Il grande inganno dell’accanimento terapeutico

di Tommaso Scandroglio
 
Charlie deve morire. Questa è la sentenza emessa dai giudici inglesi prima e successivamente dalla Corte europea dei diritti dell’uomo in merito al destino del piccolo Charlie Gard, affetto da una rara patologia genetica.

Qualche commentatore, anche in  casa cattolica, ha definito le decisioni dei tribunali giuste perché direbbero “Stop” a terapie che configurano accanimento terapeutico. Le cose non stanno così. Richiamiamo prima di tutto la definizione di accanimento terapeutico così come indicata da Giovanni Paolo II al n. 66 dell’Evangelium vitae: l’accanimento terapeutico si concretizza in “certi interventi medici non più adeguati alla reale situazione del malato, perché ormai sproporzionati ai risultati che si potrebbero sperare o anche perché troppo gravosi per lui e per la sua famiglia. In queste situazioni, quando la morte si preannuncia imminente e inevitabile, si può in coscienza ‘rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita, senza tuttavia interrompere le cure normali dovute all’ammalato in simili casi (Iura et bona, IV) Si dà certamente l’obbligo morale di curarsi e di farsi curare, ma tale obbligo deve misurarsi con le situazioni concrete; occorre cioè valutare se i mezzi terapeutici a disposizione siano oggettivamente proporzionati rispetto alle prospettive di miglioramento. La rinuncia a mezzi straordinari o sproporzionati non equivale al suicidio o all’eutanasia; esprime piuttosto l’accettazione della condizione umana di fronte alla morte”. Continua a leggere

Sulla pillola dei 5 giorni dopo il vero “boom” che va registrato è quello delle bugie

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Intervista a Emanuela Lulli, ginecologa bioeticista, sull’impennata di vendite di ellaOne senza ricetta: «Funziona come la Ru486. Altro che contraccezione e “lotta all’aborto clandestino”»
 
Fino a prima della “liberalizzazione”, in Italia si poteva acquistare la pillola dei cinque giorni dopo solo presentando una ricetta medica e un test di gravidanza negativo. Ma dal 9 maggio 2015, giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento dell’Aifa del 21 aprile 2015, che ha rigettato il parere negativo del Consiglio Superiore di Sanità, la ellaOne (è nome commerciale di questa pillola, ulipristal acetato è il suo principio attivo) può essere acquistata in farmacie e parafarmacie senza obbligo di ricetta né di test. Basta essere maggiorenni. Il risultato? Oggi in Italia se ne acquista una compressa ogni 2 minuti. Continua a leggere

La morte di Dino non è eutanasia ma normale sedazione: sciacallaggio mediatico

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Alla Camera inizierà a breve una discussione sul testamento biologico. Prepariamoci alla solita campagna mediatica che, tuttavia, è già iniziata oggi strumentalizzando una normale morte per sedazione diventata sui quotidiani il “primo caso di eutanasia”. Come dire, legalizziamola tanto è già presente, seppur “clandestinamente”.

Si tratta del caso di Dino Bettamin, malato di Sla. Dopo l’ennesima crisi respiratoria ha chiesto e ottenuto la sedazione profonda, praticata abitualmente quando il caso clinico del paziente non lascia alcuna speranza. La morte è vicina e ogni intervento aggraverebbe soltanto la situazione, diventando accanimento terapeutico. Gran parte dei quotidiani sta scrivendo, copiandosi a vicenda, che si tratta di eutanasia e “del primo caso di sedazione profonda di un malato di Sla”. Due falsità.

