“La scuola cambia davvero soltanto se punta su autonomia e parità”

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Il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà: educare non è trasmettere nozioni, ma suscitare curiosità e interesse nello studente.

«In tutto il mondo sul tema dell’educazione si va verso un potenziamento di autonomia e parità. È arrivato il tempo cha anche l’Italia proceda su questa strada con maggior coraggio». Giorgio Vittadini, presidente della Fondazione per la Sussidiarietà ha le idee chiare su come aiutare il nostro Paese.

Nel volume
Far crescere la persona, della Fondazione e da lei curato, si parla di una scuola che fatica a tenere il passo con il mondo che cambia. Quanto fatica?
Direi tanto. Siamo ancora legati a una antica concezione di scuola che deve «trasmettere nozioni». Ma studi scientifici recenti, come quello condotto dall’americano James J.Heckman (pubblicati in un volume in uscita in Italia per il Mulino), hanno dimostrato che il miglior apprendimento non è quello che si basa sul passaggio di nozioni, ma quello che ha la capacità di guardare anche ad altri aspetti della personalità dello studente: la responsabilità, la stabilità emotiva, l’essere coscienziosi, il saper relazionarsi con gli altri, e potremmo continuare. Aspetti che restano nella nostra scuola ancora relegati in un angolo. Anzi spesso questo approccio è stato bollato come «cattolico», ma ora è molto più evidente l’aspetto totalmente laico. Continua a leggere

Il sistema scolastico è plurale ma il ministero non lo sa

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Di seguito il Comunicato del Forum nazionale delle Associazioni Familiari:
 
Nel nostro Paese si sta giocando una partita decisiva per la difesa e la promozione del pluralismo culturale ed educativo. A rischio non è tanto la sopravvivenza delle scuole paritarie ma di un sistema scolastico plurale composto da scuole gestite dallo Stato e da scuole gestite da privati entrambe pubbliche che esercitano insieme un servizio pubblico (Legge 62/2000 firmata Luigi Berlinguer).
Il Forum ha al suo interno associazioni che in modo specifico giocano questa partita (Agesc, Faes, Age, Confederex) e sostiene la presa di posizione pubblica riguardante l’anomalia tutta italiana del bando “SCUOLA AL CENTRO” pensato e definito solo per le scuole e gli alunni di scuola statale. Una presa di posizione sintetizzata nelle tre domande dell’immagine. Continua a leggere

Scuole paritarie, sbloccati i contributi. «Contenti, ma temiamo la burocrazia»

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Il Consiglio di Stato boccia il ricorso Aninsei. Parlano il sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi e l’esperta suor Anna Monia Alfieri

«Sono contenta che finalmente sia arrivata la sentenza del Consiglio di Stato, ma sono preoccupata che i fondi restino ancora impantanati nella burocrazia». Un importante passo avanti è stato fatto per l’erogazione dei contributi statali alle scuole paritarie per l’anno 2015-2016, spiega a tempi.it suor Anna Monia Alfieri, esperta di politiche scolastiche e legale responsabile dell’istituto di cultura e di lingue marcelline a Milano. Venerdì infatti il Consiglio di Stato ha rigettato il ricorso fatto da Aninsei (Associazione nazionale degli istituti non statali di educazione e istruzione). I fondi erano stati momentaneamente congelati in attesa del responso del Consiglio di Stato, mandando in crisi le casse di parecchi istituti alle prese con gli stipendi di agosto. Ora quei fondi potranno essere distribuiti.

