Charlie deve morire: lo Stato condanna a morte i disabili

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 di Costanza Signorelli
 
Accade in Gran Bretagna, precisamente a Londra: i giudici dell’Alta Corte sentenziano che Charlie Gard, un bimbo di soli otto mesi, deve morire. Deve morire contro la volontà dei suoi genitori. E deve morire di fame e di sete. Accade anche che, a pretendere la “condanna a morte” (perché di questo si tratta), siano stati gli stessi medici che hanno in cura il bambino affetto da una malattia grave e rarissima. Sono loro ad aver intentato la causa, trascinando in tribunale i genitori Gard, la cui unica colpa rimane quella di voler curare ed amare la loro piccola creatura. Lascia poi del tutto sgomenti la superbia con cui i primi, i giudici, e i secondi, i medici, abbiano deciso  che l’unica “dignità” possibile per Charlie stia nel provocargli la morte e che questo coincida con il suo bene. Risulta impossibile non domandarsi: ma che mondo è quel mondo in cui, coloro che per definizione e vocazione dovrebbero essere i garanti terreni della giustizia e della vita, si trasformano nei peggiori servi della morte? Ma del resto, lo ripetiamo: accettare di legiferare sulla vita e sulla morte, seppur in forme blande e mascherate, così come è accaduto in Inghilterra, significa indirettamente e inevitabilmente aprire le porte all’eutanasia. Continua a leggere

L’Inghilterra dice no all’eutanasia. Ma non si deve sapere

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Per la serie notizie insabbiate, ieri è accaduto un fatto politicamente parlando – e non solo – di un certo peso: la Camera dei Comuni britannica, a vastissima maggioranza (330 no, 118 sì), ha silurato un progetto di legge finalizzato all’introduzione del suicidio volontario, medicalmente assistito, dei malati con una prognosi inferiore ai sei mesi di vita. Ora, considerato che non si tratta d’un Paese qualunque, e tenuto conto che la “dolce morte” è tema che ciclicamente monopolizza l’attualità, ci si sarebbe aspettati che la notizia della sonora bocciatura dell’eutanasia da parte del Parlamento inglese, ecco, non passasse completamente sotto silenzio. E invece: sui siti internet dei principali quotidiani italiani – controllare per credere – la notizia è del tutto assente o ridotta, quando c’è, all’intramontabile formato francobollo. Un caso? Una dimenticanza accidentale? Continua a leggere

Inghilterra. In 25 anni di fecondazione artificiale sono stati distrutti 2.227.972 embrioni

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Secondo un rapporto del ministero della Sanità, quest’anno sono stati prodotti e poi scartati 174.316 embrioni. «O il diritto alla vita vale per ogni membro della famiglia umana, o non vale per nessuno»

Il governo inglese ha annunciato che, in 25 anni, oltre due milioni di embrioni creati in laboratorio sono stati distrutti. Un vero e proprio genocidio, con cifre in costante crescita.
Gli ultimi dati sono emersi in seguito all’interrogazione governativa aperta da Lord Alton di Liverpool, che ha domandato al ministero della Sanità di rivelare «il numero degli embrioni lasciati morire negli ultimi 12 mesi». Il ministero ha risposto che fra il primo luglio del 2013 e il 30 giugno del 2014 il numero dei bambini “prodotti” e poi distrutti è stato di 174.316, mentre l’anno precedente erano 169.644. Continua a leggere

Bimbi con il Dna di 3 persone, agghiacciante sperimentazione

A. Morresi

di Assuntina Morresi
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«Il primo caso di ingegneria genetica su larga scala», che porterebbe il Regno Unito «dalla parte sbagliata della storia, con conseguenze orribili»: è il commento di autorevoli scienziati che già nei mesi scorsi si erano espressi contro le manipolazioni che faranno nascere bambini col Dna di tre persone, due donne e un uomo. Eppure il Parlamento inglese ieri ha approvato questa procedura, seguendo il solito mantra “terapeutico”: si eviterebbero in questo modo – così si dice – malattie incurabili. Ma le cose non stanno in questo modo, e non sono affatto semplici. In breve: si tratta di una tecnica di manipolazione genetica, analoga a quella che ha fatto nascere Dolly, la pecora clonata. Si può fare sul gamete femminile – l’ovocita – ma anche sull’embrione ai primi stadi. L’ovocita è una cellula che ha la maggior parte del Dna nel nucleo e una piccolissima percentuale al di fuori, dentro alcuni corpuscoli che si chiamano mitocondri. Continua a leggere

