Ici, ma quale condanna? Corte Ue dà ragione alla Chiesa

Chiesa e Italia condannate? Nient’affatto; Enti ecclesiastici favoriti dall’esenzione Ici? Nemmeno. La sentenza della Corte di giustizia UE riguarda solo la necessità di valutare se lo Stato fosse davvero impossibilitato a recuperare l’Ici per il no profit che ne era esente. Eppure i media hanno sparato su fantomatiche condanne, quando semmai la sentenza conferma un principio fondamentale per gli enti ecclesiastici: non sono enti commerciali. Con buona pace dei Radicali e degli anticlericali. Intervista al giurista Farri.
 
La sentenza della Corte di Giustizia UE: l’Italia recuperi l’ICI non versata dalla Chiesa“: così titolavano ieri, con minime variazioni stilistiche, le principali testate giornalistiche presenti in rete. E’ davvero così? La Nuova BQ lo ha chiesto all’avvocato Francesco Farri, tributarista, dottore di ricerca nell’Università La Sapienza di Roma e socio del Centro Studi Rosario Livatino. E ha scoperto che le cose non stanno affatto così, anzi, la sentenza stabilisce un principio: che gli enti ecclesiastici non non sono enti commerciali. Ma anche questa è una battaglia Radicale e i media si adeguano nel solco dell’anticlericalismo.
 
Avvocato Farri, è vero che ieri la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha condannato l’Italia a recuperare l’ICI sugli immobili della Chiesa Cattolica?
Niente affatto: siamo di fronte a un caso tipico in cui la realtà giuridica è molto diversa rispetto al messaggio con cui è stata divulgata dai media. Sul mio pc sono comparsi prima i rilanci giornalistici della pubblicazione del testo della sentenza sul sito ufficiale della Corte di Giustizia. Per cui non mi meraviglio di alcune approssimazioni interpretative su un tema che i media non frequentano.
 
Qual è, allora, l’oggetto della sentenza depositata ieri?
Da molti anni alcune organizzazioni hanno sollecitato la Commissione Europea ad occuparsi delle agevolazioni fiscali di cui godono alcune attività legate al no profit. Ciò al fine di far dichiarare le norme in questione contrastanti con il divieto di aiuti di Stato stabilito dai Trattati Europei. In uno di questi casi, sollecitato dalla scuola Montessori S.r.l. di Roma, la Commissione aveva stabilito che fosse contrastante con il divieto di aiuti di Stato il regime di esenzione dall’ICI (imposta comunale sugli immobili) applicabile prima del 2012 agli immobili utilizzati dagli enti non commerciali (come associazioni e fondazioni) destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative, sportive, religiose o di culto. Allo stesso tempo, tuttavia, la Commissione aveva ritenuto che fosse oggettivamente impossibile per la Repubblica Italiana procedere al recupero di questo tipo di “aiuti”. Nella stessa occasione, la Commissione aveva invece ritenuto che le modifiche apportate a tale agevolazione dal 2012 in poi (e, quindi, nell’attuale sistema IMU) erano sufficienti a rendere l’esenzione compatibile con i principi europei. La Montessori S.r.l. ha contestato tale decisione in ogni sua parte e il giudice di primo grado le ha dato torto su tutti i fronti. Essa ha, successivamente, proposto ricorso avverso tale decisione di primo grado e la Grande Sezione della Corte di Giustizia, da un lato, ha confermato che la normativa successiva al 2012 è pienamente legittima e, dall’altro lato, ritenuto che non fosse stata adeguatamente dimostrata l’obiettiva impossibilità di procedere al recupero dell’ICI per gli anni precedenti. Continua a leggere

La Tasi costa più dell’Imu. Ed a pagare sono ancora le famiglie con figli

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Pubblichiamo un comunicato del Forum delle associazioni familiari a proposito dell’acconto della Tasi che quindici milioni di famiglie pagheranno il 16 ottobre. L’imposizione fiscale continua ad aumentare in un momento in cui «la gente è (già) stremata» da un «fisco predatorio», come ha detto recentemente il card. Angelo Bagnasco.

