Papa: la persona non è più al centro dell’economia che ‘pensa solo a far soldi’

L’intervista di papa Francesco sul Sole24Ore. “Secondo me l’economia è il territorio di missione troppo poco attraversato”.
 
Quella di oggi è un’economia che “uccide”, perché “obbedisce solo al denaro” con “l’obiettivo primario e unico” di “fare soldi”, mentre “la persona non è più al centro”. Di conseguenza si costruiscono “strutture di povertà, schiavitù e di scarti” e la stessa disoccupazione “è la conseguenza di un sistema economico che non è più capace di creare lavoro, perché ha messo al centro un idolo, che si chiama denaro”. Lo sostiene papa Francesco in una lunga intervista al quotidiano economico italiano “Il Sole 24 Ore”.

“Manca la coscienza di un’origine comune, di una appartenenza a una radice comune di umanità e di un futuro da costruire insieme. Questa consapevolezza di base permetterebbe lo sviluppo di nuove convinzioni, nuovi atteggiamenti e stili di vita. Un’etica amica della persona tende al superamento della distinzione rigida tra realtà votate al guadagno e quelle improntate non all’esclusivo meccanismo dei profitti, lasciando un ampio spazio ad attività che costituiscono e ampliano il cosiddetto terzo settore”.

Francesco esorta a “sviluppare la solidarietà ed a realizzare un nuovo ordine economico che non generi più scarti arricchendo l’agire economico con l’attenzione ai poveri e alla diminuzione delle disuguaglianze”. Abbiamo bisogno, sottolinea, “di coraggio e di geniale creatività”. “La distribuzione e la partecipazione alla ricchezza prodotta, l’inserimento dell’azienda in un territorio, la responsabilità sociale, il welfare aziendale, la parità di trattamento salariale tra uomo e donna, la coniugazione tra i tempi di lavoro e i tempi di vita, il rispetto dell’ambiente, il riconoscimento dell’importanza dell’uomo rispetto alla macchina e il riconoscimento del giusto salario, la capacità di innovazione sono elementi importanti che tengono viva la dimensione comunitaria di un’azienda. Perseguire uno sviluppo integrale chiede l’attenzione ai temi che ho appena elencato”. Continua a leggere

Sulla Sindone il sangue vero di una persona torturata

Sacra Sindone

Parla il prof. Di Lazzaro, coordinatore di uno studio sorprendente sul sangue del famoso lenzuolo
 
di Federico Cenci

(interris, 8.08.18)
 
 un lenzuolo di lino di origine antica. Misura circa quattro metri e mezzo per uno. Ma l’umile qualità del tessuto e le dimensioni ridotte sono inversamente proporzionali all’ampio e intenso dibattito che da sempre la Sindone suscita. L’uomo di cui è visibile l’immagine è Gesù Cristo? I segni di maltrattamenti sono quelli subiti dal Nazareno durante la passione? Queste domande interrogano comunità scientifica e persone comuni. E lo hanno fatto anche nell’ultimo mese. È stata pubblicata a luglio dal Journal of Forensic Sciences una ricerca secondo la quale parte delle macchie di sangue presenti sul lenzuolo sarebbero false. Risale invece a questa settimana un altro studio sempre italiano, pubblicato sulla rivista Applied Optics, il quale sembrerebbe indicare che il sangue sulla Sindone apparterrebbe a un individuo duramente percossoIn Terris ha intervistato il coordinatore di quest’ultimo lavoro, il prof. Paolo Di Lazzaro, dirigente dell’Enea e vicedirettore del Centro internazionale di Sindonologia.

Prof. Di Lazzaro, come siete arrivati alla conclusione che il sangue presente sulla Sindone sarebbe appartenuto a una persona che ha subito torture?
“È già noto che le macchie di sangue sulla Sindone contengono livelli elevati di bilirubina: ci sono diverse misure sulla Sindone del 1978 da parte del gruppo di scienziati statunitensi dello STuRP (Shroud of Turin Research Project, Progetto di Ricerca sulla Sindone di Torino) e confermate da altre misure del prof. Baima Bollone. La bilirubina è una sostanza presente in eccesso nel sangue umano in due casi: quando la persona è malata di ittero oppure quando la persona è stata duramente percossa. Sembra quindi assai probabile che l’uomo della Sindone sia stato torturato”.

La vostra ricerca indaga anche sul colore del sangue…
“La ricerca è indirizzata a questo problema: capire perché le macchie di sangue sulla Sindone hanno un colore rossastro, mentre il sangue rappreso su tessuti diventa marrone scuro dopo alcune ore. Abbiamo scoperto che il sangue con elevata bilirubina non si scurisce dopo 4 anni se viene irraggiato da luce ultravioletta poche ore dopo essere stato assorbito da un tessuto di lino. In pratica, il colore del sangue non scurisce a causa dell’interazione fotochimica tra luce ultravioletta e bilirubina in eccesso contenuta nel sangue della persona percossa. Inoltre, nelle nostre misure ottiche sulla Sindone abbiamo trovato un indizio spettroscopico che rivela la presenza di metemoglobina nel sangue sindonico. La metemoglobina è una forma di emoglobina fortemente ossidata, tipica del sangue antico. In questo ambito, le nostre misure confermano per l’ennesima volta che nel sangue sindonico c’è sangue antico. Non possiamo però quantificare l’età delle macchie”. Continua a leggere

Card. Sgreccia: “Attenti ai nuovi totalitarismi”

Il porporato interviene sul caso del bambino inglese
 
Soltanto la speranza in Dio e la forza di volontà dei suoi genitori separano il piccolo Alfie Evans dal destino che i medici dell’Alder Hey Children’s Hospital di Liverpool e i giudici britannici hanno scritto per lui: la morte. Nelle ore concitate in cui è stato annunciato il distacco della ventilazione che tiene in vita il bambinoIn Terris ha chiesto un parere al card. Elio Sgreccia, esperto in bioetica, presidente emerito della Pontificia Accademia della Vita. In questa vicenda – commenta il porporato – “non è solo che scompare la considerazione della pietà dei genitori, i quali hanno chiesto che il bambino venisse loro lasciato. Ma c’è in mezzo molto altro”.

