Ruini parla di unioni civili, sinodo e chiesa

'Che tempo che fa del lunedì' con Fazio e Saviano

di Aldo Cazzullo (Corriere della Sera)
 
Parla Camillo Ruini, l’ex presidente della CEI.
 
Eminenza, dal Sinodo esce una Chiesa divisa. Si è votato, le posizioni sostenute dal Papa hanno prevalso, ma di misura. Che impressione ne ha tratto? 
«Quella che papa Francesco ha espresso nel discorso conclusivo: non una Chiesa divisa, ma una Chiesa con posizioni differenti. Una Chiesa che è comunione: l’unico corpo di Cristo, in cui siamo membri gli uni degli altri. Mi pare un po’ forzato dire che certe posizioni erano sostenute dal Papa piuttosto che certe altre. Lui stesso ha voluto che ci fosse piena libertà di parola. Ed è anche molto arrischiato parlare di maggioranze e minoranze».

Però si sono coagulati elementi di dissenso e di malumore verso Francesco. È normale? O ne possono derivare conseguenze negative? 
«Questi elementi ci possono essere, non è certo la prima volta. Accadde anche al Concilio. Conseguenze negative si possono verificare se qualcuno dimentica che il Papa è il capo e il fondamento visibile dell’unità della Chiesa». Continua a leggere

Il fratello di Leonardo Boff: «dovevamo ascoltare Ratzinger!»

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La Teologia della Liberazione è stata una delle peggiori sciagure abbattutesi sulla Chiesa, i cui autori sono il teologo Gustavo Gutierrez, domenicano e Leonardo Boff, francescano. Nata dopo il Concilio Vaticano II, aveva lo scopo di essere una sua interpretazione calata nel contesto drammatico della povertà di massa dell’America Latina.

Eppure ha finito per mischiare la teologia con l’analisi marxista, legittimando la lotta di classe, armata e quindi inevitabilmente violenta. Per questo l’episcopato dell’America Latina ha condannato questa Teologia comunista nel 1979 e lo stesso ha fatto il card. Joseph Ratzinger, su invito di Giovanni Paolo II, dopo averla studiata dal punto di vista dell’ortodossia e della dottrina sociale della chiesa. Continua a leggere

Di quale povertà parla Francesco?

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di Benedetto Ippolito*

Siamo all’inizio del nuovo pontificato. Martedì scorso, com’è noto, vi è stata in San Pietro la messa che ha segnato il vero e proprio avvio di questa nuova fase storica della Chiesa.
L’aspetto che ha colpito di più l’opinione pubblica è stato il nome che Jorge Mario Bergoglio ha scelto dopo il Conclave: Francesco. Il riferimento al patrono d’Italia fa da parallelo a quello a San Benedetto di Joseph Ratzinger, con una peculiarità. Benedetto XVI ha chiamato in causa un religioso del VI secolo che ha fondato il monachesimo occidentale e che ha guidato con la sua Regola l’evangelizzazione dell’Europa moderna, rimanendo nel quadro classico di un’ispirazione che da sempre è stata costante tra i suoi predecessori. Continua a leggere

Ultime notizie sull’Aldilà

Fabrice Hadjadj, filosofo, drammaturgo, scrittore, da molti considerato l’astro nascente (in realtà già molto affermato…) del pensiero cattolico di Francia, conosce bene il nichilismo. Si professava tale da giovane, brillante studente alla Sorbona, prima di un incontro, sconvolgente, con il cristianesimo, avvenuto nella bellissima chiesa di Saint Severin, in pieno centro a Parigi. Continua a leggere…

Mercedes Aroz: conversione cattolica dopo 30 anni di socialismo marxista ateo

Nel 2007 una notizia fece scalpore in Spagna: la senatrice socialista Mercedes Aroz, dopo 30 anni di adesione militante al marxismo ricoprendo numerosi incarichi sia nel Congresso che al Senato, annunciò la sua conversione al cristianesimo. La decisione culminò dopo un processo di trasformazione personale durato diversi anni e che la portò alla «piena integrazione nella Chiesa cattolica». Contemporaneamente annunciò il suo ritiro dalla politica, per disaccordi con il suo partito rispetto alle tematiche bioetiche. Continua a leggere…