La filosofa Michela Marzano ha subito usato il povero Dino come eroe dell’eutanasia. Addirittura Il Giornale ha pubblicato un commento dell’ex radicale Giordano Bruno Guerri, che da sempre tenta aprire le porte dell’eutanasia nel centrodestra (assieme al direttore Vittorio Feltri). «Ufficialmente è la prima volta in Italia», ha scritto Guerri, «e questo significa che l’eutanasia legale è ormai possibile anche da noi, sia pure con un’ipocrisia di fondo». Continua a leggere

Due cuori per sempre

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L’amore senza fine non è un sogno, ma una meravigliosa realtà
 
di Carlo Climati
 
È ancora possibile dire: “ti amerò per sempre”? Sicuramente sì. Sono tantissimi i giovani che coltivano il sogno di un matrimonio felice e di un amore senza fine, nonostante il lavaggio del cervello che hanno subìto in questi ultimi anni.

Un cattivo uso dei mezzi di comunicazione ha spesso contribuito alla diffusione di una certa non-cultura del non-impegno, che tende ad uccidere la speranza e a ridurre i rapporti umani a qualcosa di provvisorio.   Continua a leggere

Kierkegaard e la fenomenologia del “mi piace”

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di Claudia Mancini

Nel 1846 Kierkegaard pubblica la Postilla conclusiva non scientifica alle Briciole di filosofia, con lo pseudonimo di Joannes Climacus. Con la consueta ironia, degna di un cesellatore di paradossi, egli chiama “postilla” quello che propriamente è un «saggio esistenziale», un denso testo filosofico di circa settecento pagine. Nella Prefazione, enfatizzando il tono ironico, Climacus scrive di essere pienamente soddisfatto perché il precedente saggio – Briciole di filosofia (1844) non ha avuto successo, anzi, «non ha prodotto nessuna sensazione, nessunissima» [1].

In un’epoca irrequieta, prodiga nell’elargire consenso o dissenso, sempre affaccendata a schierasi di qua e di là, per il suo saggio non c’è stata alcuna effusione di sangue né di inchiostro: «il volume è passato inavvertito, senza recensioni e senza essere nominato in nessuna parte» [2]. Continua a leggere

Mangiare insetti: la soluzione per cosa?

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In questi ultimi tempi si moltiplicano gli articoli che prospettano un futuro in cui sarà necessario nutrirsi di insetti.

Un problema che non esiste e una soluzione che non è una soluzione.

Ma allora perché tutto questo?

L’ultimo articolo a parlare di questa disgustosa prospettiva è quello apparso sul Corriere della Sera il 30 luglio scorso con il titolo “Alghe, insetti, carne in vitroEcco il cibo dei prossimi vent’anni“, a sua volta l’articolo fa riferimento ad un altro apparso sul sito della BBC e intitolato “Future foods: What will we be eating in 20 years’ time?“. Continua a leggere

L’Inghilterra dice no all’eutanasia. Ma non si deve sapere

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Per la serie notizie insabbiate, ieri è accaduto un fatto politicamente parlando – e non solo – di un certo peso: la Camera dei Comuni britannica, a vastissima maggioranza (330 no, 118 sì), ha silurato un progetto di legge finalizzato all’introduzione del suicidio volontario, medicalmente assistito, dei malati con una prognosi inferiore ai sei mesi di vita. Ora, considerato che non si tratta d’un Paese qualunque, e tenuto conto che la “dolce morte” è tema che ciclicamente monopolizza l’attualità, ci si sarebbe aspettati che la notizia della sonora bocciatura dell’eutanasia da parte del Parlamento inglese, ecco, non passasse completamente sotto silenzio. E invece: sui siti internet dei principali quotidiani italiani – controllare per credere – la notizia è del tutto assente o ridotta, quando c’è, all’intramontabile formato francobollo. Un caso? Una dimenticanza accidentale? Continua a leggere

Cannabis legale, il (finto) miracolo del Colorado

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di Giuliano Guzzo

(giulianoguzzo.com)
 
