In ascolto della vita

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“Ascolta: se tutti devono soffrire per comprare con la sofferenza l’armonia eterna, che c’entrano qui i bambini? Rispondimi, per favore”.

Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov

 
La gratitudine è una regola prima della grammatica sociale. Quando viene rispettata e praticata c’è più gioia di vivere, i legami si stringono, gli uffici e le fabbriche si umanizzano, diventiamo tutti più belli. Ma nel cuore umano non c’è soltanto il desiderio profondo di essere ringraziati, visti, riconosciuti per quello che siamo e per quanto facciamo.

Vi abita anche un altro bisogno profondissimo: quello di ringraziare. Soffriamo molto quando non riceviamo riconoscenza; ma soffriamo diversamente, e non meno, se e quando non abbiamo nessuno cui dire grazie. In questo la gratitudine assomiglia alla stima: non desideriamo soltanto essere stimati dagli altri, vogliamo anche poter stimare le persone con le quali viviamo. L’esistenza umana fiorisce quando nel corso degli anni aumentano sia la domanda sia l’offerta di gratitudine (e di stima), fino ad arrivare all’ultimo giorno quando, chiuderemo gli occhi pronunciando l’ultimo “grazie” – e sarà il più vero, il più bello. Continua a leggere

Artigiani e suonatori nella notte del Figlio

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di Alessandro D’€™Avenia
 
Il Vangelo parla di pastori. E nelle due precedenti puntate domenicali sul presepe si è parlato di pastori, come è giusto che sia. A loro viene dato l’annuncio, perché sono loro a popolare i notturni ripari dove si rifugiano Giuseppe e Maria per il parto. Eppure sin da bambino ero affascinato da un presepe affollato di altre due categorie di personaggi: Artigiani e Suonatori, mutevoli a seconda della latitudine. Tra i primi si possono annoverare: fabbri, arrotini, lavandaie, portatrici di uova, acquaioli, carrettieri, venditori di frutta, marinai, facchini, osti e avventori, venditori di caldarroste, vasai, mugnai, tessitrici, filatrici, fornaie, ciabattini, falegnami, cenciaioli, guardiane d’oche, pescatori… Tra i suonatori troviamo: flautisti, zampognari, cantastorie, giocolieri, danzatori… Continua a leggere

Paola Bonzi: “La mia luce è ridare il sorriso alle mamme”

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E’ non vedente da quando aveva 23 anni: insegnante e formatrice, ha fondato il Centro aiuto alla vita (Cav) presso la clinica Mangiagalli di Milano, per sostenere le donne che vogliono portare avanti la gravidanza tra mille difficoltà.
 
Una vita spesa per la vita: Paola Bonzi è inarrestibile nel suo impegno per la tutela delle mamme e dei loro bambini. Un impegno che le ha fatto meritare il prestigioso Ambrogino d’oro, il premio che ogni anno viene attribuito ai milanesi che si sono distinti in vari campi. «È stata una lieta sorpresa», commenta la Bonzi. «Mi ha fatto piacere, ma ora fa già parte dei ricordi e torno a guardare avanti ». Paola Bonzi, cieca da quando aveva poco più di vent’anni, è infaticabile nello svolgere un ruolo sociale sempre a favore di chi ha bisogno. Che si tratti dell’insegnamento come di una buona parola. Continua a leggere

La luce e la gioia della fede, che il mondo non conosce: «Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio»

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di padre Attilio Carpin OP *
 
«Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno» (Rm 8, 28)

È questa una certezza fondamentale della rivelazione cristiana che diventa, quindi, una certezza della nostra fede. L’Apostolo parla di un sapere certo, sicuro, indubitabile, non originato dall’esperienza sensibile, né frutto della riflessione umana. Si tratta di un sapere acquisito esclusivamente per rivelazione divina, che svela l’esistenza di un superiore disegno di Dio sull’uomo.

L’uomo, a sua insaputa, si trova immerso in una realtà che supera la sua intelligenza e le sue aspettative; improvvisamente si scopre oggetto di un amore inatteso, eppure così necessario; si sente il felice destinatario di una promessa ineffabile di gioia perenne. Continua a leggere

La fame e la sete

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di Maria Elena Rosati     trentamenouno
 
“Antonio è immobile, accovacciato, con le gambe ritratte al petto; la bocca aperta, gli occhi sbarrati. Chiuso in un nodo indissolubile. Il suo respiro è bloccato, come trattenuto dalle mani che si incrociano sul petto, stringendo avidamente i lembi della pesante tunica nera che lo avvolge. […]

[…] Antonio è un giovane nel pieno degli anni, consumato nel corpo e nella mente da lunghe privazioni ma non per questo esente dai desideri della carne e del fisico. Ancora più temibili, dunque, le sue tentazioni in forma di donne procaci che stimolano il desiderio ed evocano l’appagamento dei sensi. Continua a leggere

“Dare luce al mondo!”

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Angelus di Papa Francesco, P.za San Pietro, 9.02.14
 
Fratelli e sorelle, buongiorno!

Nel Vangelo di questa domenica, che viene subito dopo le Beatitudini, Gesù dice ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra … Voi siete la luce del mondo» (Mt 5,13.14). Questo ci stupisce un po’, se pensiamo a chi aveva davanti Gesù quando diceva queste parole. Chi erano quei discepoli? Erano pescatori, gente semplice… Ma Gesù li guarda con gli occhi di Dio, e la sua affermazione si capisce proprio come conseguenza delle Beatitudini. Egli vuole dire: se sarete poveri in spirito, se sarete miti, se sarete puri di cuore, se sarete misericordiosi… voi sarete il sale della terra e la luce del mondo! Continua a leggere

«Lumen fidei». Senza la verità, la fede è solo una «bella fiaba»

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«Lumen fidei», ecco l’enciclica. Un’ampia sintesi e commento di Massimo Introvigne.
 
Il 5 luglio 2013 è stata presentata la prima enciclica di Papa Francesco, Lumen fidei[1], dedicata alla fede, formalmente datata 29 giugno 2013. Il 13 giugno il Pontefice l’aveva presentata ai membri del Consiglio ordinario della Segreteria generale del Sinodo dei Vescovi come un’«enciclica a quattro mani»[2], preparata insieme a Benedetto XVI come segno speciale della continuità tra i due pontificati. Nel testo, Francesco ricorda che il suo predecessore «aveva quasi completato» (7) l’enciclica sulla fede, aggiungendo: «Assumo il suo prezioso lavoro, aggiungendo al testo alcuni ulteriori contributi» (ibid.). Continua a leggere