Madre Teresa, una matita nelle mani di Dio

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di Giovanni Fighera
 
«Non conta quanti malati guarisci» diceva Madre Teresa di Calcutta «ma la testimonianza che dai: vedono che c’è qualcuno che si prende cura di loro ed è questo che conta». Abbiamo tutti bisogno di testimoni e di testimonianze per sostenere la nostra speranza. E Madre Teresa è stata una testimone straordinaria che il Signore ha donato al nostro tempo, un gigante nella fede e nelle opere, lei che pure era cosciente che tutto «quello che facciamo è soltanto una goccia nell’oceano, ma se non ci fosse all’oceano mancherebbe».

Madre Teresa era giovanissima quando sentì la chiamata. Intervistata al riguardo, rispose: «Avevo dodici anni, quando nella cerchia familiare per la prima volta desiderai di appartenere completamente a Dio. Ci pensai pregando per sei anni. […] Mi aiutò molto la Madonna […] di Montenegro». Per capire meglio si confrontò con padre Franjo. Alla domanda su come si manifestasse la vocazione personale, questi le rispose: «Lo saprai dalla tua felicità interiore. Continua a leggere

Zero positivo: più forte della morte è l’amore

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La recensione di un libro indipendente: una biografia di una mamma che ha scelto la vita contro tutto
 
Cristina, giovane madre, al quinto mese di attesa del secondo figlio, scopre di avere una leucemia fulminante. Il suo cuore non ha dubbi: prima di tutto la vita del piccolo. Inizia così la terapia particolare nella speranza di non danneggiare il bambino, che ostinatamente resiste e fa forza a sua madre.

In uno dei primi giorni d’isolamento in ospedale, Cristina si guarda inavvertitamente allo specchio: «La vera scoperta era la mia immagine, la prova evidente della mia condizione: mi potevo vedere così, spoglia di ogni dignità, di ogni resto d’orgoglio […] mi sembrava di vedere solo un corpo senza volto, senza un’identità chiara […] Ero la spettatrice imbavagliata del mio dolore» (p. 22). Continua a leggere

Uomini

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di Antonio Giuliano
 
Le catastrofi naturali, così come ogni forma di sofferenza, ripropongono un quesito insopprimibile: il senso del male e del dolore innocente. Soprattutto quando a farne le spese sono i più piccoli, i più  indifesi. E se la sola ragione ci conduce nel vicolo cieco dell’assurdo, anche per i credenti la fede è messa a dura prova: com’è possibile che un Dio di giustizia e d’amore permetta la sofferenza degli innocenti?

È un mistero che ha segnato la vita di don Carlo Gnocchi (1902-1956), padre dei «mutilatini» e fondatore di un’opera di carità che oggi si prende cura di ogni genere di disabilità. Originario di San Colombano al Lambro, don Gnocchi, sacerdote a 23 anni, fu assistente d’oratorio a Cernusco sul Naviglio e a Milano, dove si rivelò appassionato educatore. Ma decisiva fu la seconda guerra mondiale. Partito per il fronte come cappellano volontario degli alpini e scampato per miracolo alla morte in Russia, maturò in quel contesto drammatico l’idea di dedicarsi totalmente ai più deboli. Continua a leggere

Alessandro D’Avenia. Dio è la risposta ai nostri dubbi: parola di Leopardi

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Per lo scrittore e insegnante i ragazzi di oggi sono pieni di incertezze: nel suo ultimo libro cerca di scardinarle con un insolito riferimento

Lo straordinario dono del credente è quello di fare buon uso anche dei non credenti per arrivare alla luce della fede». Alessandro D’Avenia, scrittore di bestseller amatissimi tra i giovani e gli adolescenti (da Bianca come il latte, rossa come il sangue a Cose che nessuno sa e Ciò che inferno non è, tutti editi da Mondadori) ha scelto la figura e l’opera di Giacomo Leopardi per il suo ultimo libro (L’arte di essere fragile, sempre con l’editore che lo ha lanciato).

