Il razzismo prima del razzismo

Soltanto due ideologie, nell’epoca moderna, sono riuscite a conquistare il consenso sufficiente per proporsi come “mondo nuovo”: il socialcomunismo, che si fonda sulla lotta fra le classi, e il nazionalsocialismo, che si basa sulla lotta fra le razze, auspicando un futuro guidato dagli ariani.

Siccome oggi si sta tornando a parlare e a scrivere, spesso a sproposito, di razzismo, torna utile leggere questo piccolo libro scritto nel 1944 dalla studiosa tedesca di origini ebraiche Hannah Arendt (1906-1975), celebre in particolare per le riflessioni sul totalitarismo.

Il testo descrive il “razzismo” prima del “razzismo di Stato” che conquista il potere in Germania nel 1933 grazie alla vittoria elettorale del partito nazionalsocialista e cerca di conquistare il mondo, avviando la Seconda guerra mondiale (1939-1945).
Nella grande confusione intellettuale che domina l’Ottocento, il «pensiero razziale» è semplicemente una delle tante opinioni correnti diffuse nell’epoca che precede, culmina e prosegue la Rivoluzione Francese (1789-1799).

In questi anni, diversi intellettuali manifestano una particolare attenzione alle differenti “razze” umane, attenzione che assume caratteristiche dialettiche che il cristianesimo aveva superato e debellato nel corso dei secoli precedenti, durante l’epoca della Cristianità. Pertanto un mondo storico implode e si formano diversi “partiti”, corrispondenti non soltanto a ideologie, ma anche a classi. Così i nobili emigrati, costretti a lasciare la Francia, pensano e cercano di organizzarsi come “casta separata” in contrapposizione al Terzo Stato e al mito giacobino della nazione, mentre successivamente il “pensiero razziale” si sviluppa in Germania grazie «ai patrioti prussiani e al romanticismo politico» (p. 27). Continua a leggere

La sensibilità ecologica? Nasce nel Medioevo

(UCCR, 6.11.15)
 
Una delle ultime falsità creata durante l’epoca illuminista, e che ancora resiste con forza, è la denigrazione del Medioevo come un periodo “buio”. E’ il potere del luogo comune, delle fiction televisive, dei libri scandalistici a mantenere viva questa immagine che, tuttavia, non ha nulla a che vedere con la realtà.

In quest’epoca, infatti, nacque il metodo scientifico (sotto l’ala della Chiesa), sorsero i primi ospedali (sotto l’ala della Chiesa), vennero fondate le prime università volute o finanziate dai Papi, come Benedetto XIV fece con l’Università di Bologna, favorendo così il primo Istituto di Scienze e donando materiale scientifico di sua proprietà (G. Gandolfi, L’instituto delle Scienze di Bologna, CLUEB 2011, pp. 1-9), per la prima volta le donne poterono assumere posti di responsabilità («ad onta dei luoghi comuni sulle sue chiusure, il Medioevo apriva spazi di presenza femminile ai vertici più alti della gestione della cosa pubblica finanche internazionale, irradiantesi dalle corti e dai monasteri affidati per vicende ereditarie e nobiltà di lignaggio alle loro cure»ha spiegato Angelo Varni, ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Bologna).

Con il Medioevo sono nati la laicità e il liberalismo (consigliamo l’ottimo libro di L. Siedentop, docente di Oxford, “Inventing the Individual: The Origins of Western Liberalism”qui recensito). Nel Medioevo è nata l’Europalo ha ben spiegato il noto semiologo Umberto Eco, curatore di quattordici volumi dedicati a «quest’epoca gloriosa», il cui risultato è «quella che chiamiamo oggi Europa, con le sue nazioni, le lingue che ancora parliamo, e le istituzioni che, sia pure attraverso cambiamenti e rivoluzioni, sono ancora le nostre». E’ opportuno quindi precisare, ha proseguito Eco, «che il Medioevo non è quello che il lettore comune pensa, che molti affrettati manuali scolastici gli hanno fatto credere, che cinema e televisione gli hanno presentato». Continua a leggere

Storia. Inghilterra, il ruolo decisivo del cristianesimo

L’abbazia di Glastonbury

Esce in italiano l’opera del 1934 dello scrittore inglese d’origine francese Hilaire Belloc. Libro singolare sul ruolo decisivo per la civiltà britannica dell’incontro con Cristo
 
(Avvenire, 1.09.18)
 
Il famoso arazzo di Bayeux sarà prestato all’Inghilterra in cambio della stele di Rosetta, scoperta dai francesi ma conservata nel British Museum? Così è stato annunciato a inizio anno da Macron e dalla May durante un vertice franco-britannico. Il “ricamo fumetto” lungo quasi 70 metri e alto 50 centimetri, realizzato nel XI secolo con tutta probabilità a Canterbury, nel Kent, potrebbe dunque tornare in Inghilterra, dopo che le precedenti richieste (nel 1953 per l’incoronazione di Elisabetta e nel 1966 per i 900 anni dalla battaglia di Hastings) erano state respinte perché l’opera era considerata troppo fragile per viaggiare. Il prestito potrà avvenire in ogni caso solo dopo il 2023, dopo il restauro previsto della Tapisserie, e con tutta probabilità la data più idonea potrebbe essere il 2024, nell’ottantesimo anniversario dello sbarco alleato in Normandia.

Come noto, l’arazzo racconta un episodio fondamentale della storia inglese: la conquista del regno da parte di Guglielmo, duca di Normandia, grazie alla battaglia di Hastings del 1066, in cui Aroldo, che prima aveva promesso a Guglielmo di appoggiarlo come successore di Edoardo il Confessore ma che, dopo la morte del re, si era autoproclamato alla guida dell’Inghilterra, era rimasto ucciso. Commissionato nel 1077 dal vescovo Odone, fratellastro di Guglielmo, e destinato ad abbellire la nuova cattedrale di Bayeux, il tessuto ricamato ricorda con varie vignette la vicenda del giuramento e del conflitto. Guglielmo sarà il primo re d’Inghilterra ad essere stato incoronato a Westminster.

