Papa Francesco: oggi c’è guerra mondiale contro il matrimonio, gender è grande nemico

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Il Papa in Georgia

(da Radio Vaticana, 01.10.16)
 
Primo appuntamento del pomeriggio a Tblisi è stato l’incontro del Papa con i sacerdoti, i religiosi e le religiose nella Cattedrale di S. Maria Assunta a Tbilisi. Ha introdotto l’incontro l’amministratore apostolico, mons. Pasotto, che ha parlato dell’esperienza di questa piccola minoranza cattolica: è una sfida e un’opportunità essere minoranza ma a volte è duro. Poi sono seguite quattro testimonianze: un giovane, una madre di famiglia, un seminarista e un sacerdote.

Guerra mondiale contro il matrimonio, gender grande nemico
Il Papa ha parlato a braccio: oggi “un grande nemico” del matrimonio – ha detto – è “la teoria del gender. Oggi c’è una guerra mondiale per distruggere il matrimonio …  ma non si distrugge con le armi, si distrugge con le idee”, sono le “colonizzazioni ideologiche che distruggono”. Per questo occorre “difendersi dalle colonizzazioni ideologiche”. Continua a leggere

“Lettere a una moglie”

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“Lettere a una moglie. Ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif” di Giuseppe Signorin
 
Si può fare. Un matrimonio felice, in un’età in cui la maggior parte dei giovani sono ancora parcheggiati all’università o alle prese con le serate “da sballo”, si può fare.
La prova – non l’unica, per fortuna – è il libro Lettere a una moglie. Ovvero la genesi del duo con l’anello noto in tutto il mondo come Mienmiuaif, scritto dal punk barbuto Giuseppe Signorin per i tipi di Berica Editrice, e inserito nella neonata collana “Uomovivo”.

Nell’intento iniziale dell’autore, il testo voleva essere una raccolta di lettere umoristiche scritte all’ex fidanzata – oramai moglie – Anita nel corso del primo anno di matrimonio: un regalo da consegnarle nella data del primo anniversario, per strapparle un sorriso (… e forse anche per dimostrarle il suo amore o almeno per tentare di giustificare il fatto che, di quando in quando, passava del tempo a scrivere). Continua a leggere

L’avvocato che salva il matrimonio della sua cliente.

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di Rafael Gonçalves
 
Come da prassi nei miei appuntamenti, annoto i documenti da presentare nel corso dell’azione legale sul mio blocco e chiedo al cliente di portare tutta la documentazione. Ma questo caso era diverso… Ho ascoltato pazientemente la mia cliente mentre parlava dei motivi che la portavano al divorzio, e come nella maggior parte dei casi di questo tipo si poteva percepire quanto la coppia fosse legata e l’amore che ancora c’era tra le parti.

Si trattava di un momento di conflitto unico, e quella decisione, a mio avviso, era precipitosa, ma chi sono io per interferire nella vita altrui? Chi sono per mettere bocca nel rapporto della coppia? Chi sono per giudicare la decisione di entrambi? SONO L’AVVOCATO! E ho imparato quando ero ancora all’università che devo risolvere i conflitti, orientare le parti prima che si decida di agire in campo giuridico. Ed è questo che ho fatto. Continua a leggere

Scoprirsi innamorati e nella fragilità amarsi

(dal blog mienmiuaif)

“Meteo di coppia” di Daniele Chierico
 
Ho sempre immaginato l’innamoramento come un evento concreto, come una lista della spesa: lei possiede questa o quell’altra peculiarità, lui quello o quest’altro difetto; a lei piace fare questo, a lui quest’altra cosa; lei si diverte in un modo, lui in un altro. E nell’incontro di questo e quello si finiva per non scoprirsi innamorati, ma comprati.

L’Amore non si compra, l’Amore non si programma, l’Amore non si prende in affitto o si prenota. Concepire l’Amore come un fatto concreto, limitato al nostro desiderio e alla nostra soddisfazione di felicità, è un atto di brutale violenza verso noi stessi e verso l’altro. Eppure è proprio in questa sottile tentazione che l’uomo cade più spesso, pensando di amare e di usare amore, così come usiamo lo sciacquone del bagno. Continua a leggere

Francesco e Kirill: “La famiglia si fonda sul matrimonio tra un uomo e una donna”

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Il 12 febbraio Cuba è stata testimone di un avvenimento atteso da mille anni: il primo incontro fra il capo della Chiesa di Roma e quello della Chiesa ortodossa russa, accompagnato dalla firma di una importante dichiarazione congiunta. Tale documento, se da un lato riconosce che permangono ancora “ostacoli” alla piena unità tra le due Chiese, dall’altro richiama “l’immutabilità dei principi morali cristiani” basati sul rispetto della dignità della persona “secondo il disegno del Creatore”. Emergono in particolare: la difesa della famiglia naturale e l’inviolabilità della vita umana dal concepimento alla morte naturale. Parole a cui i media non hanno dato risonanza, ma che a Cuba sono risuonate forti e chiare.  Continua a leggere

Papa Francesco: «Non può esserci confusione tra famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione»

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“La famiglia, fondata sul matrimonio indissolubile, unitivo e procreativo, appartiene al ‘sogno’ di Dio e della sua Chiesa per la salvezza dell’umanità”. E dunque “non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”.
 

Città del Vaticano, 22.01.16 (AdnKronos) – “Non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”. Papa Francesco ha ricevuto in udienza il Tribunale della Rota Romana, in occasione dell’inaugurazione dell’Anno Giudiziario e ha incentrato la sua riflessione sulla famiglia, rispondendo così al dibattito che si è sollevato intorno alle unioni civili.

“Nel percorso sinodale sul tema della famiglia, che il Signore ci ha concesso di realizzare nei due anni scorsi, abbiamo potuto compiere, in spirito e stile di effettiva collegialità, un approfondito discernimento sapienziale, grazie al quale la Chiesa ha – tra l’altro – indicato al mondo che non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altro tipo di unione”, avverte il Papa. Continua a leggere

Perché sposarsi in chiesa? Ce lo spiega Giovanni Paolo II

 
“Per la maggioranza delle persone, le nozze celebrate in chiesa sono ancora un’attrattiva: desiderano celebrare il matrimonio religioso. Perché è così?”. Karol Wojtyła se lo chiedeva già molti anni prima di diventare papa con il nome di Giovanni Paolo II, come dimostra un articolo finora inedito apparso di recente in una raccolta di contributi scritti tra il 1952 e il 1962 intitolata “Educare ad amare. Scritti su matrimonio e famiglia” (Cantagalli).

Nel testo, di straordinaria attualità nonostante i decenni trascorsi dalla sua redazione, Wojtyła sottolineava che le nozze celebrate in chiesa sono più attraenti del matrimonio contratto nell’Ufficio di Stato Civile nel Comune per “la stragrande maggioranza delle persone”, anche quelle “non molto credenti”, anche se “ci sono, anzi aumentano, le persone per le quali la questione è indifferente”. Continua a leggere