Coraggio, speranza, grazia e conversione

Papa Francesco

La santità è una strada da percorrere con coraggio, speranza, grazia e conversione. Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 24 maggio 2016 a Casa Santa Marta ha preso spunto dalla Prima Lettura (1 Pt 1,10-16) per ribadire che la santità non si compra, non si vende e non si regala: è un cammino che dobbiamo fare noi in prima persona, in modo irreprensibile e con una conversione quotidiana, dei piccoli comportamenti – ha sottolineato il Santo Padre – come il non sparlare del nostro vicino, del nostro compagno di lavoro. Terminare la giornata magari con la lingua gonfia a forza di morsi, ma andando sempre avanti.

“Questo camminare: la santità è un cammino, la santità non si può comprare, non si vende. Neppure si regala. La santità è un cammino alla presenza di Dio, che devo fare io: non può farlo un altro nel mio nome. Io posso pregare perché quell’altro sia santo, ma il cammino deve farlo lui, non io. Camminare alla presenza di Dio, in modo irreprensibile. E io userò oggi alcune parole che ci insegnino come è la santità di ogni giorno, quella santità – diciamo – anche anonima. Primo: coraggio. Il cammino verso la santità vuole coraggio”. Continua a leggere

Anima e spirito sono la stessa cosa?

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La risposta di P. Angelo Bellon (dal sito Amici Domenicani)
 

Cara Camilla,
1. di per sé l’anima umana è spirituale, e come tale è incorruttibile e immortale. Può morire solo ciò che è composito, costituito di parti. La disgregazione delle parti in un vivente ne segna la morte.
L’anima umana invece, essendo spirituale, non è costituita di materia e pertanto non ha parti e conseguentemente è incorruttibile e immortale.

2. Che l’anima umana sia spirituale si può provare con le sole risorse della ragione.
Sant’Agostino, all’età di 18 anni, pur non essendo ancora cristiano, dopo aver letto le opere di Platone e l’Ortensio di Cicerone, due grandi pensatori pagani, si convinse della spiritualità dell’anima umana. A suo tempo, nel nostro sito, ne ho portato le argomentazioni. Continua a leggere

Papa Francesco: «Quando mamma e papà non sono più “una sola carne”, i figli soffrono»

«Sentiamo il peso della montagna che schiaccia l’anima di un bambino, nelle famiglie in cui ci si tratta male e ci si fa del male, fino a spezzare il legame della fedeltà coniugale?»
 
Papa Francesco ha proseguito oggi in piazza San Pietro a Roma la sua catechesi sulla famiglia. Questa volta, il Pontefice ha incentrato le sue riflessioni sulle separazioni e sulle «ferite» che si aprono talvolta nel contesto familiare dove a pagarne per primi le conseguenze sono i figli. «Ci si fa del male. La cosa più brutta!», ha esclamato Bergoglio. «Sappiamo bene che in nessuna storia famigliare mancano i momenti in cui l’intimità degli affetti più cari viene offesa dal comportamento dei suoi membri. Parole e azioni (e omissioni!) che, invece di esprimere amore, lo sottraggono o, peggio ancora, lo mortificano. Quando queste ferite, che sono ancora rimediabili, vengono trascurate, si aggravano: si trasformano in prepotenza, ostilità, disprezzo. E a quel punto possono diventare lacerazioni profonde, che dividono marito e moglie, e inducono a cercare altrove comprensione, sostegno e consolazione. Ma spesso questi “sostegni” non pensano al bene della famiglia!». Continua a leggere

La verità si è fatta amicizia per salvare la libertà

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di Giuseppe Bonvegna

(da Tempi.it)

«Non è vero che abbiamo bisogno dell’assenza, della solitudine, dell’eterna attesa»: le parole con le quali, in una sontuosa villa di campagna bavarese, il protagonista del film L’anno scorso a Marienbad (1961) riesce a risvegliare in una donna il ricordo del loro precedente incontro descrivono qualcosa in più rispetto alla ricerca di una vita autentica. O meglio: la ricerca del significato rimane una maschera che la vita indossa per continuare a trascinarsi lentamente nella dimensione della chiacchiera lungo le stanze e i giardini della villa, fin quando una presenza diversa non si rivela, nel suo vero volto, alla vita. E allora, la giovane donna pensa che valga la pena seguire quell’uomo, anche a costo di privarsi della compagnia di tutti gli altri e di restar sola con lui, perché egli è non la risposta a una domanda di significato, ma la risposta senza della quale, in lei, la domanda non sarebbe sorta. Continua a leggere

Misericordia è bellezza che salva. Il bene senza il bello non attrae

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Papa Francesco ha annunciato il Giubileo della misericordia. Per preparasi a tale evento ecco un passo del prof. Massimo Borghesi dell’Università di Perugia in cui illustra che “quando il bene non ha il fascino della bellezza, non ha più la forza di essere adempiuto”.
 
