Un’artista trasforma le ecografie delle future madri in splendidi dipinti

 
Laura Steerman è un’artista irlandese di Dublino, dove vive e lavora come illustratrice. E’ anche diventata un’amante di una forma d’arte molto particolare: convertire le ecografie in dipinti colorati!

Grazie a lei, le future madri possono conservare un ricordo molto speciale di questo momento che è il palcoscenico della gravidanza. Inizialmente Laura iniziò a dipingere le proprie ecografie mentre era incinta, in modo da rendere meno lunga e difficoltosa l’attesa. Presto si rese conto che queste immagini mediche potevano essere una fonte inesauribile di ispirazione. Continua a leggere

I gemelli socializzano nel pancione

I loro movimenti fanno capire che fin dalle prime settimane cercano di comunicare. E anche di guadagnare spazio.
 
Sì, i gemelli si cercano, si accarezzano e socializzano tra loro fin da quando si trovano nel pancione della mamma. Lo ha rivelato tempo fa uno studio delle Università di Padova, Torino e Parma in collaborazione con l’Ospedale Pediatrico Burlo Garofolo di Trieste.

I ricercatori hanno monitorato i loro gesti utilizzando l’ecografia 4D, scoprendo così che, a partire dalla quattordicesima settimana di gestazione, i loro contatti non sembrano più essere casuali e dovuti alla vicinanza, ma mirati alla conoscenza reciproca.

Come se volessero accarezzarsi ed esplorarsi, sempre più frequentemente con l’avvicinarsi del parto. I gesti verso la parete uterina o verso se stessi appaiono molto meno delicati e affettuosi.

SPOSTATI! Più recentemente, durante uno studio sulla sindrome da trasfusione feto-fetale (una malattia della placenta che comporta connessioni sanguigne per cui un gemello “dona” il sangue all’altro in modo eccessivo) si è evidenziato anche un altro aspetto della convivenza: quello dello spazio ristretto. Continua a leggere

La Santa Sede all’ONU: la gravidanza non è una malattia

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Monsignor Chullikatt chiede alle Nazioni Unite di abbandonare le strategie antinataliste e promuovere l’autentico sviluppo

Monsignor Francis Chullikatt, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a New York, ha messo in guardia sulle inadeguate politiche sulla popolazione proposte per implementare il Programma d’Azione della Conferenza Internazionale sulla Popolazione e lo Sviluppo (ICPD). L’approccio proposto “sembra trattare la fertilità e la gravidanza come una malattia da prevenire o gestire attraverso il Governo o l’assistenza esterna”, ha denunciato l’arcivescovo.

La Santa Sede ha chiesto di affrontare in modo olistico i problemi della popolazione e di non concentrarsi sulle politiche di riduzione della fertilità. “Un approccio più sensibile dovrebbe concentrarsi meno sulla riduzione della fertilità e più su programmi e valori che sostengano lo sviluppo umano integrale”, ha proposto il presule a nome della Santa Sede. Continua a leggere

Presentati i nuovi dati sui metodi naturali come rimedio all’infertilità: hanno successo nel 71 per cento dei casi

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Hanno il 40 per cento di successo in più rispetto alla fecondazione in vitro che è invasiva, frustrante e costosa. Intervista a Elena Giacchi, ginecologa del centro studi e ricerche dell’Università Cattolica.

I metodi naturali dimostrano un’efficacia crescente nella risoluzione delle patologie dell’infertilità. Al contrario avviene per le tecniche di fecondazione in vitro che hanno un’efficacia minore, non curano le malattie e prevedono percorsi invasivi, frustranti e costosi. A dirlo sono i risultati di un protocollo presentato dalla dottoressa Elena Giacchi, ginecologa del centro studi e ricerche per la regolamentazione naturale della fertilità dell’Università Cattolica. I dati sono stati presentati durante il convegno “La ricerca della gravidanza nell’infertilità di coppia” (28 febbraio – 1 marzo, Roma). Continua a leggere

Daniela, la fatica dell’attendere

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di Paola Bonzi

Erano i primi giorni del mese di novembre. Dalla nostra segreteria mi fanno sapere che c’è stata una telefonata tipo S.O.S. «Ma ci ha lasciato il suo recapito?» chiedo con una certa ansia. «Si, si, – mi rassicurano – anzi, Daniela aspetta una tua telefonata».

Quella delle telefonate a persone già prenotate per l’interruzione della loro gravidanza, è come una doppia giravolta senza nessuna rete di protezione! Arrivi come una tegola sulla testa della persona che chissà cosa sta facendo in quel momento, ti devi presentare, la voce deve essere quella della calma-serenità, … Da sempre, però, molti bambini sono nati anche per una telefonata e, quindi, con un po’ di perplessità, chiamo Daniela, prenotata per l’interruzione il 20 novembre. Continua a leggere

Il tema di Lucia, che ha deciso di essere mamma a 15 anni. Nonostante i burocrati dell’aborto

teenage pregnant girl. Image shot 2010. Exact date unknown.

Per gentile concessione dell’autrice, pubblichiamo il tema che ha vinto il XXVI concorso scolastico europeo “Uno di noi”, organizzato dal Movimento per la Vita. Lucia, il nome di fantasia assegnato dai giornali a questa studentessa maceratese, racconta in prima persona l’angoscia vissuta per la scoperta di essere rimasta incinta a soli 15 anni, il pensiero di abortire, i «colloqui avvilenti» con i medici, gli psicologi e il giudice, tutti pronti a giustificare la sua scelta, infine la resa all’amore che le ha impedito di uccidere «il regalo più bello di ogni giorno».

Ricordo quel giorno di pioggia, freddo, angosciante, la mano tremava nella tasca dove stringevo un test di gravidanza, gli occhi gonfi di lacrime e il cuore di paura. Dentro quella strana sensazione di sentirmi la pancia già piena di “qualcosa”, qualcuno. Camminavo verso casa del mio fidanzato, quel 28 dicembre del 2010 quando scoprii di essere incinta. Continua a leggere

Obama: la legge contro l’aborto è «un assalto al diritto di scelta della donna»

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di Benedetta Frigerio

Barack Obama ha assicurato che porrà il veto sul disegno di legge che mira a impedire l’aborto oltre le 20 settimane.
 
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha annunciato che se passerà la legge al vaglio del Parlamento che impedisce l’aborto oltre le 20 settimane, userà il suo potere di veto per fermarla. Questo, nonostante il dibattito negli Usa sia acceso, in seguito al processo al medico abortista Kermit Gosnell, quello a Douglas Karpen e dopo i numerosi video che mostrano la realtà efferata dell’aborto nelle cliniche americane e le testimonianze portate alla Camera di bambini nati vivi dalla 21ma settimana in poi e lasciati morire. Continua a leggere