Shakespeare e il cuore del suo mistero

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di Elisabetta Sala
 
Indizi soltanto, ma significativi, sulla presunta appartenenza segreta alla Chiesa cattolica del grande scrittore inglese.
E’ da poco iniziato un importante biennio shakespeariano, compreso tra il 450° anniversario della nascita (il 23 aprile 2014) e il 400° della morte (lo stesso giorno nel 2016). Lassù in Inghilterra l’industria commerciale ne sta approfittando alla grande, lanciando iniziative, culturali ma non solo, per tutti i gusti e per tutte le tasche. Il grande drammaturgo, ridotto per secoli a iconcina del politically correct, rischia però di diventare un po’ scomodo per la laicissima Gran Bretagna; giacché, con ogni probabilità, egli apparteneva al vasto e ramificato sottosuolo della dissidenza cattolica, nell’Inghilterra anglicana, e dell’opposizione al suo spietato regime. Continua a leggere

Utero in affitto – Abbandona il gemello malato: “Non voglio un cavolfiore che si muove”

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Si era già parlato su queste pagine dei rifiuti da parte di ‘genitori’ che si sono avvalsi della tecnica del cosiddetto utero in affitto per realizzare i propri desideri pseudo-procreativi in vari articoli tra cui questo e questo.

Si era pure parlato dell’evoluzione di questa ‘tecnica’ abominevole che, sempre in Thailandia, aveva fatto scoprire una vera e propria “Fabbrica di Bambini”.

Le notizie inquietanti però non arrivano solo dall’altra parte dell’oceano ma sono così vicine tanto da provenire dall’interno della Comunità Europea. Continua a leggere

In Inghilterra più di un sacerdote su dieci è un ex anglicano. Cresce la forza di attrazione di Roma

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Abbiamo parlato recentemente della profezia di sant’Edoardo il Confessore e dei segni di un avvicendamento in corso tra Chiesa cattolica e “Chiesa” anglicana, come principale presenza cristiana nel Regno Unito.

Il Tablet, storico settimanale del cattolicesimo progressista, fornisce alcuni dati interessanti a riguardo: su 3.000 sacerdoti diocesani in attività in Inghilterra e Galles, ben 389 sono ex sacerdoti anglicani, più di uno su dieci. E 87 fanno parte dell’ordinariato di Nostra Signora di Walsingham creato da Benedetto XVI.

Secondo Linda Woodhead, sociologa delle religioni della Lancaster University, questo trasbordo di clero (a cui corrispondono migliaia di laici convertiti) è iniziato nel 1994, dopo l’introduzione del sacerdozio femminile fra gli anglicani ed è andato avanti fino a oggi. Continua a leggere

Anche in Italia i feti finiscono in cenere

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di Tommaso Scandroglio 

Il Servizio Sanitario Nazionale inglese qualche giorno fa ha ammesso che i cadaveri di almeno 15.500 bambini abortiti sono finiti nei rifiuti speciali ospedalieri destinati all’inceneritore, inceneritore che in qualche caso è servito per produrre energia elettrica per gli stessi ospedali. L’aborto è così diventato ecosostenibile e l’energia da biomasse ha trovato un’altra sua materia prima rinnovabile.

