Buona cucina: segno di speranza?

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di Susanna Manzin
 
Oggi è esplosa la moda della buona cucina: non c’è canale televisivo che non abbia la sua trasmissione di ricette e consigli per la tavola, gli chef sono delle star e le gare di cucina incollano davanti allo schermo milioni di spettatori.
Penso che si tratti di una buona cosa: dopo un lungo periodo di approccio trasandato al mondo del cibo, è bello vedere un ritrovato interesse per la buona tavola.
Oggi la società coriandolare (per usare la felice espressione del sociologo Giuseppe De Rita) produce i suoi effetti anche sulle abitudini alimentari: diminuisce la regolarità dei pasti, sempre più disordinati e ad orari imprevedibili. E’ sempre più raro che la famiglia si riunisca a tavola, a condividere un pasto preparato con attenzione e amore dalla madre, raccontandosi l’un l’altro quanto è successo durante la giornata. Oggi molti consumano pasti pronti, scaldati velocemente al microonde, tra un impegno e l’altro; le famiglie mangiano guardando la TV, senza rivolgersi la parola; trionfa il fast food, il mondo delle merendine e dei cibi precotti. Non parliamo poi dell’ossessione della linea e delle diete. Continua a leggere

Morto il regista Gabriel Axel, che con “Il pranzo di Babette” ci insegnò che la Grazia è gusto

Il pranzo di Babette

Il critico culinario Paolo Massobrio commenta per tempi.it il film che regalò l’Oscar al regista danese: «È l’esemplificazione della liberazione, della vita che ricomincia, che spacca schemi e pregiudizi».

Il 9 febbraio è morto a 95 anni Gabriel Axel, regista danese che con Il pranzo di Babette vinse l’oscar nel 1987 per il miglior film straniero. Fu il suo unico successo internazionale. Cosa abbia affascinato la giuria di Hollywood, e non solo, della pellicola incentrata sull’irruzione di una cuoca francese e della sua cucina in una setta di morigerati puritani, prova a dirlo a tempi.it il critico culinario e giornalista Paolo Massobrio, secondo cui il film «è l’esemplificazione della liberazione, della vita che ricomincia, spaccando gli schemi, i pregiudizi». Continua a leggere

Dai “gauchos” a Babette: Bergoglio

Bergoglio

“C’è la povertà materiale, che per Bergoglio dev’essere assolutamente affrontata, e c’è la povertà di senso, di felicità, di civiltà di donne e uomini imbarbariti che devono essere civilizzati. La cucina, il vino, lo splendore delle tovaglie, dei piatti, dei bicchieri – tutte cose poco «calviniste» e molto cattoliche – offrono agli abitanti di quella remota landa danese molto di più di qualche aiuto materiale: offrono la bellezza, l’arte, l’occasione di camminare verso la civiltà”.

Un articolo molto interessante che ci aiuta a conoscere meglio il pensiero di Jorge Mario Bergoglio, oggi Papa Francesco. Continua a leggere

Qualche curiosità su Papa Francesco

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Il mondo intero si sta chiedendo chi sia veramente Papa Francesco. La sua testimonianza umana e spirituale
è impressionante, autentico apostolo di Cristo.
In questo contesto è interessante scoprire quali sono i film, i libri, le opere d’arte preferite dal nuovo Papa.
Alle già note passioni per il calcio e per il tango, il Santo Padre annovera tra i suoi film preferiti Il pranzo di Babette, vincitore del premio Oscar nel 1987 come miglior film straniero. Sceneggiato e diretto da Gabriel Axel, il film è tratto dall’omonimo racconto di Karen Blixen, ed ha ottenuto la menzione speciale della giuria ecumenica al 40° festival di Cannes. Continua a leggere