Difendere la famiglia? Qualcosa è più importante.

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Da I cinque passi
 
Qualcuno ha detto che le parole sono importanti. È un’affermazione che riteniamo giusta, perchè le parole significano la realtà, permettono la comunicazione e la condivisione di senso.
Nel terzo appuntamento con i Cinque Passi al Mistero si parlerà di “famiglia”. Mi sembra che non ci sia parola più vilipesa e abusata. La politica ne parla continuamente, per una sua eventuale ridefinizione, per una sua aleatoria tutela o per un sostegno che alla luce dei fatti mai si realizza. Ma cos’è la famiglia? Qual è la sua origine? È un termine giuridico? Sociologico? Cos’è veramente la famiglia?
Sgomberiamo il campo da equivoci. Aristotele parla di famiglia come del nucleo fondamentale di ogni società. Ma, come spesso accade, se facciamo indagini su ogni istituto umano, ci accorgiamo che i primi a parlarne in termini giuridici furono i romani. Continua a leggere

Per sempre

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di Juan Ávila Estrada
 
Ci sono insegnamenti di Gesù che provocano disagio perché li consideriamo troppo restrittivi e limitanti per la libertà e per il desiderio perenne di costruire la felicità. “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi” (Mt 19,3 segg.)

Questa frase pronunciata direttamente da Gesù con autorità, contravvenendo anche alla legge mosaica, ha suscitato dibattiti, scissioni, scismi all’interno della Chiesa e dolore da parte di molti che, avendo fallito nel proprio matrimonio, hanno cercato di rifarsi una vita affettiva e oggi si sentono esclusi o respinti dalla Chiesa perché viene loro negata la Comunione. È uno degli insegnamenti non facili da comprendere. Continua a leggere

Il Papa: c’è chi attacca il matrimonio, ma famiglia stabile dà speranza ai giovani

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“L’assenza di Cristo è la povertà più grande”, che si riflette nei mali della società – dalla crisi della famiglia, al dilagare della corruzione, al generale degrado morale. È necessario “ravvivare il dono prezioso della fede” con una evangelizzazione nel segno della “gioia” e della riconciliazione con Dio. È quanto ha affermato Papa Francesco nel discorso consegnato oggi ai presuli di Sudafrica, Botswana e Swaziland, ricevuti in visita ad Limina. Il servizio di Alessandro De Carolis:

La buona battaglia della fede. È a questo che in sostanza Papa Francesco, con la sua accurata disamina della situazione sociale, sprona la Chiesa di Sudafrica, Botswana e Swaziland. Come ormai sua consuetudine nelle udienze ad Limina, le prime parole del Papa sono per i santi che hanno fondato la Chiesa nel meridione africano, missionari itineranti che, ricorda, hanno “costruito chiese, scuole e cliniche” per quasi due secoli, il cui “patrimonio risplende ancora oggi” e si riflette anche nell’attuale “fioritura di parrocchie”, nonostante le “grandi distanze tra le comunità, la carenza di risorse materiali e l’accesso limitato ai Sacramenti”. Continua a leggere

Il Papa alla Rota Romana: la carenza di fede può ferire la validità del matrimonio

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Magistrale discorso di Benedetto XVI alla Rota Romana. Non si può non riportare tutto, anche per l’importanza che merita l’argomento.

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Cari Componenti del Tribunale della Rota Romana!

È per me motivo di gioia ritrovarvi in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Ringrazio il vostro Decano, Mons. Pio Vito Pinto, per i sentimenti espressi a nome di tutti voi e che contraccambio di cuore. Continua a leggere

Educazione al matrimonio

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“Oggi è necessaria un’efficace azione pastorale per contrastare l’ammissione scontata dei fidanzati al sacramento del matrimonio”. Lo ha sottolineato il cardinale Francesco Coccopalmerio – presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi – per il quale la Chiesa deve mettere in campo uno sforzo maggiore per contrastare “un’atmosfera fortemente inquinata, in cui il matrimonio, come si diceva in un famoso film, è diventato una ‘burletta’, cioè un qualcosa che si può trattare con tutta libertà”. Occorre una pastorale pre-matrimoniale sempre più efficace ed intelligente “un’educazione al matrimonio – ha precisato mons. Coccopalmerio –, e in particolare alla sua indissolubilità, già a partire dalla catechesi dell’adolescenza”. Continua a leggere