Il fatto era stato raccontato non molto tempo fa da un’inchiesta di Channel 4 ed ha suscitato ribrezzo e riprovazione. Ma a ben vedere c’è da domandarsi perché così tanta costernazione. Se la legislazione inglese, alla pari di moltissime altre simili, considera un diritto uccidere un bambino ancora nel seno della propria madre, ciò significa che stiamo trattando un essere umano come una cosa la quale, se non ci è utile o peggio sgradita, possiamo buttare nel cestino dei rifiuti. Continua a leggere

Ecco Sting in versione gesuita

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Un’interpretazione del brano “The Burning Babe” di San Robert Southwell, missionario e martire d’Inghilterra.
 
Non si può dire che abbia sorpreso. Ma sicuramente ha deliziato i palati fini dei suoi fan. Sting, storico rocker di fama mondiale, da sempre si accosta alla musica del Cinquecento e alla tradizione sacra.

In questo video, riproposto da Il Timone, Sting esegue un brano dal titolo The Burning Babe di san Robert Southwell, padre gesuita e poeta cinquecentesco di spiccato talento, la cui influenza si è esercitata a lungo su alcuni dei più importanti nomi della letteratura inglese, compreso il maestro William Shakespeare.

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Padre Southwell fu un grande missionario clandestino nell’Inghilterra devastata dallo scisma consumato da re Enrico VIII. Continua a leggere

L’Inghilterra scopre la strage degli embrioni

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di Lorenzo Shoepflin

Sono numeri spaventosi quelli che descrivono la pratica della fecondazione artificiale nel Regno Unito. Emersi grazie alle interrogazioni presentate in Parlamento da Lord David Alton, evidenziano una vera e propria ecatombe generata dal male intrinseco della provetta – l’enorme numero di embrioni che muoiono inevitabilmente in laboratorio per ogni bambino nato – associato alla totale deregolamentazione vigente oltremanica. Continua a leggere

Volevano lasciar morire Paulina senza curarla. I parenti le hanno dato da bere. Tra poco partirà per una crociera

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Storie che a me fanno capire quanto sia necessaria e urgente una “contro-rivoluzione” culturale come la intendeva il prof. Plinio Corrêa de Oliveira.
 
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Continuano le storie dei sopravvissuti al Liverpool Care Pathway, il protocollo adottato in alcuni ospedali inglesi, che permette ai medici di interrompere alimentazione, cure e idratazioni ai pazienti ritenuti in fin di vita. Anche all’insaputa dei familiari. Continua a leggere

L’aberrante iniziativa di un sottosegretario britannico

All’indomani della vittoria di Obama alle elezioni americane – che tante preoccupazioni suscita nei cattolici a causa delle note idee del Presidente in materia di bioetica e ben sapendo come l’American way of life prima o poi si diffonda anche da noi – ho letto con una certa apprensione le “Pillole dall’America” di Patrick O’Malley pubblicate da Riscossa Cristiana e vi ho trovato molti spunti di riflessione che spero di condividere presto con gli amici che, ormai da più di un anno, mi fanno l’onore di leggermi.
Ma lo stesso giorno – a mo’ di ciliegina sulla torta – ho letto, su Avvenire, una notizia che mi ha lasciato esterrefatta, sia come essere umano che come cattolica “bambina”, e che ho dovuto rileggere un’altra volta perché non credevo ai miei occhi. Continua a leggere

«Decimare» i malati terminali, l’Inghilterra ci pensa

Il sistema Sanitario nazionale della Gran Bretagna sta facendo i conti con la recessione e i primi a rimetterci sono i più vunerabili: gli anziani, i malati terminali, le persone dichiarate morte ancor prima che lo siano, perché cercare di salvarle o di farle stare meglio costa troppo. Qualche giorno fa uno dei sottosegretari alla Sanità, il liberaldemocratico Norman Lamb, non ha esitato a invitare i medici di base a compliare una lista dei loro pazienti che potrebbero morire entro un anno. Una volta identificati, i malati terminali saranno chiamati a un incontro col medico che gli chiederà dove preferiscono morire e se vogliono scrivere o dettare un testamento biologico in cui danno il permesso ai medici di sospendere medicinali e nutrizione quando si annuncerà la fine. Continua a leggere