Il nostro cuore desidera l’Infinito

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di Giovanni Fighera
 
Pochi autori sono stati così lucidi nel descrivere la natura del nostro animo, assetato di una felicità piena, assoluta, infinita. Esso può essere paragonato ad un recipiente «capace» di infinito (capax è il termine latino per indicare la capacità di contenere),  perché non è mai colmo: puoi, infatti, riempirlo di bevande differenti in continuazione, ma il liquido non giungerà mai all’orlo del contenitore. Quante volte facciamo l’esperienza di avere apparentemente colmato il nostro desiderio di felicità, ma subito dopo l’esperienza dell’amarezza e della tristezza si fa largo. Questa peculiarità è tipica soltanto dell’uomo. Leopardi scrive nello Zibaldone «Tutto è o può essere contento di se stesso eccetto l’uomo,  il che mostra che la sua esistenza non si limita a questo mondo, come quella dell’altre cose». Noi uomini siamo «miseri inevitabilmente ed essenzialmente per natura nostra […]. Cosa la quale dimostra che la nostra esistenza non è finita dentro questo spazio temporale come quella dei bruti». Continua a leggere

Il bellissimo saluto di fine corso universitario di questo docente di matematica

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(dal sito UCCR)
 
Ultimo giorno di lezione all’Università di Bologna, siamo nel Dipartimento di Matematica e il corso è quello di Analisi 1. Per tutto l’anno si è parlato di funzioni, numeri reali, calcolo dei limiti, di derivate e integrali. Ma l’ultimo giorno, lo sa chi ha frequentato l’università, è anche il momento dei saluti e degli auguri, sopratutto se si è vicini al Natale.

Grazie ai diversi video che gli studenti bolognesi hanno caricato su Youtube, si può sbirciare lo speciale saluto che il prof. Carlo Ravaglia, docente di Analisi Matematica, ha voluto fare ai suoi allievi. Abbiamo così scoperto un grande uomo, un maestro nel vero senso della parola che non si limita all’insegnamento tecnico della sua materia, ma sente la responsabilità dell’educatore, di colui che offre ai suoi studenti, prima di salutarli definitivamente, ciò che di più buono ha visto nella vita. «Nella vita», spiega il prof. Ravaglia, «bisogna prendere una posizione e nel mio insegnamento ho chiara una cosa: non può restare solo una trasmissione di nozioni». Continua a leggere

Le ideologie soffocano la persona

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di Giovanni Fighera

Se la natura umana è capacità di Infinito e l’uomo è inquieto (per usare l’espressione di sant’Agostino) finché non lo incontra, quando si dimentica o si mette a tacere il nostro cuore abbiamo l’impressione di sentirci meglio. Ma è solo un’illusione. A detta di Leopardi, in tanti modi l’uomo può assopire o dimenticare la vera natura dell’io. Uno di questi è l’adesione ad un’ideologia.
Il termine «ideologia» può essere utilizzato nell’accezione neutra di Weltanschauung, come spesso compare nei testi scritti o nelle discussioni, ovvero di visione del mondo o pensiero di un autore o personaggio. Nel discorso che seguirà la utilizzeremo, invece, nell’accezione negativa ad indicare un pensiero o un sistema di pensiero pregiudiziale, senza un fondamento di verifica nella realtà. Quindi, lo sguardo ideologico è quella modalità di trattare il reale non partendo dall’osservazione e dal desiderio di conoscenza dello stesso, bensì dall’idea preconcetta che si può già avere. Continua a leggere