Per tentare di motivare i benefici che apporterebbe la legalizzazione delle cosiddette “droghe leggere” con sempre maggior frequenza si cita a modello il caso dello Stato del Colorado, negli Stati Uniti, dove, dall’1° gennaio 2014, com’è noto, hanno aperto i primi negozi autorizzati a vendere la marijuana a chiunque abbia raggiunto i ventuno anni di età. In Colorado la legalizzazione della cannabis – si dice – si è dimostrata conveniente per le casse dello Stato, ed ha diminuito i crimini senza far aumentare le spese sanitarie. Affermazioni simili convincerebbero oggettivamente chiunque se però non fossero, come vedremo subito, estremamente incaute quando non perfino false e funzionali solo a semplificazioni propagandistiche. Continua a leggere

Medjugorje. Parla Puljic, arcivescovo di Sarajevo: «La Chiesa non ha fretta»

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Vinko Puljic, membro della commissione voluta nel 2010 da Benedetto XVI: «Abbiamo dato i risultati del lavoro alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Ora si sta ancora studiando tutto»
 
«La Chiesa non ha fretta di prendere decisioni rapide su Medjugorje, perché devono essere adottate con ponderatezza». Il cardinale arcivescovo di Sarajevo, Vinko Puljic, si esprime così a proposito di una presunta decisione imminente di papa Francesco circa il fenomeno delle apparizioni mariane, che da 34 anni coinvolgono sei veggenti del piccolo villaggio della Bosnia.

LA COMMISSIONE. Puljic è membro della commissione voluta nel 2010 da Benedetto XVI, presieduta dal cardinale Camillo Ruini, incaricata di vagliare i fatti. E pensa che i media abbiano «distorto e manipolato certe dichiarazioni». Il 6 giugno scorso, sul volo di ritorno dal viaggio apostolico in Bosnia-Erzegovina, papa Francesco ha risposto così a una domanda sull’esito dello studio elaborato dalla commissione Ruini: «Hanno fatto un bel lavoro, un bel lavoro. Il cardinale Muller (prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ndr), mi ha detto che aveva fatto una “feria quarta” (un’apposita riunione) in questi tempi… ma non sono sicuro. Siamo lì lì per prendere delle decisioni. Per il momento si danno soltanto alcuni orientamenti». Continua a leggere

Kiko e il femminicidio

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Quello che riporto di seguito è il commento più sensato che ho letto a proposito delle parole di Kiko Arguello sulla violenza domestica, pronunciate alla manifestazione di sabato scorso.
Piccola premessa: il senso dell’intervento di Kiko era comunque generale ed era valido, ovviamente, anche per il caso del marito che lascia la moglie.

***

I titoli sono fuorvianti e in malafede.
Kiko Arguello, con cui non condivido il Cammino, non ha detto ciò che riportano i titoli.
O meglio, i titoli sono fuorvianti rispetto al contenuto, ma capisco che oggi leggere le cose in profondità è difficile.
“Se quest’uomo è ateo, nessuno gli conferisce l’essere come persona, ha solo una moglie che gli dà un ruolo”… (vedi VIDEO).
Il problema dell’uomo violento e disperato, non è la moglie che lo ha abbandonato, ma l’uomo senza Dio.
L’uomo senza Dio assolutizza le creature, diventano idoli. Continua a leggere

Littizzetto e le suore, tutte voci fuori posto

Littizzetto e le suore

 di suor Maria Gloria Riva
 
Forse a Gerusalemme, nel giorno dell’ingresso trionfale di Gesù, la folla che lo osannava esultante deve essere stata molto simile a quel gruppo di suore che, in Duomo a Napoli, ha reso omaggio calorosamente a Papa Francesco. Tuttavia quello che poteva essere semplicemente il gesto della fede è stato equivocato banalmente da certo personaggio televisivo che ha dimostrato solo la sua profonda immaturità.

