Soffrire per amore della verità e della giustizia

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Soffrire con l’altro, per gli altri; soffrire per amore della verità e della giustizia; soffrire a causa dell’amore e per diventare una persona che ama veramente – questi sono elementi fondamentali di umanità, l’abbandono dei quali distruggerebbe l’uomo stesso. Ma ancora una volta sorge la domanda: ne siamo capaci? È l’altro sufficientemente importante, perché per lui io diventi una persona che soffre? È per me la verità tanto importante da ripagare la sofferenza? È così grande la promessa dell’amore da giustificare il dono di me stesso? Alla fede cristiana, nella storia dell’umanità, spetta proprio questo merito di aver suscitato nell’uomo in maniera nuova e a una profondità nuova la capacità di tali modi di soffrire che sono decisivi per la sua umanità. La fede cristiana ci ha mostrato che verità, giustizia, amore non sono semplicemente ideali, ma realtà di grandissima densità. Ci ha mostrato, infatti, che Dio – la Verità e l’Amore in persona – ha voluto soffrire per noi e con noi. Continua a leggere

«La misericordia ci salva dal potere totalitario»

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All’udienza generale del 24 febbraio 2016, papa Francesco ha proseguito il suo ciclo sulla misericordia, affrontando il problema del rapporto tra misericordia e potere. Il potere non è di per sé un male, ma quando diventa assoluto e totalitario si trasforma in oppressione. La parola profetica della Scrittura denuncia i potenti malvagi, ma mostra pure che Dio non vuole la loro perdizione: li raggiunge con la sua misericordia e li invita a convertirsi.

La Bibbia, ha ricordato il Papa, parla spesso dei ricchi e dei potenti, «e anche della loro arroganza e dei loro soprusi». Questo significa che ricchezza e potere sono necessariamente realtà diaboliche? No, ha spiegato il Pontefice. «La ricchezza e il potere sono realtà che possono essere buone e utili al bene comune, se messe al servizio dei poveri e di tutti, con giustizia e carità». Il problema sorge «quando, come troppo spesso avviene, vengono vissute come privilegio, con egoismo e prepotenza»: allora «si trasformano in strumenti di corruzione e morte». Un esempio è offerto dall’episodio della vigna di Nabot, descritto nel Primo Libro dei Re, al capitolo 21, che Francesco ha commentato. Continua a leggere

La carità eccede la Giustizia… ma non è mai senza Giustizia

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« Caritas in veritate » è principio intorno a cui ruota la dottrina sociale della Chiesa, un principio che prende forma operativa in criteri orientativi dell’azione morale. Ne desidero richiamare due in particolare, dettati in special modo dall’impegno per lo sviluppo in una società in via di globalizzazione: la giustizia e il bene comune.

La giustizia anzitutto. Ubi societas, ibi ius: ogni società elabora un proprio sistema di giustizia. La carità eccede la giustizia, perché amare è donare, offrire del “mio” all’altro; ma non è mai senza la giustizia, la quale induce a dare all’altro ciò che è “suo”, ciò che gli spetta in ragione del suo essere e del suo operare. Non posso « donare » all’altro del mio, senza avergli dato in primo luogo ciò che gli compete secondo giustizia. Continua a leggere

Vera pace non è proclamata ma vissuta

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Omelia allo stadio Koševo di Sarajevo
 
​Cari fratelli e sorelle,

nelle Letture bibliche che abbiamo ascoltato è risuonata più volte la parola “pace”. Parola profetica per eccellenza! Pace è il sogno di Dio, è il progetto di Dio per l’umanità, per la storia, con tutto il creato. Ed è un progetto che incontra sempre opposizione da parte dell’uomo e da parte del maligno. Anche nel nostro tempo l’aspirazione alla pace e l’impegno per costruirla si scontrano col fatto che nel mondo sono in atto numerosi conflitti armati. È una sorta di terza guerra mondiale combattuta “a pezzi”; e, nel contesto della comunicazione globale, si percepisce un clima di guerra.

C’è chi questo clima vuole crearlo e fomentarlo deliberatamente, in particolare coloro che cercano lo scontro tra diverse culture e civiltà, e anche coloro che speculano sulle guerre per vendere armi. Ma la guerra significa bambini, donne e anziani nei campi profughi; significa dislocamenti forzati; significa case, strade, fabbriche distrutte; significa soprattutto tante vite spezzate. Voi lo sapete bene, per averlo sperimentato proprio qui: quanta sofferenza, quanta distruzione, quanto dolore! Oggi, cari fratelli e sorelle, si leva ancora una volta da questa città il grido del popolo di Dio e di tutti gli uomini e le donne di buona volontà: mai più la guerra! Continua a leggere

Perché nella Bibbia Dio fa morire così tante persone?