Cos’altro, eminenza?
“È un attacco all’istituto familiare. Ma tutto nasce dallo statalismo. Esso fa rabbrividire quando suscita il ricordo di ciò che hanno fatto nella storia i regimi totalitari. Ma quello stesso statalismo è presente ancora oggi, con una differenza rispetto al passato: viene coltivato e presentato in una veste umanizzata. Di questo statalismo che decide con il suo imperio, per meri motivi economici, di chiudere l’accesso all’alimentazione e di negare le cure palliative a un bambino malato sembra che non ce ne vergognamo”.

Dunque siamo di fronte a una ricerca del profitto tale da prevalere sull’umanità?
“Abbiamo adottato una visione basata su un principio economicistico della vita, che va a discapito degli anziani bisognosi di assistenza, dei bambini malati, nonché dei bambini che hanno il diritto di crescere tra l’affetto di una famiglia. La dignità della persona è salda in ogni fase della vita, sia quando si è sani sia quando ci si trova in punto di morte. E invece il profilo, appunto, prevale. Viene lasciata morire una persona perché l’assistenza è un costo: si lascia morire per risparmiare. La cultura dominante lascia praticare quando addirittura non incoraggia questo sistema. È una dittatura dell’economico sulla vita umana: si tratta di una perversione e va considerata tale”. Continua a leggere

Quanto costa all’Italia la fobia delle paritarie

Fondi Ue solo per le statali nonostante l’intervento dei ministri Fedeli, De Vincenti e le associazioni di scuole e genitori. E non è colpa dell’Europa
 
Intervista a Maria Grazia Colombo, vicepresidente Forum delle associazioni familiari
 
«Non stiamo parlando di vizi di forma ma di fobia, una vera e propria fobia, lo ha appena ricordato Berlinguer: in Svezia non esistono scuole statali, in Olanda sono solo il 30 per cento. Soltanto in Italia c’è questa distinzione tra scuola statale e non statale». Maria Grazia Colombo, vicepresidente Forum delle associazioni familiari, rilancia il duro attacco sferrato su Avvenire dall’ex ministro dell’Istruzione Luigi Berlinguer all’indomani dell’ennesima esclusione delle scuole non statali dai bandi ministeriali che assegnano i fondi europei per la scuola: «Siamo di fronte a un errore tecnico del ministero – ha detto il padre della legge 62/2000 sulla parità scolastica –. Soltanto il ministero italiano, sbagliando, ha fatto introdurre la distinzione tra scuola statale e non statale, che nelle intenzioni del legislatore europeo non ha ragione di esistere».

A quale errore si riferisce Berlinguer?
A qualcosa che è successo nel 2014, l’anno in cui vengono individuate dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, le priorità strategiche del settore fino al 2020 attraverso il Programma operativo nazionale (Pon) finanziato con i fondi strutturali europei. Ma le scuole paritarie non possono accedervi. Finché, a settembre del 2016, chiedo e ottengo un colloquio con un funzionario del ministero: il punto dolente è l’Accordo di partenariato per l’impiego di fondi strutturali e di investimento europei sottoscritto nel 2014 tra commissione europea e dal ministero dell’Istruzione italiana, in base al quale per “istituzioni scolastiche” si intendono soltanto le scuole statali. In pratica il ministero ha dichiarato alla commissione che il sistema scolastico è fatto solo da scuole di sua proprietà e che solo queste avrebbero potuto accedere alle risorse dell’Europa. Continua a leggere

“Basta proteggere i ragazzi I brutti voti servono, eccome”

È il prof più amato dagli adolescenti: “Capiscono il bullismo leggendo Arancia meccanica. Che errore basare la scuola sulla performance”
 
Alessandro D’Avenia assomiglia al Piccolo Principe e ha l’energia dell’Attimo fuggente. Ma soprattutto ha un dono: sa parlare ai sedicenni. Sì, quei sedicenni indecifrabili che non sorridono nemmeno nei selfie e sembrano buoni solo a chattare.

Invece no: il prof-scrittore li incontra a teatro, in libreria. Li stuzzica su idoli un po’ più edificanti di Justin Biber e delle miriadi di youtuber. Leopardi e Omero in testa.

Come fa? Dice la verità. Cruda, senza sconti. Ma poi non li molla lì, da soli. Li aiuta a non avere vergogna della loro fragilità e a cercare in quel caos interiore tipico dell’adolescenza (e non solo) il loro talento, piccolo o grande che sia. Ecco perché è entrato nel cuore di tanti ragazzi e di tanti genitori.
 
Libri, teatro. D’Avenia, mica è uno di quei prof che non si presenta mai a scuola?
 
«Non sarei credibile. Ho fatto un solo giorno di assenza. Ho un contratto part time per riuscire a fare tutto». Continua a leggere

Cosa significa tornare alla vita dopo la “premorte”: parla il cardiologo che studia la “quasi morte”

Intervista all’olandese Pim van Lommel
 
Dalla morte non si ritorna ma dalla “premorte” in alcuni casi sembrerebbe di sì e il percorso a ritroso verso questo mondo cambia per sempre il viaggiatore che diventa più empatico e fiducioso nel senso ultimo della vita. Questo è almeno ciò che pensa Pim van Lommel, cardiologo olandese, che ha dedicato la vita a studiare i fenomeni di Nde (Near Death Experience), esperienza di prossimità con la morte possibili specialmente negli stati di coma temporaneo o di arresto cardiaco. Nel suo libro “La coscienza oltre la vita” (Edizioni Amrita) fa una rassegna delle varie tipologie di Nde che spesso consistono in una sensazione rinfrancante di passaggio attraverso un tunnel, in direzione di una luce, altre volte sembrano permettere di osservarsi fuori da se stessi come in un sogno. Van Lommel, insieme con alcuni colleghi, ha pubblicato su questi eventi un pionieristico e controverso studio su “Lancet” nel 2001. Continua a leggere

Il ginecologo abortista ammette la crisi: «ho la nausea, vorrei diventare obiettore»

(da UCCR, 11.01.17)
 
Ogni tanto compaiono articoli che lasciano letteralmente scioccati. Quello del Corriere della Sera del novembre scorso è uno di questi, si tratta dell’intervista al dott. Massimo Segato, vice primario di Ginecologia all’ospedale di Valdagno (Vi).

