Il bene vince il male

Papa-Giovanni-Paolo-II

Il credente sa che la presenza del male è sempre accompagnata dalla presenza del bene, della grazia. San Paolo ha scritto: “Ma il dono della grazia non è come la caduta; se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini” (Rm 5,15). Queste parole conservano la loro attualità anche ai nostri giorni. La Redenzione continua. Dove cresce il male, lì cresce anche la speranza del bene. Nei nostri tempi il male si è sviluppato a dismisura, servendosi dell’opera di sistemi perversi che hanno praticato su vasta scala la violenza e la sopraffazione. Non parlo qui del male compiuto da singoli uomini per mire personali o mediante iniziative individuali. Il male del XX secolo non è stato un male in edizione piccola, per così dire “artigianale”. E’ stato un male di proporzioni gigantesche, un male che si è avvalso delle strutture statali per compiere la sua opera nefasta, un male eretto a sistema. Continua a leggere

Vedere il dolore innocente e credere in Dio

Passione di Cristo

Il problema del male è la principale obiezione per molti uomini all’esistenza di un Dio buono e onnipotente, per questo occorre saltuariamente tornarci sopra provando a darvi una risposta, provando a spiegare perché l’esistenza del dolore e del male non è per noi cristiani un ostacolo. L’obiezione è formulata in modo abbastanza semplice e si basa su una deduzione: se Dio è buono e onnipotente allora non ci dovrebbe essere alcun male o sofferenza. La riflessione di Joe Manzari dell’University of California ha il pregio di offrire una delle migliori sintesi sulla questione. Da essa prenderemo spunto ampliandola laddove non ci sembra pienamente soddisfacente.

Occorre premettere che esistono due tipi di problemi riguardo al male. Il primo è il male causato dagli uomini(argomento deduttivo) e si basa su una sequenza apparentemente logica: Continua a leggere

L’ateo militante convertitosi a causa del dolore innocente

Scott Coren

«Chi crede in Dio, deve spiegare l’esistenza del dolore. Ma chi non crede in Dio, deve spiegare tutto il resto», dice una famosa citazione. E’ vero, se l’esistenza del bello e del vero inquieta chi non ha fede, l’esistenza del dolore mette a dura prova la fede. Come può un Dio buono permetterlo?Abbiamo più volte risposto ricordando che Gesù ci ha insegnato che da ogni male, misteriosamente Dio ne trae sempre un bene maggiore. Ce lo ha mostrato tramite la sua stessa vita: la sofferenza della croce, la tortura dell’ingiusta passione che ha subito sono state la circostanza per la sua resurrezione. Un bene infinito ha richiesto un male ingiusto, così «se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà» (Mt 16, 24,25). Continua a leggere

Tutto concorre la bene

Ore 7 di mattina, giornata piovosa, tutto ti sembra girare storto, mattone in testa, la pizza che ti eri tanto gustato la sera prima ti ha dato il piacere di trascorrere una bella nottata in bianco. Pensieri, sogni agitati, al risveglio ti convinci che la giornata non sarà per niente buona, anche il tempo cerca di fartelo capire con quei nuvoloni grigi. Speranzoso fai la preghiera mattutina, ti alzi ma neanche il tempo di andare in bagno che iniziano i primi problemi, il primo litigio della giornata. Che vuoi che sia, ci sono solamente 15 ore fino al meritato riposo. Più ti convinci che la giornata sia storta e più nella tua mente si affollano pensieri negativi. Lavoro, studio, nulla va come dovrebbe andare. Ma proprio in quella giornata Qualcuno sta pianificando un piano segreto per te, basta avere fiducia, mantenere i nervi saldi, Qualcuno ci sta mettendo alla prova. Infatti, quando meno te lo aspetti, un raggio di sole squarcia le nubi nere. Un incontro inaspettato che può cambiarti la giornata e a volte addirittura la vita. Una frase, una svolta nello studio o nel lavoro, una persona che in quel momento di fragilità ti risolleva, magari addirittura l’incontro con la propria “anima gemella”. Ecco, sì, forse quelle nubi nere non erano poi così nere, chissà, forse son servite a farti capire qualcosa. Continua a leggere

Bastasse il consenso…

IMG_1272

Articolo di una lucidità disarmante. Da leggere…
 
***
 
di Paolo Pugni

(da LaCroce quotidiano, 18 marzo 2015)
 
I falsi miti del progresso hanno bisogno di idoli che costituiscano al contempo fondamento sul quale poggiare e feticcio da sbandierare come promessa di felicità.
Tra questi forse il più evocato è il concetto di consenso, ormai elevato a metro etico (una sorta di eticometro sociale). Se c’è il consenso tutto è giusto, tutto è buono, tutto è ragionevole.
Peccato che questa presunzione non funziona, non solo in sé -intendo dire con questo che il consenso non può essere elevato a elemento dirimente, a sommo giudice- ma anche nell’ideologia che ne sta facendo una bandiera. Continua a leggere

Il Papa: non cedere a depressione di fronte al male, ma vivere con speranza

00066_2411_44176513_300

Anche in mezzo a tante difficoltà, il cristiano non ceda alla depressione. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco nella Messa mattutina a Casa Santa Marta. Il Papa ha dunque avvertito che “corruzione” e “distrazione” ci allontanano dall’incontro con il Signore.

Babilonia e Gerusalemme. Nella sua omelia, Francesco ha preso spunto da queste due città di cui parla la Prima Lettura tratta dall’Apocalisse e il Vangelo di San Luca. Il Papa ha sottolineato che entrambe le letture attirano la nostra attenzione sulla fine di questo mondo. E per meditare, ha notato, ci parla del “crollo di due città che non hanno accolto il Signore, che si sono allontanate” da Lui. Il crollo di queste due città, ha precisato, “avviene per motivi differenti”. Babilonia è il “simbolo del male, del peccato” e “cade per corruzione”, si “sentiva padrona del mondo e di se stessa”. E quando “si accumula il peccato – ha ammonito – si perde la capacità di reagire e si incomincia a marcire”. Continua a leggere

Tutto questo male non è per sempre

resurrezione-1

di  Inos Biffi
 
Il Figlio di Dio assicura ai suoi discepoli la vittoria sul demonio. Non è difficile avvertire una diffusa presenza di opere malvagie e l’esistenza di uomini dall’animo perverso che le commettono. Lo costatiamo con inquietudine e talora con raccapriccio, domandandoci come questo sia possibile e quale ne sia la causa, soprattutto quando l’azione raggiunge vertici quasi impensabili di malizia. Alla domanda la ragione non sa rispondere in maniera soddisfacente. Se istintivamente verrebbe da ipotizzare l’esistenza di un Principio del Male di fronte a un Principio del Bene, in lotta tra loro, in realtà, a una illuminata riflessione, la ragione stessa giunge a riconoscere che non può esistere un Principio del Male e che tutto quanto esiste proviene dall’unico Essere creatore, che è essenzialmente Bene. Continua a leggere