La legge. Bimbi non nati, seppellire è doveroso

La legge del 1990 è poco conosciuta e ancor meno applicata dagli enti locali. Con i quali opera l’Associazione difendere la vita con Maria Nicolò Vallana, Luca Fermi ed Edoardo Puce, «alfieri» della Repubblica

Il serrato confronto in Lombardia sulla revisione delle norme riapre il dossier delle disposizioni operative nelle Regioni (solo in cinque, però…)
 
di Enrico Negrotti
 
Lo scorso 2 novembre papa Francesco ha commemorato i defunti al cimitero Laurentino di Roma. Prima della celebrazione eucaristica, si è fermato a pregare al Giardino degli angeli, un’area – nel contesto della zona riservata ai bambini – inaugurata nel 2012 per dare sepoltura a quei piccoli che non hanno potuto vedere la luce, per aborti volontari o spontanei. Una pratica di pietà umana e cristiana, regolata dalla legge 285 del 1990, che all’articolo 7 prevede la possibilità per i genitori di chiedere – entro 24 ore dall’evento abortivo – il seppellimento dei resti del bimbo in un cimitero.
La legge peraltro opera una distinzione tra i feti sotto le 20 e sotto le 28 settimane di gestazione (sopra le 28 c’è l’obbligo di registrazione anagrafica del bimbo come nato morto). Mentre infatti tra le 20 e le 28 settimane i feti sono comunque seppelliti perlomeno come «parti anatomiche riconoscibili», sotto le 20 settimane di gestazione – in assenza di un interessamento dei genitori – vengono trattati come «rifiuti speciali sanitari».

E poiché i genitori spesso sono poco o per nulla informati sulla necessità di chiedere la sepoltura, la legge rischia di essere applicata in modo difforme sul territorio nazionale. Per stare accanto alle famiglie, spesso disorientate in momenti senz’altro dolorosi, è nata nel 1999 la Associazione Difendere la vita con Maria (Advm) onlus, presieduta da don Maurizio Gagliardini, che offre la sua collaborazione alle aziende sanitarie e ospedaliere (cui spetta l’onere di provvedere alle sepolture), per gestire anche praticamente le operazioni di registrazione e seppellimento dei bimbi non nati. Riveste quindi grande importanza l’iniziativa delle Regioni nel prevedere specifiche norme per favorire i seppellimenti, anche grazie a convenzioni che le associazioni (oltre ad Advm citiamo la onlus CiaoLapo) possono stipulare per gestire, in accordo con i genitori, la sepoltura dei resti dei loro figli.

La prima è stata la Lombardia, che con una legge regionale del 2007 ha stabilito che i resti dei bimbi non nati fossero sempre seppelliti, anche in assenza di richiesta dei genitori. La legge è stata riformata la scorsa settimana dal consiglio regionale lombardo, e – nonostante le assicurazioni contrarie dell’assessore al Welfare, Giulio Gallera – prevede ora che il seppellimento dipenda da una esplicita richiesta della madre. A seguire fu l’Abruzzo– riferisce Emiliano Ferri, vicepresidente di Advm – che ha stabilito con legge regionale del 2012 che, se non richiesti dai genitori, spetti all’ospedale provvedere a seppellire i resti dei bambini non nati come «parti anatomiche». Continua a leggere

“Pane in piazza”: una bella iniziativa di solidarietà a Milano Food City

di Susanna Manzin 

(dal blog Pane & Focolare)
 
Mi rivolgo in particolare ai milanesi, e a tutti coloro che hanno voglia di fare un salto nella mia città nel prossimo week end: andate in Piazza del Duomo e visitate “Pane in piazza”, la grande manifestazione benefica organizzata dalle Missioni Estere Cappuccini di Milano, che si tiene nella settimana di Milano Food City, da lunedì 7 a domenica 13 maggio, dalle ore 9 alle 22. Trecento metri quadri al coperto; una squadra di oltre 80 panificatori, all’opera – gratuitamente – 24 ore su 24; 300 chili di mozzarelle in arrivo, freschissime, da Napoli e Bari, 100 quintali di farina, 300 chili di lievito, 130 vasi di salsa al pomodoro da 5 kg cad, tutto frutto delle donazioni di oltre 100 sponsor nel settore della panificazione e pasticceria.