L’evento è raccontato con enfasi e drammaticità da Hilaire Belloc nella sua Storia d’Inghilterra, un’opera in due volumi (pagine 386 + 352, euro 25 ciascuno) uscita nel 1934 e ora edita in Italia dall’editrice Oaks. Continua a leggere

Müller: «Amoris laetitia» ortodossa. In linea con dottrina e tradizione

Gerhard Ludwig Muller in una foto d'archivio di Siciliani

Arriva un saggio di Buttiglione con un’ampia introduzione del prefetto emerito della Congregazione per la dottrina della fede. «Possibile la Comunione ai divorziati risposati».
 
di Luciano Moia

(Avvenire, 30.10.17)
 
Basta con le controversie su Amoris laetitia. Basta con gli attacchi al Papa. Basta con le affermazioni secondo cui l’Esortazione postsinodale, con le sue considerazioni a proposito della possibilità concessa di divorziati in nuova unione di accedere ai sacramenti, si porrebbe al di fuori della dottrina e della tradizione.

L’altolà arriva sorprendentemente dal cardinale Gerhard Ludwing Müller, a cui il primo luglio scorso il Papa non ha rinnovato l’incarico come prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Da quel momento il porporato è stato trasformato, suo malgrado, nel capofila di un diffuso malcontento verso il pontificato di Francesco. Ora il nuovo testo su Amoris laetitia scombina i piani e ci dice con la chiarezza di argomentazioni ineccepibili che tra papa Bergoglio e il suo prefetto emerito non c’è alcuna divergenza dottrinale.

Müller ha accettato di scrivere un lungo saggio introduttivo al libro di Rocco ButtiglioneRisposte amichevoli ai critici di Amoris laetitia (Ares, pp. 208, euro 14) che sarà in vendita dal prossimo 10 novembre. Il titolo dell’intervento ne rivela pienamente obiettivi e contenuti: “Perché Amoris laetitia può e dev’essere intesa in senso ortodosso”. Esplicita la tesi fondamentale: «Amoris laetitia non implica nessuna svolta magisteriale verso un’etica della situazione e quindi nessuna contraddizione con l’enciclica Veritatis splendor di Giovanni Paolo II».  Continua a leggere

Con la donna, nel mistero

Con la donna, nel mistero

Nel suo nuovo libro Alessandro D’Avenia ripercorre la storia dell’arte e della letteratura in una prospettiva tutta femminile facendo emergere la forza salvifica dell’amore
 
Recensione di Alessandro Zaccuri

(Avvenire, 28.10.17)
 
Nadežda è unica, ma non è sola. La moglie del poeta russo Osip Mandel’štam, rimasta celebre per aver salvato dalla distruzione, imparandole a memoria, le poesie del marito imprigionato nel gulag, è una delle figure di donna che Alessandro D’Avenia convoca nel suo nuovo libro, Ogni storia è una storia d’amore (Mondadori, pagine 324, euro 20,00, disponibile dal 31 ottobre). Una scelta che potrà apparire sorprendente, questa di ripercorrere la storia dell’arte e della letteratura in una prospettiva tutta femminile, ma che procede in perfetta coerenza rispetto al precedente libro di D’Avenia, L’arte di essere fragili (pubblicato lo scorso anno da Mondadori, che ha in catalogo tutta la produzione dell’autore, e all’origine di un fortunato tour teatrale).

Lì, dopo la trilogia romanzesca inaugurata nel 2010 dal best seller Bianca come il latte, rossa come il sangue e proseguita con Cose che nessuno sa del 2011 e Ciò che inferno non è del 2014, D’Avenia aveva deciso di far coincidere ulteriormente i due aspetti della sua attività, quella del narratore e quella dell’insegnante. Certo, un professore d’eccezione era presente anche nei romanzi, proiezione riconoscibilissima della pedagogia dell’ascolto caratteristica anche del sito http://www.profduepuntozero.it e dei frequenti interventi di D’Avenia su Avvenire. Con L’arte di essere fragilil’autore si era spinto più in là, mettendo letteralmente in scena se stesso in un dialogo – immaginario e documentatissimo – con Giacomo Leopardi. Continua a leggere

Una vita in gioco: Stefano Borgonovo

Baggio_borgonovo_vita_sla

“Una Vita In Gioco” è il titolo di un libro scritto a quattro mani da Mapi Danna e Chantal Borgonovo, moglie del celebre calciatore Stefano, stella del Milan, della Fiorentina, del Como, della Nazionale, prematuramente scomparso a causa della SLA, nel 2013.

Scrivono le autrici che in questo libro si legge «un racconto straordinario, un intreccio tra una magica e granitica storia d’amore, il mondo dorato del calcio e la ferocia della SLA.
Eppure non è un diario di malattia, né una biografia, è un libro che ha la struttura di un romanzo e la potenza di una storia vera, vera e nota». Un libro in cui risalta la «centralità della famiglia come luogo del desiderio, della crescita, della relazione».

Stefano Borgonovo è stato un grande calciatore e un grande combattente nella vita: il «libro è pieno di vita, passione, condivisione, coraggio, è un libro bianco, luminoso e bianco. Senza retorica, senza ripiegamento e compiacimento del dolore, senza enfasi e senza intenti edificanti, senza presunzione, duro e liquido allo stesso tempo». Continua a leggere

La formula del buonumore e i rimedi contro la tristezza

di Giovanni Fighera
 
Siamo talvolta convinti che l’importante sia la sostanza e non la forma. Viviamo in un contesto culturale così ideologico che si privilegia l’idea all’evidenza, il virtuale al reale, il giudizio critico all’arte. Quando si parla di forma sembra che si stia parlando di qualcosa di sovrapposto alla sostanza. Ci siamo scordati che forma e sostanza creano un unicum indissolubile, che i contenuti della poesia non si possono slegare dai versi e dallo stile che lo veicolano, che la profondità di una persona si colgono dal suo sguardo e dalla sua voce.