L’oggetto delle domande è l’aborto e l’obiezione di coscienza, ma sono le parole del ginecologo abortista a lasciare esterrefatti. Da radicale, socialista e ateo (ma rispettoso), il dott. Segato inizia con il ricordo di un’interruzione di gravidanza non riuscita: «Avevo aspirato qualcosa che non era l’embrione, avevo sbagliato. Una mattina ritrovai quella donna, aveva appena partorito. Mi fermò e mi disse: si ricorda di me dottore? Lo vede questo? Questo è il suo errore». «La madre sorrideva», ricorda il ginecologo, che al tempo procurava 300 aborti all’anno. «Fu lì che ho avuto la mia prima crisi di coscienza». E ripete: «L’errore più bello della mia vita. Il bambino cresceva intelligente e vivace. Un giorno la signora arrivò anche a ringraziarmi del mio errore. Cioè, ringraziò il Cielo. Quando nacque invece voleva denunciarmi». Continua a leggere

Don Fabio Rosini: «Cari giovani, saper pregare è la via della felicità»

Don Fabio Rosini, 55 anni, biblista (Siciliani)

(da Avvenire, 14 gennaio 2017)

A Roma il sacerdote è da anni punto di riferimento per tanti ragazzi. Suo il best seller «Solo l’amore crea»

Siamo nel cuore di Roma. Dalle finestre della chiesa delle Santissime Stimmate di San Francesco osserviamo in silenzio largo Argentina. C’è il sole. Siamo qui per incontrare don Fabio Rosini e per trovare una risposta a tante domande. Perché questo sacerdote severo, ma anche pieno di umanità, è da anni un punto di riferimento per tanti ragazzi della capitale? Perché le sue catechesi sono così partecipate, così apprezzate, così “contagiose”? Perché il suo primo libro, Solo l’amore crea, resta in testa alle classifiche da settimane senza nessuna vera promozione? Don Fabio non ama le interviste. Teme di non essere capito. Di apparire diverso da quello che è. Noi apriamo il suo libro e leggiamo una paginetta scritta in corsivo. È la dedica alla mamma e al papà che non ci sono più. «… Da loro ho avuto tante buone certezze, i migliori insegnamenti, eppure con loro sono stato ignorante e cattivo, li ho addolorati, offesi e spazientiti. Ma nessuno ha pregato per me più di loro. I conti non tornano». Continua a leggere

La saga di Harry Potter parla dell’uomo

di Giovanni Fighera
 
J. K. Rowling. L’incantatrice di 450 milioni di lettori (edizioni Ares) è la prima biografia italiana della creatrice della saga di Harry Potter. L’autrice Marina Lenti, per anni redattrice di Fantasy Magazine, ha scritto anche numerosi saggi sulla saga, tra cui L’incantesimo Harry Potter, La metafisica di Harry Potter, Harry Potter: il cibo come strumento letterario.

Personalmente ho sempre creduto al valore educativo dei romanzi della Rowling. Infatti, al di là delle piacevoli avventure fantastiche, la scrittrice non dimentica mai la realtà, il desiderio di bene dell’uomo e la fragilità che lo porta, talvolta, a scegliere per il male. Questo è lo spazio della libertà.  Al contempo, la crescita di Harry è accompagnata dalla presenza di maestri e di amici. In anteprima a Milano, presso WOW Spazio Fumetto, giovedì 1 dicembre, alle 18 Marina Lenti presenterà la biografia sulla Rowling in dialogo con Paolo Gulisano. Continua a leggere

Costanza Miriano: l’obbedienza rende liberi

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La giornalista e scrittrice Costanza Miriano porta la sua testimonianza su “Obbedienza e libertà” alla festa “Verso l’Altro”. Ecco un’intervista dove anticipa alcuni temi

Giornalista e scrittrice, Costanza Miriano ha una schiera di seguaci che la seguono e la leggono in continuazione sul suo blog e sui tanti giornali con i quali collabora (Avvenire, Il Timone, Credere, Il Foglio…). Scrive di temi non banali (vita, spiritualità e famiglia…) in aperto contrasto con il pensiero unico che su taluni argomenti sembra ormai avere la meglio. Non le interessa affrontare una battaglia culturale, ma piuttosto preferisce concentrarsi sulla quotidianità e su quello che la quotidianità con le sue gioie e le sue fatiche ci può insegnare. Sposata, ha quattro figli, due maschi e due femmine. Ha pubblicato “Sposati e sii sottomessa (2011)”, che è diventato un caso letterario in Italia, ed è stato tradotto in vari Paesi (tra cui la Spagna dove “Cásate y se sumisa” ha provocato molte polemiche). Poi si è resa conto che era necessario scrivere un altro libro per spiegare alle donne come parlare agli uomini: è nato così “Sposala e muori per lei” (2013). Continua a leggere

Alle origini della bellezza

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Nel suo primo libro Stefano Chiappalone cerca di svelare che cosa c’è alle origini della bellezza
 
(Zenit.org, 4.06.15)
 
Bello e brutto sono i temi che caratterizzano anche l’epoca moderna.

Tanto è bella e luccicante la modernità tecnologica e frenetica, quanto brutto il nichilismo che alimenta il mal di vivere.

Ma, che cos’è bello e che cos’è brutto? Il relativismo morale ed estetico ha mescolato tutto in una liquidità che è a volte maleodorante.