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La Rivelazione è stata progressiva per adattarsi alla comprensione umana
 
di DON ANTONIO RIZZOLO
 
Ma se Dio è Amore e contrario a ogni violenza perché nell’Antico Testamento fa morire così tante persone?

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È un problema che molti si pongono, leggendo la Bibbia. Nell’antichità l’eretico Marcione aveva trovato una soluzione semplicista: basta non considerare parola di Dio l’Antico Testamento e parte del Nuovo. Come superare, invece, questo contrasto e considerare tutta la Bibbia rivelazione di Dio? La costituzione conciliare Dei Verbum ci fornisce i due criteri fondamentali. Continua a leggere

I media e le parole

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(da La Croce Quotidiano, 28.01.15)
 
In un bello quanto antico telefilm –si chiamavano così all’epoca quelli che oggi sono più nobilmente serial tv- della serie Ai confini della realtà (Parole in libertà 1985) un uomo perdeva progressivamente il significato dei vocaboli. Non era più in grado di chiamare gli oggetti per nome e privo così del terreno comune finiva per non riuscire più a comunicare con chi gli stava intorno.

Questa stessa idea, un incubo per chiunque oggi disegnato sulla nebbia dell’Alzheimer (il delizioso mestolo di Barney) fu ripresa qualche hanno dopo dal fumetto Dylan Dog (dicembre 1995 albo gigante 4) in una vicenda nella quale il personaggio che perde il senso del linguaggio finisce suicida, rivelando l’importanza del comunicare per vivere. Senza senso si diventa pazzi. Continua a leggere

Come va interpretato l’Antico Testamento in riferimento a narrazioni di violenza?

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(Quesito tratto dal sito Amici Domenicani)

Come va interpretato l’Antico Testamento, soprattutto in riferimento a narrazioni di violenza e di sterminio?
 
Risposta del sacerdote:

Carissimi Nicola e Alessandro,

1.noi siamo abituati a leggere il vangelo e gli altri scritti del Nuovo Testamento, dove il modo di esprimersi e anche gli stessi contenuti hanno notevoli differenze con larghi passi dell’Antico Testamento. Continua a leggere

Papa alla Fao: si parla di nuovi diritti, ma chi ha fame chiede dignità

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L’affamato “ci chiede dignità, non elemosina”. Lo ha ricordato Papa Francesco ai partecipanti alla seconda Conferenza internazionale sulla nutrizione, in corso a Roma alla sede della Fao e voluta dalla stessa Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura e dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità. Accolto dal direttore generale della Fao, José Graziano da Silva, dal vice direttore l’Oms, Oleg Chestnov, e dall’arcivescovo Luigi Travaglino, osservatore permanente della Santa Sede presso le Organizzazioni e gli Organismi delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, il Santo Padre ha incontrato brevemente anche la Regina Letizia di Spagna. Il servizio di Giada Aquilino:

Il diritto all’alimentazione sarà garantito solo se “ci preoccupiamo” della “persona che patisce gli effetti della fame e della denutrizione”, cioè il “soggetto reale” di tale diritto. Lo ha ricordato Papa Francesco ai partecipanti alla seconda Conferenza internazionale sulla nutrizione: Continua a leggere

La Bellezza Rivelata: il giogo leggero di chi segue Cristo

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Riflettiamo insieme su un brano tratto dal Vangelo di Matteo attraverso le pitture di Lorenzo Lotto

In questa puntata il professor Rodolfo Papa ci invita a riflettere insieme su un brano tratto dal Vangelo di Matteo: “Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero” (Mt 11, 29-30).

Il giogo è vero che rappresenta da una parte la fatica del lavoro agricolo, ma è anche quello strumento che fissato sui buoi consente di arare la terra affinché porti frutto.

