Lettera aperta alla CEDU della mamma di un bambino con la stessa malattia di Charlie Gard

Gentili Signori,

Sono la mamma di Emanuele Campostrini, detto “Mele”. Mio figlio ha 9 anni ed è considerato uno dei pittori italiani di maggior talento, spesso paragonato ad altri giovani artisti famosi di tutto il mondo.

Mio figlio è affetto da malattia mitocondriale e da deplezione mitocondriale.

Non può camminare, stare seduto, sostenere il capo, viene nutrito con un sondino nasogastrico e ha bisogno di un ventilatore elettrico per respirare. E’ sordo e parzialmente cieco, ha sopportato migliaia di crisi epilettiche durante tutta la sua vita. Non può piangere, non può ridere….lui ride DENTRO.

Quando eravamo in ospedale i medici lo considerarono in uno stato così grave e con nessuna possibilità di sopravvivenza che ricevette la Cresima con il rito per i bambini in pericolo, o vicini alla morte. Continua a leggere

«La parità scolastica diventi una realtà concreta»

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Pubblichiamo la lettera aperta che 44 parlamentari della maggioranza hanno inviato al premier Matteo Renzi sul tema della buona scuola.
 

Caro presidente, il Piano per la «buona scuola» rappresenta il più importante tentativo di riforma dall’epoca della riforma gentiliana. Per questo rappresenta un’occasione irripetibile per superare lo storico gap della scuola in tema di pluralismo e libertà di educazione. Dall’unità nazionale in poi, si è discriminato l’accesso alla scuola pubblica non statale da parte delle famiglie meno abbienti, si è trasformata una scuola a vocazione comunitaria in una scuola per ricchi e si sono costrette le famiglie che decidono di optare per la scuola non statale a una doppia imposizione, quella della tassazione generale e quella delle rette. Continua a leggere

«Io, convertita dopo tre aborti. Ecco perché dico il rosario davanti alle cliniche»

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(dal sito La nuova Bussola Quotidiana)
 
Quella che segue è la lettera di una donna di nazionalità rumena che da più di vent’anni vive nel nord Italia. La conosco da tempo, ma soprattutto mi è noto il suo travagliato percorso di conversione, passato attraverso l’esperienza dolorosa dell’aborto. Mi ha contattato per far pubblicare una sua lettera aperta al segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino. Quella donna, infatti, è stata colpita dal giudizio rilasciato alQuotidiano Nazionale da parte dello stesso presule (leggi qui), quando ha affermato: «Io non mi identifico con i visi inespressivi di chi recita il rosario fuori dalle cliniche, che praticano l’interruzione della gravidanza». (Gianfranco Amato) Continua a leggere

Malmenato perché pro-life

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Giorgio Celsi, Presidente dell’Associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita”, stava distribuendo volantini davanti all’ospedale San Gerardo di Monza. Lo fa una volta al mese, dopo aver donato il sangue, da oltre quattro anni. Indossa il camice da infermiere e prova a esporre il suo punto di vista.
Lunedì, un uomo di mezza età stava entrando in ospedale. Ma quando ha visto il tavolino in difesa della vita, non ci ha più visto. Ha iniziato insultare Celsi, a spingerlo, a buttare via tutti i volantini. Poi se l’è presa con i cartelli che ha sbattuto per terra. (QUI la notizia).
Il problema, secondo gli agenti intervenuti, è nelle immagini del volantino, che “possono urtare la sensibilità dei passanti”. Ma la precedente aggressione è di appena una settimana fa, a Milano.
Celsi: “Se mi occupassi di salvare i cagnolini maltrattati mi darebbero un premio, ma parlare di aborto è evidentemente un tema scomodo”.
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