Dopo aver dibattuto sul tema nel corso di diverse conferenze svolte all’interno del progetto culturale di “Alleanza Cattolica”, Stefano Chiappalone collaboratore di “Radio Maria” e della rivista “La Roccia” ha pensato bene di raccogliere le sue riflessioni nel libro “Alle origini della Bellezza” edito da Cantagalli. Continua a leggere

Il “meraviglioso cristiano” in Eugenio Corti

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A due anni dalla scomparsa dello scrittore Eugenio Corti, l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’Université Paris-Sorbonne hanno hanno organizzato un convegno «per far conoscere la sua grande eredità di cui il mondo accademico ha bisogno». Elena Landoni, docente di lingua italiana dell’Università Cattolica di Milano, interverrà insieme ad altri relatori, nella seconda sessione di lavori (la prima si è svolta nell’ateneo parigino il 29 e 30 gennaio scorsi) che avrà luogo il 7 giugno prossimo dalle 9.00 nella cripta dell’aula magna dell’università di Largo Gemelli a Milano.

Perché oggi il mondo accademico dovrebbe conoscere Eugenio Corti?
L’idea del convegno è nata per iniziativa dell’Università Sorbona di Parigi, quindi il mondo accademico già conosce da tempo Corti. Le dirò di più: proprio in ambito francese è uscita qualche anno fa un’antologia della letteratura italiana dal titolo L’Italie littéraire de Dante à Eugenio Corti, con un accostamento ardito ma che mette efficacemente in luce la dimensione che potremmo definire “canonica” dello scrittore lombardo. Corti sta insomma entrando nel canone della letteratura italiana. Continua a leggere

Stig Dalager: KIERKEGAARD, nostro contemporaneo

di ALESSANDRO ZACCURI

Precoce in tutto, Søren Kierkegaard capisce che sta per morire prima ancora che i medici del Frederikshospital di Copenaghen abbiano pronunciato una diagnosi. Resterà ricoverato quarantuno giorni, uno in più degli anni che toccano in sorte, accudito da un’infermiera che avrebbe voluto, anche lei, affermarsi come scrittrice e che a tratti gli ricorda Regine, l’amore assoluto e febbrile, desiderato, negato e infine consegnato alla perfezione dell’ultimo momento. «È anche per questo che il libro si intitola “L’eternità in un istante” », spiega Stig Dalager, scrittore danese molto amato in patria e straordinariamente prolifico in poesia, narrativa e teatro. Nato nel 1952, è autore di oltre cinquanta opere, tra cui diversi romanzi storico-biografici come Il libro di David e Quei due giorni di luglio, tradotti negli anni scorsi da Lantana. Adesso è invece Iperborea a proporre la fortunata biografia romanzata di Kierkegaard apparsa in patria nel 2013, per il secondo centenario della nascita del filosofo. Racconto appassionante e documentatissimo, che da noi si presenta come L’uomo dell’istante (traduzione e postfazione di Ingrid Basso, pagine 416, euro 18,50).   Continua a leggere

Marco Voleri: quando la malattia rende migliori

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 di Luca Marcolivio

(da zenit.org, 9.04.16)

Al via tra una settimana il tour del tenore livornese che racconta: “La sclerosi multipla mi ha costretto a non tenermi dentro le emozioni, cantando racconto la mia debolezza trasformata in forza”
 
Usare i propri talenti per vincere la paura e il dolore. Ogni artista, in fondo, ha questa potenzialità, che, tuttavia, in alcuni casi, investe anima e corpo in una vera e propria missione. È il caso di Marco Voleri, quarantenne tenore livornese, che da dieci anni combatte con la sclerosi multipla.

La malattia ha rischiato seriamente di pregiudicare la sua vita e la sua carriera, eppure Voleri da tale esperienza è uscito più forte. Non solo continua a cantare e con più successo di prima ma si è anche sposato – con una donna affetta dal suo medesimo male – e un anno fa ha avuto il suo primo figlio. Continua a leggere

Sulle note innamorate di Giotto

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di Francesca Capitelli

04/04/2016 – Una serata di musica tra gli affreschi della Cappella degli Scrovegni. Al pianoforte, il pianista brasiliano Marcelo Cesena, con un concerto che nasce dall’incontro con il pittore italiano. E da una domanda: «Qual è il senso di tutta questa bellezza?»

Un cielo blu trapuntato di stelle. È la prima cosa che ha colpito Marcelo Cesena, pianista di fama internazionale, quando è entrato nella Cappella degli Scrovegni. Questa sera l’artista brasiliano ritorna sotto la volta di Giotto per presentare in anteprima il suo ultimo lavoro: il concerto per piano Armonie giottesche, dall’affresco alla musica. Primo di tre concerti padovani previsti nei prossimi tre mesi, l’appuntamento di oggi è riservato alle sole personalità con invito. Gli altri due appuntamenti saranno nel carcere Due Palazzi (in collaborazione con la Cooperativa Sociale Giotto) e presso l’Auditorium del Conservatorio Cesare Pollini. Continua a leggere

Il vero potere di noi donne. Intervista a Costanza Miriano

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Intervista alla scrittrice sul suo nuovo libro “Quando eravamo femmine”. «Non abbiamo bisogno di pretendere il comando: Dio ci ha già affidato tutta l’umanità»
 
di Benedetta Frigerio

(fonte: Tempi.it, 02.04.16)
 
È vero, il nuovo libro di Costanza Miriano incolla le donne perché descrive, svelandola, la sofferenza come caratteristica innata di ogni “femmina”, ma sopratutto perché cercare di suggerire «come rendere feconda la nostra condizione». Leggendo Quando eravamo femmine (Sonzogno, 174 pagine, 15 euro) non solo si capisce come «quello che ci fa soffrire diventa combustibile per un amore più grande», ma anche quanto sia grandiosa e potente la natura femminile delle donne, se assecondata. Continua a leggere

“In Fondo Alla Salita”. In Arrivo Un Film Su Medjugorje. Intervista Al Regista Simone Visentini

36. Simone Visentini

(dal sito cristianitoday.it)
 
In arrivo sugli schermi cinematografici e televisivi, un film su Medjugorje dal titolo “In fondo alla salita”, che parlerà di un giovane ragazzo (interpretato dall’attore Emanuele Marzani) che dopo una vita di sesso, droga e musica satanica, si avvicina all’amore di Dio, grazie ad un pellegrinaggio a Medjugorje.

