Negare la possibilità del miracolo è ghigliottina ideologica, non razionalità

materialismo e razionalità

(da UCCR)
 
Molte volte, davanti a eventi inspiegabili, si sente parlare di miracolo. Si tratta sempre di questo oppure di fatti, che, seppur sorprendenti, rientrano nella sfera delle leggi di natura?

Davanti a fenomeni straordinari, come, per esempio, guarigioni improvvise da malattie gravi, per un credente non è difficile pensare ad un intervento diretto di Dio.

Diversamente, per un non credente, la cosa può complicarsi a tal punto, che il miracolo va negato o ridicolizzato, poiché è qualcosa che smuove e, a volte, sradica la persona dalle proprie certezze, dal suo milieu. È qualcosa che minaccia lo status quo. Ed ecco che si ricorre alle più svariate ipotesi, che vanno dalla suggestione alla guarigione spontanea. Fenomeni, questi, che possono essere, a volte, la spiegazione più plausibile ma, altre volte, sono solo goffi espedienti, con cui si cerca di spostare il problema, per togliersi dall’imbarazzo di un Dio troppo ingombrante per il proprio io. Continua a leggere

Troppa paura di dire “no”. Questa è una cultura che non regge il fallimento

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di ALESSANDRO D’AVENIA

«La colpa non è dei maestri, che coi pazzi devono fare i pazzi. Infatti se non dicessero ciò che piace ai ragazzi, resterebbero soli nelle scuole… E allora? Degni di rimprovero sono i genitori che non esigono per i loro figli una severa disciplina dalla quale possano trarre giovamento… essi devono abituare gradualmente i giovani alle fatiche, lasciare che si imbevano di letture serie e che conformino gli animi ai precetti della sapienza… Invece i fanciulli nelle scuole giocano.»

Questa geremiade appartiene ad Agamennone, maestro sbeffeggiato da Encolpio e Ascilto, giovani protagonisti del Satyricon di Petronio, che rispondono all’ennesima ramanzina del fallito, scappando da scuola e avventurandosi per le vie della città, irte di peripezie che mostrano loro che avrebbero fatto meglio a studiare un po’ di più prima di affrontare il mondo, improvvisando. È il racconto comico di una società decadente, quella neroniana, con una scuola al passo con la decadenza. Continua a leggere

Portogallo. Il Parlamento fissa nuovi limiti all’Ivg “per il diritto a nascere”

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Lisbona 7ago2015 – Il Parlamento portoghese ha approvato una legge che limita la normativa sull’aborto, anzi, per la precisione si tratta di due diverse leggi unificate sotto il titolo “Per il diritto di nascere”. Il provvedimento ha raccolto il voto favorevole dei parlamentari di maggioranza (Coalizione tra il Partito Socialdemocratico e il Partito Democristiano) ed il voto contrario dei partiti dell’opposizione, che hanno qualificato la misura come una battuta d’arresto per i diritti delle donne.

La prima proposta, approvata e presentata dal governo, è stata l’introduzione di una “tassa moderata” a carico delle donne che vogliono interrompere la gravidanza nel sistema sanitario pubblico. Il secondo testo, ben più significativo, è una proposta di iniziativa cittadina chiamata “Diritto di nascere” il cui scopo è la “tutela della maternità e della paternità”. Le donne che cercano di abortire devono prima ricevere consulenza e informazione psicologica e sociale da parte di professionisti della salute così come essere informate sulle opzioni e alternative all’aborto, come gli aiuti per la maternità. Continua a leggere

Al padre di famiglia, al solo “avventuriero” al mondo: auguri!

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di Giulia Tanel
 
Il padre:  è necessario per radicamento alla realtà e serve da trampolino verso la vita.
Si sente spesso ripetere che viviamo in una società senza padri, dove gli adulti sembrano aver abdicato alla responsabilità educativa, lasciando bambini e ragazzi privi di maestri autorevoli ai quali guardare.

Eppure il padre ha un ruolo importantissimo nei confronti figli. Proviamo qui a presentare un rapido e necessariamente incompleto quadro di alcune sue prerogative, complementari ma assolutamente differenti rispetto al portato materno.

Innanzitutto il padre ha il compito di risolvere il rapporto simbiotico madre-figlio: egli aiuta infatti il bambino a percepirsi quale persona differente dalla madre, dandogli un nome e guidandolo in un percorso che lo porta a dire “io”, permettendogli così di entrare nel tempo e nella storia. Continua a leggere