Ci siamo dimenticati che forma significa carnalità, sorrisi, abbracci, calore umano, cordialità, affabilità. La forma spesso è sostanza, come in una statua in cui la forma dell’opera veicola lo stesso contenuto rappresentato, coincide con esso in modo indissolubile. La parola forma era in latino sinonimo di «bellezza» tanto che formosa voleva dire «bella».

Per questo è bello leggere un libro come La formula del buonumore. Con i 5 rimedi contro la tristezza (Ares edizioni) di Carlo De Marchi, sacerdote che ha studiato l’affabilità in san Tommaso, Tommaso Moro e san Francesco di Sales. In un’opera geniale intitolata Le lettere di Berlicche in cui C. S. Lewis inventa l’espediente di un colloquio epistolare tra demoni, lo zio Berlicche e il nipote Malacoda, scopriamo che denigrare la dimensione allegra della vita e il riso sia una modalità del diavolo di allontanarci dal gusto di vivere. Anche trascurare i piaceri veri, quelli che davvero hanno a che fare con la nostra persona in nome dei piaceri che vanno più di moda, è un espediente adottato dal diavolo perché l’uomo non vada verso Dio, dal momento che l’uomo è portato verso Dio proprio dalle sue vere passioni e dai suoi talenti. Continua a leggere

“L’aborto è guerra, io ho detto stop”

Il ginecologo Massimo Segato è un medico abortista. La pratica delle interruzioni di gravidanza, però, lo ha indotto a un profondo ripensamento. In un libro racconta tormenti e difficoltà della 194
 
Non ci sono credi. Non ci sono ideologie. Non ci sono bandiere. C’è solo il respiro profondo della vita: uno sguardo, un sorriso, un bambino che corre come una promessa di felicità.

E poi c’è lui: il medico abortista che fa il suo lavoro da tanti anni, con scrupolo, con dedizione, senza fanatismi ma con la consapevolezza che il primo dovere di un camice bianco è aiutare le donne in difficoltà. E quando una ragazza si presenta con la pancia nello studio di un ginecologo, qualche volta chiede proprio quello: interrompere la gravidanza. Continua a leggere

Resurrezione, il fatto che scopre Dio. E l’uomo

  «È forse cambiato il destino dell’uomo con i cambiamenti radicali della tecnologia?» si chiede Hadjadj nel magnifico saggio Risurrezione. Istruzioni per l’uso (edizioni Ares). Due secoli fa, a conclusione del Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, Giacomo Leopardi si chiedeva se la questione della felicità umana sarebbe mutata nel momento in cui l’uomo avesse imparato ad errare di giogo in giogo. Di fronte alla vertigine, di fronte al senso di sproporzione che si fatica a reggere,  la tentazione è quella di pensare che il progresso, le nuove acquisizioni tecnico – scientifiche possano risolvere il problema umano: è il mito dello scientismo che tanto imperversava al tempo di Leopardi come imperversa ora.

«Le magnifiche sorti e progressive» dello scrittore Terenzio Mariani corrispondono, infatti, al neopositivismo contemporaneo ben incarnato nella pubblicità di qualche anno fa che recitava «l’ottimismo è il profumo della vita» (nel cui messaggio è ben chiaro che la ragione per cui si deve essere ottimisti è la possibilità di usufruire di strumenti tecnici sempre più sofisticati, sempre più moderni, impensabili un tempo).

L’uomo non è divenuto immortale oggi, né tantomeno la questione della felicità è oggi mutata.

Il filosofo Fabrice Hadjadj constata, però, un’evidenza di oggi: «Quello che ieri costituiva il destino umano – nascere figlia o figlio di un padre e di una madre, lavorare con le proprie mani, condividere un pasto attorno ad una tavola, generare a propria volta per far posto alla generazione successiva quando lasceremo questo mondo – tutto questo sembra reso opzionale dalla tecnologia». Continua a leggere

Psicologia e cristianesimo, un ottimo libro ne ricostruisce i rapporti

recensione libro

di Stefano Parenti*
*psicologo e psicoterapeuta
 
Un cristiano che voglia leggersi un buon libro di psicologia è costretto ad attuare una preventiva opera di discernimento. Deve valutare non solo i contenuti che l’autore propone, come è bene per qualsiasi tipo di lettura, ma anche le premesse, sovente implicite, che lo scritto porta con sé. Ovvero l’idea di uomo e di mondo che lo scrittore veicola attraverso le sue riflessioni.

A differenza di altri campi del sapere, in psicologia la concezione dell’uomo e della realtà costituisce un fondamento decisivo per lo sviluppo di qualsiasi discorso psicologico, ovvero sull’uomo e sulla realtà. Se, ad esempio, ritengo che le persone non siano altro che esseri poco più evoluti degli animali, descriverò i loro comportamenti come esito di dinamiche animalesche. L’amore sarà quindi il termine di un istinto, la famiglia la conseguenza di un impulso sessuale, l’amicizia una necessità utilitaristica di autoconservazione, ecc. È difficile trovare un buon libro di psicologia. Anche gli autori che si dichiarano cattolici corrono il rischio di veicolare idee aliene alla concezione cristiana dell’uomo poiché, consapevolmente o incoscientemente, approfonditamente o superficialmente, assumono le prospettive delle psicologie contemporanee. Continua a leggere

La genesi dell’Europa cristiana spiegata dallo storico che sfatò il mito dei “secoli bui”

dawson-genesi-europa-copertina

(da: Tempi.it)
 
“La genesi dell’Europa”, l’introduzione del grande Christopher Dawson alla storia dell’unità europea dal IV all’XI secolo appena pubblicata da Lindau
 
Come è nata l’Europa? Lo spiega magistralmente il più grande storico britannico dello scorso secolo, Christopher Dawson (1889-1970) in La genesi dell’Europa. Un’introduzione alla storia dell’unità europea dal IV all’XI secolo, saggio pubblicato ora in Italia da Lindau, con una prefazione di Alexander Murray dell’University College di Oxford. L’autore illustra come la storia non può essere spiegata come un sistema chiuso, in cui ogni stadio è il logico e inevitabile risultato di quello che è avvenuto prima. Nella storia è sempre presente un elemento misterioso e inspiegabile, dovuto non soltanto al caso o all’iniziativa del genio individuale, ma anche alla potenza creatrice di forze spirituali. La forza spirituale per la nascita del nostro continente è stato il cristianesimo e la Chiesa che l’ha diffuso e sostenuto. Continua a leggere

Giornata mondiale persone Down. «Quel terrore prima del parto. Ma ha vinto la bellezza»

La piccola Maritè con la madre Veronica

La storia di Maritè e della sua mamma Veronica: la tentazione dell’aborto, la svolta e un inno alla vita condensata in un libro.
 