Per saperne di più, abbiamo intervistato il regista Simone Visentini

Simone anche la tua conversione comincia a Medjugorje nel 2010. Puoi raccontarci?
La mia è stata la classica vita di: sesso, droga e rock roll ed il tutto è stato complicato anche da un matrimonio finito, dal quale è nato mio figlio che oggi ha 17 anni.
Poi ho incontrato la mia attuale moglie e per grazia di Dio ci siamo sposati con la Sua Benedizione.
Così a Medjugorje nel 2010, ho scoperto che la mia vita stava andando nella direzione sbagliata, perché prima di allora, non avevo messo al centro di essa, Maria e Gesù. Continua a leggere

Il mio sogno di una vita a tre “emme”

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Medico, moglie e mamma. Annalisa Sereni ha sette figli, di cui uno Down. Qui racconta la sua storia.

di Emanuela Citterio

«Stamattina sono andata in ambulatorio, ho visto dei pazienti, qualche informatore farmaceutico −  sono sempre in agguato (ride) – poi sono tornata a casa perché Gabriele non sta molto bene. Ora stavo rispondendo a delle mail di lavoro». Squilla il telefono, risponde, e poi continua: «Era una delle mie figlie. Anche lei non sta bene e devo andarla a prendere a scuola durante la pausa pranzo». Voilà, eccoci dentro una mattina come tante, nella vita di una mamma che lavora. Quella di Annalisa Sereni però è un po’ più complicata, anche se il libro, piccolo e prezioso, in cui la racconta si intitola Semplicemente una mamma (Edizioni San Paolo). Continua a leggere

Intervista al dottore che ha fatto l’autopsia alla Sacra Sindone. Ottenendo risultati mozzafiato

Intervista al dottore che  ha fatto l'autopsia alla sacra Sindone. Ottenendo risultati mozzafiato

di Marco Respinti
 
Nell’Università degli Studi di Milano, il professor Giampietro Farronato è ordinario di Ortognatodonzia, quella branca dell’odontoiatria che studia le anomalie dei denti e delle ossa mascellari. Con una squadra di superspecialisti ‒ Bruno Barberis, Luigi Fabrizio Rodella, Giovanni Pierucci, Mauro Labanca, Alessandra Majorana e Massimo Boccaletti ‒, ha passato al bisturi nientemeno che la Sindone. Ne è venuto fuori un libro ricco e intrigante, Autopsia dell’Uomo della Sindone (Elledici, Leumann [Torino] 2015), presentato qualche giorno fa a Milano nella Chiesa di San Gottardo in Corte, nell’ambito della rassegna «Scuola della cattedrale» promossa dalla Veneranda Fabbrica del Duomo. Continua a leggere

Papa Francesco: anche nella Chiesa ci sono “gli arrampicatori, gli attaccati ai soldi”.

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In una intervista Francesco afferma che “La Chiesa deve parlare con la verità e anche con la testimonianza: la testimonianza della povertà. Se un credente parla della povertà o dei senzatetto e conduce una vita da faraone: questo non si può fare”. “I beni immobili della Chiesa sono molti, ma li usiamo per mantenere le strutture della Chiesa e per mantenere tante opere che si fanno nei paesi bisognosi: ospedali, scuole”.
 
Città del Vaticano (AsiaNews) – “Anche nella Chiesa ci sono questi, che invece di servire, di pensare agli altri, di gettare le basi, si servono della Chiesa: gli arrampicatori, gli attaccati ai soldi. E quanti sacerdoti, vescovi abbiamo visto così”. L’ha detto papa Francesco nell’omelia della messa che ha celebrato stamattina a Casa santa Marta, commentando le due figure di “servi” presenti nella liturgia odierna per mettere in guardia contro la tentazione di “una doppia vita”: farsi vedere come uno che serve, ma in realtà si serve degli altri. Continua a leggere

Nek: «La vita è sacra»

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Bella intervista di Lucia Bellaspiga al cantante Nek oggi su Avvenire. L’occasione è costituita dall’uscita del libro Lettera a mia figlia sull’amore (Rizzoli), in cui papà Nek sprona la piccola Beatrice a prendere «sempre posizione. Sarà tuo sacrosanto diritto espirmere il tuo punto di vista personale con tutta la convinzione che riterrai giusta».
Ma il dialogo con la giornalista tocca moltissimi altri punti, e il cantante non si sottrae a nessuna domanda, anche a quelle più personali che riguardano la sua fede, rifiorita grazie all’incontro con la comunità di Chiara Amirante Nuovi Orizzonti. «Lì – spiega Nek – ho incontrato persone che nello sguardo avevano qualcosa che è difficile descrivere… direi la rilassatezza di chi nella vita ha passato di tutto ma ora conosce la verità e te la vuole donare, che ti guarda e ti dice “attaccati a me, ci penso io a te”. Loro avevano perso tante battaglie ma avevano vinto la guerra e io volevo capire che cosa li rendeva così speciali. Ed erano ex prostitute, ex assassini, ex drogati. Prima il mio Gesù era lontano, dogmatico, invece con loro ho capito le cose in concreto: cos’è il battesimo? E come mai un abbraccio ha il potere di spazzare via la morte interiore dell’uomo più infelice?». Continua a leggere

Suor Emmanuel: “Così ho visto giovani feriti e persi ritrovarsi a Medjugorje”

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Membro della Comunità delle Beatitudini, da 25 anni vive nel paese della Bosnia Erzegovina
 
di Tiziana Oberti
18 agosto 2015
 
MEDJUGORJE – Continua il diario del mio viaggio e dei miei incontri durante il 26° Festival dei Giovani di Medjugorje che dal 31 luglio al 6 agosto 2015 ha portato nel paese della Bosnia Erzegovina oltre 60 mila ragazzi tra i quali tre bus partiti da Genova. La seconda voce raccolta  è quella di Suor Emmanuel Maillard della Comunità delle Beatitudini.

