Scuola: parità, ma non solo di doveri

scuola375_ves_47031869_300

Libertà di scelta delle famiglie, risparmio (reale) per lo Stato e costituzionalità della legge 62/2000. Ecco alcuni punti fermi che con la rinnovata polemica sull’obbligo o meno di pagamento dell’Ici da parte delle scuole paritarie non riescono a trovare spazio nei commenti di questi giorni.

Eppure, la libertà di scelta in campo educativo è sancita dalla nostra Costituzione, là dove all’articolo 30 viene affermato che «è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli».

Parole chiare, che hanno fatto da bussola anche per il cammino terminato con il varo della legge 62/2000, nota con il nome di legge sulla parità scolastica o legge Berlinguer, dal nome del ministro – Luigi Berlinguer – che la condusse in porto, la quale conferma proprio questa libertà, stabilendo che esiste un solo sistema scolastico nazionale, in cui confluiscono istituti statali e istituti non statali paritari. Continua a leggere

Genitori liberi di scegliere in Italia come in Europa

Scuola_46427528

Il «buono scuola» strumento di vera democrazia
 
Il dibattito sulla libertà educativa tocca le corde più profonde del nostro stare assieme come cittadini. La scuola, come ricorda spesso Dario Antiseri, ha, tra gli altri, il compito di «costruire menti critiche», ovvero di promuovere una nozione matura di democrazia, in cui la partecipazione non si risolve nella genuflessa sudditanza nei confronti del sovrano di turno, ma diventa attiva condivisione del momento decisionale. Un monopolio burocratico-statale come quello che caratterizza il sistema italiano rappresenta perciò – a parere di chi scrive – uno dei maggiori ostacoli all’esercizio della libertà educativa, in forza della quale si manifesta la prima e fondamentale forma di esercizio della sovranità da parte dei cittadini. Eppure, a distanza di anni, nessun passo avanti significativo è stato ancora compiuto nel nostro Paese nella direzione della libertà educativa dove, come afferma ancora Antiseri, «le scuole libere sono libere esclusivamente di morire». Continua a leggere

Scuola, due cose da fare subito per le paritarie

Due cose da fare subito per le paritarie

Le risorse, è noto, sono poche, e il governo è tirato per la giacchetta da tutte le parti… Una cosa però, è certa: alla luce del documento “La Buona Scuola” presentato nei giorni scorsi dal governo, la Legge di stabilità 2015 rappresenta l’occasione per verificare se le buone intenzioni dichiarate potranno tradursi in azioni concrete per un effettivo sviluppo del nostro sistema nazionale di istruzione. In modo particolare, sarà il banco di prova per accertare se il ruolo assolutamente marginale ricoperto dalla scuola paritaria nel citato documento è una scelta voluta, rigurgito di una obsoleta avversione ideologica che finirebbe per emarginarci ancora di più dal resto dei paesi europei, o una semplice e innocente disattenzione.

Sin dall’inizio del suo mandato, il presidente del Consiglio Renzi ha sottolineato la necessità di una forte attenzione al fattore educativo e la centralità di una scuola “che sviluppi nei ragazzi la curiosità per il mondo e il pensiero critico, che stimoli la loro creatività e li incoraggi a fare cose con le proprie mani”. Se questo è davvero ciò che interessa, non è possibile trascurare l’importante contributo offerto dalle scuole paritarie. Continua a leggere

Scuole paritarie, si apre uno spiraglio

img-_innerArt-_foto_facciata_100_anni

di Anna Monia Alfieri*

Novità per le scuole paritarie del nostro Paese? Si può finalmente sperare di toglierle dall’emarginazione che le caratterizza? Sono scuole dichiarate pubbliche e, appunto, “paritarie” alle scuole statali dalla Legge 62/2000, ma i genitori che le scelgono sono costretti a versare una retta scolastica. Tutto ciò nonostante la Costituzione riconosca il diritto alla libertà di scelta educativa da parte delle famiglie (art. 30) e la libertà d’insegnamento (art. 33). L’Europa ha sollecitato l’Italia a dare attuazione al dettato costituzionale con due risoluzioni, rispettivamente del 1984 e del 2012. Fino ad oggi inutilmente.

Ma ora vi sono novità. Vengono dalla bozza del decreto per l’esenzione dall’IMU degli enti non commerciali e dalle dichiarazioni del nuovo presidente del Consiglio Renzi nonché del ministro all’Istruzione Stefania Giannini. Continua a leggere

Riforma scuola, tre punti per iniziare

img-_innerArt-_scuola_paritaria_elementare-jpg-crop_display

di Marco Lepore

Durante il suo discorso al Senato, il  nuovo presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha inaspettatamente posto la scuola fra le priorità del Governo. L’ha definita: «Strumento fondamentale per la rinascita del nostro Paese». E ha parlato del «compito struggente e devastante di essere collaboratore della creazione di una libertà, della famiglia e delle agenzie educative».

Non possiamo che condividere tali parole ed esserne lieti; occorre però – come ha giustamente precisato Robi Ronza nel suo articolo “Sfidare Renzi sulla questione educativa” – che il neo-premier tenga presente che i valori e gli obiettivi da lui indicati sono impraticabili e irraggiungibili nel quadro del nostro attuale sistema di istruzione, caratterizzato dal monopolio statale e volto ad a ostacolare la realizzazione di una effettiva libertà di scelta educativa (unico paese nel contesto europeo, insieme alla Grecia).  Continua a leggere

Scuola paritaria più accessibile a tutti

img-_innerArt-_dote-scuola

di Marianna Ninni

“Mantenimento della libera scelta educativa delle persone e delle famiglie, caratterizzazione più marcata delle politiche regionali con introduzione di criteri di premialità, eliminazione della sovrapposizione di finanziamenti nazionali, regionali e di Enti locali”. Sono questi i principi fondamentali su cui, in Lombardia, si fonda la nuova ‘Dote Scuola’ per l’anno scolastico 2014/2015 approvata la scorsa settimana dalla Giunta e dall’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea. Tre gli elementi principali della Dote Scuola su cui sono stati apportati significativi cambiamenti: il Buono scuola, il Contributo per l’acquisto di libri di testo e dotazioni tecnologiche per tutti gli istituti statali, paritarie e regionali, e la frequenza ai percorsi di istruzione e formazione professionale presso le istituzione di formazione accreditate dalla Regione Lombardia. Continua a leggere