Rivolgendosi idealmente al poeta di Recanati condensa l’esperienza dei suoi incontri in giro per l’Italia con una generazione, quella dei ragazzi italiani, molto difficile da capire e interpretare. Una generazione che è una domanda piena di domande, potremmo dire. La prossima sfida del “professore più amato d’Italia” sarà quella di rappresentare il volume sul palco, nel corso di una tournée teatrale per le principali città italiane (Milano, Palermo, Torino, Roma, Napoli, Verona, Genova e Bari). Lo scrittore terrà una lezione-monologo in una classe senza muri che avrà Google come lavagna elettronica, simbolo della difficoltà di orientarsi nel cyberspazio delle voci e delle informazioni. Continua a leggere

Oralità e Magistero

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Oralità e Magistero. Il problema teologico del magistero ordinario, D’Ettoris Editori, Crotone 2016
 
– Presentazione dell’autore, don Pietro Cantoni
 
1. Il “Magistero” è un problema complesso e molto discusso. Il mio tentativo in questo libro è quello di proporre e prospettare un “cambiamento di paradigma” (Cambiamento di paradigma è l’espressione coniata da Thomas S. Kuhn nella sua importante opera La struttura delle rivoluzioni scientifiche [1962] per descrivere un cambiamento nelle assunzioni basilari all’interno di una teoria scientifica dominante. Il concetto di scienza rivoluzionaria è messo in contrasto con la sua idea di scienza normale). Finora il Magistero è stato visto in un’ottica soprattutto “grafica”, cioè come un insieme di documenti scritti. Non si tratta di una prospettiva completamente sbagliata perché – per lo più – i pronunciamenti del Magistero si traducono in documenti scritti: bolle, responsi, lettere motu proprio, lettere encicliche, costituzioni apostoliche, esortazioni apostoliche post-sinodali, ecc. Continua a leggere

Madre Teresa: aprire il cuore a Dio

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(dal Corriere della Sera, 14.08.16)
 
Pubblichiamo qui due estratti dal volume «Madre Teresa. Il miracolo delle piccole cose», che contiene testimonianze pubbliche e citazioni dagli scritti della religiosa
 
Chi sperimenta l’amore non sarà mai disperato

Abbiamo aperto una casa a New York per i malati di Aids e queste persone sono gli indesiderati di oggi. Ma quale enorme cambiamento si è verificato nella loro vita grazie a quelle poche suore, perché si prendono cura di loro, perché hanno dato loro una casa, una casa d’amore, un dono d’amore; il fatto di essere desiderati, di essere qualcuno per qualcuno, ha cambiato la loro esistenza così radicalmente che muoiono della morte più bella. Nessuno di loro è morto angosciato. L’altro giorno una suora mi ha detto che uno di questi ragazzi (sono tutti giovani) (…) era in fin di vita e non riusciva a morire, così gli ha domandato: «Che cosa c’è? Stai lottando con la morte, che cosa ti succede?». Continua a leggere

Curarsi con la bellezza. L’arte è la medicina dell’anima di chi la sa osservare

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A cosa serve l’arte? La sua importanza è fin troppo presunta per essere spiegata e il suo valore è ritenuto solo una questione di senso comune: in ciò risiede l’errore. L’arte non si riduce a veicolo di astrazione pura, perché essa è anche medicina. Alain de Botton e John Armstrong approfondiscono la questione in un interessante saggio uscito per Guanda, L’arte come terapia, corredato da un ricco apparato iconografico a colori, partendo dall’idea che, se l’arte è uno strumento, allora bisogna andare più a fondo per conoscerne la natura e le possibilità.

De Botton e Armstrong – il primo scrittore (ricorderete i suoi Esercizi d’amore) il secondo professore di filosofia a Melbourne e storico dell’arte – procedono individuando le funzioni dell’arte, a partire dalla memoria: la concentrazione e l’attenzione ai dettagli potrebbe essere stimolata da un Vermeer. E la speranza, come si mantiene in vita? Con un volto soave scolpito nella pietra. O con “La danza” di Matisse, che ci tampona dalle umiliazioni. E in virtù di quale alchimia possiamo trarre sollievo dal dolore? È spiegato a pagina 30: Continua a leggere

La coscienza è un’illusione?