I TEMPI TECNICI. Il sottosegretario all’istruzione Gabriele Toccafondi si dice «dispiaciuto di questa situazione», parlando con tempi.it. «Spero che la distribuzione avverrà nel più breve tempo possibile, anche se ci sono dei tempi tecnici da rispettare», aggiunge. Quali siano questi tempi tecnici lo spiega ancora la religiosa: «Adesso il Ministero dovrà dare mandato agli Uffici scolastici regionali. Poi gli Usr dovranno redigere un decreto speciale per distribuirli. E così si perderà tempo prezioso, e io riceverò altre telefonate di dirigenti preoccupati. A ognuno di loro dico sempre di resistere, di non abbattersi e di non pensare affatto di chiudere».  Continua a leggere

Scuola: parità, ma non solo di doveri

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Libertà di scelta delle famiglie, risparmio (reale) per lo Stato e costituzionalità della legge 62/2000. Ecco alcuni punti fermi che con la rinnovata polemica sull’obbligo o meno di pagamento dell’Ici da parte delle scuole paritarie non riescono a trovare spazio nei commenti di questi giorni.

Eppure, la libertà di scelta in campo educativo è sancita dalla nostra Costituzione, là dove all’articolo 30 viene affermato che «è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli».

Parole chiare, che hanno fatto da bussola anche per il cammino terminato con il varo della legge 62/2000, nota con il nome di legge sulla parità scolastica o legge Berlinguer, dal nome del ministro – Luigi Berlinguer – che la condusse in porto, la quale conferma proprio questa libertà, stabilendo che esiste un solo sistema scolastico nazionale, in cui confluiscono istituti statali e istituti non statali paritari. Continua a leggere

Ici per le scuole paritarie. Galantino: sentenza pericolosa

Una “sentenza pericolosa” che limita fortemente “la garanzia di libertà sull’educazione che tanto richiede anche l’Europa”. La pronuncia della Cassazione sugli istituti scolastici religiosi di Livorno che dovranno pagare l’Ici fa insorgere il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino.

Interpellato sulla sentenza monsignor Galantino esprime tutto il suo dissenso e la profonda preoccupazione: “siamo davanti a una sentenza pericolosa. Chi prende decisioni, lo faccia con meno ideologia. Perché ho la netta sensazione che con questo modo di pensare, si aspetti l’applauso di qualche parte ideologizzata. Il fatto è che non ci si sta rendendo conto del servizio che svolgono le scuole pubbliche paritarie”. Continua a leggere

Genitori liberi di scegliere in Italia come in Europa

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Il «buono scuola» strumento di vera democrazia
 
Il dibattito sulla libertà educativa tocca le corde più profonde del nostro stare assieme come cittadini. La scuola, come ricorda spesso Dario Antiseri, ha, tra gli altri, il compito di «costruire menti critiche», ovvero di promuovere una nozione matura di democrazia, in cui la partecipazione non si risolve nella genuflessa sudditanza nei confronti del sovrano di turno, ma diventa attiva condivisione del momento decisionale. Un monopolio burocratico-statale come quello che caratterizza il sistema italiano rappresenta perciò – a parere di chi scrive – uno dei maggiori ostacoli all’esercizio della libertà educativa, in forza della quale si manifesta la prima e fondamentale forma di esercizio della sovranità da parte dei cittadini. Eppure, a distanza di anni, nessun passo avanti significativo è stato ancora compiuto nel nostro Paese nella direzione della libertà educativa dove, come afferma ancora Antiseri, «le scuole libere sono libere esclusivamente di morire». Continua a leggere

Buona scuola, la svolta del costo standard

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(da Avvenire, 8.03.15)​
 
Due parole: costo standard. Ma anche una «formula» che potrebbe far superare una contrapposizione dura a morire, anche in presenza di una legge (la 62 del 2000), che sancisce la nascita di un unico sistema scolastico nazionale con differenti gestori. Stiamo parlando della parità scolastica, che in queste ultime settimane è tornata sotto i riflettori dopo la decisione del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini di individuare uno strumento con il quale riconoscere la libertà di scelta in campo educativo, nell’ambito del provvedimento sulla buona scuola.

