“L’aborto è guerra, io ho detto stop”

Il ginecologo Massimo Segato è un medico abortista. La pratica delle interruzioni di gravidanza, però, lo ha indotto a un profondo ripensamento. In un libro racconta tormenti e difficoltà della 194
 
Non ci sono credi. Non ci sono ideologie. Non ci sono bandiere. C’è solo il respiro profondo della vita: uno sguardo, un sorriso, un bambino che corre come una promessa di felicità.

E poi c’è lui: il medico abortista che fa il suo lavoro da tanti anni, con scrupolo, con dedizione, senza fanatismi ma con la consapevolezza che il primo dovere di un camice bianco è aiutare le donne in difficoltà. E quando una ragazza si presenta con la pancia nello studio di un ginecologo, qualche volta chiede proprio quello: interrompere la gravidanza. Continua a leggere

“Mi hai suggerito di abortire mia figlia Down, ma ogni bambino è perfetto”. Una mamma scrive a un medico

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Ha colpito l’opinione pubblica la lettera di Courtney Baker, giovane mamma americana, che demolisce la “cultura dello scarto” contro i bambini Down
 
Pochi giorni fa Firenze ha ospitato i Trisome Games, evento dedicato esclusivamente ad atleti con sindrome di Down. Dal calcio al tennis, dal nuoto al judo, oltre mille giovani affetti da questa anomalia cromosomica in rappresentanza di 36 Paesi si sono affrontati dando prova di lealtà sportiva ed agonismo.

Suggestiva, durante la cerimonia d’apertura, la sfilata degli atleti in piazza della Signoria, tra bandiere al vento e sorrisi a cui ha fatto da sfondo il tripudio artistico che offre questo luogo.

Guardando questi giovani Down sfilare, soprattutto quelli sotto le insegne di alcuni Paesi occidentali, è lecito domandarsi se non si tratti di sopravvissuti a una sorta di sterminio eugenetico in atto. Continua a leggere

Il mio sogno di una vita a tre “emme”

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Medico, moglie e mamma. Annalisa Sereni ha sette figli, di cui uno Down. Qui racconta la sua storia.

di Emanuela Citterio

«Stamattina sono andata in ambulatorio, ho visto dei pazienti, qualche informatore farmaceutico −  sono sempre in agguato (ride) – poi sono tornata a casa perché Gabriele non sta molto bene. Ora stavo rispondendo a delle mail di lavoro». Squilla il telefono, risponde, e poi continua: «Era una delle mie figlie. Anche lei non sta bene e devo andarla a prendere a scuola durante la pausa pranzo». Voilà, eccoci dentro una mattina come tante, nella vita di una mamma che lavora. Quella di Annalisa Sereni però è un po’ più complicata, anche se il libro, piccolo e prezioso, in cui la racconta si intitola Semplicemente una mamma (Edizioni San Paolo). Continua a leggere

‘Guarito dall’acqua santa’: un medico ‘miracolato’ che fa discutere i colleghi

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Valerio Petterle, 55 anni, noto urologo vittoriese, si salva grazie alle preghiere e all’acqua benedetta del santuario di Monfenera a Pederobba. Il medico si era ammalato di appendicite perforata con peritonite e shock settico. Furono fatte due operazioni ma la situazione precipitò. Tanto che fu chiamato un sacerdote per l’estrema unzione.

Le continue preghiere e l’acqua miracolosa di Monfenera lo fecero guarire. La completa guarigione dell’urologo ha lasciato senza parole i colleghi medici. Le analisi effettuate hanno confermato che tutto era sparito, perfino i buchi delle operazioni. Continua a leggere

«Un vegetale non piange e non ride, non ti cambia ogni giorno come fa mia moglie con me»

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La grandiosa storia d’amore di Fabio e Silvia, lui medico, lei in “stato di veglia non responsiva”. Le domande, gli incontri, la fede, il matrimonio. E quell’uragano entrato misteriosamente nella loro vita.

Si chiama Fabio. È il marito di Silvia. E lei è lì, davanti a noi, allettata in una struttura sanitaria che accoglie pazienti in stato vegetativo. Lui si china, la accarezza, la bacia, le parla. E non è che “sembra”. È proprio in adorazione di sua moglie. Fabio si ribella alle definizioni appiccicate dal vocabolario del suo stesso mestiere. Fabio è medico e chirurgo in un ospedale pubblico. E sa che «è sbagliato dire “stato vegetativo”, perché un vegetale non piange e non si commuove come fa mia moglie. Un vegetale non ti cambia ogni giorno l’esistenza». Perciò, «meglio dire “stato di veglia non responsiva”, perché essere incontattabili non significa essere incoscienti». Un uragano, una mattina, ha portato Silvia a un livello della vita che è mistero insondabile. Appunto. “Incontattabile”. Così come nella vita di Fabio, Silvia ci «è entrata misteriosamente, come un uragano». Continua a leggere

Il segreto dei grandi come Candia? La preghiera

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Il segreto dell’autentica vita cristiana è uno solo: la preghiera. Ce lo testimonia papa Francesco che tutti i giorni, tra le sette le otto, sta davanti al Santissimo per un’ora in adorazione. O il medico Marcello Candia, presto beato, che ha dato la vita per testimoniare l’amore di Dio ai lebbrosi dell’Amazzonia.

di Piero Gheddo

Nella lunga intervista di padre Spadaro della Civiltà Cattolica a Giorgio Mario Bergoglio, alla domanda su come il Papa prega, lui risponde ricordando le preghiere che dice durante la giornata e poi aggiunge: «Ciò che davvero preferisco è l’Adorazione serale, anche quando mi distraggo e penso ad altro o addirittura mi addormento pregando. La sera, quindi, tra le sette e le otto, sto davanti al Santissimo per un’ora in adorazione». Il Papa non è solo il Pastore universale, ma anche il Maestro della vita cristiana. Con tutte le cose che deve fare e le decisioni da prendere, ci dà l’esempio: alla sera passa un’ora davanti al Tabernacolo dove c’è Gesù, da cui riceve la forza, la serenità, il coraggio, la lucidità, tutto il necessario alla sua vita. Continua a leggere