Il Papa al Congresso Usa: «No alla pena di morte Difendete la persona e la vita umana, sono sacre»

Papa Francesco al Congresso americano

di Massimo Introvigne
 
Nella serata del 24 settembre 2015 papa Francesco arriva a New York, dopo le ultime tappe a Washington: il 23 sera, la canonizzazione nel Santuario Nazionale dell’Immacolata Concezione dell’apostolo della California san Junipero Serra, e il 24 il primo storico discorso di un Pontefice al Congresso degli Stati Uniti.  Poi  il commovente incontro con i senzatetto, molti dei quali piangevano, presso la parrocchia di Saint Patrick. Il Papa ha continuato a proporre, e a tenere insieme, quattro temi forti: la difesa della famiglia, «minacciata, forse come mai in precedenza, dall’interno e dall’esterno», la libertà religiosa, la critica della dittatura del denaro e del profitto – con una nuova condanna del commercio delle armi – e la difesa dell’ambiente, cui ha aggiunto un pressante invito perché ci sia maggiore accoglienza per gli immigrati e sia abrogata la pena di morte, che negli Stati Uniti è ancora in vigore. Continua a leggere

Il Papa: valorizzare le donne, no a ideologie contro famiglia e matrimonio

Valorizzare le donne nella Chiesa e nella società. E’ l’esortazione di Papa Francesco durante l’udienza alla delegate della Conferenza internazionale cattolica delle guide. Il Pontefice è quindi tornato a denunciare la diffusione di quelle ideologie che sono contrarie alla natura e al disegno di Dio sulla famiglia e sul matrimonio. Riprendendo poi l’Enciclica Laudato Si’, il Papa ha sottolineato che l’educazione all’ecologia è essenziale per trasformare le mentalità e abitudini per superare le sfide che riguardano l’ambiente. Il servizio di Alessandro Gisotti:

E’ molto importante che la donna sia “adeguatamente valorizzata e che possa prendere pienamente il posto che le spetta, sia nella Chiesa sia nella società”. E’ uno dei passaggi chiave del discorso che Francesco ha rivolto alla Conferenza delle guide, in occasione del 50.mo anniversario di fondazione. Continua a leggere

Kiko e il femminicidio

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Quello che riporto di seguito è il commento più sensato che ho letto a proposito delle parole di Kiko Arguello sulla violenza domestica, pronunciate alla manifestazione di sabato scorso.
Piccola premessa: il senso dell’intervento di Kiko era comunque generale ed era valido, ovviamente, anche per il caso del marito che lascia la moglie.

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I titoli sono fuorvianti e in malafede.
Kiko Arguello, con cui non condivido il Cammino, non ha detto ciò che riportano i titoli.
O meglio, i titoli sono fuorvianti rispetto al contenuto, ma capisco che oggi leggere le cose in profondità è difficile.
“Se quest’uomo è ateo, nessuno gli conferisce l’essere come persona, ha solo una moglie che gli dà un ruolo”… (vedi VIDEO).
Il problema dell’uomo violento e disperato, non è la moglie che lo ha abbandonato, ma l’uomo senza Dio.
L’uomo senza Dio assolutizza le creature, diventano idoli. Continua a leggere

Famiglia, quanto tempo ci fa perdere l’ideologia

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Oltre tre ore di dibattito per ripetere l’ovvio: il convegno della discordia (quello sulla famiglia, per intenderci) si farà. La Giunta regionale non ha fatto nessuna marcia indietro sulla sua decisione di organizzare l’iniziativa Difendere la famiglia per difendere la comunità che si terrà a partire dalle ore 15 a Palazzo Lombardia sabato 17 gennaio.

Il Consiglio regionale ha dovuto discutere la mozione presentata dalle opposizioni che hanno tacciato a più riprese il convegno e i suoi organizzatori di diffondere una cultura “discriminatoria”. Ed è servita un’altra mozione della maggioranza per sostenere la bontà dell’iniziativa per poter spiegare le vere ragioni che stanno dietro questo dibattito. Visioni contrapposte sullo stesso tema che non hanno aiutato a portare un solo contributo d’approfondimento. Continua a leggere

Ruini parla di unioni civili, sinodo e chiesa

'Che tempo che fa del lunedì' con Fazio e Saviano

di Aldo Cazzullo (Corriere della Sera)
 
Parla Camillo Ruini, l’ex presidente della CEI.
 
Eminenza, dal Sinodo esce una Chiesa divisa. Si è votato, le posizioni sostenute dal Papa hanno prevalso, ma di misura. Che impressione ne ha tratto? 
«Quella che papa Francesco ha espresso nel discorso conclusivo: non una Chiesa divisa, ma una Chiesa con posizioni differenti. Una Chiesa che è comunione: l’unico corpo di Cristo, in cui siamo membri gli uni degli altri. Mi pare un po’ forzato dire che certe posizioni erano sostenute dal Papa piuttosto che certe altre. Lui stesso ha voluto che ci fosse piena libertà di parola. Ed è anche molto arrischiato parlare di maggioranze e minoranze».

Però si sono coagulati elementi di dissenso e di malumore verso Francesco. È normale? O ne possono derivare conseguenze negative? 
«Questi elementi ci possono essere, non è certo la prima volta. Accadde anche al Concilio. Conseguenze negative si possono verificare se qualcuno dimentica che il Papa è il capo e il fondamento visibile dell’unità della Chiesa». Continua a leggere

Molise, un grande patto fra lavoro e famiglia

Papa Francesco in Molise

di Massimo Introvigne
 
Il 5 luglio 2014 Papa Francesco si è recato in visita pastorale in Molise, una regione  particolarmente segnata dalla crisi economica. Il messaggio centrale della visita è stato che la crisi induce spesso a cercare soluzioni che pensano di porre rimedio ai problemi del lavoro e dell’economia trascurando la famiglia e i suoi diritti. Queste soluzioni, ha spiegato il Pontefice, stanno fallendo. Solo un grande patto tra il lavoro e la famiglia può indicare un’autentica via d’uscita dalla crisi. Ma occorre, ha aggiungo, che la famiglia sia fondata su scelte definitive, mentre oggi anche il matrimonio è in difficoltà a causa di una diffusa cultura del provvisorio.

La visita è iniziata dall’Università del Molise, dove il Papa ha incontrato il mondo del lavoro. Non è casuale, ha affermato Francesco, che per un incontro sulla difficile situazione economica sia stata scelta un’università. Continua a leggere

Il Papa “superficiale” che fa saltare un secolo di marxismo

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(da Il Sussidiario)
 

Caro Direttore,

Immagino già le polemiche che seguiranno la risposta che Papa Francesco ha dato al Messaggero a riguardo del comunismo, immagino già i tanti detrattori che da entrambe le parti accuseranno il Papa di aver banalizzato una delle questioni capitali non solo del cattocomunismo ma anche della teologia della liberazione. Un Papa superficiale, questa sarà l’accusa che Papa Bergoglio troverà riversata contro di sé, come a dire che non ha capito quello che vi è in gioco nel difficile rapporto tra cattolici e comunisti.

Invece il Papa non è superficiale né ignora le questioni chiamiamole serie della politica moderna, anzi è proprio perché sa quello che va a toccare che si permette di non rispondere in modo ideologico, come se si debba prendere una parte, bensì propone un approccio totalmente diverso, radicalmente nuovo. Continua a leggere