Di seguito la trascrizione letterale dell’intervista.
 
Suor Emmanuel è a Medjugorje da 25 anni chi meglio di lei ci può raccontare i frutti di questo paesino della Bosnia Erzegovina  soprattutto nei giovani visto che siamo qui per questo XXVI Festival dei Giovani?
 
Allora è una cosa meravigliosa questo Festival dei Giovani, è iniziato molto piccolo, mi ricordo con padre Slavko durante la guerra eravamo 15 “gatti” nella rotonda, ma padre Slavko è stato molto fedele, perseverante per radunare tutti questi giovani e adesso vedi sono 50 mila persone che vengono, è una cosa incredibile. Perché? Le persone non sono stupide quando ci sono i frutti vengono, questo è. Continua a leggere

Sul volo verso Roma: «Il relativismo è un cancro della società»

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Nonostante le fatiche accumulate in una giornata fitta di impegni, sul volo che l’ha riportato a Roma (atterrato quando ormai erano quasi le 22) Papa Francesco ha accettato di rispondere ad alcune domande postegli dai giornalisti di tutto il mondo.

Oltre a confermare la sua volontà di fare un viaggio in Francia («l’ho promesso ai vescovi») il Pontefice ha parlato di Medjugorje, ha ribadito la sua accusa di ipocrisia nei confronti di chi predica la pace e poi vende le armi sotto banco, e parlando dell’uso scorretto che si può fare di Internet ha denunciato che «il consumismo è il cancro della società». Papa Francesco ha anche spiegato che la sua scelta di fare visite in Europa a partire dai piccoli Paesi «che hanno sofferto tanto», come l’Albania e la Bosnia Erzegovina, «è un segnale». Ecco la nostra trascrizione del dialogo. Continua a leggere

Il ruggito pro-life di Lila – intervista a Lila Rose

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Oggi ha 27 anni ed è una della più combattive donne degli Stati Uniti impegnate per costruire una cultura della vita e per sconfiggere l’aborto. Lila Rose è ottava di dieci figli, educata in una home schooling, laureata in storia alla UCLA, convertita al cattolicesimo. A 15 anni (quindici!) ha fondato Live Action, quello che oggi si può definire un vero e proprio colosso multimediale e che si batte per smascherare le menzogne utilizzate per far praticare l’aborto. L’associazione ha fatto del giornalismo investigativo su molti temi: il razzismo, la copertura dei trafficanti del sesso, la disinformazione medica, la copertura degli abusi sessuali, l’aborto selettivo e l’infanticidio.

La ragazza viene regolarmente ospitata alla CBS e alla CNN, ha scritto su USA Today, First Thing e molti altri quotidiani e riviste. Insomma, non scherza. Lei, a proposito di non desistenza, non desiste. Continua a leggere

Il prof. Enrico Bombieri, medaglia Fields: «la matematica rinforza la certezza di Dio»

Enrico Bombieri

Qualcuno farà fatica a crederci, ma il più importante matematico italiano non lo conosce nessuno. O, almeno, nessuno al di fuori del mondo scientifico. Il suo nome è Enrico Bombieri, l’unico italiano ad aver vinto la medaglia Fields, che corrisponde al Nobel dei matematici. Insegna presso l’università di Princeton, negli Stati Uniti.

L’ottimo Francesco Agnoli ha recentemente intervistato il prestigioso matematico, il quale ha riflettuto a lungo sul rapporto tra scienza e metafisica, spiegando: «Per me la matematica è un modello della verità sia pure un modello assai ristretto da chiare regole di consistenza, che ci dice che una Verità assoluta (con la V maiuscola) deve esistere anche se non possiamo comprenderla». E ancora: «Cercare di giustificare l’esistenza di Dio con la matematica mi rammenta la storia che si racconta di sant’Agostino ancor che, passeggiando in riva al mare meditando sul mistero della Trinità, vide un fanciullo con un piccolo cucchiaio con il quale raccoglieva l’acqua del mare e la versava con cura nel suo secchiello. Sant’Agostino chiese: ‘Bimbo, cosa stai facendo?’ e il fanciullo rispose: ‘Sto contando quanta acqua c’è nel mare’. ‘Ma questo e impossibile!’, replicò sant’Agostino. E il fanciullo: ‘Comprendere il mistero della Trinità è più difficile’. La matematica, che è la scienza della verità logica, certamente ci aiuta a comprendere le cose ed è naturale per un matematico che crede in Dio, qualunque sia la sua denominazione, di riconciliare il concetto dell’esistenza di Dio con la sia pure limitata verità che proviene dalla matematica». Continua a leggere

«Intervista» il fratellino down. E il video diventa virale sul web

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«Ho 18 anni, lui 12 e ogni giorno mi insegna qualcosa: senza di lui sarei uno sbruffone». E ancora: «Con questa storia volevo anche ricordare il bello della semplicità quotidiana»
 
CASTELFRANCO Jack e John sono due fratelli speciali, e si vogliono un bene dell’anima. L’hanno capito anche le quasi seimila persone che in pochi giorni hanno guardato il loro video su Youtube, un racconto d’amore e rispetto, di generosità ed emozioni, che rivela le tante qualità, spesso nascoste, dei ragazzi con la sindrome di Down. È un video che commuove, non può lasciare indifferenti, e spinge ad andare oltre le apparenze. Jack e John sono Giacomo e Giovanni Mazzariol, due fratelli di Castelfranco Veneto. Il primo frequenta il liceo Giorgione e ha 18 anni; il secondo ne ha 12, fa la prima media e ha la sindrome di Down. «Ma è lui che insegna qualcosa a me ogni giorno». Continua a leggere

Il 54% dei divorziati pentito della decisione, bastava più tempo per pensarci

Divorzio

In principio c’era il mito del divorzio come una liberazione per genitori e figli. Dopo milioni di separazioni si è scoperto che per i genitori il trauma del fallimento della loro vita matrimoniale è una cicatrice indelebile e per i figli è fonte di infiniti disturbi e gravi ripercussioni sociali (povertà, basso livello di istruzione ecc.).