L’elemento del giogo, osserva il professor Papa, è presente nella pittura di Lorenzo Lotto in maniera privilegiata: è rappresentato infatti nella cosiddetta Pala Martinengo (1515-1516) nella Chiesa di San Bartolomeo a Bergamo e nel Ritratto di Marsilio Cassotti e della moglie Faustina (1523) oggi al Museo del Prado di Madrid. Continua a leggere

Ma il figlio non è un diritto

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«Diventare genitori e formare una famiglia che abbia dei figli» è «espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi». Il nucleo essenziale delle motivazioni con le quali la Corte Costituzionale, lo scorso 9 aprile, ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa in Italia, previsto dall’articolo 4 comma 3 Legge 40/2004, è in queste parole. Che però – al di là dell’entusiasmo con cui sono state accolte da alcuni – sollevano un dubbio a dir poco inquietante, e cioè quello per cui, da soggetto quale è, il figlio possa essere considerato oggetto. Il dubbio, insomma, che esista, sia pure limitato a talune coppie, una sorta di “diritto al figlio”.

Per la verità già l’ammissione, da parte del nostro ordinamento, al ricorso della pratica della fecondazione extracorporea, purtroppo, alimentava questo sospetto. Continua a leggere

Shoah: domandiamoci dov’era l’uomo, non dov’era Dio

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Il pellegrinaggio di Papa Francesco in Terrasanta è stato commovente, siamo sempre più grati allo Spirito Santo per averci donato quest’uomo, questo riferimento, questa pietra a cui appoggiarci per rendere salda e sicura la nostra fede.

I momenti importanti sono stati moltissimi, forse tra tutti l’invito al presidente Shimon Peres e al presidente palestinese Abu Mazen per«una preghiera di pace» in Vaticano, che ovviamente è il frutto di di una molto discreta operazione diplomatica che la Santa Sede ha compiuto nei giorni immediatamente precedenti la visita del Pontefice in Terrasanta. Fondamentale anche l’incontro con il patriarca Bartolomeo, che ha allargato notevolmente la possibilità di un’unità tra cattolici e ortodossi. Continua a leggere

Partenza e compimenti

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di Angelo Busetto
27-05-2014

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato». (Gv 16,5-11)

Gesù, la persona amata e autorevole, annuncia che se ne va. Gli apostoli non badano nemmeno alla destinazione dichiarata da Gesù. Essi rimangono solo colpiti dalla partenza del Signore, e intravvedono la propria vita priva della Sua presenza. Continua a leggere

La misericordia, “legge suprema” della Chiesa. Senza illudere i fedeli…

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Intervista al “Ministro della Misericordia” del Papa: il cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore presso il Tribunale della Penitenzieria Apostolica

Conversione e confessione, giustizia e pastoralità, libertà e verità. Concetti di Dottrina ecclesiale che rischiano di rimanere astratti se non applicati alla realtà concreta delle persone, alle loro ferite, ai loro peccati. Poi il dubbio di sempre: la Chiesa deve adattarsi alle esigenze dei tempi? Ai divorziati che cercano l’assoluzione nel confessionale, a “due mamme” che vogliono battezzare la propria figlia? Deve dar retta alla opinione pubblica? O deve proseguire nella sua missione di luce delle genti, proclamatrice di Verità, anche se a volte “scomoda”? Domande apparentemente retoriche per un cattolico, la cui risposta è tuttavia al centro di mille polemiche, a volte interne alla Chiesa stessa. Una lucida analisi di tutto questo la offre a ZENIT il cardinale Mauro Piacenza, penitenziere maggiore di Santa Romana Chiesa, “Ministro di Misericordia” di Papa Francesco, che spiega in che modo la Chiesa “amministri” la misericordia e come sia essa “la legge suprema” con cui governa, al di là del diritto e della giustizia “umane”. Continua a leggere

Papa Francesco: «bisogna che tutti ci riconosciamo figli del Padre che è nei cieli e quindi fratelli tra di noi».

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Papa Francesco all’Angelus di oggi ha invitato a rinunciare alla brama di possedere. Dio, ha detto il Papa «non si dimentica di ognuno di noi con nome e cognome». Il Pontefice ha poi chiesto di pregare per l’Ucraina.

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Papa FrancescoAngelus, Piazza San Pietro, Domenica, 2 marzo 2014
 
Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Al centro della Liturgia di questa domenica troviamo una delle verità più confortanti: la divina Provvidenza. Il profeta Isaia la presenta con l’immagine dell’amore materno pieno di tenerezza, e dice così: «Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai» (49,15). Continua a leggere

Angelus di Papa Francesco, 1° Gennaio 2014

SOLENNITÀ DI MARIA SS.MA MADRE DI DIO
XLVII GIORNATA MONDIALE DELLA PACE

Angelus di Papa Francesco, Piazza San Pietro, Mercoledì 1° gennaio 2014

Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buon anno!