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Siamo a quattro giorni dal 16 ottobre, data fatidica per il pagamento dell’acconto della Tasi nei 5.279 Comuni che hanno rese note entro il 18 settembre le aliquote. «Saranno 15 milioni le famiglie chiamate a pagare in media 191 euro ma con punte che raggiungono anche i 492. È dunque l’ennesima spremitura dei contribuenti» commenta Francesco Belletti, presidente del Forum. Continua a leggere

Riforma scuola, tre punti per iniziare

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di Marco Lepore

Durante il suo discorso al Senato, il  nuovo presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha inaspettatamente posto la scuola fra le priorità del Governo. L’ha definita: «Strumento fondamentale per la rinascita del nostro Paese». E ha parlato del «compito struggente e devastante di essere collaboratore della creazione di una libertà, della famiglia e delle agenzie educative».

Non possiamo che condividere tali parole ed esserne lieti; occorre però – come ha giustamente precisato Robi Ronza nel suo articolo “Sfidare Renzi sulla questione educativa” – che il neo-premier tenga presente che i valori e gli obiettivi da lui indicati sono impraticabili e irraggiungibili nel quadro del nostro attuale sistema di istruzione, caratterizzato dal monopolio statale e volto ad a ostacolare la realizzazione di una effettiva libertà di scelta educativa (unico paese nel contesto europeo, insieme alla Grecia).  Continua a leggere

Il sindaco Pisapia all’assalto della scuola paritaria

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di Marianna Ninni

Nessuno spiraglio di luce per le scuole paritarie di Milano, che continuano a versare in condizioni di grave disagio. Il primo confronto tra il Comune e gli esponenti delle scuole d’infanzia che si è tenuto in presenza dell’assessore Francesco Cappelli non fa sperare in nulla di buono. In ballo, come sempre, le questioni serie che rischiano di pregiudicare il futuro di moltissime scuole paritarie, private di buona parte di quell’intervento economico che negli anni passati ha permesso a questi istituti di garantire, seppure a fatica, un’alternativa educativa. Il taglio ai fondi ammonta a circa un terzo rispetto a quanto previsto dalle convenzioni dello scorso anno, il contributo delle derrate alimentari è gratuito ma solo per quelle famiglie con Isee inferiore ai 2.000 euro. A tutto va aggiunto l’IMU, dato che si è ancora in attesa di capire se tali istituti saranno quantomeno esentati dal pagamento di questo costo, e la TARES che, secondo quanto trapelato negli ultimi giorni, è addirittura decuplicata rispetto a quella degli anni precedenti. Continua a leggere

Consiglio di Stato: il non profit nel mirino

Mortificate le iniziative della società civile, penalizzate le persone a cui garantiscono servizi, tendenzialmente aggravati i conti pubblici. Un bel risultato. Complimenti!

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Un colpo inatteso e pesante: questo è il parere del Consiglio di Stato – Sezione consultiva per gli atti normativi – della riunione dell’8 novembre scorso, reso noto ieri sera. Sfrondato dai ghirigori del linguaggio giuridico e burocratico, il parere dice: tutti paghino l’Imu, se svolgono una qualche attività che la Ue cataloga come «economica», anche se l’attività stessa è di natura socio-assistenziale e senza fini di lucro. Continua a leggere

IMU: le conseguenze dell’ingiusta tassa sulla casa

Rallentamento del mercato immobiliare; minor propensione al matrimonio; abitazioni più piccole che scoraggerà la formazione di famiglie numerose; scelta dell’affitto, che renderà meno stabile l’idea dell’abitazione.

di Vincenzo Sansonetti

Lo scrittore inglese James Montgomery, vissuto a cavallo tra Sette e Ottocento, affermava che la casa «è un punto della terra supremamente benedetto, un luogo più caro e più dolce di tutti gli altri». Qualche decennio più tardi un altro intellettuale d’Oltremanica, John Ruskin, scriverà che la casa è «il luogo della pace» e «il rifugio da ogni torto, da ogni paura, dubbio e discordia». Continua a leggere