Il pane ha un grande valore, non solo nutritivo ma anche  simbolico: per questo è stato scelto come protagonista di questa iniziativa benefica dei Missionari Cappuccini di Milano, che quest’anno in particolare vogliono sostenere con questa bella iniziativa il progetto di un grande panificio industriale in Etiopia, a Dire Dawa, voluto dal Vescovo locale, monsignor Angelo Pagano, Frate Minore Cappuccino, Vicario apostolico di Harar. Il panificio, chiamato St. Augustin, produrrà e venderà pane di alta qualità alla popolazione di Dire Dawa e dei villaggi circostanti. Il profitto sosterrà le opere sociali del Vicariato: orfanatrofi, scuole ed ambulatori. Continua a leggere

Per Gori la Lombardia ha un problema: troppa libertà educativa e pochi aborti

da Tempi.it

Giorgio Gori ha le idee chiare in fatto di diritto allo studio: per il candidato Pd alla presidenza della Regione Lombardia chi oggi crede nella libertà educativa non è abbastanza povero per potersela permettere. Infatti vuole fare piazza “quasi” pulita del Buono Scuola, ritenendo necessaria una modifica dell’attuale sistema lombardo «che corregga la redistribuzione delle risorse disponibili in modo da preservare il principio della libertà di scelta, ponendo come priorità il sostegno alle famiglie che hanno una situazione economica più fragile». Non gli va giù che il Buono Scuola (destinato alle famiglie che mandano i figli a scuole che applicano una retta) venga redistribuito «solo tra coloro che frequentano le paritarie (circa il 10 per cento degli studenti lombardi) e hanno un reddito Isee inferiore ai 40 mila euro annui», e intende porre fine a questa impresentabile disuguaglianza. Quindi, a pagina 135 della bozza del suo programma, propone di limitare «il beneficio alle famiglie con un indicatore Isee inferiore ai 30 mila euro annui», «incrementare il valore del contributo per gli studenti con reddito Isee inferiore a 15.494 euro» e appostare i risparmi dovuti alla modifica sulla misura “Acquisto libri di testo”: una misura a lui molto più congeniale, in quanto rivolta indifferentemente ad alunni di scuola pubblica e paritaria, e per la quale intende «raddoppiare le risorse», «estendendo la platea dei beneficiari anche agli alunni che frequentano il triennio di scuola superiore e incrementando il valore del buono annuale in base alle attuali fasce reddituali». Tradotto in italiano, secondo Gori per tutelare il principio della libertà di scelta bisogna svuotare di senso lo strumento nato per darne applicazione e riadattarlo come sostegno generalistico alle famiglie con basso reddito.

Lecito chiedersi se il problema non sia piuttosto la scuola paritaria: come segnalato da la Verità l’11 febbraio, la giunta comunale di Bergamo guidata dal sindaco Gori ha appena richiesto il versamento degli arretrati Ici e Imu accumulati dal 2012 a una ventina di scuole paritarie bergamasche (e due cliniche): piccoli asili parrocchiali, materne, il collegio Sant’Alessandro, gli istituti delle Orsoline e delle Sacramentine. Si va da poche migliaia di euro fino a 60 mila euro all’anno richiesti a scuole con una retta media annuale pari a 1.800 euro, la cui funzione di pubblica utilità senza possibilità di lucro «è riconosciuta perfino dal Comune, il quale finanzia gli istituti tramite una convenzione. Eppure l’amministrazione ha deciso di chiedere gli arretrati dell’Imu. Curioso», nota la Verità, ricordando che la stessa amministrazione esonera l’Imu per le strutture della Curia che svolgono funzione di pubblica utilità ospitando i migranti. Continua a leggere

Lombardia. Progetto di legge Ncd: «Il fattore famiglia al posto dell’Isee»

Una proposta di legge vuole introdurre un indicatore del reddito che tenga maggiormente conto della composizione dei nuclei familiari, valorizzando la presenza di minori e anziani. 