Maritè non è un nome moderno, è un diminuitivo di Maria Antonietta. Maritè è una bambina di cinque anni e vive a Napoli. Maritè è la più piccola della famiglia e ha due sorelline. Maritè frequenta la scuola materna, ama la danza e pratica il nuoto. Maritè ha la sindrome di Down. Ventinove luglio 2011. Manca circa un’ora al parto, epilogo di una gravidanza già molto complicata, quando Veronica Tranfaglia viene informata delle condizioni di salute di chi porta in grembo. «Terrore, ecco, ho provato terrore – racconta –, perché era la prima volta che mi approcciavo al mondo Down e per la schiettezza con cui i medici mi presentarono la situazione, dicendomi: ‘C’è una trisomia del cromosoma 21’. Lì capii che la mia sarebbe stata una missione che non avevo scelto, per tutta la vita…».

La mamma di Maritè, sino all’estate di sei anni fa, aveva le idee molto chiare sulle «difficoltà enormi di crescita» per un feto con simili caratteristiche, tanto da considerare «normale» che «nel 96% dei casi si decide consapevolmente di non portare avanti la gravidanza». Ma la farmacista di origini salernitane si spinge oltre: «Sarò sincera, la Veronica di quei tempi, se avesse saputo in tempo utile, avrebbe accampato qualche scusa e di certo abortito». Continua a leggere

Così Dante prendeva in giro i Papi avidi

Risultati immagini per giovanni fighera tre giorni all'inferno

Dante e i Papi avidi. Ne parla Giovanni Fighera in “Tre giorni all’inferno” (Edizioni Ares). Accade nel cerchio ottavo di Malebolge, raffigurato in chiave comica. Qui risiedono i simoniaci.

Dante era stato accusato di baratteria quando era ambasciatore presso il papa Bonifacio VIII e per questa falsa accusa sarebbe rimasto in esilio fino alla morte.

Proprio il papa del Giubileo verrà collocato ante litteram tra i simoniaci nel canto XIX. Il papa non è ancora morto al momento dell’ambientazione della Commedia (marzo o aprile del 1300). Il poeta utilizza allora un escamotage per poterlo condannare: fa sì che un altro dannato profetizzi l’arrivo del papa, una volta morto. E questo dannato è un altro pontefice!
 
CHI SONO I SIMONIACI

I simoniaci sono coloro che hanno approfittato della loro posizione e delle cariche ricoperte per arricchirsi. Raccapricciante è lo scenario che appare a Dante dall’alto del ponte che sovrasta la bolgia. Le anime sono collocate a testa in giù, soltanto le estremità delle gambe fuoriescono dai fori. Le piante dei piedi sono infuocate come quando il fuoco si propaga da una superficie oleosa. Continua a leggere

Uomini

dongnocchi

di Antonio Giuliano
 
Le catastrofi naturali, così come ogni forma di sofferenza, ripropongono un quesito insopprimibile: il senso del male e del dolore innocente. Soprattutto quando a farne le spese sono i più piccoli, i più  indifesi. E se la sola ragione ci conduce nel vicolo cieco dell’assurdo, anche per i credenti la fede è messa a dura prova: com’è possibile che un Dio di giustizia e d’amore permetta la sofferenza degli innocenti?

È un mistero che ha segnato la vita di don Carlo Gnocchi (1902-1956), padre dei «mutilatini» e fondatore di un’opera di carità che oggi si prende cura di ogni genere di disabilità. Originario di San Colombano al Lambro, don Gnocchi, sacerdote a 23 anni, fu assistente d’oratorio a Cernusco sul Naviglio e a Milano, dove si rivelò appassionato educatore. Ma decisiva fu la seconda guerra mondiale. Partito per il fronte come cappellano volontario degli alpini e scampato per miracolo alla morte in Russia, maturò in quel contesto drammatico l’idea di dedicarsi totalmente ai più deboli. Continua a leggere

Madre Teresa: aprire il cuore a Dio

cop

(dal Corriere della Sera, 14.08.16)
 
Pubblichiamo qui due estratti dal volume «Madre Teresa. Il miracolo delle piccole cose», che contiene testimonianze pubbliche e citazioni dagli scritti della religiosa
 
Chi sperimenta l’amore non sarà mai disperato

Abbiamo aperto una casa a New York per i malati di Aids e queste persone sono gli indesiderati di oggi. Ma quale enorme cambiamento si è verificato nella loro vita grazie a quelle poche suore, perché si prendono cura di loro, perché hanno dato loro una casa, una casa d’amore, un dono d’amore; il fatto di essere desiderati, di essere qualcuno per qualcuno, ha cambiato la loro esistenza così radicalmente che muoiono della morte più bella. Nessuno di loro è morto angosciato. L’altro giorno una suora mi ha detto che uno di questi ragazzi (sono tutti giovani) (…) era in fin di vita e non riusciva a morire, così gli ha domandato: «Che cosa c’è? Stai lottando con la morte, che cosa ti succede?». Continua a leggere

Curarsi con la bellezza. L’arte è la medicina dell’anima di chi la sa osservare

n-BERNINI-large570

A cosa serve l’arte? La sua importanza è fin troppo presunta per essere spiegata e il suo valore è ritenuto solo una questione di senso comune: in ciò risiede l’errore. L’arte non si riduce a veicolo di astrazione pura, perché essa è anche medicina. Alain de Botton e John Armstrong approfondiscono la questione in un interessante saggio uscito per Guanda, L’arte come terapia, corredato da un ricco apparato iconografico a colori, partendo dall’idea che, se l’arte è uno strumento, allora bisogna andare più a fondo per conoscerne la natura e le possibilità.