All’inizio del nuovo anno rivolgo a tutti voi gli auguri di pace e di ogni bene. Continua a leggere

Quando verrà il Regno di Dio?

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In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!». Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione». (Luca 17,20-25)
 
Meditazione

Quando l’uomo vive profugo dalla sua interiorità, vaga alla ricerca di sensazioni e sensazionalismi, a volte anche apocalittici, che lo possano appagare, solleticandolo nelle sue zone meno nobili. Continua a leggere

“Lui è la porta. Lui è il passaggio per la salvezza”

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CITTA’ DEL VATICANO, 25 Agosto 2013 (Zenit.org)

Riportiamo di seguito le parole rivolte oggi alle ore 12.00 durante la recita della preghiera dell’Angelus da papa Francesco ai fedeli e pellegrini convenuti in piazza San Pietro.

***

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

il Vangelo di oggi ci invita a riflettere sul tema della salvezza. Gesù sta salendo dalla Galilea verso la città di Gerusalemme e lungo il cammino un tale – racconta l’evangelista Luca – gli si avvicina e gli chiede: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?» (13,23). Continua a leggere

“Basta promesse non mantenute per i poveri”

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Il pontefice ha incontrato i partecipanti all’assemblea della Fao, ricordando che la crisi economica non è un alibi per dimenticare chi ha più bisogno.

Per i poveri “si può e si deve fare di più” e la comunità internazionale non si può nascondere dietro l’”alibi” della crisi economica globale per continuare a non mantenere le promesse fatte a chi ha più bisogno. Con il suo stile semplice, papa Francesco non è girato intorno al problema, durante l’incontro avuto questa mattina in Vaticano con i partecipanti all’assemblea della Fao. In corso a Roma fino al 22 giugno, l’incontro della Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura riunisce i rappresentanti dei Paesi del mondo impegnati alla lotta alla fame del mondo. Continua a leggere

Papa Francesco: vergognarsi dei propri peccati è virtù dell’umile che prepara al perdono di Dio

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Vergognarsi dei propri peccati è la virtù dell’umile che prepara ad accogliere il perdono di Dio: lo ha detto Papa Francesco, stamani, durante la Messa presieduta nella Cappellina di Casa Santa Marta, alla presenza di alcuni dipendenti dell’Apsa, l’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica e di alcune religiose. Hanno concelebrato il cardinale Domenico Calcagno, presidente dell’Apsa, e l’arcivescovo Francesco Gioia, presidente della Peregrinatio ad Petri Sedem.
Commentando la prima Lettera di San Giovanni, in cui si dice che “Dio è luce e in Lui non c’è tenebra alcuna”, Papa Francesco ha sottolineato che “tutti noi abbiamo delle oscurità nella nostra vita”, momenti “dove tutto, anche nella propria coscienza, è buio”, ma questo – ha precisato – non significa camminare nelle tenebre. Continua a leggere

La bellezza, la croce e la gloria di Gesù Cristo

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di Giovanni Fighera

Si domanda sant’Agostino riguardo a Gesù Cristo: «Perché anche nella croce aveva bellezza? Perché la follia di Dio è più sapiente degli uomini; e la debolezza di Dio è più forte degli uomini (Corinzi 1,23-25) […] Bello è Dio, Verbo presso Dio; bello nel seno della Vergine, dove non perdette la divinità e assunse l’umanità; bello il Verbo nato fanciullo […]. È bello dunque in cielo, bello in terra; bello nel seno, bello nelle braccia dei genitori: bello nei miracoli, bello nei supplizi; bello nell’invitare alla vita e bello nel riprenderla, bello nel non curarsi della morte, bello nell’abbandonare la vita e nel riprenderla; bello sulla croce, bello nel sepolcro, bello nel cielo […]. Suprema e vera bellezza è la giustizia; non lo vedrai bello, se lo considererai ingiusto; se ovunque è giusto, ovunque è bello. Venga a noi per farsi contemplare dagli occhi dello spirito». Continua a leggere

Quale è la vera questione morale

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di Giorgio Maria Carbone

«Messa da parte la giustizia, cosa sono i regimi politici se non dei grandi latrocini?», così scrive il grande Agostino, quasi 1.600 anni fa. Non dovrebbe quindi meravigliare che i politici e i candidati al Parlamento facciano riferimento alla moralità, alla legalità e invochino la questione morale. Senza alcuna pretesa di essere esaustivo, ma solo a titolo di esempio cito alcuni candidati.
Bersani dice testualmente: «Abbiamo scelto di mettere due parole, moralità e lavoro, davanti alla legislatura e la legalità come priorità assoluta per il nostro Paese e ho chiesto a Pietro Grasso se era possibile darci una mano in questa riscossa». Continua a leggere

