San Giovanni Rotondo. Il Papa: “Oggi peggio che a Sparta, si scartano i bambini e gli anziani”

Un viaggio tra la fede, la sofferenza e la solitudine. Papa Francesco, dopo aver fatto visita a Pietrelcina, paese natale nel Beneventano del frate cappuccino, San Padre Pio, è andato a San Giovanni Rotondo, nel Foggiano dove ha visitato l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza e ha celebrato messa nella Chiesa di San Pio.

Il Pontefice è stato in compagnia bambini degenti nel reparto di oncoematologia pediatrica. E proprio sui bambini e i malati che si è concentrata l’omelia del Pontefice. I “profeti di morte di ogni tempo” esistono “anche oggi”: sono quelli “che scartano la gente, scartano i bambini, gli anziani, perché non servono”. Ha detto Bergoglio davanti a 40mila persone. “Da bambino a scuola ci insegnavano la storia degli spartani”, le parole di Francesco: “A me sempre ha colpito quello che ci diceva la maestra, che quando nascevano bambini o bambine con malformazioni li portavano alla cima del monte e li buttavano giù perché non ci fossero questi piccoli. Noi bambini dicevamo: ‘Ma quanta crudeltà'”. “Fratelli e sorelle, noi facciamo lo stesso, con più crudeltà, con più scienza”, la denuncia: “Quello che non serve, quello che non produce va scartato. Questa è la cultura dello scarto: i piccoli non sono voluti oggi e per questo Gesù è lasciato da parte”.

E infine: “I piccoli sono quelli che hanno bisogno dei grandi, che non sono autosufficienti, che non pensano di bastare a sé stessi. Piccoli sono quelli che hanno il cuore umile e aperto, povero e bisognoso, che avvertono la necessità di pregare, di affidarsi e di lasciarsi accompagnare. Il cuore di questi piccoli è come un’antenna, che capta il segnale di Dio”. “Chi si prende cura dei piccoli sta dalla parte di Dio e vince la cultura dello scarto, che, al contrario, predilige i potenti e reputa inutili i poveri. Chi preferisce i piccoli proclama una profezia di vita contro i profeti di morte di ogni tempo”. Continua a leggere

Papa: Giubileo, la tenerezza di Dio per le donne che hanno abortito, i lefebvriani, i carcerati, i malati

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In una Lettera inviata a mons. Rino Fisichella, papa Francesco stabilisce nuove condizioni per ricevere l’indulgenza, oltre quelli tradizionali. Tutti i sacerdoti potranno perdonare il peccato di aborto, preparandosi con “una genuina accoglienza” dei peccatori. Vivere la prova della malattia e della solitudine “come esperienza di vicinanza al Signore”. Speranza in una grande amnistia. La porta della cella come la Porta Santa. Praticando le opere di misericordia si riceve l’indulgenza plenaria. Segni di riconciliazione con la Fraternità S. Pio X.

Città del Vaticano (AsiaNews) – Poteri speciali a tutti i sacerdoti per assolvere dal peccato di aborto; riconoscimento della validità dell’assoluzione ricevuta dai sacerdoti della Fraternità S. Pio X (lefebvriani); indulgenza plenaria per i malati, impossibilitati a uscire di casa o andare a messa; indulgenza anche per i carcerati, per i quali la “porta della cella” può essere simbolo del “passaggio della Porta santa”; indulgenza giubilare per chi compie opere di misericordia, “frutto dell’evento stesso”, senza aggiunta di preghiere, messe o pellegrinaggi. Continua a leggere

Papa Francesco: “Aborto? Non si risolve il problema facendo fuori una persona”

Non ascoltare chi propone l’aborto, perché “mai, mai si risolve un problema facendo fuori una persona. Mai. Questo è il regolamento dei mafiosi: ‘C’è un problema, facciamo fuori questo…’. Mai”. E’ la risposta di Papa Francesco al padre di uno dei venti bambini che ieri pomeriggio hanno incontrato Bergoglio a Casa Santa Marta, su iniziativa dell’Unitalsi.

“Tu hai detto che ti hanno consigliato l’aborto”, ha annotato il Papa prima di elogiare la presa di posizione di quel padre: “Hai detto: ‘No, che venga, ha diritto a vivere’”. “Il fatto che in un mondo dove è tanto quotidiano vivere la cultura dello scarto, quello che non va bene si scarta, voi portate questa situazione così, mi permetto di dirlo – ma non voglio fare una lusinga, no, dal cuore lo dico – questo è eroicità. Voi siete dei piccoli eroi della vita”, ha detto Francesco.  Continua a leggere

Papa Francesco a giovani e famiglie: no a cultura dello scarto e teoria gender

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Napoli, 21 Marzo 2015 (Zenit.org) – di Luca Marcolivio
 
Una chiacchierata con tre generazioni di napoletani sul lungomare di Caracciolo. Così si è conclusa la visita pastorale a Napoli di papa Francesco, accolto da uno sventolio di bandierine vaticane, da vari “benvenuto France’” ripetuti in coro, e dall’evergreen Torna a Surriento, eseguito da un’orchestra di ottoni.

