Le due cose più importanti che ho imparato dai social

di G. Rancilio

(Avvenire, 23.03.18)
 
Insegnanti ed educatori lo sanno da tempo: certe domande dei ragazzi non fanno sconti; vanno subito al punto. Il ragazzo davanti a me avrà 15-16 anni. Mi ha ascoltato parlare di Internet e social network per un’ora e mezza. Ora tocca a lui. Alle domande. Alla domanda. «Qual è la cosa più importante che ha imparato gestendo i social di un quotidiano come Avvenire?».
I miei pensieri corrono veloci. E cominciano a scartare alcune delle cose che ho imparato in questi anni. Cose importanti ma non «la più importante». No, non è importante spiegargli come si usano gli strumenti per gestire e analizzare un social network. E nemmeno raccontargli come ci si rapporta con una comunità complessa e variegata. Scarto anche le «furbizie» tecniche e pratiche imparate. Scarto i corsi ai quali ho partecipato e i tanti libri letti. Finalmente non ho più dubbi. Sono due le cose più importanti che ho imparato. Ed entrambe, a dire la verità, le avevo già imparate da bambino.
La prima cosa che ho imparato – rispondo – è a non avere paura di chiedere scusa. Meglio: quanto sia bello chiedere scusa. Il ragazzo mi guarda un po’ stralunato. Provo a spiegarmi. Quando sbagliamo, soprattutto da ragazzi e a volte ancor più da adulti, siamo tentati di nascondere i nostri errori; di mettere sotto il tappeto la polvere. Di nascondere i cocci del vaso rotto con una pallonata. Perché sbagliare ci mette a disagio. E perché il giudizio degli altri ci mette a disagio. Ci fa paura. Pensiamo: oddio, cosa diranno adesso? Cosa penseranno ora di me? Per di più crescendo ci siamo convinti che chiedere scusa ci faccia apparire deboli e meno professionali. Continua a leggere

Scaricare contenuti da Internet equivale a rubare?

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L’industria della pirateria musicale compromette il lavoro di molte persone

Quesito

Caro Padre Angelo,
le voglio fare una domanda che riguarda la pirateria informatica: oggigiorno questo fenomeno è molto vicino alla realtà di tutti, specialmente di noi giovani ed i suoi chiarimenti saranno utilissimi.

Parliamo innanzitutto dei film, dei telefilm, della musica e dei videogiochi: questi prodotti commerciali vengono creati per mezzo del lavoro di tantissime persone che gravitano intorno a questi ambienti (a volte non ci rendiamo conto di quante siano) ed il loro prezzo serve a pagare la giusta mercede a tutti quelli che vi hanno contribuito. Un tempo si aveva solo la possibilità di comprare i videogiochi, le VHS, i DVD, i CD audio o al massimo si registrava dalla televisione togliendo le pubblicità. Continua a leggere

Non basta Internet, serve Chesterton

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Internet è uno strumento utilissimo per l’apostolato, di cui oggi è obbligatorio servirsi, ma da solo non basta. Alla fine, per evangelizzare e convertire occorre una relazione personale, faccia a faccia. È quanto ha spiegato Papa Francesco – riprendendo un insegnamento di Benedetto XVI e già del beato Giovanni Paolo II (1920-2005), esposto in una lunga serie di messaggi per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali – nell’udienza concessa il 7 dicembre 2013 alla plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici. La giornata è stata caratterizzata anche dall’incontro di Francesco con l’Istituto «Dignitatis humanae» e dalla pubblicazione del messaggio del Pontefice per la XXII Giornata mondiale del malato, in programma il prossimo 11 febbraio, mentre non si spegne – specie sulla stampa di lingua inglese – l’eco della predica del 5 dicembre a Santa Marta, dove il Papa ha evocato lo scrittore Gilbert Keith Chesterton (1874-1936). Continua a leggere

L’altra faccia di Halloween

Dietro una festa apparentemente innocua si possono nascondere alcuni rischi per i giovani

di Carlo Climati
 
ROMA, venerdì, 26 ottobre 2012 (ZENIT.org).- Halloween è una tipica festa del mondo anglosassone, che negli ultimi anni si è diffusa anche in Italia. Un tempo, dalle nostre parti, era totalmente sconosciuta. Al massimo si poteva conoscere attraverso qualche film o fumetto americano (Linus, ad esempio).

Oggi, con l’avvento di internet e dei social network, la ricorrenza di Halloween ha oltrepassato i confini e si è diffusa in tanti altri Paesi. Per accorgersene basta guardare le vetrine delle pasticcerie e dei negozi di giocattoli. Sono invase da oggetti, costumi e pupazzi legati a questa ricorrenza. Continua a leggere