Perchè è importante quello che leggiamo? Perchè “siamo quello che amiamo”, come scrive Sant’Agostino

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di Giovanni Fighera

Oggi si legge sempre meno. Inutile è fornire le statistiche che  collocano l’Italia tra i Paesi europei dove si legge meno. Spesso, nello  sconforto che si diffonde dai dati pubblicati sulla lettura o sul  disastro dell’editoria si afferma la convinzione che l’importante sia  leggere, non importa cosa. La scuola non è immune a questa tendenza,  anzi talvolta è la più vivace promotrice dell’imperativo categorico:  «Leggete, leggete! Non importa cosa. L’importante è leggere!». Continua a leggere

In carcere, ma sempre uomini

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di Riccardo Cascioli

L’Italia è stata condannata ancora una volta per lo stato pietoso delle carceri. Questa volta la Corte Europea dei diritti umani ha accolto il ricorso di sette detenuti nei carceri di Busto Arsizio e Piacenza, costretti a vivere in celle con meno di 3 metri quadri a disposizione. E non ci voleva certo la Corte di Strasburgo per rendersi conto che si tratta di condizioni inumane. E’ la seconda volta che l’Italia viene condannata, la prima era stata nel 2009 per un ricorso simile riguardante il carcere romano di Rebibbia. Questa volta all’Italia tocca pagare un totale di 100mila euro per danni morali. Ma ci sono altri 500 e più ricorsi in attesa di essere giudicati a Strasburgo. Continua a leggere

Ecco l’«Agenda Ratzinger»

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di Massimo Introvigne

Come ogni anno, il 7 gennaio Benedetto XVI ha incontrato i rappresentanti del Corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, e ha loro rivolto un denso discorso relativo ai grandi temi della politica internazionale. Interessante notare come i titoli delle agenzie di stampa abbiano dato rilievo quasi solo agli accenni alla crisi economica – che non sono mancati -, mentre il Papa ha presentato tutti i grandi temi della dottrina sociale della Chiesa, nell’ordine di priorità che è tipico del suo Magistero. Continua a leggere

Manzoni. La fede è un fatto

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di Giovanni Fighera

La fede nasce da un incontro, attraverso la testimonianza di un uomo che con tutta la sua umanità, pur imperfetta, rende visibile l’eccezionalità di Cristo, unica risposta all’umana domanda di pienezza e di felicità. Per questo la fede è il riconoscimento di un fatto già presente.
La vita stessa di Manzoni è la dimostrazione di questo. Dopo aver studiato dai Padri Barnabiti e Somaschi, Manzoni si forma una cultura illuministica moderna, all’insegna dei filosofi e letterati francesi, e si allontana sempre più dalla chiesa cattolica e dalla fede. Continua a leggere

La democrazia? Nasce nei monasteri medievali

Nel suo ultimo libro, da pochi giorni nelle librerie francese, il noto medievista Jacques Dalarun ha approfondito lo studio della vita monastica durante il Medioevo arrivando ad una conclusione molto interessante: «le comunità monastiche assunsero la forma di laboratori. A partire dall’assenza di un’eredità personale e dunque di una dominazione genetica, come definire chi è superiore? In molti casi cominciò così ciò che appare come un’invenzione progressiva di forme democratiche». Dalarun, storico e docente universitario francese, già direttore dell’Istituto di ricerca per i testi e la storia (CNRS), Direttore di Studi Medievali presso la École française di Roma, di cui è attuale Presidente del Consiglio Scientifico. Continua a leggere

Diagnosi preimpianto, il giudice autorizza la selezione fra embrioni

Un altro colpo alla Legge 40 (procreazione medicalmente assistita): giudice autorizza diagnosi preimpianto. Una coppia affetta da anomalia genetica ha ottenuto il ricorso all’esame di laboratorio per scegliere il figlio sano tra quelli concepiti in provetta. Una soluzione eugenetica, oggi vietata.