Il caso è noto: si tratta di un commento assolutamente adolescenziale della Littizzetto sull’entusiasmo delle claustrali che hanno circondato il Santo Padre prima del tempo stabilito dal protocollo. Nel programma televisivo condotto da Fazio, infatti, la cabarettista avrebbe detto: «Il momento supremo della comicità è quando Francesco ha conosciuto le suore di clausura. Non si capisce se erano tutte intorno al Papa perché non avevano mai visto un Papa o non avevano mai visto un uomo».   Continua a leggere

Bagnasco e l’impegno dei cattolici

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da La Croce Quotidiano, 27.01.15
 
La prolusione del Cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei è stata di impressionante nettezza. Il richiamo alla «famiglia come baricentro esistenziale da preservare» è stato condito da una serie di affermazioni che tracciano la strada all’impegno dei cattolici italiani nell’immediato futuro. Afferma Bagnasco: «Si dice famiglia, ma si pensa a qualunque nucleo affettivo a prescindere dal matrimonio, che ne riconosce in modo impegnativo la pubblica valenza, e dai due generi». Per questo pensiero distorto il presidente della Conferenza episcopale italiana lancia l’allarme contro la “colonizzazione ideologica” in atto.

L’eco alle parole di Papa Francesco è evidente quanto letterale. Il tentativo sciocco di segnare una distinzione tra l’azione del Vescovo di Roma e quella dei Vescovi italiani si infrange su questa chiarezza persino testuale. I media laicisti anche ieri hanno provato a disegnare una Chiesa divisa tra un Papa che abbraccia un transessuale in udienza privata in Vaticano e un presidente della Cei che con nettezza prende posizione contro la cultura gender. Basterebbe andare a rileggere, senza fare troppa fatica, quello che ha appena detto proprio contro l’ideologia gender Papa Francesco durante il recente viaggio in Asia per avere contezza di quanto i cattolici si muovano con una sola voce e una sola intenzione dietro al Magistero di Pietro. Continua a leggere

La bellezza c’è. Ma occorre più educazione

Particolare della Venere di Botticelli

di Angelo Busetto
 
«Ci vorrebbe più educazione!». Non appena nel senso delle buone maniere, ma nel senso del recupero del valore della vita e del bello e del buono che la costituisce. Educarci ed educare ad apprezzare quel che vale, quel che è sano e che rilancia il desiderio e la progettualità della persona. Non solo per l’urto di fatti inumani, come il terrorismo e le guerre. Ma anche per un abbassamento del livello stesso dell’essere uomo.

Impressionante il commercio a cui viene sottoposta – anche con leggi statali- la vita umana: la tratta delle persone, ma anche la compravendita dei bambini, gli uteri in affitto e tante pratiche che mirano a “produrre” artificialmente la vita dell’uomo o a spegnerla dall’inizio… Giornali e Tv fanno passare tutto per l’autostrada dell’informazione, appiattendo le coscienze e assuefacendole a tutte le invenzioni. Con i soldi si fa tutto, anche il peggio. Per soldi si mette in vendita se stessi, per una sera o per nove mesi, si compera una donna o un bambino, o li si distrugge. Quale differenza, rispetto alla pratica della schiavitù antica o alla tratta dei negri? Continua a leggere

Pugni, conigli e code di paglia

Papa

La risposta un po’ spazientita di un sacerdote alle domande di giovani parrocchiani troppo insistenti…

Citta’ del Vaticano, 24 Gennaio 2015 (Zenit.org) Don Antonio Grappone

Prima ve ne venite col pugno. Il gruppetto ‘pacifista ed evangelico’ è scandalizzato: “Noi siamo quelli che l’altra guancia sempre e comunque”. Fosse vero… Poi la storia dei figli come conigli. I ragazzotti tutta tradizione (ma lo sai di che parli?), con la medaglia del cattolico perfetto, sono feriti ed indignati. Mah…

Queste reazioni dimostrano solo ignoranza, ragazzi. Avete letto quel che il Papa ha detto? Avete cercato di capire? O solo i titoloni dei giornali su internet? Cioè squallidi e per niente innocenti pettegolezzi? Qualche “illustre” giornalista, un sedicente “teologo”? Continua a leggere

La disinformazione dei vaticanisti su Francesco e la contraccezione

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(da UCCR,  22.01.15)
 
