Giovanni Lindo Ferretti: «Ho visto Ratzinger, ammiro Bergoglio»

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di Giovanni Lindo Ferretti*
 
È l’accettarne tanto la dimensione di dolore e fatica quanto l’occasione di meraviglia a rendere la vita un dono prezioso che ogni giorno si rinnova. Nel suo mistero, se accettato, c’è la continua quotidiana dimostrazione di cosa significhi conversione, convertirsi. Ho incontrato Benedetto XVI, Papa emerito, mai l’avrei immaginato o considerato possibile fino a quando mi è stato chiesto, in dimensione realistica anche se teorica: – vorresti incontrarlo? -. Un concatenarsi inarrestabile di pensieri e ricordi. Breve riepilogo. Era cardinale, prefetto della Congregazione della Fede, io vivevo secondo modi e ritmi che più passava il tempo più si rivelavano angusti. Senza soddisfazione. Potevo ricondurre tutte le mie scelte di vita all’impatto adolescenziale con il mondo moderno. «I can’t get no satisfaction» cantavano i Rolling Stones ed io ne fui rapito ma ero cresciuto nella tradizione cattolica, avevo imparato e sperimentato molte cose. Una primogenitura, una dote, che alla prova dei fatti si sarebbero dimostrate inalienabili. Continua a leggere

G.K. Chesterton sarebbe un santo “rivoluzionario”

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di Marco Respinti

Da un po’ si parla con insistenza della possibilità che Gilbert Keith Chesterton (1874-1936), il grande scrittore e saggista inglese, convertito al cattolicesimo nel 1922, possa diventare santo.
In settembre, mons. Peter John Haworth Doyle, vescovo di Northampton, in Inghilterra – la diocesi in cui Chesterton visse – ha chiesto ufficialmente di verificare se ne sussistano le condizioni a don John Udris, oggi direttore spirituale del Seminario di St. Mary presso l’Oscott College (il seminario dell’arcidiocesi cattolica di Birmingham) nonché ex parroco di Beaconsfield, nel Buckinghamshire, cittadina dove Chesterton morì nel 1936 (e nel 1797 pure Edmund Burke, il pensatore anglicano che univa l’antigiacobinismo al filocattolicesimo). Continua a leggere

Ateo a Wall Street, credente fra i barboni

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di Andrea Galli  

I media hanno amplificato la voce di chi negli Stati Uniti ha preso male i passi della Evan­gelii Gaudium in cui il Papa critica la teoria della «ricadu­ta favorevole», quella per cui «ogni crescita economica fa­vorita dal libero mercato riesce a produrre di per sé una maggiore e­quità e inclusione sociale nel mon­do », e in cui denuncia la «cultura del benessere che ci anestetizza», che ci rende «incapaci di provare compas­sione dinanzi al grido di dolore de­gli altri». Ma c’è chi, invece, prove­nendo dal cuore del capitalismo a stelle e strisce, Wall Street, ha trova­to queste e altre parole di Bergoglio centratissime. Chris Arnade, dopo un dottorato in fisica alla John Hopkins University, ha lavorato per 20 anni come trader per ‘Salomon Brothers’, la banca d’investimenti poi rilevata dal co­losso ‘Citigroup’. Continua a leggere

Il segreto di Aparecida

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Sulla copertina di “Time”, uscita mentre il Santo Padre è in viaggio per il Brasile, c’è una sua foto con questo titolo: “The People’s Pope”. Cioè il Papa della gente o meglio “il Papa del popolo”.
Si può dire in effetti che Francesco incarna, nel suo esempio, nel suo insegnamento, nella sua storia e nella sua figura di pastore quella “vera teologia della liberazione” che per anni Joseph Ratzinger e Giovanni Paolo II hanno annunciato.
Mentre mostravano gli errori della “teologia della liberazione” che si era diffusa negli anni Settanta in Sudamerica, quella di teologi come Gustavo Gutierrez, Camillo Torres, i fratelli Leonardo e Clodoveo Boff, poi Jon Sobrino e altri, che s’illudevano di realizzare il Vangelo abbracciando le analisi marxiste, la lotta di classe e la rivoluzione. Un errore drammatico. Continua a leggere

Dai “gauchos” a Babette: Bergoglio

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“C’è la povertà materiale, che per Bergoglio dev’essere assolutamente affrontata, e c’è la povertà di senso, di felicità, di civiltà di donne e uomini imbarbariti che devono essere civilizzati. La cucina, il vino, lo splendore delle tovaglie, dei piatti, dei bicchieri – tutte cose poco «calviniste» e molto cattoliche – offrono agli abitanti di quella remota landa danese molto di più di qualche aiuto materiale: offrono la bellezza, l’arte, l’occasione di camminare verso la civiltà”.

Un articolo molto interessante che ci aiuta a conoscere meglio il pensiero di Jorge Mario Bergoglio, oggi Papa Francesco. Continua a leggere