De Botton e Armstrong – il primo scrittore (ricorderete i suoi Esercizi d’amore) il secondo professore di filosofia a Melbourne e storico dell’arte – procedono individuando le funzioni dell’arte, a partire dalla memoria: la concentrazione e l’attenzione ai dettagli potrebbe essere stimolata da un Vermeer. E la speranza, come si mantiene in vita? Con un volto soave scolpito nella pietra. O con “La danza” di Matisse, che ci tampona dalle umiliazioni. E in virtù di quale alchimia possiamo trarre sollievo dal dolore? È spiegato a pagina 30: Continua a leggere

La coscienza è un’illusione?

tagliare

La riflessione che segue è stata tratta dal libro “Resurrezione. Un viaggio tra fede e scienza” (Paoline 2016), scritto da Armando Savini. Ringraziamo l’autore per aver concesso la pubblicazione e suggeriamo ai lettori l’acquisto dell’interessante volume.
 
di Armando Savini

da “Resurrezione. Un viaggio tra fede e scienza” (Paoline 2016)
 
Ultimamente la scienza ha cominciato a studiare alcuni fenomeni che vanno sotto il nome di NDE, acronimo di Near-Death Experience, tradotto generalmente con esperienze di premorte. Sono eventi vissuti da persone in stato di incoscienza o clinicamente morte, con assenza di battito cardiaco e respirazione, i quali tuttavia, ripresa conoscenza, ricordavano tutto quello che era successo in sala operatoria, descrivendo la disposizione di essa e del tavolo operatorio.

Tali ricerche sembrano convergere verso un punto fondamentale: la coscienza del proprio sé è qualcosa che supera lo spazio e il tempo, ma anche lo stesso corpo. Se una persona continua ad avere coscienza di sé e del mondo intorno a sé nonostante siano cessate le sue funzioni vitali, è evidente che non siamo chimica, cioè che la coscienza non si può identificare con il cervello. D’altronde, se la coscienza fosse il frutto della chimica, bisognerebbe poi domandarsi come ha fatto a emergere qualcosa di immateriale dal materiale. Continua a leggere

Alle origini della bellezza

9788868793357

Nel suo primo libro Stefano Chiappalone cerca di svelare che cosa c’è alle origini della bellezza
 
(Zenit.org, 4.06.15)
 
Bello e brutto sono i temi che caratterizzano anche l’epoca moderna.

Tanto è bella e luccicante la modernità tecnologica e frenetica, quanto brutto il nichilismo che alimenta il mal di vivere.

Ma, che cos’è bello e che cos’è brutto? Il relativismo morale ed estetico ha mescolato tutto in una liquidità che è a volte maleodorante.

Dopo aver dibattuto sul tema nel corso di diverse conferenze svolte all’interno del progetto culturale di “Alleanza Cattolica”, Stefano Chiappalone collaboratore di “Radio Maria” e della rivista “La Roccia” ha pensato bene di raccogliere le sue riflessioni nel libro “Alle origini della Bellezza” edito da Cantagalli. Continua a leggere

«Lo sapevi già.. quando eri incinta?»

semplicemente-mamma

“Semplicemente una mamma”, il libro di Annalisa Sereni che racconta cosa significa vivere con sette figli, di cui uno down
 
«Avere 7 figli ti rende una persona un pochino fuori dall’ordinario. Avere 7 figli con lo stesso marito ti fa quasi sembrare un’aliena. Averne 7 con lo stesso marito e uno con la sindrome di Down ti qualifica, decisamente, come una pazza». Riassume così la sua vita Annalisa Sereni, autrice di Semplicemente una mamma (San Paolo, 12 euro, 92 pagine), abituata a parlarne sulle pagine del suo blog. Una vita fatta da tre “m”, quelle dell’essere moglie, mamma e medico. Una vita frenetica nonostante le gravidanze, non sempre facilissime, caratterizzate da nausee totalizzanti: non vissute nel riposo di Kensington Palace come faceva Kate Middleton, ma nel trambusto dell’ambulatorio dove lavora, tra un paziente e l’altro.

DEVI PRENDERE UNA DECISIONE. Anche la settima gravidanza sembrava procedere con il solito copione, e Annalisa si stendeva sul lettino per l’ecografia senza aspettarsi niente di nuovo dalle precedenti, curiosa solo di sapere di che sesso sarebbe stato questo settimo figlio, dopo ben cinque femmine. Non aveva mai effettuato diagnosi prenatali, nemmeno non invasive, e non l’avrebbe fatto nemmeno per questa settima gravidanza, se non fosse stato per l’avventatezza di uno specializzando. Continua a leggere

“Lettere a una moglie”

lettere-moglie

“Lettere a una moglie. Ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif” di Giuseppe Signorin
 
Si può fare. Un matrimonio felice, in un’età in cui la maggior parte dei giovani sono ancora parcheggiati all’università o alle prese con le serate “da sballo”, si può fare.
La prova – non l’unica, per fortuna – è il libro Lettere a una moglie. Ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif, scritto dal punk barbuto Giuseppe Signorin per i tipi di Berica Editrice, e inserito nella neonata collana “Uomovivo”.