Nel testo che dovrebbe vedere la luce martedì, infatti, troverà spazio la possibilità di detrazioni fiscali per le spese sostenute dalle famiglie, a iniziare dalle rette pagate per l’iscrizione alle scuole paritarie, parte integrante del sistema scolastico nazionale. Continua a leggere

Salta decreto per le agevolazioni fiscali per le scuole paritarie. Sempre più a rischio la libertà di scelta scolastica

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Lettera di una mamma al Presidente del CdM Matteo Renzi
 
Caro Presidente,

per essere genitori non basta vestire, dar da mangiare, curare i propri figli. E’ anzitutto proponendo loro quelli che sono i nostri valori, i valori in cui crediamo ed invitando loro ad una verifica di quello che proponiamo, l’unico modo con cui li amiamo realmente.

Le racconto brevemente quello che mi é successo l’altro giorno con la mia primogenita che é tornata da casa e mi ha detto: mamma non voglio più accontentarmi! Io voglio essere felice e ti chiedo se é troppo sacrificio per voi poter tornare a frequentare la scuola paritaria anche per il Liceo. Continua a leggere

«La parità scolastica diventi una realtà concreta»

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Pubblichiamo la lettera aperta che 44 parlamentari della maggioranza hanno inviato al premier Matteo Renzi sul tema della buona scuola.
 

Caro presidente, il Piano per la «buona scuola» rappresenta il più importante tentativo di riforma dall’epoca della riforma gentiliana. Per questo rappresenta un’occasione irripetibile per superare lo storico gap della scuola in tema di pluralismo e libertà di educazione. Dall’unità nazionale in poi, si è discriminato l’accesso alla scuola pubblica non statale da parte delle famiglie meno abbienti, si è trasformata una scuola a vocazione comunitaria in una scuola per ricchi e si sono costrette le famiglie che decidono di optare per la scuola non statale a una doppia imposizione, quella della tassazione generale e quella delle rette. Continua a leggere

Paritarie, spunta la detrazione delle rette

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di Paolo Ferrario

Nella settimana che porterà, venerdì, all’emanazione del decreto del governo sulla Buona scuola, qualcosa si muove anche per le paritarie, finora sostanzialmente dimenticate dalla riforma. Allo studio del ministero dell’Istruzione c’è la possibilità di inserire nel testo la detrazione fiscale delle rette che pagano i genitori. Al dossier sta lavorando da tempo il sottosegretario Gabriele Toccafondi, che ha già ottenuto il via libera, anzi, il convinto appoggio dello stesso ministro Stefania Giannini. Questi giorni saranno utilizzati per affinare la proposta che poi sarà sottoposta al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, cui spetterà l’ultima parola. Una decisione cui guardano con attenzione (e speranza) le famiglie del milione e 200mila studenti che frequentano le scuole paritarie, dalla materna alle superiori. Continua a leggere

Con Renzi un’altra spinta statalista

Pubblica amministrazione

 di Robi Ronza
 
C’è un’enorme e preoccupante contraddizione tra i lodevoli obiettivi di fondo dell’ambizioso progetto politico di Matteo Renzi e i mezzi che sta usando per raggiungerli. Già lo si era potuto bene cogliere nei giorni scorsi leggendo la documentazione già disponibile riguardo al suo progetto di riforma generale della pubblica amministrazione. E tanto più lo si è visto sabato ascoltando il suo discorso all’Assemblea nazionale del Partito democratico.

In modo chiaro e diretto l’uomo promette di impegnarsi sinceramentein un programma di rinnovo complessivo della vita pubblica del nostro Paese fondato sulla liberazione di energie civili e sociali cui un vecchio ordine costituito ormai sclerotico impedisce di emergere. E avvalendosi di uno stile oratorio molto efficace lo fa in un modo libero e informale che conquista il pubblico. Quando però – al di là del simpatico turbine di coriandoli e stelle filanti che Renzi non smette mai di far roteare attorno a sé – si vanno a vedere i mezzi coi quali intende raggiungere i fini che promette, ecco apparire la vecchia maschera  di uno statalismo ormai datato. Continua a leggere

