Diritti vs. desideri

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dal blog di Costanza Miriano
 
Pubblichiamo il testo che ho preparato per il mio intervento ad Atreju di sabato 26 settembre, e che non ricordo se ho pronunciato esattamente, mi sa di no perché mi hanno detto di tagliare prima ancora che aprissi bocca, ma non sapevo che tagliare così ho fatto secondo l’antica arte giapponese dell’origami (sono andata a caso), e anche perché ero un po’ in difficoltà per la platea molto diversa da quelle davanti alle quali parlo di solito (credo che il disorientamento fosse reciproco: mi guardavano come una marziana). Ne approfitto per dire che, e non è certo per prendere le distanze dal graditissimo invito che mi ha fatto Giorgia Meloni, il mio andare lì non significa in nessun modo un mio schierarmi nella politica intesa come appartenenza partitica. Ricordo che ad Atreju è andato anche Bertinotti. E io sarei andata anche alla festa dell’Unità o di qualsiasi altro schieramento che avesse avuto voglia di ascoltarmi (la verità è che non mi ha invitata nessun altro). Continua a leggere

Con la Humanae vitae, Paolo VI si oppose a stereotipi culturali molto diffusi

Il 25 Luglio 1968, papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae vitae, che sintetizza la dottrina della Chiesa sul matrimonio, sull’apertura alla vita, sulla contraccezione…

Angel Rodriguez Luño, decano della Facoltà di Teologia alla Pontificia Università della Santa Croce analizza l’attualità dell’enciclica montiniana, a 47 anni dalla pubblicazione

Roma, 25 Luglio 2015 (ZENIT.org) Rocío Lancho García
 
Il 25 Luglio 1968, papa Paolo VI pubblicò l’enciclica Humanae vitae, che sintetizza la dottrina della Chiesa sul matrimonio, sull’apertura alla vita, sulla contraccezione e sulla genitorialità responsabile. Tutte tematiche che continuano a far parlare di sé, dentro e fuori la Chiesa. Per capire meglio i fondamenti teologici di questo documento, il suo contesto storico e le sue implicazioni, ZENIT ha intervistato il decano della Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce di Roma, Angel Rodriguez Luño. Continua a leggere

Perché a Papa Francesco e a Benedetto XVI piace così tanto l’”Humanae Vitae”

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Non è una questione di “naturalismo” o “biologismo”, ma di «dignità dell’amore umano e coniugale». Paolo VI «ritiene la persona capace di una grande cosa: fedeltà e rinuncia»
 
Articolo tratto dall’Osservatore Romano – È veramente prezioso il richiamo recentemente fatto da Papa Francesco (vedi il discorso a Manila e l’intervista sul volo di ritorno dalle Filippine, ndr) a quella che resta, di fatto, l’enciclica meno compresa e meno apprezzata nella storia dei pontificati dell’età contemporanea. Ancora oggi, nell’opinione di tanti, evocare l’Humanae vitae di Paolo VI significa richiamare uno tra i testi emblematici della chiusura del mondo cattolico alla modernità, prototipo della sua incapacità a capirla. Continua a leggere

La disinformazione dei vaticanisti su Francesco e la contraccezione

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(da UCCR,  22.01.15)
 
Durante il Sinodo della Famiglia gli opinionisti si sono scatenati a chi la sparava più grossa, a chi trovava la più grande (e presunta) rivoluzione di Francesco. Il premio per il miglior opinionista-disinformatore lo avevamo assegnato allo storico Franco Cardini che arrivò a sostenere che dopo il Sinodo era impossibile opporsi alle nozze gay: «Il cattolico da ora non potrà più farsi scudo della sua fede come alibi per contrastare quelle misure civili volte a rendere possibile e giuridicamente riconosciuta una unione anche fuori dai limiti matrimoniali, persino una unione tra persone dello stesso sesso».