Il Tribunale di Cagliari ha autorizzato una coppia, lei malata di talassemia e lui portatore sano, ad eseguire la diagnosi preimpianto in un ospedale pubblico. È la prima volta, da quando è entrata in vigore la legge nel 2005, che tale “diritto” viene riconosciuto. Continua a leggere

IMU: le conseguenze dell’ingiusta tassa sulla casa

Rallentamento del mercato immobiliare; minor propensione al matrimonio; abitazioni più piccole che scoraggerà la formazione di famiglie numerose; scelta dell’affitto, che renderà meno stabile l’idea dell’abitazione.

di Vincenzo Sansonetti

Lo scrittore inglese James Montgomery, vissuto a cavallo tra Sette e Ottocento, affermava che la casa «è un punto della terra supremamente benedetto, un luogo più caro e più dolce di tutti gli altri». Qualche decennio più tardi un altro intellettuale d’Oltremanica, John Ruskin, scriverà che la casa è «il luogo della pace» e «il rifugio da ogni torto, da ogni paura, dubbio e discordia». Continua a leggere

Scacco matto

In un agile quaderno intitolato Fatima, l’Inferno e il Cuore Immacolato (casa Mariana Editrice, 2001) Padre Stefano M. Manelli, fondatore, con Padre Gabriele M. Pellettieri, dei Frati Francescani dell’Immaolata, spiega che la negazione delal esistenza dell’inferno, o la presunazione che, se pur essietsse, sia almeno da ritenersi vuoto, costituisce un triplice “scacco matto”: sacco matto all’onestà, in rapporto alla disonestà, perchè a questa toccherebbe la stessa premiazione dell’onestà; scacco matto ad ogni virtù, perchè la stessa ricompensa della virtù spetterebbe anche ad ogni vizio; scacco matto alla giustizia rispetto all’ingiustizia, perchè questa sarà equiparata, nel merito, alla giustizia. Se le cose stessero così, afferma Padre Manelli, si arriverebbe alla fusione e identificazione fra Dio e satana, fra Verità e errore, fra Bene e male, fra Grazia e peccato. Ma questa è la nota dottrina dell’unione degli opposti, una delle principali idee dell‘alchimia esoterica, “disciplina arcana” che, con altre forme di “gnosi” esoteriche forma il “deposito spirituale” della Massoneria moderna.

[Fonte: Il Timone n. 117]

La fede insegnata ai figli

Tra qualche settimana inizia l’”Anno della fede”, proclamato da Benedetto XVI per rinvigorire la fede in particolare nel nostro Occidente. Tra le mie scorribande nella solita libreria milanese dell’outlet dei libri, ne ho trovato due ottimi che potrebbero essere molto utili per gli evangelizzatori in questo anno forte della Chiesa Cattolica. Il primo è di padre Livio Fanzaga, La fede insegnata ai figli, edito da Sugarco Edizioni e il secondo Perché credo di monsignor Girolamo Grillo, edito da Marietti 1820.

Nella presentazione del suo libro il direttore di Radio Maria scrive: “Cari genitori, questo libro è stato scritto per voi, con la speranza di potervi offrire un piccolo aiuto nell’educazione religiosa dei vostri figli”. Continua a leggere

Non c’è pace senza giustizia e senza carità

«La pace non è la semplice assenza di guerra e non può ridursi ad assicurare l’equilibrio delle forze contrastanti. La pace non si può ottenere sulla terra senza la tutela dei beni delle persone, la libera comunicazione tra gli esseri umani, il rispetto della dignità delle persone e dei popoli, l’assidua pratica della fratellanza. La pace è frutto della giustizia ed effetto della carità». Continua a leggere…

Una solida nave

​C’è un forte tema comune nella recente prolusione del cardinal Bagnasco all’Assemblea della Cei e nella catechesi tenuta dal Papa mercoledì (23 maggio): quello dell’homo naturaliter religiosus. Per il Papa «da quando esiste, l’homo sapiens è sempre in ricerca di Dio, cerca di parlare con Dio, perché Dio ha inscritto se stesso nei nostri cuori» e, così, è «iscritto nei nostri cuori il desiderio di Dio». Continua a leggere

La Giustizia

 

La parola giustizia ricorre moltissime volte nella Bibbia, ma generalmente con un significato del tutto differente rispetto a quanto intendiamo noi oggi per giustizia. Il concetto biblico di giusto non ha in genere nulla a che vedere con i tribunali, con i codici, nè con i cosiddetti movimenti giustizialisti.
Insomma per dirla in breve la giustizia biblica non ha a che vedere né con la giustizia forense né con quella sociale. Sono su un altro piano. Continua a leggere