I PENSIERI di Blaise Pascal: “Come se Dio esistesse: la scommessa di Pascal”.

Ecco quanto Jean Guitton scrive su I pensieri di Blaise Pascal: «Pascal ha dato […] un esempio del suo metodo tratto dallo studio della natura umana. Consideriamo l’uomo e vediamo le spiegazioni che i saggi hanno dato di quest’essere. Gli uni ne hanno visto la grandezza, l’autonomia, la libertà, la somiglianza con Dio. E non si sbagliano in questo; ma errano quando introducono in qualche maniera un fatale non… che, proclamando o almeno supponendo che la loro osservazione esaurisca l’uomo, il quale non sarebbe che grandezza, che potenza. Della verità che possedevano hanno dunque fatto un errore portandola all’esclusione… Ma guardiamo dall’altra parte. Ecco i loro eterni avversari. Questi dicono che l’uomo è miseria, incertezza, errore, tentennamento, contraddizione, e che la saggezza non sta nel preoccuparsi o nell’indagare, ma nel gustare la vita e il pensiero così come si presentano. È Montaigne e la sua famiglia. Ah! Ma perché non si è accontentato di questa constatazione, senza spingerla all’esasperazione, sino a escludere dall’uomo ogni grandezza?» (J. Guitton, Arte nuova di pensare, edizioni paoline).

L’attenta analisi della condizione esistenziale dell’uomo, del suo bisogno di compimento e della sua tensione all’assoluto è la premessa indispensabile per poter riconoscere che l’uomo non può darsi la felicità da solo, né tantomeno salvarsi da sé. Continua a leggere

Costanza Miriano: l’obbedienza rende liberi

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La giornalista e scrittrice Costanza Miriano porta la sua testimonianza su “Obbedienza e libertà” alla festa “Verso l’Altro”. Ecco un’intervista dove anticipa alcuni temi

Giornalista e scrittrice, Costanza Miriano ha una schiera di seguaci che la seguono e la leggono in continuazione sul suo blog e sui tanti giornali con i quali collabora (Avvenire, Il Timone, Credere, Il Foglio…). Scrive di temi non banali (vita, spiritualità e famiglia…) in aperto contrasto con il pensiero unico che su taluni argomenti sembra ormai avere la meglio. Non le interessa affrontare una battaglia culturale, ma piuttosto preferisce concentrarsi sulla quotidianità e su quello che la quotidianità con le sue gioie e le sue fatiche ci può insegnare. Sposata, ha quattro figli, due maschi e due femmine. Ha pubblicato “Sposati e sii sottomessa (2011)”, che è diventato un caso letterario in Italia, ed è stato tradotto in vari Paesi (tra cui la Spagna dove “Cásate y se sumisa” ha provocato molte polemiche). Poi si è resa conto che era necessario scrivere un altro libro per spiegare alle donne come parlare agli uomini: è nato così “Sposala e muori per lei” (2013). Continua a leggere

Papa Francesco ai giovani: L’amore “concreto”, non da telenovela, è la carta d’identità dei cristiani

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Nel Giubileo dei ragazzi e ragazze, papa Francesco pronuncia un’omelia fatta di domande e risposte ai 70mila presenti. I grandi ideali dell’amore come dono di sé, l’affettività come “voler bene senza possedere”; la libertà come “dono di poter scegliere il bene”. “Guai a un giovane che non osa sognare. Se uno alla vostra età non sogna, se n’è già andato in pensione!”.
 
Città del Vaticano (AsiaNews) – L’amore e “l’amore concreto”; la tenerezza e “la tenerezza concreta”: sono questi la “carta d’identità del cristiano, … l’unico ‘documento’ valido per essere riconosciuti discepoli di Gesù”: sono alcune delle sottolineature che papa Francesco ha rivolto ai circa 70 mila ragazzi e ragazze in piazza san Pietro per il loro Giubileo, iniziato ieri. Più che un’omelia, Francesco ha instaurato un dialogo con la folla dei ragazzi e ragazzi, vestiti di abiti e divise multicolori, con montature di occhiali all’ultima moda e striscioni con i luoghi di provenienza. Continua a leggere

La domanda più importante della storia

Fedor Dostoevskij

di Giovanni Moleri

(da lanuovabq.it 20-02-2016)
 
Con questo articolo iniziamo un itinerario alla scoperta del grande scrittore russo Fedor Dostoevskij e al tema della Bellezza, che investe la condizione di ogni uomo. A guidarci sarà Giovanni Moleri, regista, fondatore e direttore del Teatro dell’Aleph.
 