Nell’intento iniziale dell’autore, il testo voleva essere una raccolta di lettere umoristiche scritte all’ex fidanzata – oramai moglie – Anita nel corso del primo anno di matrimonio: un regalo da consegnarle nella data del primo anniversario, per strapparle un sorriso (… e forse anche per dimostrarle il suo amore o almeno per tentare di giustificare il fatto che, di quando in quando, passava del tempo a scrivere). Continua a leggere

Il vero potere di noi donne. Intervista a Costanza Miriano

costanza-miriano-ansa

Intervista alla scrittrice sul suo nuovo libro “Quando eravamo femmine”. «Non abbiamo bisogno di pretendere il comando: Dio ci ha già affidato tutta l’umanità»
 
di Benedetta Frigerio

(fonte: Tempi.it, 02.04.16)
 
È vero, il nuovo libro di Costanza Miriano incolla le donne perché descrive, svelandola, la sofferenza come caratteristica innata di ogni “femmina”, ma sopratutto perché cercare di suggerire «come rendere feconda la nostra condizione». Leggendo Quando eravamo femmine (Sonzogno, 174 pagine, 15 euro) non solo si capisce come «quello che ci fa soffrire diventa combustibile per un amore più grande», ma anche quanto sia grandiosa e potente la natura femminile delle donne, se assecondata. Continua a leggere

La croce di Cristo: un nuovo libro conferma la veridicità della tradizione

indagine-croce-196x300

(dal sito UCCR)
 
Pubblichiamo qui di seguito l’invito alla lettura di Massimo Olmi, scrittore e studioso di storia antica, al suo ultimo libro, intitolato “Indagine sulla croce di Cristo” (Lindau 2016).
 
La forma dello strumento di supplizio utilizzato per Gesù Cristo ha dato origine, com’è noto, al più importante simbolo della religione cristiana. La croce rappresenta l’oggetto attraverso il quale Cristo terminò la sua vita terrena dando inizio al disegno salvifico della risurrezione. Si dice che Dio salvò gli uomini per mezzo del legno della croce, facendo scaturire la vita proprio da dove era venuta la morte. Il demonio, che aveva vinto gli uomini tramite l’albero del paradiso terrestre, fu sconfitto, per mezzo di Cristo, dall’albero della croce.

Nonostante le numerose rappresentazioni della croce e della crocifissione, bisogna dire che oggi non tutti ritengono che Gesù sia stato appeso ad una croce tradizionale, come una di quelle, per intenderci, che campeggiano sui campanili delle chiese: la cosiddetta croce latina. Continua a leggere

Hanna e i 300 ebrei di Salonicco salvati dal console

di Costanza Signorelli
 
«Yosef e Hanna si sedettero attorno al tavolo, le gambe tremavano per l’emozione e non reggevano. I genitori accostarono delle sedie e si accomodarono accanto a loro. «Se recupero gli ingredienti giusti voglio proprio preparare dei borekas, per festeggiare» annunciò con piglio la signora Izabela e tutti si misero a ridere, come non accadeva da tempo. Poi si strinsero le mani, in una catena, e le sollevarono al cielo. Con lo sguardo fisso ai documenti, che nessuno osava ancora toccare, intonarono insieme una preghiera di ringraziamento ad Adonai».

Siamo a pagina 104, poco dopo la metà. È questo il momento cruciale, forse il più significativo, del libro Hanna non chiude mai gli occhi di Luigi Ballerini (Edizioni San Paolo), pubblicato in occasione dell’imminente Giornata della Memoria 2016. Le famiglie ebree di Hanna e Yosef, stipate sotto lo stesso tetto e nel medesimo ghetto, per ordine tassativo del Reichsführer SS Himmler – hanno appena ricevuto i tanto attesi “documenti”. Si tratta di vere e proprie carte false che il governo italiano sta emettendo, per mano del console Guelfo Zamboni, al fine di salvare più ebrei possibili dalla furia del Reich, nella colonia ebraica di Salonicco (Grecia). Continua a leggere

“La voce sottile”: un romanzo pro life che commuove e fa riflettere

Cover of the book "La voce sottile"

Senza cadere in facili moralismi, l’opera prima di Antonella Perconte Licatese parla di aborto in modo crudo e senza sconti: un dramma che scuote molte donne ma da cui ci si può redimere
 
di Luca Marcolivio
 
Una donna che vive nell’eterna nostalgia di un figlio perduto. Una morte che l’ha resa inconsolabile, anche dopo il matrimonio e la nascita di altri due bambini. Un dolore troppo profondo ed inesprimibile a parole, che la porterà a meditare il suicidio. Quel figlio, l’ha perduto per sua volontà. L’ha fatto morire lei. L’ha ucciso lei.

La voce sottile (Youcanprint, 2015), di Antonella Perconte Licatese, è un rarissimo – forse unico – esempio di romanzo che tratta coraggiosamente il tema dell’aborto. L’autrice non narra vicende autobiografiche, non è un medico, né una psicologa, né una volontaria di un centro di aiuto alla vita ma si è avvicinata ai temi pro-life, sospinta dalla curiosità umana e dal provvidenziale incontro con alcune persone, che hanno smosso in lei una passione profonda per la causa dei bambini non nati. Continua a leggere

I miracoli sono inseparabili dalla figura del Gesù storico

Miracoli pagano

(dal sito  UCCR)
 
Ad un certo punto della storia, almeno dal 1700 in poi, gli uomini hanno iniziato a vergognarsi di Gesù Cristo. Com’era possibile conciliare i racconti evangelici, i miracoli e gli esorcismi di Gesù, con la fede nella Dea ragione? Così studiosi, esegeti, biblisti, teologi e intellettuali hanno cominciato ad idealizzare il profilo di Gesù, privandolo delle caratteristiche che lo rendevano “scomodo” ai loro contemporanei.