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La riflessione che segue è stata tratta dal libro “Resurrezione. Un viaggio tra fede e scienza” (Paoline 2016), scritto da Armando Savini. Ringraziamo l’autore per aver concesso la pubblicazione e suggeriamo ai lettori l’acquisto dell’interessante volume.
 
di Armando Savini

da “Resurrezione. Un viaggio tra fede e scienza” (Paoline 2016)
 
Ultimamente la scienza ha cominciato a studiare alcuni fenomeni che vanno sotto il nome di NDE, acronimo di Near-Death Experience, tradotto generalmente con esperienze di premorte. Sono eventi vissuti da persone in stato di incoscienza o clinicamente morte, con assenza di battito cardiaco e respirazione, i quali tuttavia, ripresa conoscenza, ricordavano tutto quello che era successo in sala operatoria, descrivendo la disposizione di essa e del tavolo operatorio.

Tali ricerche sembrano convergere verso un punto fondamentale: la coscienza del proprio sé è qualcosa che supera lo spazio e il tempo, ma anche lo stesso corpo. Se una persona continua ad avere coscienza di sé e del mondo intorno a sé nonostante siano cessate le sue funzioni vitali, è evidente che non siamo chimica, cioè che la coscienza non si può identificare con il cervello. D’altronde, se la coscienza fosse il frutto della chimica, bisognerebbe poi domandarsi come ha fatto a emergere qualcosa di immateriale dal materiale. Continua a leggere

Insegnare e imparare. L’amore di Dio (Benedetto XVI)

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(da L’Osservatore Romano, 22.06.16)
 
Anticipiamo la prefazione di Papa Francesco a un’antologia di testi del suo predecessore sul sacerdozio, “Insegnare e imparare l’amore di Dio” (Siena, Cantagalli, 2016, pagine, euro 19) raccolti in occasione del sessantacinquesimo anniversario di ordinazione sacerdotale di Benedetto XVI.
 
Ogni volta che leggo le opere di Joseph Ratzinger / Benedetto XVI mi diviene sempre più chiaro che egli ha fatto e fa «teologia in ginocchio»: in ginocchio perché, prima ancora che essere un grandissimo teologo e maestro della fede, si vede che è un uomo che veramente crede, che veramente prega; si vede che è un uomo che impersona la santità, un uomo di pace, un uomo di Dio. E così egli incarna esemplarmente il cuore di tutto l’agire sacerdotale: quel profondo radicamento in Dio senza il quale tutta la capacità organizzativa possibile e tutta la presunta superiorità intellettuale, tutto il denaro e il potere risultano inutili; egli incarna quel costante rapporto con il Signore Gesù senza il quale non è più vero niente, tutto diventa routine, i sacerdoti quasi stipendiati, i vescovi burocrati e la Chiesa non Chiesa di Cristo, ma un prodotto nostro, una ong in fin dei conti superflua. Continua a leggere

Alle origini della bellezza

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Nel suo primo libro Stefano Chiappalone cerca di svelare che cosa c’è alle origini della bellezza
 
(Zenit.org, 4.06.15)
 
Bello e brutto sono i temi che caratterizzano anche l’epoca moderna.

Tanto è bella e luccicante la modernità tecnologica e frenetica, quanto brutto il nichilismo che alimenta il mal di vivere.

Ma, che cos’è bello e che cos’è brutto? Il relativismo morale ed estetico ha mescolato tutto in una liquidità che è a volte maleodorante.

Dopo aver dibattuto sul tema nel corso di diverse conferenze svolte all’interno del progetto culturale di “Alleanza Cattolica”, Stefano Chiappalone collaboratore di “Radio Maria” e della rivista “La Roccia” ha pensato bene di raccogliere le sue riflessioni nel libro “Alle origini della Bellezza” edito da Cantagalli. Continua a leggere

«Lo sapevi già.. quando eri incinta?»