In questi mesi Francesco, forse stufo di questa strumentalizzazione, ha spinto l’acceleratore sui temi etici. In poco tempo ha condannato ogni ridefinizione del matrimonio naturale, ha proclamato il diritto dei bambini di crescere con un padre e una madre maturando «nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità», ha condannato aborto e eutanasia come «falsa compassione» e «peccati contro il Creatore», invitando platealmente i medici a praticare l’obiezione di coscienza.  Continua a leggere

Il Papa, la «paternità responsabile» e il rischio di tradirne il pensiero

Schermata-2015-01-20-alle-08.38.01 ​La frase ha fatto il giro del mondo in poche ore. «Alcuni credono che – scusatemi la parola – per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli». Frase che il Papa ha pronunciato nella conferenza stampa sul volo di ritorno da Manila e di cui Avvenire ha dato ampio conto ieri. Solo che a citarla così – estrapolandola come hanno fatto in molti dal contesto complessivo del ragionamento di Francesco, o al massimo collegandola al numero di tre figli a coppia, presentato coma una indicazione “normativa” del Pontefice – si corre il rischio di tradirne il pensiero.

Specie in riferimento all’Italia, affetta ormai da anni da un “inverno demografico” senza precedenti. Sarà utile perciò ricostruire che cosa ha detto effettivamente papa Bergoglio in risposta alle domande che gli sono state poste, a partire da quella di un giornalista tedesco che chiedeva se egli avesse in mente di rivedere, anche solo parzialmente, il divieto dell’uso degli anticoncezionali stabilito da Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae. Continua a leggere

Paternità responsabile. Humanae Vitae: quello che dice davvero

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Nel 1968, anno in cui fu pubblicata l’enciclica di Paolo VI “Humanae vitae” (firmata il 25 luglio), il mondo stava attraversando profonde trasformazioni e la scienza stava cominciando a “mettere le mani” sui meccanismi della procreazione. Papa Montini volle rispondere alle nuove sfide nella consapevolezza che la questione non riguardava solo il “costume” ma tirava in ballo il futuro dei popoli.

Nel 1963 Giovanni XXIII aveva istituito una Commissione che si occupasse delle “nuove questioni riguardanti la vita coniugale, e in particolare una retta regolazione della natalità”: Paolo VI raccolse i risultati del lavoro di quegli esperti e diede le sue risposte definitive a queste “gravi questioni” proprio nell’Humane vitae, un documento di 31 paragrafi, divisi in tre parti Continua a leggere

Papa: relativismo e cultura dell’effimero minacciano la famiglia

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“Proprio così, nel nostro tempo, Dio ci chiama a riconoscere i pericoli che minacciano le nostre famiglie e a proteggerle dal male. Dobbiamo stare attenti alle nuove ideologie colonizzatrici. Esistono colonizzazioni ideologiche che cercano di distruggere la famiglia. Non nascono dal sogno, dalla preghiera, dall’incontro con Dio, dalla missione che Dio ci dà. Vengono da fuori e per questo dico che sono colonizzazioni. Non perdiamo la libertà della missione che Dio ci dà, la missione della famiglia. (…) Come famiglie dobbiamo essere molto molto accorti, molto abili, molto forti, per dire “no” a qualsiasi tentativo di colonizzazione ideologica della famiglia. (…)
Mentre fin troppe persone vivono in estrema povertà, altri vengono catturati dal materialismo e da stili di vita che annullano la vita familiare e le più fondamentali esigenze della morale cristiana. Queste sono le ideologie colonizzatrici. La famiglia è anche minacciata dai crescenti tentativi da parte di alcuni per ridefinire la stessa istituzione del matrimonio mediante il relativismo, la cultura dell’effimero, una mancanza di apertura alla vita.”
(Papa Francesco alle famiglie di Manila 16.01.15) Continua a leggere

il Sinodo “in pillola”

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È noto che durante il Concilio Vaticano II i padri conciliari dibatterono a lungo circa le questioni pastorali poste dalla massiccia diffusione della “pillola”, e la stragrande maggioranza di loro non vedeva nulla di peccaminoso nel suo utilizzo.