La prima persona a dialogare con il Santo Padre è stata la giovane Bianca che ha confidato la difficoltà di coniugare i “valori cristiani che portiamo dentro, con gli orrori, le difficoltà e la corruzione che ci circondano nel quotidiano”.

Il Pontefice ha risposto ricordando che il nostro Dio è “il Dio delle parole, il Dio dei gesti, il Dio dei silenzi”, come testimonia la Bibbia stessa, a partire dal “silenzio nel cuore di Abramo, quando non osava dire qualcosa al figlio, che non era uno sciocco”, fino ad arrivare al silenzio più importante: quello di Dio Padre al grido di Gesù in Croce. Continua a leggere

Papa a vescovi lituani: difendete famiglia da ideologie che la destabilizzano

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(da Radio Vaticana, 02.02.15)
 
Impegnatevi a promuovere la famiglia, contrastando l’influsso di ideologie che vogliono destabilizzarla. E’ l’esortazione di Papa Francesco nel discorso consegnato ai vescovi della Lituania, ricevuti in occasione della visita “ad Limina”. Il Pontefice ha rammentato l’eroicità dei presuli lituani durante gli anni bui del regime comunista ed ha messo in guardia da nuove insidie come secolarismo e relativismo. Ancora, Francesco ha esortato l’episcopato del Paese baltico a formare dei laici convinti che diano un valido apporto nella società civile. Il servizio di Alessandro Gisotti:
 
Dalla persecuzione comunista alle insidie del secolarismo
Grazie per l’“eroicità” con la quale avete “attraversato il triste periodo della persecuzione”. Il discorso di Papa Francesco esordisce evidenziando il grande ruolo che i vescovi della Lituania hanno avuto in difesa della libertà negli anni di regime comunista. Quindi, osserva che, se per lungo tempo, la Chiesa lituana “è stata oppressa da regimi fondati su ideologie contrarie alla dignità e alla libertà umana”, oggi deve confrontarsi con altre “insidie” quali il “secolarismo e il relativismo”. Continua a leggere

La sofferenza, per i cristiani, non è stoicismo

Il Beato Novarese

Il 17 maggio 2014 Papa Francesco ha ricevuto in udienza cinquemila appartenenti ai Silenziosi Operai della Croce e al Centro Volontari della Sofferenza, realtà fondate dal beato Luigi Novarese (1914-1984), sacerdote di Casale Monferrato. A loro ha proposto una meditazione sui modi giusti e sbagliati di accostarsi alla sofferenza in una prospettiva cristiana.

Il Papa è partito dalla parola di Gesù «beati coloro che sono nel pianto». «Con questa parola profetica – ha detto – Gesù si riferisce a una condizione della vita terrena che non manca a nessuno. C’è chi piange perché non ha salute, chi piange perché è solo o incompreso… I motivi della sofferenza sono tanti». Attenzione, però: nel cristianesimo non c’è nessuna esaltazione stoica della sofferenza in quanto tale. Il Pontefice ha sottolineato che «dicendo “beati quelli che sono nel pianto”, Gesù non intende dichiarare felice una condizione sfavorevole e gravosa della vita». Continua a leggere

Via al processo di beatificazione per don Benzi, il prete che «giudicava tutto abbracciando tutti»

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La congregazione per le cause dei Santi ha concesso il via libera alla causa di beatificazione di don Oreste Benzi.

«Mia mamma faceva spesso il ricamo ed io, curioso, la osservavo. Chiedevo: “Mamma cosa fai?”. “Adesso non puoi capire, aspetta e vedrai che cosa bella viene fuori”. Poi mi mostrava il lavoro compiuto: “Visto che avevo ragione?”. Da adulto ho rielaborato queste impressioni e mi hanno aiutato a capire che Dio ha un disegno su ognuno di noi, un progetto preciso che però non ci rivela tutto in una volta. Ce lo rivela un passo dopo l’altro. Come faceva mia mamma: un punto qui, un punto là e alla fine emergeva il disegno completo. Lei però il disegno l’aveva già tutto in mente fin dall’inizio. E se io mi fido del grande disegno d’amore, allora entro da protagonista in quella storia preparata da Dio che è padre» (don Oreste Benzi, Con questa tonaca lisa, Guaraldi). Continua a leggere