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“Semplicemente una mamma”, il libro di Annalisa Sereni che racconta cosa significa vivere con sette figli, di cui uno down
 
«Avere 7 figli ti rende una persona un pochino fuori dall’ordinario. Avere 7 figli con lo stesso marito ti fa quasi sembrare un’aliena. Averne 7 con lo stesso marito e uno con la sindrome di Down ti qualifica, decisamente, come una pazza». Riassume così la sua vita Annalisa Sereni, autrice di Semplicemente una mamma (San Paolo, 12 euro, 92 pagine), abituata a parlarne sulle pagine del suo blog. Una vita fatta da tre “m”, quelle dell’essere moglie, mamma e medico. Una vita frenetica nonostante le gravidanze, non sempre facilissime, caratterizzate da nausee totalizzanti: non vissute nel riposo di Kensington Palace come faceva Kate Middleton, ma nel trambusto dell’ambulatorio dove lavora, tra un paziente e l’altro.

DEVI PRENDERE UNA DECISIONE. Anche la settima gravidanza sembrava procedere con il solito copione, e Annalisa si stendeva sul lettino per l’ecografia senza aspettarsi niente di nuovo dalle precedenti, curiosa solo di sapere di che sesso sarebbe stato questo settimo figlio, dopo ben cinque femmine. Non aveva mai effettuato diagnosi prenatali, nemmeno non invasive, e non l’avrebbe fatto nemmeno per questa settima gravidanza, se non fosse stato per l’avventatezza di uno specializzando. Continua a leggere

“Lettere a una moglie”

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“Lettere a una moglie. Ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif” di Giuseppe Signorin
 
Si può fare. Un matrimonio felice, in un’età in cui la maggior parte dei giovani sono ancora parcheggiati all’università o alle prese con le serate “da sballo”, si può fare.
La prova – non l’unica, per fortuna – è il libro Lettere a una moglie. Ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif, scritto dal punk barbuto Giuseppe Signorin per i tipi di Berica Editrice, e inserito nella neonata collana “Uomovivo”.

Nell’intento iniziale dell’autore, il testo voleva essere una raccolta di lettere umoristiche scritte all’ex fidanzata – oramai moglie – Anita nel corso del primo anno di matrimonio: un regalo da consegnarle nella data del primo anniversario, per strapparle un sorriso (… e forse anche per dimostrarle il suo amore o almeno per tentare di giustificare il fatto che, di quando in quando, passava del tempo a scrivere). Continua a leggere

Il vero potere di noi donne. Intervista a Costanza Miriano

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Intervista alla scrittrice sul suo nuovo libro “Quando eravamo femmine”. «Non abbiamo bisogno di pretendere il comando: Dio ci ha già affidato tutta l’umanità»
 
di Benedetta Frigerio

(fonte: Tempi.it, 02.04.16)
 
È vero, il nuovo libro di Costanza Miriano incolla le donne perché descrive, svelandola, la sofferenza come caratteristica innata di ogni “femmina”, ma sopratutto perché cercare di suggerire «come rendere feconda la nostra condizione». Leggendo Quando eravamo femmine (Sonzogno, 174 pagine, 15 euro) non solo si capisce come «quello che ci fa soffrire diventa combustibile per un amore più grande», ma anche quanto sia grandiosa e potente la natura femminile delle donne, se assecondata. Continua a leggere

La croce di Cristo: un nuovo libro conferma la veridicità della tradizione

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(dal sito UCCR)
 
Pubblichiamo qui di seguito l’invito alla lettura di Massimo Olmi, scrittore e studioso di storia antica, al suo ultimo libro, intitolato “Indagine sulla croce di Cristo” (Lindau 2016).
 
La forma dello strumento di supplizio utilizzato per Gesù Cristo ha dato origine, com’è noto, al più importante simbolo della religione cristiana. La croce rappresenta l’oggetto attraverso il quale Cristo terminò la sua vita terrena dando inizio al disegno salvifico della risurrezione. Si dice che Dio salvò gli uomini per mezzo del legno della croce, facendo scaturire la vita proprio da dove era venuta la morte. Il demonio, che aveva vinto gli uomini tramite l’albero del paradiso terrestre, fu sconfitto, per mezzo di Cristo, dall’albero della croce.