Il dibattito fu lungo e acceso, a tratti molto aspro (si narra che il card. Ottaviani abbia apostrofato in aula il card. Suenens con queste parole “l’avesse presa tu’ madre!”), finche Paolo VI con una decisione, che deve essere stata davvero sofferta, avocò a sé l’intera materia, avviando poi il processo che lo portò a pubblicare quattro anni dopo quell’enciclica profetica che fu l’ “Humanae Vitae”.

Fu il classico esempio di una decisione giusta presa con le motivazioni sbagliate, o almeno largamente insufficienti. Paolo VI infatti temeva che separando il sesso dal “rischio” della generazione ci si sarebbe avviati per una via di deresponsabilizzazione dell’amore, scoperchiando un vaso di Pandora con conseguenze imprevedibili. Continua a leggere

La Francia riabilita l’Humanae Vitae di Paolo VI

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di Lorenzo Bertocchi 
 
Nel caso dei treni è una benedizione che i binari siano paralleli, la stessa cosa purtroppo non vale in altri ambiti, come ad esempio quello del magistero della Chiesa. In questo caso un “magistero parallelo” è più facile che porti al deragliamento, piuttosto che a destinazione; l’esempio da manuale è fornito dalla reazione a cui andò incontro l’ultima enciclica di Paolo VI, ormai prossimo beato.

Era il 29 luglio del 1968 quando fu presentata l’Humanae Vitae, il pronunciamento del pontefice sul tema scottante dell’amore coniugale e della “regolazione” delle nascite, appena due giorni dopo si alzava violento il vento del dissenso. Al n°14 dell’enciclica si ribadiva con chiarezza che «è altresì esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione». Una sconfitta colossale per i molti che da anni tentavano, dentro e fuori la Chiesa, di forzare la mano per ottenere un pronunciamento favorevole sul tema della contraccezione. Continua a leggere

«La donna che si sente amata non abortisce. Lo dico per esperienza». Chi è Flora Gualdani

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Storia di un ostetrica (ed elicotterista) e del suo ambulatorio che è diventato «uno speciale confessionale laico».

Il 3 maggio si svolgerà a Roma un convegno (“Dai una chance ad ogni vita”) in preparazione alla Marcia nazionale per la vita. Di seguito proponiamo la lettura di un articolo di Francesco Agnoli apparso sul Foglio del 17 marzo.

Ci sono storie potenti che crescono piano piano, nel silenzio, nell’umiltà, non di rado grazie alle avversità e nonostante esse. Finché, piano piano, la luce che ne promana, viene vista da qualcuno, e allora la voce si sparge, perché “lì c’è qualcosa di bello, di grande, di vero”. Mi riferisco alla storia di Casa Betlemme, una realtà di fede e di speranza che sorge in quel di Arezzo, e che ha come fondatrice Flora Gualdani, la persona che verrà premiata quest’anno, il 3 maggio, presso l’Ateneo Regina Apostolorum di Roma, nel tradizionale convegno che precede la marcia per la vita. Continua a leggere

Il Papa intervistato dal Corriere: “Convertirsi. Non cambiare dottrina”

L’udienza generale del 5 marzo 2014 è caduta in una giornata dominata dalla pubblicazione simultanea sul Corriere della Sera e su La Nación di Buenos Aires di un’intervista a Papa Francesco di Ferruccio De Bortoli dove, più che trarre il bilancio di un anno di pontificato, il Pontefice risponde alle domande del giornalista su diverse questioni importanti e controverse. Ne emergono affermazioni molto importanti sulla necessità, quando si affrontano temi morali delicati, di schierarsi talora «contro la maggioranza, di difendere la disciplina morale, di esercitare un freno culturale», esercitando la misericordia nelle situazioni concrete ma pensando più a convertirsi che a «cambiare la dottrina».