La Bellezza è Grazia, la bellezza appare come una Grazia. Questo è un termine importante che non si può dissipare dicendo che tutto è grazia. La Grazia è sempre in rapporto a qualcosa di eccezionale, a qualcosa di gratis che non ti aspettavi, a qualcosa che ti accade nel momento stesso in cui meno te lo aspetti, altrimenti non è grazia. Un regalo non desiderato non è un regalo. La bellezza è Grazia e può solo essere ricevuta, in qualche modo.

Anche l’artista […] l’arte, il creare è sempre un dono, un’ispirazione. Ogni grande artista lo sa; non è che è solo perché lui è bravo o perché è intelligente. L’arte è veramente un dono: uno o ce l’ha o non ce l’ha. Certo, implica una tecnica, fatica, un’applicazione costante, però è dono; quando viene, viene nel momento giusto e inaspettato. Se salti quel momento non è più la stessa cosa, non hai più quell’ispirazione; la devi accettare in quel momento lì, quello è il momento in cui devi operare. Questa bellezza, perché corrisponde al cuore. Attrae la bellezza, perché corrisponde al cuore: questo è fattore che incanta e affascina. Continua a leggere

Quella coppia di sposi che bussa alle porte del sinodo

Ludmila e Stanislaw Grygiel insegnano nell’istituto pontificio di studi sulla famiglia creato da papa Karol Wojtyla, loro amico di una vita. Non sono stati invitati. Ma avevano molto da dire ai padri sinodali. E l’hanno detto. Con chiarezza e coraggio.

di Sandro Magister

ROMA, 9 ottobre 2014 – Un sinodo “aperto” come si invoca da ogni parte, a cominciare da papa Francesco, è un sinodo pronto ad ascoltare anche le voci che gli arrivano da fuori, tanto più se da persone competenti.

Subito alla vigilia del sinodo, a far da ponte autorevole tra dentro e fuori le sue mura è stata l’assemblea plenaria tenuta a Roma dal 2 al 4 ottobre dal “Consilium Conferentiarum Episcoporum Europæ”. Continua a leggere

Il Papa ai sacerdoti: “Non siete padroni della dottrina”

Ordinazioni sacerdotali

Domenica 11 maggio 2014, Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, Papa Francesco ha ordinato tredici nuovi sacerdoti provenienti dall’Italia, dall’America Latina e dall’Asia, e ha proposto nell’omelia e nel Regina Coeli due meditazioni sul sacerdote, che deve offrire ai fedeli «la guida della dottrina e della grazia»: non la sua dottrina, ma quella della Chiesa.

Al Regina Coeli il Papa ha citato san Cesario di Arles (470-543), un monaco e vescovo del sesto secolo, che paragonava il sacerdote alla mucca che dà al vitellino, il fedele, il triplice latte della dottrina, della grazia e della guida. Il sacerdote, spiegava quel santo vescovo, può dare questo latte, ma è bene che i fedeli glielo chiedano esplicitamente. «Quando il vitellino ha fame – così ha riassunto il Pontefice il pensiero di san Cesario – va dalla mucca, dalla madre, a prendere il latte. La mucca, però, non lo dà subito: sembra che se lo trattenga per sé. E cosa fa il vitellino? Bussa col suo naso alla mammella della mucca, perché venga il latte». Continua a leggere

Papa Francesco: «Confessatevi con umiltà e concretezza. Provare vergogna davanti a Dio è una grazia»

Udienza generale del Papa

Alla Messa a Santa Marta il Pontefice ha parlato della Riconciliazione: «Non è una seduta psichiatrica. Fate come i bambini, che hanno la semplicità della verità».

Papa Francesco ha dedicato l’omelia di questa mattina alla Messa alla Casa Santa Marta al sacramento della Riconciliazione. Per invitare i cristiani ad affrontare quello che per molti di loro sembra uno sforzo insostenibile – confessare i propri peccati davanti a un altro uomo – il Pontefice ha sottolineato il passaggio della lettera di san Paolo ai romani in cui l’apostolo ammette pubblicamente che nella «sua carne non abita il bene». Per i cristiani è lo stesso, ha osservato il Santo Padre: «Quando voglio fare il bene, il male è accanto a me». È questa «la nostra lotta di tutti i giorni. E noi non sempre abbiamo il coraggio di parlare come parla Paolo su questa lotta. Sempre cerchiamo una via di giustificazione: “Ma sì, siamo tutti peccatori”. Ma lo diciamo così, no? Questo lo dice drammaticamente: è la lotta nostra. E se noi non riconosciamo questo, mai possiamo avere il perdono di Dio». Continua a leggere

Il Papa: “Fuggiamo dal peccato senza averne nostalgia”

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Il cristiano è chiamato ad essere coraggioso nella propria debolezza. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa di stamani alla Casa Santa Marta. Il Papa ha affermato che, a volte, dobbiamo riconoscere che siamo deboli e dunque dobbiamo fuggire senza nostalgia del peccato, senza guardare indietro. […]