Durante il Sinodo della Famiglia gli opinionisti si sono scatenati a chi la sparava più grossa, a chi trovava la più grande (e presunta) rivoluzione di Francesco. Il premio per il miglior opinionista-disinformatore lo avevamo assegnato allo storico Franco Cardini che arrivò a sostenere che dopo il Sinodo era impossibile opporsi alle nozze gay: «Il cattolico da ora non potrà più farsi scudo della sua fede come alibi per contrastare quelle misure civili volte a rendere possibile e giuridicamente riconosciuta una unione anche fuori dai limiti matrimoniali, persino una unione tra persone dello stesso sesso».

In questi mesi Francesco, forse stufo di questa strumentalizzazione, ha spinto l’acceleratore sui temi etici. In poco tempo ha condannato ogni ridefinizione del matrimonio naturale, ha proclamato il diritto dei bambini di crescere con un padre e una madre maturando «nella relazione, nel confronto con ciò che è la mascolinità e la femminilità», ha condannato aborto e eutanasia come «falsa compassione» e «peccati contro il Creatore», invitando platealmente i medici a praticare l’obiezione di coscienza.  Continua a leggere

Famiglia, il Papa «sorpreso e dispiaciuto»

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«Sorpreso» per il fatto che le sue parole, volutamente espresse con il linguaggio di tutti i giorni, non fossero state pienamente contestualizzate da molti media nell’ampio ragionamento. E «dispiaciuto » per il «disorientamento» causato specie alle famiglie numerose, alle quali, infatti, ieri durante l’udienza generale ha prontamente rivolto parole di affetto e di incoraggiamento. Sono stati questi i due sentimenti prevalenti nel Papa, al momento della lettura dei giornali, il giorno dopo il ritorno da Manila.

Lo riferisce in questa intervista ad Avvenire, il sostituto della segreteria di Stato della Santa Sede, monsignor Angelo Becciu. L’arcivescovo, uno dei più stretti collaboratori di papa Bergoglio, lo ha accompagnato nel viaggio in Sri Lanka e nelle Filippine ed era presente alla conferenza stampa sul volo da Manila a Roma. Ha ascoltato personalmente le domande dei giornalisti e le risposte del Pontefice ed è perciò in grado di ricostruire il senso autentico delle parole di Francesco. Continua a leggere

Rinasce il mito dell’esplosione demografica

Culle vuote

di Riccardo Cascioli 

(da lanuovabq.it)
 
Un’altra bomba demografica, per di più inattesa? Così sembrerebbe da un lungo servizio dell’Espresso che, citando uno studio pubblicato da Science, ci dice che nel 2100 saremo (anzi, saranno) 11 miliardi, forse anche più di 12: almeno 3-4 miliardi in più di quel che si è creduto finora, visto che le stime ufficiali dell’Onu davano un picco di 9 miliardi intorno al 2050 per poi vedere una decrescita. Le conseguenze, avverte l’Espresso, sono ovviamente gravi, «una seria minaccia per l’ambiente, la sicurezza alimentare, la salute globale e perfino per la coesione sociale». E giù previsioni di carestie e guerre per accaparrarsi le poche risorse disponibili. Continua a leggere

“Risvegliate le parole ed aprite alla cultura dell’incontro”

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Ricevendo in udienza i dirigenti e i dipendenti di TV2000, papa Francesco mette in guardia dai rischi dei “luoghi comuni”, della “disinformazione” e dell'”allarmismo catastrofico”.
 
Citta’ del Vaticano, 15 Dicembre 2014 (Zenit.org) Luca Marcolivio
 
Un discorso forte in cui il Santo Padre ha spezzato una lancia in favore della buona informazione, quella che non calunnia e che non diffama ma che, piuttosto, promuove la “cultura dell’incontro”.