L’udienza del mercoledì delle ceneri è stata dedicata alla Quaresima, che può e deve diventare «un punto di svolta che può favorire in ciascuno di noi il cambiamento, la conversione: tutti noi abbiamo bisogno di migliorare … di cambiare per il bene e la Quaresima ci aiuta. E così, usciamo dalle abitudini stanche e dalla pigra assuefazione al male che ci insidia». Continua a leggere

Approvato dai teologi il «miracolo» di Paolo VI

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La consulta dei teologi della Congregazione dei santi ha riconosciuto la guarigione di un bambino non ancora nato. Beatificazione più vicina.

ANDREA TORNIELLI
Città del Vaticano

La consulta dei periti teologi della Congregazione delle cause dei santi, all’inizio di questa settimana ha approvato all’unanimità un miracolo attribuito all’intercessione di Giovanni Battista Montini, Papa Paolo VI. Ora la guarigione, già giudicata «inspiegabile» dalla consulta medica guidata dal professor Patrizio Polisca, dovrà essere vagliata dai cardinali e vescovi del dicastero, prima dell’approvazione finale di Papa Francesco. Se, come confermano a Vatican Insider autorevoli fonti della Congregazione delle cause dei santi, questi ultimi passaggi avverranno in tempi brevi, si può facilmente ipotizzare nei prossimi mesi la beatificazione di Montini. Continua a leggere

L’amore di mamma e papà, luce familiare per Paolo VI

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Nel settembre del 1959 si svolse a Milano un Sinodo minore diocesano che, per volontà dell’arcivescovo Giovanni Battista Montini, ebbe come tema di studio e discussione «Matrimonio e famiglia». Secondo il cardinal Montini tali questioni, basilari per la vita umana e cristiana, sempre più frequentemente, in quegli anni, erano soggette all’«amaro rilievo dei moltissimi errori, oggi divulgati con i mezzi più moderni e più insidiosi, che minano in radice la sanità e la santità delle due istituzioni».

L’arcivescovo stabilì così che la sua diocesi s’impegnasse nell’analisi di questi temi nel corso di tutto l’anno successivo, raccomandando al clero diocesano, all’Azione cattolica e alle altre organizzazioni laicali uno studio accurato e una «fedele e felice applicazione». Continua a leggere

Quali le motivazioni cristiane per scegliere i Metodi Naturali?

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Secondo la Rivelazione cristiana l’uomo e la donna sono stati creati da Dio a Sua immagine e somiglianza fin dal concepimento e sono chiamati per amore, ad amare attraverso il dono personale di se stessi per amore Suo e del prossimo. Nel Matrimonio, elevato a sacramento, il gesto sessuale non esprime solo l’amore reciproco tra i due sposi, ma anche l’amore eterno e fecondo per l’umanità del suo Creatore, uno e trino, il quale affida agli sposi il nobilissimo compito di collaborare con Lui alla generazione di nuove vite e “che attraverso di loro continuamente dilata e arricchisce la sua famiglia” (Gaudium et Spes, n. 50).  Continua a leggere

Due in una carne. Chiesa e sessualità nella storia

Molto interessante, per capire il contesto prossimo e remoto entro il quale prese forma nel 1968 la tanto contestata Enciclica di Paolo VI “Humanae Vitae” (su matrimonio e procreazione), risulta la lettura di un libro uscito in Italia nel 2008.

Il libro ha per titolo: “Due in una carne. Chiesa e sessualità nella storia”. E ha per autrici due studiose, entrambe militanti femministe negli anni Settanta, entrambe storiche, l’una laica e l’altra cattolica: Margherita Pelaja e Lucetta Scaraffia. Continua a leggere

44.mo dell'”Humanae Vitae” di Papa Montini. Benedetto XVI: “Testo coraggioso e lungimirante”

Il 25 luglio del 1968 veniva pubblicata l’Enciclica di Paolo VI Humanae Vitae. Il documento – che espone la visione della Chiesa sulla dignità della vita umana, in particolare sul suo concepimento e sulla illiceità delle tecniche anticoncezionali – fu il frutto di un lungo e talvolta contrastato lavoro di una Commissione di studio. Ma il magistero che ne scaturì è stato ribadito alla lettera dai Papi successivi e anche Benedetto XVI ne ha più volte lodato la “lungimiranza”. Continua a leggere…