Cardinale Bagnasco: No a concezione statalista della scuola

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“Nessuno Stato può pretendere che la scuola sia appannaggio dello Stato” perché “sarebbe una concezione statalista”. Lo ha detto ieri pomeriggio il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, al suo arrivo alla convocazione diocesana delle famiglie che si è svolta presso il Palasport di Genova. Parlando del raduno che si svolgerà il 10 maggio a Roma, il cardinale ha anche ricordato che per la scuola paritaria esiste un problema di risorse. Ma, ha sottolineato, “lo Stato può essere veramente democratico quando accetta che più soggetti possano gestire la scuola, dentro a un quadro unitario di cui è garante lo Stato”. Il cardinale ha poi ricordato “la libertà dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni” sottolineando che questa “è una libertà insostituibile che deve essere in tutti i modi difesa e promossa”. “La scuola, come agenzia educativa – ha concluso -, è importante e si affianca alla famiglia, non la può mai sostituire”. Continua a leggere

Un paese smarrito, la speranza di un popolo

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di Donata Fontana

Ancora un Appello? Un altro? Data la frequenza con cui si firmano e si licenziano appelli, quello preparato dall’Osservatorio Cardinale Van Thuân e pubblicato da Cantagalli – 86 pagine stringate, linguaggio tagliente, nessuna concessione alla retorica – può essere considerato con fastidio. Sarebbe però un peccato. Già il titolo ne mette in evidenza la novità e l’importanza: “Un Paese smarrito e la speranza di un popolo. Appello politico agli italiani”.

La storia ci ha finora detto che nei grandi momenti di difficoltà, nelle fasi di passaggio in cui per accidia non ci si stacca dal passato anche se percepito ormai come troppo stretto e per stanchezza non si ha la forza di progettare il futuro, i cattolici hanno sempre dato il meglio di sé, animando la rinascita della nazione. Continua a leggere

Scuola: Roccella – Pagano “no all’esproprio educativo dei figli”

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«L’Unar vuole indottrinare i ragazzi e il governo tace». Un ddl presentato dai due parlamentari Ncd chiede che nelle scuole non possa entrare nulla senza il consenso scritto dei genitori.

Oggi gli onorevoli Alessandro Pagano ed Eugenia Roccella (in foto) hanno presentato un disegno di legge sulla libertà di educazione. Nel corso di una conferenza stampa hanno spiegato quale fosse la loro posizione dopo la risposta data dal governo all’interpellanza, sottoscritta da 45 parlamentari, sull’Unar (Ufficio anti discriminazioni razziali). Il governo, hanno detto i due esponenti di Ncd, deve fare chiarezza sulla diffusione dell’ideologia gender nelle scuole, dicendo «quale sia il ruolo e la competenza di questo organismo fazioso», che «ha diffuso nelle scuole i libretti Educare alla diversità». Continua a leggere

La Famiglia è la prima responsabile dell’educazione

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di Paolo e Luca Tanduo

La teoria del gender è ormai diffusa con ogni mezzo, dalle tv agli articoli di giornali, ma è soprattutto in ambito scolastico che sta assumendo un proprio formato propagandistico con la scrittura e diffusione di libri e spettacoli per bambini. Tale campagna informativa denominata “Tante diversità, Uguali diritti“ che propone linee d’intervento in attuazione della “Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere” è stata approvata il 29 aprile 2013 dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (U.N.A.R.), ente governativo istituito all’interno del Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Continua a leggere

Scuole paritarie, si apre uno spiraglio

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di Anna Monia Alfieri*

Novità per le scuole paritarie del nostro Paese? Si può finalmente sperare di toglierle dall’emarginazione che le caratterizza? Sono scuole dichiarate pubbliche e, appunto, “paritarie” alle scuole statali dalla Legge 62/2000, ma i genitori che le scelgono sono costretti a versare una retta scolastica. Tutto ciò nonostante la Costituzione riconosca il diritto alla libertà di scelta educativa da parte delle famiglie (art. 30) e la libertà d’insegnamento (art. 33). L’Europa ha sollecitato l’Italia a dare attuazione al dettato costituzionale con due risoluzioni, rispettivamente del 1984 e del 2012. Fino ad oggi inutilmente.

