Fecondazione via ultimo divieto, Roccella (Ncd): “E il diritto del disabile? E’ discriminazione”

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La deputata di Ncd Eugenia Roccella, da sempre in prima fila nelle battaglie a difesa della famiglia, spiega a IntelligoNews la sua posizione in riferimento alla decisione dei giudici di far cadere il divieto di accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche.

On. Roccella, questa decisione dei giudici che segnale rappresenta?

«Rappresenta un diritto indebolito del disabile a nascere. C’è un elemento di discriminazione, il sano può nascere, il disabile ha un diritto indebolito. Questo hanno cercato di evitarlo attraverso il richiamo alla legge 194 che non dice però che si può abortire se il feto è malformato, dice che si può abortire se questa malformazione ha riflessi sulla salute fisica e psichica della madre. Per quanto riguarda la procreazione assistita la situazione è molto diversa dalla legge 194, è difficile fare un paragone. Questo significa che in qualche modo bisognerà intervenire dal punto di vista legislativo». Continua a leggere

Embrioni e ricerca, legge 40 sotto esame in Europa

incubatric_42338806_300​ Non c’è solo la Corte Costituzionale. La legge 40 è attesa a un nuovo esame mercoledì: la Grande Chambre della Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo deve infatti pronunciarsi sulla possibilità di donare alla ricerca embrioni prodotti in vitro e avanzati da cicli di fecondazione artificiale. Ovvero, deve decidere se l’embrione sia un essere umano portatore di diritti o una cosa su cui è permessa la sperimentazione. Il caso in esame è il n. 46470/11, «Adelina Parrillo vs. Italia».

Parrillo è vedova da oltre dieci anni di Stefano Rolla, deceduto nell’attentato di Nasiriyah, col quale aveva concepito in vitro 5 embrioni crioconservati in un ospedale di Roma. A seguito della morte del proprio compagno, ha quindi chiesto nel 2005 di “donarli alla scienza”. Per asserire la validità di questa sua opzione, in Italia proibita dalla legge 40 che all’articolo 13 vieta la distruzione di ogni embrione in provetta perché «soggetto titolare di diritti», la donna ha rimarcato il suo diritto di proprietà sugli embrioni concepiti e ha evidenziato la qualificazione dell’embrione come “una cosa”. Nel ricorso, inoltre, si sostiene che gli embrioni erano stati prodotti prima dell’entrata in vigore della legge 40. Continua a leggere

Così la Corte costituzionale tratta il figlio come oggetto

Corte Costituzionale

 di  Alfredo Mantovano
 
Nella sentenza della Corte costituzionale sulla fecondazione eterologa – la n. 162 del 9 aprile, depositata due giorni fa – ci sono delle affermazioni di principio, delle enunciazioni di limiti e delle indicazioni di prospettiva.

Riservandomi di tornare sui limiti del ricorso all’eterologa ricavabili dalla pronuncia della Consulta e su che ciò che potrà accadere in applicazione di essa, mi soffermo oggi sulle dichiarazioni di principio. Una prima lettura ne fa individuare tre, che ricavo da altrettanti passaggi della sentenza:

 a. la scelta di una coppia sterile o infertile di utilizzare la tecnica di Pma-procreazione medicalmente assistita eterologa coincide, secondo la Consulta, con la scelta “di diventare genitori e di formare una famiglia che abbia anche dei figli”. Continua a leggere

Ma il figlio non è un diritto

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«Diventare genitori e formare una famiglia che abbia dei figli» è «espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi». Il nucleo essenziale delle motivazioni con le quali la Corte Costituzionale, lo scorso 9 aprile, ha dichiarato illegittimo il divieto di fecondazione eterologa in Italia, previsto dall’articolo 4 comma 3 Legge 40/2004, è in queste parole. Che però – al di là dell’entusiasmo con cui sono state accolte da alcuni – sollevano un dubbio a dir poco inquietante, e cioè quello per cui, da soggetto quale è, il figlio possa essere considerato oggetto. Il dubbio, insomma, che esista, sia pure limitato a talune coppie, una sorta di “diritto al figlio”.

Per la verità già l’ammissione, da parte del nostro ordinamento, al ricorso della pratica della fecondazione extracorporea, purtroppo, alimentava questo sospetto. Continua a leggere

La Cei sulla fecondazione eterologa: i desideri non sono diritti

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La decisione della Corte Costituzionale, verso il cui operato si conferma il necessario rispetto, entra nel merito di una delicata esperienza umana. Il desiderio di avere un figlio è profondo ed indiscutibile e merita il massimo rispetto e la più delicata comprensione. In attesa di conoscere le relative motivazioni della Corte Costituzionale è peraltro doveroso segnalare alcuni nodi problematici che suscitano dubbi e preoccupazioni, sotto il profilo antropologico e culturale.

In primo luogo viene affermato un non meglio precisato “diritto al figlio” o “diritto alla genitorialità”, col rischio di confondere o, peggio, identificare il piano dei desideri con il piano dei diritti, sottacendo che il figlio è una persona da accogliere e non l’oggetto di una pretesa resa possibile dal progresso scientifico. Continua a leggere

Così è stata “decostruita” la legge 40

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Divieto di produzioni di più di tre embrioni: rimosso con sentenza della corte costituzionale 151/2009

Obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti: rimosso con sentenza della corte costituzionale 151/2009

Divieto di diagnosi pre-impianto per le sole coppie infertili: rimosso con sentenza del Tar Lazio 2008 (Linee Guida)

Divieto di accesso alle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche: sentenza di condanna della Corte EDU 29 agosto 2012 nei confronti d’Italia. Decisione eseguita nell’anno 2013. Continua a leggere

Scienza e Vita: Avanza la Babele procreativa

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Comunicato n° 136 del 09 Aprile 2014
 
SCIENZA & VITA: CADUTO IL DIVIETO ALL’ETEROLOGA
AVANZA LA BABELE PROCREATIVA

“Con la sentenza della Corte costituzionale, che travalica la funzione politica del Parlamento su temi complessi che riguardano la società civile e i propri modelli di riferimento culturali, prosegue lo smantellamento progressivo a mezzo giudiziario della legge 40. Una normativa forse da rivedere dopo dieci anni, ma che ha avuto il merito di porre un quadro di riferimento scientifico ed etico in tema di procreazione assistita”, commentano Paola Ricci Sindoni e Domenico Coviello, Presidente e copresidente nazionali dell’Associazione Scienza & Vita. Continua a leggere