Quando gli scientisti “ripensano” l’evoluzione

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di Francesco AgnoliLa Croce, 6.05.15
 
Ripensare Darwin? Così titola il mensile Le Scienze del maggio 2015. Le Scienze è una rivista di divulgazione scientifica piuttosto schierata: dalla parte dello scientismo e dell’evoluzionismo materialista. Uno degli ultimi libri allegati, Il significato dell’esistenza umana, porta la firma di Edward Wilson, fondatore della sociobiologia e a suo tempo bersaglio di scienziati non credenti del calibro di Richard Lewontin e Stephen Jay Gould. Ovviamente si risolve nell’affermazione categorica secondo cui un vero fine dell’esistenza umana non esiste. Con tutto quanto ne consegue, nel campo delle applicazioni in bioetica (che rispetto avere mai, di una creatura senza significato?).

L’articolo in questione, Ripensare Darwin?, parte da una discussione comparsa sulla prestigiosissima rivista Nature, ed è affidato a Telmo Pievani, una sorta di Richard Dawkins nostrano (nel suo Creazione senza Dio, per intenderci, afferma senza imbarazzo che nelle scuole cattoliche si insegnerebbe che la terra è piatta). Continua a leggere

I media e le parole

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(da La Croce Quotidiano, 28.01.15)
 
In un bello quanto antico telefilm –si chiamavano così all’epoca quelli che oggi sono più nobilmente serial tv- della serie Ai confini della realtà (Parole in libertà 1985) un uomo perdeva progressivamente il significato dei vocaboli. Non era più in grado di chiamare gli oggetti per nome e privo così del terreno comune finiva per non riuscire più a comunicare con chi gli stava intorno.

Questa stessa idea, un incubo per chiunque oggi disegnato sulla nebbia dell’Alzheimer (il delizioso mestolo di Barney) fu ripresa qualche hanno dopo dal fumetto Dylan Dog (dicembre 1995 albo gigante 4) in una vicenda nella quale il personaggio che perde il senso del linguaggio finisce suicida, rivelando l’importanza del comunicare per vivere. Senza senso si diventa pazzi. Continua a leggere

L’uomo, il linguaggio e la sua irriducibilità

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I linguisti dibattono da tempo se i bambini realmente capiscono la grammatica che stanno utilizzando o stanno semplicemente memorizzando e imitando gli adulti. Un nuovo studio della University of Pennsylvania ha fatto luce su questo: i bambini, dai 2 anni in poi capiscono le regole grammaticali di base appena imparano a parlare, ma non lo fanno semplicemente come imitazione degli adulti. I ricercatori hanno poi applicato la stessa analisi statistica sui dati di uno dei più famosi esperimenti di acquisizione-linguaggio negli animali (Project Nim), rilevando che gli scimpanzé a cui è stato insegnato il linguaggio dei segni nel corso di molti anni, non hanno mai afferrato le regole grammaticali che invece appaiono innate nei bambini di 2 anni.  Continua a leggere

La bellezza salverà il mondo

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Rilancio volentieri la presentazione di un bel libro dell’amica Francesca Bonadonna dal titolo “La Bellezza salverà il mondo”.
E’ un saggio sulla via pulchritudinis. Personalmente non vedo l’ora di acquistarlo.

 
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“Tardi ti amai, bellezza tanto antica e tanto nuova. Mi chiamasti ed il tuo grido sfondò la mia sordità. Mi illuminasti, e il tuo splendore dissipò la mia cecità. Diffondesti la tua fragranza e respirai e ora anelo verso di Te. Ti gustai ed ebbi fame e sete di te; mi toccasti, e arsi del desiderio della tua pace”. ( S. Agostino ) Continua a leggere

I distruttori delle parole non vinceranno!

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La dittatura dell’ipocrisia punta a nascondere la verità con linguaggi fumosi e fuorvianti

di Carlo Climati

ROMA, venerdì, 30 novembre 2012 (ZENIT.org) – Uno dei mezzi più usati dai regimi dittatoriali per controllare e indottrinare le masse è sempre stato quello di distruggere le parole, svuotandole del loro più autentico significato.

Conosciamo già, con tristezza, l’orribile linguaggio che in questi ultimi anni ha cercato di mascherare l’orrore della soppressione del bambino del grembo materno. Continua a leggere