Un nuovo indicatore della situazione reddituale che fotografi la situazione economica reale dei nuclei familiari, comprendendo il numero di persone e l’eventuale presenza di anziani o portatori di handicap, al posto dell’Isee: è il fattore famiglia lombardo, contenuto in un nuovo progetto di legge, appena depositato al consiglio regionale e presentato dal Nuovo centrodestra. Il coordinatore lombardo di Ncd, Alessandro Colucci, ha spiegato che «questo progetto si ispira agli articoli 29 e 31 della Costituzione e si vuole dare risposta concreta al principio e alla salvaguardia delle famiglie. Si inserisce nelle politiche che da anni la Regione Lombardia porta avanti in modo pionieristico. Ncd nella nostra regione sta operando su due pilastri fondamentali, la famiglia e la tutela delle imprese, due aspetti distintivi su cui è nato il nostro partito poco più di due anni fa. A livello di governo abbiamo chiesto con determinazione la nascita di un Fondo famiglia, che è poi stato fissato a 500 milioni di euro con la legge di Stabilità: stessa cosa è accaduto in Regione con il Fondo nasco». Continua a leggere

Caravaggio, il santuario con la fonte miracolosa

L'interno del santuario della Madonna di Caravaggio

di Margherita Del Castillo
 
“La terra di Caravaggio è stata recentemente resa davvero felice perché le apparve la Santissima Vergine nell’anno 1432 al tramonto del sesto giorno avanti le calende di giugno; ma Giovannetta è assai più felice di ogni altra persona, perché meritò di vedere la gran Madre del Signore”.

Questa iscrizione, posta alla base del simulacro della Vergine nel SacroSpeco, è una delle più importanti testimonianze che documentano l’apparizione della Madonna nella campagna di Caravaggio, in provincia di Bergamo, nel prato detto Mazzolengo, a una giovane contadina, Giannetta de’ Vacchi, cui chiese di richiamare i suoi compaesani alla penitenza e di erigere una chiesa a Lei dedicata. Subito in quel luogo scaturì una fonte e subito si cominciò a edificare una cappella che, grazie all’appoggio finanziario del Duca di Milano Filippo Maria Visconti, le cronache già nel 1516 potevano definire «insigne e ricca di ornamenti e pitture venerande». Continua a leggere

Anziché accelerare sull’eterologa, riduciamo tempi e costi delle adozioni. La mozione Ncd in Regione Lombardia

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 Presentato dal Nuovo centrodestra un testo per sostenere le famiglie che vogliono adottare un bambino. «Ecco quali sono gli interventi urgenti e improrogabili che Regione e Governo devono mettere in campo»
 
«È paradossale constatare come di fronte ad un caso mediatico com’è quello dell’eterologa le istituzioni sappiano trovare risposte rapide, mentre poco o nulla sia stato fatto per risolvere un problema molto più grave, ma meno popolare, com’è quello delle adozioni, legato a procedure dai tempi biblici e costi improponibili per molte famiglie. Per questo abbiamo deciso di presentare una mozione che impregni Governo e Regione a sostenere il percorso adottivo attraverso lo stanziamento di risorse economiche e semplificazione delle procedure». Continua a leggere

Banale 10 anni fa, oggi sembra un’impresa: La Lombardia approva mozione pro famiglia naturale

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Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato a maggioranza, martedì 1° luglio, una mozione a sostegno della famiglia naturale proposta dalla Lega Nord. Il testo è stato firmato da tutto il centrodestra, mentre i gruppi di opposizione (Pd, Patto civico e M5S) al momento del voto sono usciti dall’aula.

In esso si ricorda che “in tutto il Paese, con il pretesto di combattere ‘inutili’ stereotipi, si stanno moltiplicando i casi di aperta propaganda contro la famiglia naturale, soprattutto nel mondo scolastico”. Viene quindi ribadito l’invito alla giunta Maroni “a individuare una data per la celebrazione della Festa della Famiglia Naturale, fondata sull’unione fra uomo e donna” e ad impegnarsi con il governo di Roma perché non sia applicato in Italia del Documento Standard per l’educazione sessuale in Europa redatto dall’ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Infine anche la richiesta di “introdurre il ‘Fattore Famiglia’” in Lombardia.
Di seguito il testo integrale della mozione 263 approvata ieri dal Consiglio regionale. Continua a leggere