Ricevendo stamattina in udienza i dirigenti, i dipendenti e gli operatori di TV2000, papa Francesco ha esordito con espressioni di scherzoso affetto, scusandosi per il ritardo: “un’udienza, si dice, mezz’oretta, ma poi sono 40 minuti, l’altra lo stesso, e così il conto lo pagate voi…”. Continua a leggere

Quando la stampa ha tanta voglia di dolce morte

Tugce, la ragazza morta dopo un'aggessione

di Tommaso Scandroglio
 
C’è più eutanasia sulla carta stampata dei soliti quattro giornali più letti che nelle corsie di tutti gli ospedali del mondo, compresi quelli dove tale pratica è ammessa. Ci riferiamo al caso della 23enne Tugce che, un paio di settimane fa in un McDonalds di Offenbach in Germania, prende le difese di due ragazzine tredicenni importunate pesantemente da alcuni ragazzi poco più grandi di loro. Questi, grazie all’intervento di Tugce, lasciano in pace le ragazzine ed escono dal locale. Tugce alla fine della serata esce anche lei, ma ad attenderla trova uno di loro, un certo Sanel di 18 anni, il quale le tira un pugno al volto. La giovane cade e batte la testa. Viene ricoverata e, come ci riferisce il quotidiano BIld, viene sottoposta ad intervento al cervello. I medici tentano di fermare l’emorragia cerebrale, ma dopo due settimane di ricovero Tugce muore. Continua a leggere

La dottoressa nella bufera perché non prescrive la pillola del giorno dopo: «Se serve a far sapere che quel farmaco è abortivo, ben venga»

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Intervista a Rita Polo, denunciata alla stampa per non aver dato il Norlevo a una giovane in pronto soccorso: «È una questione di onestà scientifica e poi umana»
 
Dopo il caso dell’infermiera di Voghera che ha deciso di dimettersi in seguito alla bufera mediatica scoppiata per il suo tentativo (riuscito) di convincere due ragazze a non fare ricorso alla cosiddetta pillola del giorno dopo, è toccato alla dottoressa Rita Polo, 51 anni, subire la gogna per lo stesso motivo. Medico di turno al pronto soccorso di Noventa Vicentina (Ulss 6 Vicenza), l’11 ottobre scorso la Polo si è rifiutata di prescrivere il Levonorgestrel (Norlevo) a una giovane che si è rivolta a lei dopo un rapporto non protetto con il fidanzato. E nonostante lo sdegno e le accuse comparse sulla stampa, la dottoressa ribadisce le sue convinzioni, senza vittimismi e senza timore. «Se sono preoccupata? Direi di no», spiega con grande pacatezza e tranquillità a tempi.it. «Anzi, se tutto questo serve a chiarire la verità su quella pillola, che è abortiva, ben venga. Lo scopo del mio lavoro è curare e salvare vite. Ho fatto il medico per questo». Continua a leggere

Ancora tanta lucida solidarietà per una “prof” messa nel mirino

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(da Avvenire.it)
 
​Gentile direttore,
sono un collega di Adele Caramico e le scrivo perché, attraverso Avvenire, Adele e la sua famiglia possano sentirsi accompagnati in questa dolorosa circostanza dalla mia amicizia e stima. Faccio il “prof” da 34 anni e con i miei allievi ho sempre stabilito un rapporto improntato al rispetto e alla crescita umana e intellettuale di entrambe le parti. Il colloquio che Adele ha avuto con il suo allievo dimostra quanto lei tenga alla persona, perché non solo non si è sottratta alle insidie della domanda, ma ha messo in gioco tutta se stessa. Sono convinto e ho sempre verificato nella mia esperienza che si impara solo attraverso altre persone (i maestri) che vivono più pienamente la realtà, continuamente sollecitati ad andare al fondo della propria vita. Ed è di questo che hanno bisogno i ragazzi! Grazie Adele. Continua a leggere

Tanta solidarietà più un abbraccio e un sorriso per Adele Caramico

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(da Avvenire.it)
 
