La prova psicologica della personalità dell’embrione

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Il Re è nudo! gridava l’innocente nella favola. Ma nessuno dei presenti osava affermare l’evidenza. Embrione, morula, addirittura ootide, grumo – queste sono le alte espressioni tecniche nella definizione di un “qualcosa” che a molti non sembra affatto un figlio d’uomo.

Troppo angusto è lo spazio di una capocchia di spillo per coloro che, interessati o meno, non vogliono riconoscere nell’origine ciò che è perfino banale. Essi riesumano allora la metafisica aristotelica della potenza e dell’atto, si arrabattano attorno ad inconsistenti teorie del pre-embrione o dell’ovocita fecondato, narcotizzano l’uomo della strada con rassicuranti “non sente dolore, non può, è privo di cervello!”. Tutto, pur di negare l’umano e compiacere un potere, da sempre tra i più mostruosi. Continua a leggere