Un Gesù “light”, più digeribile dalla dieta intellettuale razionalista e secolarizzata. I miracoli vennero tralasciati o demitizzati, definendoli “simboli” e non eventi storicamente accaduti. Tuttavia, con la cosiddetta third quest (terza via), ovvero la ricerca contemporanea sul Gesù storico avviatasi dagli anni ’90, sono state messe da parte le opere di “fantasia” degli studiosi ottocenteschi (Schweitzer e Bultmann), ripristinando un po’ le cose. Continua a leggere

Quando Stalin “vide” la Madonna

Durante la guerra il dittatore fece sorvolare Leningrado (assediata) da un aereo che aveva a bordo un’icona mariana
 
di Rino Cammilleri

 
Ha fatto il giro del mondo il video in cui Putin rimbrotta il Papa di non aver baciato la Valdimir’skaya, l’icona mariana protettrice della Santa Russia. Quella stessa icona, nel 1941, sorvolò più volte su un aereo militare Leningrado assediata dai nazisti. Su ordine di Stalin. Com’era successo che il peggior sradicatore del cristianesimo avesse preso quest’iniziativa sconcertante? Lo narra Vittorio Messori in uno dei tredici capitoli inediti della nuova edizione del suo Ipotesi su Maria (Ares, pagg. 672, euro 21,50).Si sa che Stalin, di fronte al pericolo, aveva chiamato i russi alla «grande guerra patriottica» e allentato all’uopo la stretta sulla Chiesa ortodossa perché collaborasse. Ma quel che agli storici è parsa una furbata dell’astuto georgiano, in realtà era frutto di fifa boja. Continua a leggere

Papa Francesco: “La mia idea di arte”

Avvenire di oggi anticipa un libro che illustra il rapporto tra il Papa e l’arte. E presenta le 11 opere della sua galleria ideale.
 
Papa Francesco

L’arte, oltre a essere un testimone credibile della bellezza del creato, è anche uno strumento di evangelizzazione. Nella Chiesa esiste soprattutto per evangelizzare: attraverso l’arte – la musica, l’architettura, la scultura, la pittura – la Chiesa spiega, interpreta la rivelazione. Guardiamo la Cappella Sistina: cosa ha fatto Michelangelo? Un lavoro di evangelizzazione. Così le cattedrali medievali: il catechismo era nelle sculture di pietra, la gente non sapeva leggere ma osservava le sculture e imparava. La Chiesa ha sempre usato l’arte per dimostrare la meraviglia della creazione di Dio e della dignità dell’uomo creato a sua immagine e somiglianza, così come il potere della morte, e la bellezza della risurrezione di Cristo che porta la rinascita in un mondo afflitto dal peccato. Continua a leggere

Cinque modi efficaci per annunciare Dio ad atei e agnostici

9788825028492-come-parlare-di-dio-1

In “Come parlare di Dio oggi? Anti-manuale di evangelizzazione” Fabrice Hadjadj svela alcune strategie interessanti per comunicare la Parola di Dio
 
Quale è il modo più efficace di parlare di Dio oggi? Rivolgendosi sopratutto ad un ateo o un agnostico in quale modo potremo suscitare interessa e magari stimolare la conversione. In Come parlare di Dio oggi? Anti-manuale di evangelizzazione” (Edizioni Messaggero Padova) Fabrice Hadjadj ci offre delle “soluzioni” a queste domande. Vediamo cinque modi con cui si può stabilire una comunicazione efficace. Continua a leggere

Andiamo al cinema? Ecco come “Scegliere un film”

img-_innerArt-_film

In uno scenario in cui vi è sovrabbondanza di recensioni sui film in uscita nelle sale, diventa sempre più difficile orientarsi e fare una scelta consapevole, puntando lo sguardo soprattutto sui quei titoli che siano in grado di divertire e arricchire l’animo sia dal punto di vista umano che culturale. È per questo che anche quest’anno è stato pubblicato Scegliere un film, un volume ormai storico, curato nel corso di oltre dieci anni da  in collaborazione prima con Luisa Cotta Ramosino, e negli ultimi due anni con Raffaele Chiarulli. Proprio come le precedenti edizioni, Scegliere un film 2015 si presenta come una guida utile per gli spettatori appassionati di cinema, per i docenti, i cultori della materia, i critici in cerca di informazioni sui film della stagione cinematografica passata. Selezionati attraverso una duplice prospettiva in grado di sottolineare il valore della narrazione senza tralasciare l’importanza di un punto di vista radicato nell’antropologia cristiana, i film scelti sono preziosa occasione di divertimento, dialogo, dibattito e riflessione. Abbiamo chiesto al Professor Armando Fumagalli di parlarci di questo libro, della sua nascita, del suo valore e degli obiettivi e desideri che hanno motivato un progetto così importante. Continua a leggere

Questa è la Bbc. La parola a Chesterton

chest6-j_47261883_300

di ANDREA MONDA

(Avvenire, 12.08.15)
​ ​
La scoperta del “pianeta Chesterton”, audace avventura intrapresa di nuovo da spavaldi editori italiani da circa dieci anni, conosce ora un nuovo avvincente capitolo con la pubblicazione dei testi e delle discussioni che lo scrittore inglese fece alla radio, per i microfoni della BBC, a partire dall’autunno del 1932 fino alla sua morte avvenuta nel giugno del 1936.

Il merito va all’editore calabrese Rubbettino che ha appena pubblicato una breve raccolta, inevitabilmente parziale ma già capace di regalare al lettore di oggi il “sapore” delle chiacchierate radiofoniche di Chesterton che furono, nell’autunno della sua parabola biografica, un’altra scoppiettante luce fuoriuscite dal poliedrico genio dell’inventore di padre Brown.

Inizialmente la presenza in radio doveva essere per un periodo di soli tre mesi, ma visto il successo il progetto proseguì a oltranza; la BBC chiese allo scrittore di impostare le trasmissioni sulle recensioni di alcuni libri, ma si finì inesorabilmente, con Chesterton questo è inevitabile, per “spaziare” e andare molto al di là della semplice recensione. Continua a leggere

«Ho incontrato Gesù, così mi ha cambiato la vita»

4262-beatrice-da-appuntamento-a-tutti-i-500x0-2
di Giulia Tanel
 
Beatrice Fazi, nota agli italiani per aver interpretato il ruolo Melina in Un medico in famiglia, ha recentemente pubblicato Un cuore nuovoDal male di vivere alla gioia della fede (Piemme, 2015). In questo libro l’attrice ripercorre in maniera gustosa ed estremamente coinvolgente alcuni aspetti salienti della sua vita, che negli ultimi anni ha subito un fantastico stravolgimento determinato dall’incontro con il Signore. L’abbiamo intervistata, ecco cosa ci ha detto.
 