Che ci stiamo a fare qui, in questo tempo, in questa storia, in quest’attimo destinato a passare e noi con lui? Che senso ha esserci se non si serve a nulla, se si è sempre soprafatti dagli eventi, da potenze e volontà altrui? E ancora che vale soffrire, amare, sperare se ogni cosa pare effimera e disattesa?

È in questo radicale bisogno di senso e di valorizzazione dell’io che si colloca la domanda più importante e più paurosa che la storia contiene in sé: “Dio dove sei?”. È la domanda delle domande. È la domanda senza la quale ogni respiro, ansia, azione, appare inutile o semplicemente concesso all’istinto di sopravvivenza animale. È la radicale profondità dell’uomo e del suo mistero. È su questo livello che l’opera di Dostoevskji s’impegna. Cito a memoria dai suoi diari: «Che vale la vita se non per sondare il mistero profondo che è l’uomo?».   Continua a leggere

Natale non è cosa da “cattolici che fanno i propri doveri”. È un “rivoluzionamento” di tutta la vita

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di Edith Stein
 
Il Bambino divino è diventato il Maestro e ci ha detto che cosa dobbiamo fare. Per permeare tutta una vita umana di vita divina non basta lasciarsi prendere dall’incanto della notte santa
 
Il Mistero del Natale” (testo pronunciato da Edith Stein in occasione di una conferenza tenuta nel 1931, a Ludwigshafen)
 
Dove il Bambino divino intenda condurci sulla terra è cosa che non sappiamo e a proposito della quale non dobbiamo fare domande prima del tempo. Una cosa sola sappiamo, e cioè che a quanti amano il Signore tutte le cose ridondano in bene. E inoltre che le vie, per le quali il Signore conduce, vanno al di là di questa terra. Se mettiamo le nostre mani nelle mani del Bambino divino e rispondiamo con un “sì” al suo “Seguimi”, allora siamo suoi, e libera è la via perché la sua vita divina possa riversarsi in noi. Continua a leggere

Madre Teresa santa, il via libera del Papa

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di Stefania Falasca

L’ok del Papa è arrivato nel giorno del suo compleanno. Francesco ha ratificato questo pomeriggio, giovedì 17 dicembre, il riconoscimento del miracolo attribuito a Madre Teresa di Calcutta e ha disposto di promulgarne il decreto. Si chiude così l’iter del processo super miro per “l’apostola degli ultimi”, che sarà canonizzata con ogni probabilità il 4 settembre, nell’Anno Santo della Misericordia. La data verrà resa pubblica nel prossimo Concistoro. Giusto tre giorni fa, il 15 dicembre, il caso di guarigione straordinaria è stato sottoposto alla valutazione ultima del congresso dei vescovi e cardinali riuniti in Congregazione, i quali dopo aver ascoltato l’esposizione di un “ponente” hanno espresso il loro giudizio pienamente positivo da sottoporre all’approvazione del Papa. È stato questo l’ultimo gradino della procedura di giudizio nella fase romana del processo sul miracolo, iniziato nel giugno di quest’anno nella diocesi di Santos in Brasile e che porterà la beata Madre Teresa agli onori degli altari della Chiesa universale. Continua a leggere

Nuovo studio: l’educazione religiosa è un antidoto contro le dipendenze

dal sito UCCR
 
Di questi tempi educare i figli non è facile, si sa. Lo è ancor di più se l’ambito da educare è quello religioso. Molti, per questa difficoltà, non lo fanno. Anzi, per una sorta di velo di laicità e vago rispetto della libertà del figlio – dicono – delegano allo stesso la scelta di orientarsi, se orientarsi, lasciando così una sorta di “vuoto” educativo che un giorno riempirà da sé, se lo vorrà.

Senza entrare nel merito della questione, in questo senso, ci limitiamo a domandarci: se un genitore educa i propri figli insegnando loro il meglio di ciò che è e sa – segnandolo inevitabilmente nel processo decisionale dello sviluppo, cosa che non appare un problema in tutti gli ambiti, a quanto pare! – perché non lo dovrebbe fare anche nell’ambito religioso? Continua a leggere