Il Papa, la «paternità responsabile» e il rischio di tradirne il pensiero

Schermata-2015-01-20-alle-08.38.01 ​La frase ha fatto il giro del mondo in poche ore. «Alcuni credono che – scusatemi la parola – per essere buoni cattolici dobbiamo essere come conigli». Frase che il Papa ha pronunciato nella conferenza stampa sul volo di ritorno da Manila e di cui Avvenire ha dato ampio conto ieri. Solo che a citarla così – estrapolandola come hanno fatto in molti dal contesto complessivo del ragionamento di Francesco, o al massimo collegandola al numero di tre figli a coppia, presentato coma una indicazione “normativa” del Pontefice – si corre il rischio di tradirne il pensiero.

Specie in riferimento all’Italia, affetta ormai da anni da un “inverno demografico” senza precedenti. Sarà utile perciò ricostruire che cosa ha detto effettivamente papa Bergoglio in risposta alle domande che gli sono state poste, a partire da quella di un giornalista tedesco che chiedeva se egli avesse in mente di rivedere, anche solo parzialmente, il divieto dell’uso degli anticoncezionali stabilito da Paolo VI nell’enciclica Humanae vitae. Continua a leggere

Le vere cause della denatalità

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di Giuliano Guzzo
 
Il progressivo rallentamento delle nascite in Italia, quantificato dal Censis in qualcosa come 62.000 nati in meno all’anno dall’inizio della crisi, inizia ad allarmare ed il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, assicura di voler «studiare il declino della fertilità e le sue cause». Pur consapevoli della complessità del problema – e certi che il Ministro potrà avvalersi della consulenza di esperti ben più autorevoli – ci permettiamo, nella speranza di offrire un contributo utile e ricorrendo ad una sintesi estrema, di svolgere alcune considerazioni di carattere generale rispetto ad un argomento decisivo per il futuro anche se sovente affrontato con una superficialità che impedisce di spingersi oltre ad una mera lettura dei dati delle statistiche. Continua a leggere

L’inverno demografico, la vera causa della crisi

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di Maurizio Milano

Una caratteristica che accomuna l’evoluzione dei Paesi avanzati negli ultimi decenni riguarda il fatto che tutti, senza eccezioni, hanno supportato la propria crescita indebitandosi sempre più, non solo per finanziare gli investimenti ma anche – in Italia “soprattutto” – per coprire la spesa corrente, cioè per alimentare artificialmente i consumi. Un modo per vivere al di sopra dei propri mezzi, rinviando alle generazioni future il problema: un escamotage che ha sempre funzionato, per lo meno finché l’evoluzione demografica supportava una crescita economica sostenuta, come per tutto il periodo 1945-1964, detto del baby boom.

Poi, però, è arrivata la stasi demografica e dagli anni ‘80 un forte calo delle nascite fino a scendere al di sotto del “tasso di sostituzione”: in assenza di flussi migratori occorre una media di 2,1 figli per donna per mantenere la popolazione stabile nel lungo termine. Continua a leggere

La notte europea: correlazione tra declino demografico ed economico

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Meno natalità, meno crescita, meno lavoratori, più pensionati e una crisi fiscale per il welfare europeo.

(di Carmine Tabarro – Zenit.org, 10.12.13)

Tra le varie cause della “notte europea”, ovvero la crisi che il nostro continente sta attraversando, c’è anche il declino demografico. In Europa, dall’Italia, alla Germania, alla Spagna, numerosi studi evidenziano la profondità dell'”inverno demografico”. Tanto che il presidente della Conferenza Episcopale italiana, il cardinale Angelo Bagnasco è arrivato ad affermare: “L’Italia sta andando verso un lento suicidio demografico”.

La causa delle “notte europea” è dovuta alla crisi antropologica e di senso di matrice nichilista, secondo la definizione del postmodernismo di Jean Baudrillard ed altri. Continua a leggere

Più nascite creano più ricchezza

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di Tommaso Scandroglio

“Prega per noi ora e nell’ora della nostra nascita”. L’aforisma è di Thomas Eliot e ben si attaglia al contenuto del Messaggio per la Giornata nazionale per la vita della Conferenza Episcopale Italiana, giornata che cadrà il prossimo 2 febbraio. Il documento, dal titolo “Generare futuro” e pubblicato lo scorso 4 novembre, tra gli altri aspetti tocca anche quello dell’aborto e fa comprendere come questo fenomeno sia la prima causa del rigidissimo inverno demografico che sta colpendo l’Italia da anni, inverno che non conosce stagioni tanto si è fatto lungo. Infatti se andiamo a prendere l’ultima Relazione del Ministro della Salute sullo stato di attuazione della legge 194, resa pubblica lo scorso 13 settembre, si scopre che gli aborti sono circa un quinto dei nati vivi. In altre parole su cinque bambini concepiti uno non vedrà mai la luce. Senza l’aborto dunque il paese avrebbe il 20% in più di nascite ogni anno. Continua a leggere

Belletti: «Crollo nascite, emergenza nazionale»

Il commento di Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari, agli ultimi dati ISTAT
 
«I dati diffusi dall’Istat sulle nascite prefigurano per il nostro Paese non più un “inverno” ma un vero e proprio crollo demografico» è il commento di Francesco Belletti, presidente del Forum.

«E non ha più neppure senso consolarsi con l’apporto delle donne straniere che mostrano anch’esse una fertilità in diminuzione. Risultato è che in un anno sono nati 15mila bambini in meno. Continua a leggere