Nonostante le numerose rappresentazioni della croce e della crocifissione, bisogna dire che oggi non tutti ritengono che Gesù sia stato appeso ad una croce tradizionale, come una di quelle, per intenderci, che campeggiano sui campanili delle chiese: la cosiddetta croce latina. Continua a leggere

Hanna e i 300 ebrei di Salonicco salvati dal console

di Costanza Signorelli
 
«Yosef e Hanna si sedettero attorno al tavolo, le gambe tremavano per l’emozione e non reggevano. I genitori accostarono delle sedie e si accomodarono accanto a loro. «Se recupero gli ingredienti giusti voglio proprio preparare dei borekas, per festeggiare» annunciò con piglio la signora Izabela e tutti si misero a ridere, come non accadeva da tempo. Poi si strinsero le mani, in una catena, e le sollevarono al cielo. Con lo sguardo fisso ai documenti, che nessuno osava ancora toccare, intonarono insieme una preghiera di ringraziamento ad Adonai».

Siamo a pagina 104, poco dopo la metà. È questo il momento cruciale, forse il più significativo, del libro Hanna non chiude mai gli occhi di Luigi Ballerini (Edizioni San Paolo), pubblicato in occasione dell’imminente Giornata della Memoria 2016. Le famiglie ebree di Hanna e Yosef, stipate sotto lo stesso tetto e nel medesimo ghetto, per ordine tassativo del Reichsführer SS Himmler – hanno appena ricevuto i tanto attesi “documenti”. Si tratta di vere e proprie carte false che il governo italiano sta emettendo, per mano del console Guelfo Zamboni, al fine di salvare più ebrei possibili dalla furia del Reich, nella colonia ebraica di Salonicco (Grecia). Continua a leggere

“La voce sottile”: un romanzo pro life che commuove e fa riflettere

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Senza cadere in facili moralismi, l’opera prima di Antonella Perconte Licatese parla di aborto in modo crudo e senza sconti: un dramma che scuote molte donne ma da cui ci si può redimere
 
di Luca Marcolivio
 
Una donna che vive nell’eterna nostalgia di un figlio perduto. Una morte che l’ha resa inconsolabile, anche dopo il matrimonio e la nascita di altri due bambini. Un dolore troppo profondo ed inesprimibile a parole, che la porterà a meditare il suicidio. Quel figlio, l’ha perduto per sua volontà. L’ha fatto morire lei. L’ha ucciso lei.

La voce sottile (Youcanprint, 2015), di Antonella Perconte Licatese, è un rarissimo – forse unico – esempio di romanzo che tratta coraggiosamente il tema dell’aborto. L’autrice non narra vicende autobiografiche, non è un medico, né una psicologa, né una volontaria di un centro di aiuto alla vita ma si è avvicinata ai temi pro-life, sospinta dalla curiosità umana e dal provvidenziale incontro con alcune persone, che hanno smosso in lei una passione profonda per la causa dei bambini non nati. Continua a leggere

Sposarsi, la scommessa che fa crescere

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di Pupi Avati
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«La fatica e la gioia»: questo è il matrimonio. E questo è anche il titolo del nuovo volume che don Arturo Cattaneo, Alessandro Cristofari e Gioia Palmieri hanno curato per l’editore Cantagalli (pp. 320, euro 20), raccogliendo «Voci di famiglie cristiane». Tra le 47 storie c’è anche quella del regista Pupi Avati pubblicata di seguito, oltre a quelle dell’attrice Debora Caprioglio, del presentatore Max Giusti, di Luca Barilla e di altre coppie meno famose ma ugualmente ricche di vicende spesso esemplari dal punto di vista della fedeltà reciproca, della generosità, del coraggio. Tutti valori preziosi per condurre una vita a due in senso cristiano.

La mia storia familiare credo che assomigli alla storia di tanti che appartengono alla mia generazione e a chi è nato in un’Italia in cui si credeva che la famiglia fosse qualcosa di imprescindibile. Continua a leggere

I miracoli sono inseparabili dalla figura del Gesù storico

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(dal sito  UCCR)
 
Ad un certo punto della storia, almeno dal 1700 in poi, gli uomini hanno iniziato a vergognarsi di Gesù Cristo. Com’era possibile conciliare i racconti evangelici, i miracoli e gli esorcismi di Gesù, con la fede nella Dea ragione? Così studiosi, esegeti, biblisti, teologi e intellettuali hanno cominciato ad idealizzare il profilo di Gesù, privandolo delle caratteristiche che lo rendevano “scomodo” ai loro contemporanei.