Gentile direttore, ho letto la lettera della professoressa piemontese “aggredita” (da giornalisti e da alcuni alunni) per aver affrontato la questione dell’omosessualità in classe. Anche a me, che insegno Psicologia, degli alunni hanno posto la questione, congiunta a quella della transessualità, ottenendo pressappoco la stessa risposta e l’illustrazione di due diverse posizioni sulla base di casi noti e studiati. Ho anche maturato una mia motivata opinione e la esprimo, se i ragazzi me la chiedono come tale. Ora però chiedo ai giornalisti, ai sindacalisti, ai dirigenti, ai genitori e agli alunni: qualcuno indagherà e sanzionerà se in tutta questa vicenda ci sono stati interpretazione tendenziosa, danno di immagine, impedimento alla libertà di espressione, mobbing verso la docente? Qualcuno chiederà conto del male fatto con bocca larga e giudizio ristretto? Temo di conoscere la risposta… Continua a leggere

Lettera ad Avvenire da parte dell’insegnante di Moncalieri

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(da Avvenire.it)
 
Caro direttore,

sono l’insegnante di religione dell’Itis Pininfarina di Moncalieri della quale – suo malgrado – si è molto parlato nei giorni scorsi per presunte frasi omofobe che avrebbe pronunciato in classe. Sinora ho preferito tacere per evitare ulteriori strumentalizzazioni. Oggi vorrei approfittare dell’amicizia che mi lega ad “Avvenire” per spiegarle per filo e per segno come sono andate realmente le cose. Venerdì 31 ottobre 2014 durante l’ora di lezione nella classe III A/Bio, ho chiesto agli alunni di fare alcune riflessioni scritte su come le problematiche bioetiche possano influenzare la nostra società. Immediatamente dopo, un alunno mi ha posto una domanda sull’omosessualità, tema sul quale, pur non essendo strettamente inerente alla lezione, ho ritenuto opportuno rispondere, vista anche l’insistenza con cui mi veniva chiesto un giudizio in materia. Continua a leggere

«Gay malati? Non l’ho mai detto né pensato». Parla la prof di religione finita nella bufera

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Vicenda Moncalieri, la professoressa Caramico si difende e racconta come è andata veramente nella lezione finita sotto accusa: «Per rispondere alle domande insistenti di un ragazzo ho detto che ci sono anche alcuni omosessuali che, non soddisfatti della loro condizione, si rivolgono a terapisti che possono venire incontro al loro desiderio». «Ho anche detto ai ragazzi che gli omosessuali vanno accolti così come sono».
 
(dal sito lanuovabq.it)
 
«Ho solo risposto a una domanda. Non sono omofoba e non ho fatto nessuna lezione sulla cura degli omosessuali». Adele Caramico, la professoressa di religione di Moncalieri finita nella bufera per le frasi sulle terapie per guarire dall’omosessualità, non ci sta a passare per quello che non è. La lezione di venerdì scorso doveva trattare altri temi e non la sfera della sessualità. Continua a leggere

Perché questo silenzio sul caso dell’infermiera che fa obiezione di coscienza?

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 Accade la discriminazione ai danni di una giovane donna perché rispetta la deontologia sanitaria che impone di agire per la vita e non per la morte, e non ne parla nessuno
 
di Alfredo Mantovano
 
Voghera, una sera di inizio ottobre. Due fidanzati si presentano allo sportello del pronto soccorso. Incontrano Margherita, 31 anni, da quattro anni infermiera di ruolo, vincitrice di concorso. Le chiedono come fare per avere il Norlevo, la “pillola del giorno dopo”; è un prodotto comunemente qualificato “contraccettivo post-coitale”, se ne raccomanda l’assunzione entro 72 ore dal rapporto “non protetto” e – così è scritto nella descrizione data – ha la funzione, fra l’altro, «di impedire e rendere più difficoltoso l’annidamento dell’embrione». Se è avvenuta la fecondazione dell’ovulo e si sta formando l’embrione, impedirne l’annidamento significa abortire; dunque, può definirsi un prodotto eventualmente abortivo. Continua a leggere