Ma ora vi sono novità. Vengono dalla bozza del decreto per l’esenzione dall’IMU degli enti non commerciali e dalle dichiarazioni del nuovo presidente del Consiglio Renzi nonché del ministro all’Istruzione Stefania Giannini. Continua a leggere

Istruzione, un costo standard dello studente

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di Marianna Ninni

 «Fondamentale garantire la libertà di scelta educativa» sono le parole della neo Ministro all’Istruzione Stefania Giannini che in diversi recenti interventi rilasciati alla stampa ha sottolineato alcuni degli aspetti su cui è importante intervenire per riassestare un sistema, quello educativo, da troppo tempo abbandonato a se stesso.

Investire nella ricerca, affrontare l’emergenza dell’edilizia scolastica, agire sulla valutazione per riconoscere il merito, riconoscere piena dignità alla scuola paritaria ci paiono sicuramente dei buoni punti di partenza purché non si resti incastrati nella retorica delle belle intenzioni che restano solo tali. Perché per migliorare il sistema scolastico italiano c’è bisogno di far sì che le idee si concretizzino in comportamenti in grado di apportare dei reali cambiamenti e favorire la convivenza di due realtà che fino ad oggi appaiono solo in contrasto e perenne competizione.  Continua a leggere

La più grande rivoluzione politica: la libertà di educazione

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Intervista con mons. Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste e presidente dell’Osservatorio Cardinale Van Thuân

(di Stefano Fontana, Zenit.org, 8.02.14)

Eccellenza, è quasi d’obbligo dedicare questa riflessione alla scuola, per due motivi. Prima di tutto per il Messaggio che voi Vescovi del Triveneto avete pubblicato nei giorni scorsi a proposito proprio dell’educazione (vedi il numero scorso di Vita Nuova, settimanale della diocesi di Trieste). Secondariamente perché la Chiesa italiana si prepara all’incontro del prossimo 10 maggio con Papa Francesco proprio sulla scuola. Al centro c’è il problema della libertà di educazione delle famiglie.

Mons. Giampaolo Crepaldi: Parlo volentieri della scuola. L’emergenza educativa era stata segnalata con grande preoccupazione da Benedetto XVI. Continua a leggere

La nuova autorità morale: l’Onu

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di Elisa Calessi

Sono allergica a complotti e complottisti. Fino a qualche giorno fa, sentendo parlare di organismi internazionali impegnati a diffondere teoria gender, seguita dalla triade matrimoni gay, adozioni gay, maternità surrogata, reagivo perplessa. Per capirci: sì vabbè, ma non esageriamo.

Ultimamente, però, comincio a ricredermi. Leggo sul Foglio dell’educazione sessuale che viene impartita nelle scuole francesi, fin dagli asili, fatta di lezioni su masturbazione, conoscenza dei genitali maschili e femminili, metodi contraccettivi, gravidanze precoci. Leggo che in 30 asili svizzeri sono arrivati modellini-pupazzo con la forma dei genitali maschili e femminili che vengono dati a bambini di due anni per spiegare loro come ci si riproduce, come si prende piacere eccetera. Ripeto: bambini di due anni. Continua a leggere

Può il Ministero educare gli alunni senza il consenso dei genitori?

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Lo scorso martedì 14 gennaio, nella seduta parlamentare n.151, gli onorevoli Gianluigi Gigli, Lorenzo Dellai e Mario Sberna hanno presentato una interpellanza urgente al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, per segnalare irregolarità e violazioni messe in atto dai programmi dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (U.N.A.R.), in merito a programmi educativi basati sugli orientamenti sessuali di lesbiche, gay, bisessuali e trans (LGBT).