Un Gesù “light”, più digeribile dalla dieta intellettuale razionalista e secolarizzata. I miracoli vennero tralasciati o demitizzati, definendoli “simboli” e non eventi storicamente accaduti. Tuttavia, con la cosiddetta third quest (terza via), ovvero la ricerca contemporanea sul Gesù storico avviatasi dagli anni ’90, sono state messe da parte le opere di “fantasia” degli studiosi ottocenteschi (Schweitzer e Bultmann), ripristinando un po’ le cose. Continua a leggere

Quando Stalin “vide” la Madonna

Durante la guerra il dittatore fece sorvolare Leningrado (assediata) da un aereo che aveva a bordo un’icona mariana
 
di Rino Cammilleri

 
Ha fatto il giro del mondo il video in cui Putin rimbrotta il Papa di non aver baciato la Valdimir’skaya, l’icona mariana protettrice della Santa Russia. Quella stessa icona, nel 1941, sorvolò più volte su un aereo militare Leningrado assediata dai nazisti. Su ordine di Stalin. Com’era successo che il peggior sradicatore del cristianesimo avesse preso quest’iniziativa sconcertante? Lo narra Vittorio Messori in uno dei tredici capitoli inediti della nuova edizione del suo Ipotesi su Maria (Ares, pagg. 672, euro 21,50).Si sa che Stalin, di fronte al pericolo, aveva chiamato i russi alla «grande guerra patriottica» e allentato all’uopo la stretta sulla Chiesa ortodossa perché collaborasse. Ma quel che agli storici è parsa una furbata dell’astuto georgiano, in realtà era frutto di fifa boja. Continua a leggere

Papa Francesco: “La mia idea di arte”

Avvenire di oggi anticipa un libro che illustra il rapporto tra il Papa e l’arte. E presenta le 11 opere della sua galleria ideale.
 
Papa Francesco

L’arte, oltre a essere un testimone credibile della bellezza del creato, è anche uno strumento di evangelizzazione. Nella Chiesa esiste soprattutto per evangelizzare: attraverso l’arte – la musica, l’architettura, la scultura, la pittura – la Chiesa spiega, interpreta la rivelazione. Guardiamo la Cappella Sistina: cosa ha fatto Michelangelo? Un lavoro di evangelizzazione. Così le cattedrali medievali: il catechismo era nelle sculture di pietra, la gente non sapeva leggere ma osservava le sculture e imparava. La Chiesa ha sempre usato l’arte per dimostrare la meraviglia della creazione di Dio e della dignità dell’uomo creato a sua immagine e somiglianza, così come il potere della morte, e la bellezza della risurrezione di Cristo che porta la rinascita in un mondo afflitto dal peccato. Continua a leggere

Cinque modi efficaci per annunciare Dio ad atei e agnostici

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In “Come parlare di Dio oggi? Anti-manuale di evangelizzazione” Fabrice Hadjadj svela alcune strategie interessanti per comunicare la Parola di Dio
 
Quale è il modo più efficace di parlare di Dio oggi? Rivolgendosi sopratutto ad un ateo o un agnostico in quale modo potremo suscitare interessa e magari stimolare la conversione. In Come parlare di Dio oggi? Anti-manuale di evangelizzazione” (Edizioni Messaggero Padova) Fabrice Hadjadj ci offre delle “soluzioni” a queste domande. Vediamo cinque modi con cui si può stabilire una comunicazione efficace. Continua a leggere

Paritarie e costo standard di sostenibilità, un problema da risolvere

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(da tecnicadellascuola.it)
 
Sarà in libreria il prossimo 27 ottobre un interessante saggio sulla scuola e le sue complicanze fra pubblico e privato, fra diritto all’istruzione e libertà educativa; elementi che fra l’altro sono diventati “steccati ideologici” fra chi pensa che la libertà dell’uomo si esercita fra variegati mondi culturali, quale è appunto la “mission” della scuola pubblica, che arruola i propri insegnanti da graduatorie generaliste, e la libertà di scelta dei genitori di iscrivere i propri figli negli istituti più conformi alle proprie visioni del mondo.