Agire con lentezza, guardare indietro, avere paura e rivolgersi al Signore, alla grazia dello Spirito Santo. Nella sua omelia, Papa Francesco ha preso spunto dalle Letture di oggi per soffermarsi su quattro “atteggiamenti possibili nelle situazioni conflittuali, nelle situazioni difficili”. Il primo atteggiamento è quello della “lentezza” di Lot. Egli, ha osservato il Papa, era deciso a lasciare la città prima che fosse distrutta, ma lo fa piano piano. L’angelo gli dice di fuggire, ma c’è in lui l’“incapacità del distacco dal male, dal peccato”. Continua a leggere

Papa Francesco: «Le vostre preghiere siano coraggiose»

Papa Francesco in San Pietro prega davanti a spoglie Giovanni XXIII

Il pontefice ha elogiato l’insistenza con cui Abramo si rivolge a Dio per salvare Sodoma. Una giusta pretesa che «è possibile solo quando c’è la familiarità col Signore»

Papa Francesco, nell’omelia alla Messa di questa mattina alla Casa Santa Marta, ha commentato le preghiere di Abramo che si rivolge a Dio per salvare gli abitanti di Sodoma. «Abramo – ha detto il pontefice – è un coraggioso e prega con coraggio. Si sente la forza di parlare faccia a faccia col Signore e cerca di difendere quella città». L’esempio è servito al Santo Padre per spiegare che la preghiera «deve essere coraggiosa». Bisogna «andare dal Signore coraggiosi per chiedere le cose». L’insistenza di Abramo (anche se a prima vista potrebbe sembrare quella di quella di un «commercio fenicio, perché lui tira sul prezzo», ha detto scherzando papa Francesco) è giusta perché è quella di un uomo che sa di poter osare con un Dio che ci ama. Continua a leggere

Meditazione sulla misericordia

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Meravigliosa meditazione del Papa sulla misericordia di Dio!

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di Massimo Introvigne
 
Nella Messa e nell’Angelus del 17 marzo – prendendo spunto dal Vangelo del giorno, che narra l’episodio dell’incontro di Gesù con l’adultera, salvata dalla lapidazione con le parole «Chi di voi è senza peccato, scagli la prima pietra», quindi invitata a «non peccare più» – Papa Francesco ha proposto una meditazione sulla divina misericordia. Queste meditazioni ricordano da vicino quelle del beato Giovanni Paolo II (1920-2005) che – quando s’imbatteva in questa pagina del Vangelo – spesso ricordava l’icona della Divina Misericordia di santa Faustina Kowalska (1905-1938), popolare in Polonia ma anche nell’Argentina da cui proviene il regnante Pontefice. Continua a leggere

Scacco matto

In un agile quaderno intitolato Fatima, l’Inferno e il Cuore Immacolato (casa Mariana Editrice, 2001) Padre Stefano M. Manelli, fondatore, con Padre Gabriele M. Pellettieri, dei Frati Francescani dell’Immaolata, spiega che la negazione delal esistenza dell’inferno, o la presunazione che, se pur essietsse, sia almeno da ritenersi vuoto, costituisce un triplice “scacco matto”: sacco matto all’onestà, in rapporto alla disonestà, perchè a questa toccherebbe la stessa premiazione dell’onestà; scacco matto ad ogni virtù, perchè la stessa ricompensa della virtù spetterebbe anche ad ogni vizio; scacco matto alla giustizia rispetto all’ingiustizia, perchè questa sarà equiparata, nel merito, alla giustizia. Se le cose stessero così, afferma Padre Manelli, si arriverebbe alla fusione e identificazione fra Dio e satana, fra Verità e errore, fra Bene e male, fra Grazia e peccato. Ma questa è la nota dottrina dell’unione degli opposti, una delle principali idee dell‘alchimia esoterica, “disciplina arcana” che, con altre forme di “gnosi” esoteriche forma il “deposito spirituale” della Massoneria moderna.

[Fonte: Il Timone n. 117]

Nella fede la libertà e la grazia s’incontrano

L’udienza del 24 ottobre.  Nella fede la libertà e la grazia s’incontrano

Nell’udienza del 24 ottobre 2012 Benedetto XVI ha proseguito le sue catechesi dedicate all’Anno della fede. «Che cosa è la fede? – si è chiesto il Papa – Ha ancora senso la fede in un mondo in cui scienza e tecnica hanno aperto orizzonti fino a poco tempo fa impensabili? Che cosa significa credere oggi?». Continua a leggere

Noi cristiani, peccatori senza slogan

Essere cristiani non è un merito. È una grazia. Una specie di fortuna, un incontro che da duemila anni prosegue. Come all’inizio dell’avventura del Nazareno. I cristiani lo sanno che è così. Chi parla del cristianesimo invece spesso, purtroppo, non lo sa.
Siamo quelli che se vedono il Dio Nazareno inchiodato alla croce sentono il cuore tremare. E che guardano le persone come un infinito abisso che solo il Suo Abisso può colmare. Quelli che parlano di peccato, come ha fatto don Carron anche in pubblico (e la domenica battendo il proprio e non l’altrui petto) perché siamo realisti. Continua a leggere…