Maternità e lavoro, la grande discriminazione

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di Giuliano Guzzo
 
Quasi non credevo ai miei occhi, ieri pomeriggio, leggendo sul portale deL’Espresso una lunga e interessante inchiesta a firma di Arianna Giunti sulla condizione lavorativa delle madri. Prima di spiegare la mia incredulità, meglio illustrare i contenuti dell’articolo, volto sostanzialmente a denunciare come spesso, anche nel nostro Paese, per una donna rimanere incinta equivale a rischiare il posto. «I dati parlano chiaro – osserva la giornalista – negli ultimi cinque anni in Italia i casi di mobbing da maternità sono aumentati del 30 per cento. Secondo le ultime stime dell’Osservatorio Nazionale Mobbing solo negli ultimi due anni sono state licenziate o costrette a dimettersi 800mila donne. Almeno 350mila sono quelle discriminate per via della maternità o per aver avanzato richieste per conciliare il lavoro con la vita familiare» [1]. Vero, anzi verissimo. Novanta minuti di applausi per questa scomoda ma innegabile verità. Il punto è che non si tratta di una novità. Per niente. Continua a leggere

Carissima Laura Boldrini, si rallegri!

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Ho pescato nel web questo articolo scritto da don Antonello Iapicca su “La Croce” di ieri. Articolo che condivido totalmente e, per questo, rilancio qui.
 
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Carissima Presidentessa Boldrini,

Le scrivo perché ho un annuncio importantissimo e urgente da recapitarLe: Laura, – mi permette di rivolgermi così direttamente, vero? – si “rallegri”, perché la Grazia di Dio è pronta a riversarsi su di Lei. No, per favore, non mi prenda per pazzo, abbia la cortesia di seguirmi un momento, è importante mi creda.

Oggi per la Chiesa Cattolica è giorno di festa. Si celebra, infatti, l’Annunciazione del Signore, per fare memoria dell’evento con il quale Dio si è fatto carne. Un mistero da togliere il fiato; è difficile pensare che Dio, l’Onnipotente, il Creatore, il Totalmente Altro possa rimpicciolirsi al punto di diventare un uomo in tutto identico a noi, eccetto ovviamente il peccato. Continua a leggere

Molise, un grande patto fra lavoro e famiglia

Papa Francesco in Molise

di Massimo Introvigne
 
Il 5 luglio 2014 Papa Francesco si è recato in visita pastorale in Molise, una regione  particolarmente segnata dalla crisi economica. Il messaggio centrale della visita è stato che la crisi induce spesso a cercare soluzioni che pensano di porre rimedio ai problemi del lavoro e dell’economia trascurando la famiglia e i suoi diritti. Queste soluzioni, ha spiegato il Pontefice, stanno fallendo. Solo un grande patto tra il lavoro e la famiglia può indicare un’autentica via d’uscita dalla crisi. Ma occorre, ha aggiungo, che la famiglia sia fondata su scelte definitive, mentre oggi anche il matrimonio è in difficoltà a causa di una diffusa cultura del provvisorio.

La visita è iniziata dall’Università del Molise, dove il Papa ha incontrato il mondo del lavoro. Non è casuale, ha affermato Francesco, che per un incontro sulla difficile situazione economica sia stata scelta un’università. Continua a leggere

Vita, famiglia, evangelizzazione

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Il 19 maggio 2014 Papa Francesco ha aperto i lavori dell’Assemblea generale della Conferenza Episcopale Italiana, con un discorso dove non sono mancati cenni a temi di attualità – vita, famiglia, economia – ma che, come in altri incontri con vescovi, il Pontefice ha voluto dedicare soprattutto alla sfida dell’evangelizzazione. Ė normale che nelle ore successive all’intervento, a seconda delle preferenze, alcuni media si concentrino sull’appello alla difesa della vita e della famiglia e altri alla solidarietà con gli immigrati e i disoccupati. E tuttavia in qualche modo queste letture corrono il rischio di trascurare l’essenziale.

Il Papa vede una società italiana che in gran parte è molto lontana dalla Chiesa. E vescovi che qualche volta rimangono nel «quieto vivere» o perfino scrutano le mosse del Pontefice leggendole, come fanno tanti giornalisti, in una logica di gruppi e di cordate. Così, però, non si rendono conto della situazione drammatica di un Paese scristianizzato e della pressante necessità di «uscire» per evangelizzarlo. Chi non coglie questo aspetto del discorso – a tratti accorato e perfino impressionante – del Pontefice finisce per capire poco del messaggio di Papa Francesco. Continua a leggere

Politica economica tra ambizione e velleità

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di Gianfranco Fabi

Ambizione, più che giusta, o velleità, sempre in agguato? Attorno a queste due parole si gioca il giudizio sui progetti del nuovo governo e del suo leader, Matteo Renzi. In sintesi l’obiettivo è chiaro: trovare le risorse per rimettere in moto la crescita. E quindi ridurre gli sprechi e aiutare la creazione di posti di lavoro. E ancora tagliare le spese improduttive e mettere in atto un vasto piano di modernizzazione del Paese.

Propositi altrettanto facili a dirsi quanto arduo è avviarne la soluzione. Il perché è presto detto: è praticamente impossibile avviare un serio piano di tagli alla spesa senza modificare in maniera sostanziale l’assetto organizzativo e funzionale del Paese. Perché negli ultimi cinquant’anni della vita pubblica italiana non si è fatto altro che creare nuovi centri di spesa, nuove incombenze burocratiche, nuovi livelli di gestione operativa dell’amministrazione pubblica. Continua a leggere

L’amore è urgente

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di Rossella Rumore

Sarà anche vero che oggi non ci si sposa più come prima, che sempre più giovani coppie preferiscono convivere – forse più per “paura” di fare passi definitivi che per altro – ma io, se mi dovessi basare sull’esperienza degli ultimi mesi, potrei quasi smentire queste statistiche e affermare che i giovani che hanno scelto con coraggio di formare una famiglia sono tanti.

«Sai Rossella? Claudio mi ha chiesto di sposarci!». Sentire una collega con cui hai trascorso gli anni all’università che ti annuncia una tale notizia, fa un certo effetto, bellissimo, ovvio. Quando glielo ha chiesto non era ancora arrivata la certezza del lavoro, ma «noi abbiamo deciso di sposarci a prescindere da tutto, iniziamo questa avventura insieme senza avere certezze, anzi con l’unica certezza che ci unisce, che ci amiamo». Continua a leggere

Ciò che viene prima

Famiglia-e-Lavoro

O sei vicino, o sei estraneo. O ti stanno a cuore gli altri, la comunità, la gente; o non te ne importa niente. O ti appassiona pensare, progettare e fare insieme ad amici e colleghi, o chi ti sta accanto è sempre e comunque un “concorrente” e l’obiettivo è batterlo e sfruttarlo.

A costo di apparire ingenui visionari, drammaticamente privi di quel cinismo che per alcuni è l’unica arma per emergere, l’atteggiamento prevalente nella società italiana è il primo, anche se al secondo è concessa molta più visibilità. Un atteggiamento che a volte (persino, spesso) può vivere ed esprimersi soltanto in forma di desiderio. Eppure l’Italia delle solidarietà forti, delle relazioni vive e dei legami saldi resiste, come un ricco fiume carsico che scorre sotto un terreno inaridito. Continua a leggere