Gli onorevoli rilevano che il documento denominato Strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere è stato adottato successivamente alle dimissioni del Governo Monti ed in regime di ordinaria amministrazione, “senza essere stato sottoposto alla valutazione e al dibattito parlamentare”. Continua a leggere

La divisione nel centrodestra è anche morale

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di Riccardo Cascioli

La situazione politica italiana sta vivendo un rimescolamento senza precedenti, al punto che sembra impossibile neanche prevedere come potrà presentarsi il quadro politico fra due-tre mesi. Dopo la scissione del Pdl e quella di Scelta Civica – come scriveva ieri il nostro Ruben Razzante – potrebbe toccare ora al Pd, le cui primarie se appaiono scontate per il nome del vincitore potrebbero però generare importanti abbandoni. E’ un sommovimento che non lascerà indenne il governo che già in questi giorni dovrà far fronte alle ormai scontate dimissioni del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, travolta dal caso Ligresti e dalle intercettazioni ormai di pubblico dominio.

Indubbiamente però per le cose che ci stanno a cuore la vicenda del Pdl è quella che interessa maggiormente. Continua a leggere

Caffarra: «Lo Stato viola il patto sociale quando tartassa i cittadini e spreca i loro soldi»

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Davanti alla Guardia di Finanza, il cardinale denuncia l’«egoismo pubblico» che produce tasse troppo elevate, spese esorbitanti, burocrazia eccessiva. E mancata parità scolastica.
 
Come ogni anno, il cardinale Carlo Caffarra ha celebrato ieri a Bologna davanti ai militari della Guardia di Finanza una Messa in occasione della festa di san Matteo apostolo, patrono delle Fiamme Gialle. Ma se nelle passate occasioni – nota il sito di Repubblica Bologna – l’arcivescovo del capoluogo emiliano aveva condannato l’evasione fiscale come un peccato, questa volta ha voluto ricordare che anche lo Stato spesso e volentieri viola il “patto sociale” che sta alla base del sistema fiscale, macchiandosi di colpe non meno gravi di quelle dei furbetti delle tasse. Continua a leggere

Da Scamarcio alla Golino, ecco la sfilata dei Vip anti paritarie a Bologna. Tutta gente “ferratissima” sul mondo scuola

Photocall del film Miele al  Festival del cinema di Cannes

Accorrono tutti a sostenere il referendum per abolire i finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia. Però non dicono una parola sui finanziamenti pubblici a giornali, teatri, film, tv.

Guardando alla corsa di tanti Vip nel sottoscrivere il manifesto del referendum di Bologna, per abolire i finanziamenti comunali alle scuole dell’infanzia paritarie private, vien da chiedersi cosa li spinge a impegnarsi con tanta decisione in questa battaglia politica.
A Stefano Rodotà, Andrea Camilleri, Angelo Guglielmi, Sabina Guzzanti, Carlo Freccero, Moni Ovadia, Ivano Marescotti, Corrado Augias e altri, in questi giorni si sono aggiunti Riccardo Scamarcio, Neri Marcorè, Michele Serra, Philippe Daverio, Amanda Sandrelli. Evidentemente, tutte persone ferratissime sull’organizzazione di un sistema scolastico moderno, e, in particolare, sul sistema integrato delle scuole dell’infanzia del Comune di Bologna. Continua a leggere

Scuola paritaria, risposta a Stefano Rodotà

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A Bologna il 26 maggio si terrà un referendum sul finanziamento delle scuole paritarie. Il quesito è fazioso: “Vuoi utilizzare le risorse del comune per le scuole comunali e statali (a) o per le scuole paritarie e private (b)?” Come se non ci fosse differenza tra scuole paritarie e semplicemente private; come se le scuole comunali non fossero paritarie; e come se scuole comunali, statali e paritarie non fossero scuole pubbliche. Si taglia con l’accetta, e via andare. Continua a leggere

