto molti profili, il Sessantotto rimane una stagione fondamentale e da studiare, soprattutto se si vogliono leggere in modo più approfondito le forme del presente. Continua a leggere

Mea Maxima Culpa, il film (bufala) sulla pedofilia nella Chiesa

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di Giuliano Guzzo
 
Saranno l’estate e la comprensibile voglia di mare, ma la redazione de L’Espresso difetta davvero di fantasia. Non si spiega altrimenti la presentazione – ben visibile anche sul portale web – di «Mea Maxima Culpa – Silenzio nella casa di Dio» (2012), film dello statunitense Alex Gibney che vorrebbe essere una denuncia sugli orrori della Chiesa mentre invece esprime solo gli errori clamorosi della propaganda anticattolica. Andiamo però con ordine partendo da una premessa che è sempre doveroso considerare, vale a dire che la presenza di anche un solo pedofilo prete – diremo così anziché prete pedofilo, espressione che lascia ingannevolmente intendere quasi un legame causale fra Chiesa e pedofilia -, la presenza anche solo di un pedofilo prete, dicevamo, sarebbe gravissima ed inaccettabile. Purtroppo i pedofili preti sono stati centinaia, dunque guai a negarlo: si farebbe un danno ulteriore alle vittime dei loro abusi, alla Chiesa stessa e, in definitiva, alla verità. Continua a leggere

La sorprendente tenuta del matrimonio religioso

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di Giuliano Guzzo
 
L’Istat certifica una inversione di tendenza in Italia, in calo divorzi e separazioni

Ci sono almeno due aspetti singolari in “Separazioni e divorzi in Italia”, reportIstat divulgato ieri e contenente un’analisi dei dati per l’anno 2012. Il primo riguarda, per la prima volta dopo tanti anni, un deciso rallentamento dell’instabilità coniugale. «Nel 2012, infatti – nota l’Istat – per la prima volta le separazioni diminuiscono (-0,6%) mentre i divorzi già da qualche anno stanno registrando un calo (-5,8% in tre anni)». La ragione di questo con ogni probabilità deriva, più che da un’improbabile riscoperta del valore dell’indissolubilità matrimoniale, dall’impoverimento generale conseguente alla crisi economica. Tuttavia vale anche il ragionamento opposto, e cioè che l’idea che non pochi, fra le separazioni ed i divorzi conteggiati negli anni precedenti, fossero se non determinati quanto meno agevolati, per così dire, da una disponibilità finanziaria oggi fortemente ridimensionata. Continua a leggere

Aborto, i 6 errori di Saviano

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di Giuliano Guzzo

Capita raramente di leggere, tutte assieme, inesattezze come quelle che Roberto Saviano ha condensato nel suo ultimo intervento sul settimanale L’Espresso, intitolato “Quando è reato il corpo delle donne”. Nel tentativo di commentare quanto accade in Spagna – dove l’esecutivo pare intenzionato a rivedere in senso restrittivo la normativa sull’aborto – lo scrittore partenopeo incorre infatti in una serie impressionante di luoghi comuni che stonano non poco col coraggio civile ed intellettuale da lui manifestato nel denunciare la criminalità organizzata. Per agevolare il lettore, scegliamo di focalizzarci su sei errori e stereotipi contenuti nel pezzo dell’autore di Gomorra, a partire dalle sue stesse parole. Continua a leggere

Apologia di don Matteo

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A proposito della fiction di “Don Matteo” (ne avevo trattato qui), rilancio anche questo bell’articolo dell’amico Giuliano Guzzo di cui condivido pienamente l’analisi. 🙂

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Che in televisione ci sia parecchia spazzatura, è indiscutibile. Che non ci sia che quello, tuttavia, è discutibilissimo. E la conferma è venuta l’altro giorno in prima serata, con l’inizio della nona serie di Don Matteo, l’ormai celebre prete-detective interpretato da Terence Hill. Le prime due puntate hanno ripreso – com’era prevedibile – il copione classico: avviene un omicidio o un’aggressione, i Carabinieri iniziano ad indagare ma poi è sempre lui, don Matteo, a togliere dai guai il presunto colpevole, nel frattempo già spedito in cella, e ad individuare il vero responsabile, un personaggio solitamente trascurato dall’inchiesta. Continua a leggere

Perché «la morale laïque» è (con rispetto parlando) una buffonata

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A proposito di questa sconfortante notizia letta su Tempi.it, riporto un lucido articolo dell’amico Giuliano Guzzo, scritto l’anno scorso in occasione dell’annuncio fatto dal ministro dell’Istruzione francese, ma perfettamente attualizzabile, perchè l’annuncio è ora diventato legge: la “Carta della laicità”.

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di Giuliano Guzzo
[dal blog omonimo]

«Je veux qu’on enseigne la morale laïque», voglio che s’insegni la morale laica, ha affermato Vincent Peillon, ministro dell’Istruzione francese e barzellettiere. Perché è evidente che quella della morale laica è una barzelletta, un bluff, un’idea forse capace di attirare consensi ma di fatto informe e traballante. Continua a leggere

Il parco vietato ai bambini. Perché disturbano i cani

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di Giuliano Guzzo
 
Cani sì, bambini no. Fosse uno scherzo ci sarebbe da ridere – e pure tanto -, invece il divieto del parco di Villa Groggia, a Venezia, è purtroppo vero: per i bambini dai 2 agli 8 anni l’area verde in questione è off-limits. Fuori. Out. Niente più corse o scorrazzate, né piccole feste di compleanno organizzate nell’adiacente ludoteca. Motivo: si procura disturbo i cani. Proprio così. Lo ha stabilito l’ufficio relazioni col pubblico di Venezia a conclusione di una vicissitudine iniziata dopo che un bambino, esplodendo un palloncino colorato, aveva mandato su tutte le furie la padrona di un barboncino, la quale per qualche istante deve aver temuto d’aver a che fare con Unabomber. Continua a leggere

La memoria necessaria

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Se nella vita di tutti i giorni il confine tra ciò che unisce e ciò che divide è in perenne oscillazione e talvolta difficile da individuare, con il rito della commemorazione – di ogni commemorazione – l’uomo esperimenta la possibilità di un incontro duplice: con il prossimo e con sé stesso. Perché commemorare significa certamente ricordare insieme, ma questo è possibile solo se la memoria risulta già avvertita da ciascuno come valore e come risorsa. Diversamente la commemorazione scema, perde forza e in definitiva si riduce a ricorrenza. Continua a leggere

La miglior prevenzione contro la droga è la famiglia

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Sarà pure in crisi e in declino rispetto a qualche decennio fa; sarà pure – come sostengono alcuni – un modello di vita arcaico e superato, ma oltre a garantire stabilità affettiva fra i partner ed essere il luogo privilegiato per l’educazione e la crescita dei figli, la cara vecchia famiglia è anche alla base, più di qualsivoglia programma scolastico o di sensibilizzazione, della più efficace prevenzione del consumo di droghe fra i giovani. Una banalità, si potrebbe dire. Continua a leggere

Buon 8 Marzo (sperando che sia l’ultimo)

Condivido volentieri questo appello dell’amico Giuliano Guzzo, in occasione dell’odierna Festa della donna. Dal sito Libertà e Persona.
 

Cara Donna, approfitto di questo giorno così importante per rivolgerti un invito speciale e stravagante solo in apparenza, che sono certo farai presto tuo: inizia a dubitare dell’Otto marzo, e, quanto prima, richiedine l’abolizione; fai capire al mondo che ne hai abbastanza di questa trovata pubblicitaria senza storia e senza senso. Continua a leggere