Beatrice, da domestica in casa Martini ad apostola di Gesù. Un bel cambiamento…

«Sì, è così. Però una cosa è rimasta costante: la necessità di possedere un certo spirito di servizio. Nei primi anni della mia carriera d’attrice per mantenermi facevo la cameriera e adesso, lo dico spesso come battuta, mi fanno sempre interpretare il ruolo della cameriera. C’è sempre questa costante del dover servire: servire nonno Libero in casa Martini e adesso servire la Chiesa, servire Cristo negli altri».   Continua a leggere

La scienza non contraddice la fede, se è scienza vera. Scaricate gratis un bel libro di Agnoli e Pennetta

483x309

da Il Timone
 
L’autentica ricerca scientifica non è affatto in contrasto con la fede cattolica. Anzi, molti dei grandi luminari della scienza sono stati dei sinceri credenti, in più di un caso addirittura sacerdoti.

Un caso da manuale è quello di Lazzaro Spallanzani e di Gregor Mendel, studiosi decisivi per il progresso della conoscenza umana e grandi credenti. Solo che il più delle volte non ci vengono presentati così, soprattutto non viene sottolineata la dimensione religiosa della loro esistenza e della loro opera. Continua a leggere

Magalhães, «L’arte mi ha portato a Dio»

ago1z_300

di Lorenzo Fazzini

da Avvenire 12.05.15
 
Da sempre è stato abituato a interpretare le parole umane. Quando, per curiosità culturale, ha iniziato a leggere quella di Dio, la sua vita è cambiata: da neoateo («appartengo a una generazione che ha per lungo tempo guardato alla fede quasi come un’idiozia intellettuale»), oggi Gabriel Magalhães, intellettuale molto noto in Portogallo (è stato Prêmio Revelação nella categoria romanzo) racconta la sua conversione nel libro Il tuo volto allo specchio. Il Vangelo trasforma la vita (Paoline, pp. 128, euro 14).
 
“Il Vangelo è la vita, la vita è il Vangelo”. Detta da un’ex ateo, questa è un’affermazione molto impegnativa. Da dove nasce?
«Se leggiamo il Vangelo ogni mattina, il resto del nostro tempo sarà pieno dell’eco di quanto abbiamo letto. Questo perché la voce di Gesù è la stessa che noi intravediamo nella vita quotidiana. E così accade che, per esempio, quando siamo molto preoccupati per questioni economiche, ci compare davanti il Vangelo dei gigli del campo. Continua a leggere

Perché mi hai creato?

cop

“Perché mi hai creato?”. “Perché ti ho amato!”. “E perché mi hai amato?”. “Perché ti ho amato!”. “E perché nella confusione delle tenebre del mondo, Tu sei venuto come luce sul mio cammino, sulla mia strada, mi hai afferrato e collocato dentro di Te, dentro il mistero della tua persona, mi hai chiamato alla comunione con Te?”. “Perché ti ho amato!”. “E perché mi hai amato?”. “Perché ti ho amato!”. La gratuità è l’infinito, che è regione a se stesso. “E perché nella lunga fila del popolo cristiano, così facilmente distratto, così facilmente distolto dal suo centro dal mondo in cui vive, così facilmente abbandonato, come pecore abbandoinate dai pastori, mi hai raggiunto così concretamente in quella tale occasione che mi ha determinato a un atteggiamento, ad un assetto di vita diverso?”. “Per amore, per carità, gratuitammente, “gratis”.
 
(L. Giussani, “Il miracolo dell’ospitalità”, pag.24)

Dove andiamo al cinema? Guide per sapere e scegliere

img-_innerArt-_cin2

Tagliato il traguardo delle dieci pubblicazioni, Scegliere un film 2014 (Edizione Ares) si presenta, ancora una volta come un volume completo, intuitivo e di immediata lettura. Curato da esperti del settore cinematografico – story editor, sceneggiatori, studiosi del campo – insieme con Armando Fumagalli e Raffaele Chiarulli, il libro è uno strumento prezioso che invita gli appassionati di cinema a una scelta consapevole e ragionata di film da utilizzare all’interno di progetti scolastici, cineforum o semplicemente da guardare in famiglia.

La scelta delle pellicole inserite nel volume, selezionate tra quelle arrivate in sala da settembre a maggio dello scorso anno, si regge soprattutto su due criteri fondamentali. In primo luogo la storia del film, il ruolo del personaggio all’interno di un universo precostituito e i valori che sottendono l’intero impianto narrativo cui si aggiunge un secondo aspetto fondamentale, direttamente legato al primo. Ciascuna analisi del film viene fatta attraverso un punto di vista che è «radicato in un‘antropologia cristiana», linea condivisa da tutti gli esperti che firmano le recensioni contenute nel libro. Continua a leggere

Oggi è il Giorno della Memoria. Ricordiamo il beato Focherini che strappò tanti ebrei all’Olocausto

483x309

di Marco Roncalli
 
Primogenita dei sette figli di Maria Marchesi e di Odoardo Focherini, Olga Focherini presenta in un libro postumo la figura del padre dopo aver trascorso gran parte della sua vita, unitamente ad altri famgliari, a ricostruirne l’avventura umana e spirituale. Una vicenda oggi ben documentata da un fondo archivistico riconosciuto «d’interesse storico particolarmente importante» dalla Soprintendenza Regionale dell’Emilia Romagna per i beni culturali, e che costituisce sia una testimonianza preziosa per lo studio della Shoah, sia un materiale utile per comprendere l’itinerario di Odoardo.

Un percorso che, del resto, ha già visto un ampio riconoscimento: con il titolo di «Giusto fra le nazioni» conferito a Focherini dallo Yad Vashem nel 1969 e con la beatificazione che, nel 2013, lo ha portato sugli altari. Senza dimenticare opere come la biografia dello storico Giorgio Vecchio (Un giusto tra le nazioni. Odoardo Focherini) o l’epistolario curato da Ulderico Parente, Maria Peri, Odoardo Semellini (Lettere dalla prigionia e dai campi di concentramento. 1944), volumi tutti e due editi dalle Dehoniane di Bologna. Continua a leggere