Referendum Bologna contro le paritarie, Bagnasco e Caffarra: «Fanno risparmiare lo Stato»

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Sul referendum contro i finanziamenti del Comune di Bologna alle materne paritarie promosso dai grillini interviene la Conferenza dei vescovi italiani con il suo numero uno, Angelo Bagnasco, che non esita a definire “pretestuoso” il riferimento all’articolo 33 della Costituzione come perno della consultazione. Nella relazione al convegno che si tiene oggi a Roma “La Chiesa per la scuola”, Bagnasco parla di una «malintesa concezione del pubblico» che va a braccetto con l’immagine di una «Chiesa, ritenuta oggetto di privilegi che sottraggono energie alle risorse comuni; le scuole cattoliche, infatti, rappresentano il 70% delle scuole paritarie. Simili posizioni non considerano il contributo sociale delle numerose scuole gestite da enti ecclesiastici o non statali, oltre al risparmio economico – e non lo spreco di risorse – che esse portano alla collettività», dice il presidente della Cei. Continua a leggere

Alla parola “educazione” occorre connettere strutturalmente la parola “libertà”

Sabato 13 aprile, alla presenza dell’Arcivescovo, si è svolta la 31ª edizione della marcia non competitiva della scuola cattolica paritaria “Andemm al Domm”. Al termine della manifestazione, il cardinale Scola ha rilasciato l’intervista che vi proponiamo:

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Libertà di educare secondo Papa Francesco

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Prosegue l’approfondimento della Nuova Bussola Quotidiana sulla libertà d’educazione in vista del referendum “pilota” del 26 maggio a Bologna, contro le scuole paritarie. Il giudizio del Papa, espresso in questi anni da Buenos Aires, non ammette dubbi: lo Stato e le autorità pubbliche «devono sostenere le scuole cattoliche, la cui identità culturale si radica in Gesù Cristo», e favorire «la loro profetica opzione educativa».
 
Cosa pensasse il Cardinal Bergoglio, Primate d’Argentina, e I suoi confratelli dell’America Latina della libertà d’educazione, è facilmente rinvenibile in quel mirabile documento conclusivo della V Assemblea Generale della CEAL, tenutasi ad Aparecida nel maggio del 2007. Continua a leggere

Finanziare le paritarie è meglio per tutti, lo dice la Svezia

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 La qualità educativa dipende dall’autonomia delle scuole, lo ha mostrato anche un recente studio inglese. Lo Stato ha dunque tutto l’interesse di garantire anche alle scuole paritarie la loro autonomia economica, finanziandole come avviene nel resto del mondo occidentale.

A Boston, ad esempio, è stato realizzato un interessante studio che valuta la relazione tra la libertà educativa e la qualità dei risultati dell’insegnamento medio. Un team di professori ha comparato i risultati delle charter schools, gestite da genitori e simili agli istituti scolastici parificati spagnoli e di quelle quelle pubbliche nello Stato del Massachusetts. Continua a leggere

Studiare è un lusso

“Devo dire con amarezza che i cattolici impegnati nei due schieramenti non hanno fatto un solo gesto per riaprire la questione della libertà di educazione. Eravamo giunti a ottenere che il sistema scolastico non fosse più considerato doppio (pubblico-privato) ma unico: un sistema scolastico pubblico all’interno del quale potevano convivere la forma statale e quella paritaria. Mentre oggi siamo al tracollo, basti pensare che le scuole private sono inserite nel redditometro come bene di lusso. Dalla dichiarazione dei redditi si possono detrarre le spese veterinarie ma non le rette scolastiche”.

[Mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro, Intervista su “Il Foglio” 31.08.12]

Miur: le scuole private fanno risparmiare 6 miliardi all’anno

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L’esenzione dall’IMU delle scuole paritarie ha riacceso un dibattito ormai antico: l’affidabilità delle scuole paritarie rispetto a quelle statali, e il senso dei loro costi per lo Stato. Il Ministero dell’Istruzione (Miur) ci dà dati utili per capire qual è la realtà: in Italia, il 74,6% delle scuole totali è costituito di scuole statali, 56.789 unità che accolgono l’87,6% degli alunni. Le scuole paritarie sono il 24,1%, 13.670 unità. Di queste, circa 8000 (il 41% delle paritarie totali) sono scuole dell’infanzia, 1500 le primarie, quasi 700 le secondarie di primo grado e circa 1500 le secondarie di secondo grado. Gli alunni che frequentano le paritarie sono il 10% della popolazione scolastica totale, che in tutto è 8.960.000 unità. Continua a leggere

Parità scolastica: un sogno che farebbe bene a tutto il sistema scolastico e allo Stato…

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Alcune buone ragioni per favorire la vera parità tra scuola Statale e scuola paritaria non statale:

Permettere a tutte le famiglie, anche ha chi non ha grandi possibilità economiche, di scegliere l’educazione dei propri figli (…che sarebbe un diritto naturale, nonchè garantito dalla Costituzione).

Favorire una sana concorrenza sulla qualità dell’offerta formativa. La scelta non sarebbe più vincolata alle possibilità economiche, ma solo alla qualità della scuola: di ciò beneficerebbero anche le scuole Statali, uscendo da un sistema che attualmente, indipendentemente dalla qualità dell’offerta, gli garantisce l’utenza di tutte le famiglie vincolate dalla mancanza di risorse economiche.  Continua a leggere

Scuole paritarie, un affare per lo Stato

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Il pregiudizio non è facile da scalzare, perché, come dice la parola stessa, è “pre”…Così, anche di fronte alle più luminose evidenze, spesso non si cambia parere. Questo vale (nel nostro paese, poi, in modo particolare) anche per la questione della scuola paritaria, che, a dispetto dei numerosi dati a suo favore messi a disposizione dell’opinione pubblica in questi ultimi anni, continua ad essere denigrata ad ogni piè sospinto. Ma noi non siamo disposti a demordere, così tentiamo ancora una volta di fare chiarezza; quella chiarezza che i polveroni mediatici –come quello sollevato in questi giorni dalle dichiarazioni del Presidente del Consiglio “contro” la scuola pubblica – sistematicamente oscurano….

In Italia (dati statistici MIUR) esistono oggi poco più di 13mila scuole paritarie, in gran parte (quasi l’86%) gestite da enti non-profit, sia di origine religiosa che laica. Continua a leggere

Disparità nel sistema scolastico italiano

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di Luigi Illiano, Il Sole 24 Ore
 
Il problema non è di rapporto tra Stato laico e Chiesa cattolica, è in gioco il diritto all’istruzione
 
Il conto è semplice. Lo Stato spende oltre 6.500 euro all’anno per alunno, dalle elementari alle superiori. Mentre per ogni studente delle paritarie la cifra statale erogata è di 500 euro. La differenza è di 6mila euro. È proprio questa disparità di trattamento a provocare le proteste del circuito privato, che raccoglie circa un milione di ragazzi. In sostanza, i responsabili degli istituti paritari chiedono di ricevere tanto quanto lo Stato spende per ogni alunno che frequenta la scuola statale, considerando che le scuole paritarie forniscono –di fatto– un servizio equivalente. Continua a leggere

Scuola: La libera scelta fa risparmiare allo Stato 5,5 miliardi di euro

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[Articolo tratto da il Sussidiario.net]
 
Più di sei miliardi di euro: tanto dovrebbe spendere lo Stato se tutti gli iscritti alle scuole private dovessero da oggi a domani passare alle scuole statali. Il dato impressionante era stato presentato in un dossier dell’AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattolichelink) come promemoria per i lavori di preparazione dell’ultima finanziaria. Continua a leggere