I risultati sono però stati accolti spiegando che sarebbe meno peggio per i bambini che i loro infelici genitori si separino, piuttosto che sforzarsi di vivere assieme continuando a litigare. Ma numerosi ricercatori, come B.D. Whitehead della Rutgers University e altri, hanno dimostrato che per i bambini il divorzio e la permanenza in una “nuova famiglia” è in realtà molto peggio del vivere in una casa infelice: in molti di questi matrimoni, infatti, segnati da insoddisfazione coniugale, straniamento emotivo ed incomprensione reciproca, i due adulti sacrificano alcuni dei loro interessi al fine di preservare la stabilità della casa e la cura necessaria per la loro prole e si rileva un effettivo sforzo di migliorare il loro matrimonio per il bene dei figli, riuscendoci in molti casi e ritrovando l’armonia e il sentimento di amore verso il coniuge. L’amore per i figli spinge i genitori a cambiare anche i pregiudizi dell’uno verso l’altro. Continua a leggere

Uscire dalla crisi? Fare figli.

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Molto attuale (e “sul pezzo” , visto che in questi giorni se ne parla tanto) questa intervista del maggio 2013 di Costanza Miriano all’economista Ettore Gotti Tedeschi, sul tema della denatalità in relazione alla crisi economica.

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Costanza Miriano intervista Ettore Gotti Tedeschi
 
A Bruxelles si discute, nel Forum sulla demografia, di “Investire sul futuro demografico in Europa”. Si parla di lotta alla denatalità, e non in un oratorio parrocchiale, ma in una sede internazionale tra le più laiche e prestigiose. Finalmente le sue teorie, quelle che lei da anni va ribadendo in ogni sede possibile, stanno diventando di moda? Che succede?

Credo che a Bruxelles si difenda keynesinianamente le nascite per difendere la necessità di domanda ,non tanto la vita.  Quando Papa Paolo VI  nel 1968 scrisse l’Enciclica Humanae Vitae , ad avversarlo non furono solo gli ambienti laici ,ma anche alcuni  teologi cattolici. Se ricordo bene  si rischiò una specie di “scisma” in casa cattolica sul tema della dignità della vita umana , sul tema natalità e così via. Continua a leggere

L’attore Brando Giorgi dalle fiction ai 10 comandamenti

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Rita Sberna ha intervistato il celebre attore Brando Giorgi che ha preso parte a tantissimi film e fiction. A “Cento Vetrine” ha interpretato l’affascinante restauratore Thomas Sironi ed ha debuttato nella soap “Vivere” nei panni del dottore Roberto Falcon.

Parlando della tua fede in Dio, affermi che proprio l’arrivo nella soap opera “Cento vetrine”, sia stato un vero dono dal cielo, un regalo di provvidenza. Perché?

Io sono sempre stato un uomo di fede, ma oggi ancora di più capisco cosa vuol dire avere fede. Per me tutto ciò che arriva, sono doni dell’universo, doni di Dio. La fede sta sempre maturando di più in me, anche se mi considero ancora un pagano, perché avere fede al cento per cento, vuol dire una grandissima cosa, vuol dire ricevere un grande dono. Ed è questo che io sto chiedendo al Signore.

Avere fede vuol dire anche non avere paura, accettare ogni cosa come volontà di Dio, pensare che c’è una provvidenza che pensa a te. Io mi sto avviando a questo. Posso dire che sto bagnando tutto il mio corpo nella fede. Non sono ancora completamente immerso ed è per questo che chiedo scusa al Signore. Continua a leggere

Casini: aborto, ogni anno scompare una città come Novara

(da Avvenire, 22.01.15)​
 
L’intervista a Carlo Casini è tratta da “Noi Genitori & Figli” in edicola il 25 gennaio con “Avvenire”. È un numero speciale, dedicato alla 37esima Giornata per la vita, che la Chiesa italiana celebra domenica 1° febbraio.

L’impegno per ciò che è «seminato nella debolezza» Carlo Casini lo conosce a memoria. E ogni giorno lo rinnova con la stessa passione. Sulla scrivania del presidente del Movimento per la vita si accumulano numeri, plichi, fogli: lui li sposta da destra a sinistra ricordando le battaglie, le delusioni, le grandi vittorie. In testa un unico, costante obiettivo: dare dignità a chi non può prendersela da solo. Dare voce e diritti all’essere umano che germoglia nel grembo di una donna.

In pieno inverno demografico, con le scuole destinate a svuotarsi nel giro di pochi anni, l’Italia butta ancora via centomila nuove vite ogni anno. Il numero è in calo, ma è ancora enorme. Quali sono le radici e le conseguenze di questa contraddizione?

Il numero degli aborti è davvero enorme. Secondo l’ultima relazione ministeriale quelli noti, certificati dagli ospedali, sono stati 107.192 nel 2012 e 102.644 nel 2013, ma quest’ultimo dato è incompleto. Continua a leggere

“Il Padrone del Mondo” il libro consigliato da Francesco

RV2881_LancioGrande ​«Dimostra all’incirca trentatré anni, rasato, portamento sicuro, capelli bianchi, occhi e sopracciglia scuri. È rimasto immobile con le mani sulla ringhiera, ha accennato un solo gesto che ha procurato un sussulto alla folla, ha detto quelle poche parole lentamente, scandendole, con voce decisa. Poi è rimasto in attesa». Magari non sapete chi è, ma lo avete senz’altro riconosciuto. Non è Hitler né Mussolini, e neppure Stalin, anche se si comporta come loro. Può darsi che nemmeno le generalità anagrafiche siano di grande aiuto, per non parlare della qualifica ufficiale, prezidante de Europo, ovvero “presidente d’Europa” in esperanto.