Nasce da queste premesse l’attualissimo libro: “Il diritto di apprendere. Nuove linee di investimento per un sistema integrato” di Monia Alfieri, Marco Grumo e Maria Chiara Parola, per i tipi della: G. Giappichelli Editori di Torino, e reso più sostanzioso dalla prefazione della ministra dell’istruzione, Stefania Giannini. Continua a leggere

Andiamo al cinema? Ecco come “Scegliere un film”

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In uno scenario in cui vi è sovrabbondanza di recensioni sui film in uscita nelle sale, diventa sempre più difficile orientarsi e fare una scelta consapevole, puntando lo sguardo soprattutto sui quei titoli che siano in grado di divertire e arricchire l’animo sia dal punto di vista umano che culturale. È per questo che anche quest’anno è stato pubblicato Scegliere un film, un volume ormai storico, curato nel corso di oltre dieci anni da  in collaborazione prima con Luisa Cotta Ramosino, e negli ultimi due anni con Raffaele Chiarulli. Proprio come le precedenti edizioni, Scegliere un film 2015 si presenta come una guida utile per gli spettatori appassionati di cinema, per i docenti, i cultori della materia, i critici in cerca di informazioni sui film della stagione cinematografica passata. Selezionati attraverso una duplice prospettiva in grado di sottolineare il valore della narrazione senza tralasciare l’importanza di un punto di vista radicato nell’antropologia cristiana, i film scelti sono preziosa occasione di divertimento, dialogo, dibattito e riflessione. Abbiamo chiesto al Professor Armando Fumagalli di parlarci di questo libro, della sua nascita, del suo valore e degli obiettivi e desideri che hanno motivato un progetto così importante. Continua a leggere

Questa è la Bbc. La parola a Chesterton

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di ANDREA MONDA

(Avvenire, 12.08.15)
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La scoperta del “pianeta Chesterton”, audace avventura intrapresa di nuovo da spavaldi editori italiani da circa dieci anni, conosce ora un nuovo avvincente capitolo con la pubblicazione dei testi e delle discussioni che lo scrittore inglese fece alla radio, per i microfoni della BBC, a partire dall’autunno del 1932 fino alla sua morte avvenuta nel giugno del 1936.

Il merito va all’editore calabrese Rubbettino che ha appena pubblicato una breve raccolta, inevitabilmente parziale ma già capace di regalare al lettore di oggi il “sapore” delle chiacchierate radiofoniche di Chesterton che furono, nell’autunno della sua parabola biografica, un’altra scoppiettante luce fuoriuscite dal poliedrico genio dell’inventore di padre Brown.

Inizialmente la presenza in radio doveva essere per un periodo di soli tre mesi, ma visto il successo il progetto proseguì a oltranza; la BBC chiese allo scrittore di impostare le trasmissioni sulle recensioni di alcuni libri, ma si finì inesorabilmente, con Chesterton questo è inevitabile, per “spaziare” e andare molto al di là della semplice recensione. Continua a leggere

Amore e rispetto

tratto dal bellissimo sito: “mogli e mamme per vocazione
 

Amore e rispetto: un “simple secret” che può aiutarvi ad avere il meglio dal vostro matrimonio! Questo è quanto afferma l’autore del libro “Love & Respect – The love she most desires, the respect he desperately needs” e quanto testimoniano le tante coppie che hanno visto rifiorire il loro rapporto grazie ai consigli di Emerson Eggerichs.

Il messaggio di questo libro è molto semplice:

il principale bisogno di una moglie è sentirsi amata
il principale bisogno di un marito è sentirsi rispettato

Quando questi bisogni trovano risposta, la coppia trova pace, riscopre una nuova intimità, entrambi si sentono profondamente apprezzati e, inoltre, si sperimenta una relazione di coppia così come l’ha da sempre intesa Dio, alla divina! Continua a leggere