Storia. Inghilterra, il ruolo decisivo del cristianesimo

L’abbazia di Glastonbury

Esce in italiano l’opera del 1934 dello scrittore inglese d’origine francese Hilaire Belloc. Libro singolare sul ruolo decisivo per la civiltà britannica dell’incontro con Cristo
 
(Avvenire, 1.09.18)
 
Il famoso arazzo di Bayeux sarà prestato all’Inghilterra in cambio della stele di Rosetta, scoperta dai francesi ma conservata nel British Museum? Così è stato annunciato a inizio anno da Macron e dalla May durante un vertice franco-britannico. Il “ricamo fumetto” lungo quasi 70 metri e alto 50 centimetri, realizzato nel XI secolo con tutta probabilità a Canterbury, nel Kent, potrebbe dunque tornare in Inghilterra, dopo che le precedenti richieste (nel 1953 per l’incoronazione di Elisabetta e nel 1966 per i 900 anni dalla battaglia di Hastings) erano state respinte perché l’opera era considerata troppo fragile per viaggiare. Il prestito potrà avvenire in ogni caso solo dopo il 2023, dopo il restauro previsto della Tapisserie, e con tutta probabilità la data più idonea potrebbe essere il 2024, nell’ottantesimo anniversario dello sbarco alleato in Normandia.

Come noto, l’arazzo racconta un episodio fondamentale della storia inglese: la conquista del regno da parte di Guglielmo, duca di Normandia, grazie alla battaglia di Hastings del 1066, in cui Aroldo, che prima aveva promesso a Guglielmo di appoggiarlo come successore di Edoardo il Confessore ma che, dopo la morte del re, si era autoproclamato alla guida dell’Inghilterra, era rimasto ucciso. Commissionato nel 1077 dal vescovo Odone, fratellastro di Guglielmo, e destinato ad abbellire la nuova cattedrale di Bayeux, il tessuto ricamato ricorda con varie vignette la vicenda del giuramento e del conflitto. Guglielmo sarà il primo re d’Inghilterra ad essere stato incoronato a Westminster.

L’evento è raccontato con enfasi e drammaticità da Hilaire Belloc nella sua Storia d’Inghilterra, un’opera in due volumi (pagine 386 + 352, euro 25 ciascuno) uscita nel 1934 e ora edita in Italia dall’editrice Oaks. Continua a leggere

Buona cucina: segno di speranza?

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di Susanna Manzin
 
Oggi è esplosa la moda della buona cucina: non c’è canale televisivo che non abbia la sua trasmissione di ricette e consigli per la tavola, gli chef sono delle star e le gare di cucina incollano davanti allo schermo milioni di spettatori.
Penso che si tratti di una buona cosa: dopo un lungo periodo di approccio trasandato al mondo del cibo, è bello vedere un ritrovato interesse per la buona tavola.
Oggi la società coriandolare (per usare la felice espressione del sociologo Giuseppe De Rita) produce i suoi effetti anche sulle abitudini alimentari: diminuisce la regolarità dei pasti, sempre più disordinati e ad orari imprevedibili. E’ sempre più raro che la famiglia si riunisca a tavola, a condividere un pasto preparato con attenzione e amore dalla madre, raccontandosi l’un l’altro quanto è successo durante la giornata. Oggi molti consumano pasti pronti, scaldati velocemente al microonde, tra un impegno e l’altro; le famiglie mangiano guardando la TV, senza rivolgersi la parola; trionfa il fast food, il mondo delle merendine e dei cibi precotti. Non parliamo poi dell’ossessione della linea e delle diete. Continua a leggere

Il diritto dei genitori è precedente al diritto dello Stato

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“Il diritto dei genitori sul figlio è precedente al diritto dello Stato. Dove lo Stato obbliga i genitori a mandare il loro figlio in una istituzione che questi deve frequentare per molte ore al giorno e dalla quale la sua mente non può che essere formata nel periodo più critico del suo sviluppo, il genitore ha un diritto di richiedere allo Stato che quell’istituzione sia di un tipo che egli approva. Nel caso particolare del genitore cattolico che vive sotto l’autorità di uno stato anticattolico come l’Inghilterra, i membri del corpo cattolico hanno un pieno diritto politico di richiedere che l’intera spesa dovuta per l’educazione obbligatoria dei propri figli sia sostenuta dallo Stato ma che sia in mani cattoliche – soggette naturalmente alla condizione che quel denaro imposto per un particolare scopo debba essere speso per l’educazione”.

(Hilaire Belloc, Essays of a Catholic, 1931)

Distributismo e Dottrina Sociale della Chiesa

Presso la Biblioteca Caversazzi di Bergamo lo scorso 11 luglio si è tenuta una conferenza, il cui titolo (Il Distributismo: un modello di società alternativo a capitalismo e social-comunismo) sembrava riproporre il sottotitolo all’opera di Chesterton: “Il profilo della ragionevolezza”.

Presieduta da Matteo Mazzariol, Presidente di Giustizia Monetaria, un’organizzazione che si occupa in particolar modo del coordinamento per la proprietà popolare della moneta, la serata ha avuto come illustre ospite e conferenziere il Prof. John C. Medaille, docente presso l’Università di Dallas, Stati Uniti e manager di grandi corporation e piccole aziende per più di trent’anni. Continua a leggere

CHESTERTON/ Chi ci darà lo “sguardo di bambino” di Padre Brown?

 

«Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un grande revival editoriale di Chesterton. Molti dei suoi titoli erano scomparsi dai cataloghi degli editori, mentre ora si sta tornando a pubblicare diversi suoi testi, anche assolutamente inediti. E’ certamente significativo questo ritorno di Chesterton, soprattutto perché a mio avviso si tratta di uno scrittore di cui oggi si ha più che mai bisogno». Continua a leggere