Eppure, se diciamo che Julian Felsenburgh è Il Padrone del Mondo, in un modo o nell’altro ci si capisce al volo, e non solamente perché il capolavoro di Robert Hugh Benson (1867-1914) è il romanzo che, da qualche tempo in qua, il Papa cita e consiglia con maggior frequenza. È tornato a farlo anche un paio di giorni fa, sul volo di ritorno dalle Filippine. Continua a leggere

La vita ci stupirà col suo disegno: un progetto che diventerà capolavoro. Perchè l’amore vincerà.

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di Anna Fusina

(da vitanascente.blogspot.it)
 
Intervista a Debora Vezzani, cantautrice di musica cristiana ed autrice della canzone “L’amore vincerà”
 
Debora, raccontaci un po’ di te…

Debora Vezzani: Sono nata il 25 marzo 1984, festa dell’Annunciazione, del sì di Maria; sono stata abbandonata da mia madre naturale che avendo grandi difficoltà (era orfana anche lei, ma non aveva avuto la fortuna di trovare una famiglia, ed era quindi cresciuta in istituti) non poteva tenermi, ma ha comunque detto il suo “sì” scegliendo di darmi la vita nonostante i medici le consigliassero di abortire. Sono stata adottata durante l’adolescenza e poi i miei genitori adottivi si sono separati. A quel punto mi sono ritrovata a dover scegliere con chi andare a vivere e, avendo all’epoca un ragazzo più grande di me che viveva da solo, ho deciso di andare a convivere con lui. Per la voglia di formare la famiglia che non avevo mai avuto, ho insistito per sposarmi; lui, non credente, mi ha assecondata, sposandomi per farmi un favore. Il matrimonio, con queste basi, si è inevitabilmente rivelato un disastro e ci siamo separati. Continua a leggere

Intervista a Papa Francesco: “Avere cura di chi è povero non è comunismo, è Vangelo”

Il Pontefice: “Il Nuovo Testamento non condanna i ricchi, ma l’idolatria della ricchezza. Il nostro sistema si mantiene con la cultura dello scarto, così crescono disparità e povertà”

(da La Stampa, 11.01.15)

Anticipiamo uno stralcio di «Papa Francesco. Questa economia uccide», il libro sul magistero sociale di Bergoglio scritto da Andrea Tornielli, coordinatore di «Vatican Insider», e Giacomo Galeazzi, vaticanista de «La Stampa». Il volume raccoglie e analizza i discorsi, i documenti e gli interventi di Francesco su povertà, immigrazione, giustizia sociale, salvaguardia del creato. E mette a confronto esperti di economia, finanza e dottrina sociale della Chiesa – tra questi il professor Stefano Zamagni e il banchiere Ettore Gotti Tedeschi – raccontando anche le reazioni che certe prese di posizione del Pontefice hanno suscitato. Il libro si conclude con un’intervista che Francesco ha rilasciato agli autori all’inizio di ottobre 2014. Continua a leggere

Dall’odio profondo verso la Chiesa alla Misericordia di Dio

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La storia di Maurizio Spezia, dall’odio profondo verso la Chiesa alla Misericordia di Dio: “La conversione inizia e non finisce mai”.
 
Gli ultimi 4 anni di Maurizio Spezia sono la testimonianza che il cuore dell’uomo non si dà mai pace, non smette mai di ricercare, finché non trova la strada che corrisponde al proprio infinito desiderio di felicità. E il cammino di Maurizio è stato molto particolare: lui che ha sempre amato andare controcorrente, nel 2010 si allontana totalmente dalla Chiesa scegliendo addirittura di sbattezzarsi. Poi il pentimento e il ritorno alla fede. A raccontare questa incredibile storia è lo stesso Maurizio, in una lunga intervista rilasciata a fanpage, il 22 novembre. Continua a leggere

Suicidio Brittany. Medici cattolici: curare malato non solo malattia

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“Credo che questa sia una ragazza lasciata sola. C’è bisogno, non soltanto, di fare delle diagnosi precise e di indicare delle medicine efficaci, ma occorre prendersi cura del malato. Il verbo “curare” è una voce del verbo ‘amare'”.

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Negli Stati Uniti e non solo, ha ricevuto ampia eco la storia della giovane 29.enne Brittany Maynard che, dopo la diagnosi di tumore al cervello, ha deciso di togliersi la vita. La ragazza si è suicidata come aveva annunciato in un video visto milioni di volte su Internet. Su questa drammatica vicenda, Amedeo Lomonaco ha intervistato il prof. Filippo Boscia, presidente dell’Associazione medici cattolici italiani:

R. – Oggi, noi paghiamo un prezzo molto alto allo sviluppo della medicina che ha reso possibile che la morte diventasse un periodo considerevolmente più lungo, cioè un processo del morire. Si costruisce un quadro di distruzione progressiva del corpo e questo contribuisce a far crescere l’angoscia. Continua a leggere

“Gesù ha preso posto nella mia anima come il pezzo mancante di un puzzle”

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La campionessa di salto in alto croata Blanka Vlasic racconta la storia della sua conversione

Roma, 28 Ottobre 2014 (Zenit.org)

In un’intervista a ZENIT, la superstar olimpionica croata Blanka Vlašić ha condiviso il suo ispirato viaggio di fede, raccontando come, all’improvviso, Gesù abbia preso posto nella sua anima, quasi come il “pezzo mancante di un puzzle”.

Primogenita di una famiglia dove lo sport era molto praticato, la Vlašić è una delle più titolate campionesse di salto in alto nella storia dell’atletica.

Nata nel 1983, ricevette un nome ispirato alla città marocchina di Casablanca, dove, lo stesso anno, suo padre Josko aveva vinto la medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo e dove aveva stabilito il record croato nel decathlon. Il talento sportivo di Blanka era emerso sin dalla più tenera età e la bambina aveva iniziato ad allenarsi assieme al padre a soli sette anni. Continua a leggere