La sensibilità ecologica? Nasce nel Medioevo

(UCCR, 6.11.15)
 
Una delle ultime falsità creata durante l’epoca illuminista, e che ancora resiste con forza, è la denigrazione del Medioevo come un periodo “buio”. E’ il potere del luogo comune, delle fiction televisive, dei libri scandalistici a mantenere viva questa immagine che, tuttavia, non ha nulla a che vedere con la realtà.

In quest’epoca, infatti, nacque il metodo scientifico (sotto l’ala della Chiesa), sorsero i primi ospedali (sotto l’ala della Chiesa), vennero fondate le prime università volute o finanziate dai Papi, come Benedetto XIV fece con l’Università di Bologna, favorendo così il primo Istituto di Scienze e donando materiale scientifico di sua proprietà (G. Gandolfi, L’instituto delle Scienze di Bologna, CLUEB 2011, pp. 1-9), per la prima volta le donne poterono assumere posti di responsabilità («ad onta dei luoghi comuni sulle sue chiusure, il Medioevo apriva spazi di presenza femminile ai vertici più alti della gestione della cosa pubblica finanche internazionale, irradiantesi dalle corti e dai monasteri affidati per vicende ereditarie e nobiltà di lignaggio alle loro cure»ha spiegato Angelo Varni, ordinario di Storia contemporanea presso l’Università di Bologna).

Con il Medioevo sono nati la laicità e il liberalismo (consigliamo l’ottimo libro di L. Siedentop, docente di Oxford, “Inventing the Individual: The Origins of Western Liberalism”qui recensito). Nel Medioevo è nata l’Europalo ha ben spiegato il noto semiologo Umberto Eco, curatore di quattordici volumi dedicati a «quest’epoca gloriosa», il cui risultato è «quella che chiamiamo oggi Europa, con le sue nazioni, le lingue che ancora parliamo, e le istituzioni che, sia pure attraverso cambiamenti e rivoluzioni, sono ancora le nostre». E’ opportuno quindi precisare, ha proseguito Eco, «che il Medioevo non è quello che il lettore comune pensa, che molti affrettati manuali scolastici gli hanno fatto credere, che cinema e televisione gli hanno presentato». Continua a leggere

Il Medioevo: l’epoca in cui si ammirano i santi

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Ogni epoca ha il suo modello di uomo ideale, colui che è ammirato e preso ad esempio, che tutti desiderano imitare. Se fossero esistiti i quotidiani o le riviste nel Medioevo, sulle prime pagine avremmo visto le immagini di cavalieri e di santi. Ben altri erano, però, i generi letterari diffusi a quel tempo: tra questi spiccavano senz’altro le poesie d’amore, le biografie, i romanzi d’avventura e cavallereschi. Il genere agiografico era, però, senza ombra di dubbio il più diffuso nel Medioevo.

Dal XIII secolo in poi una delle più floride produzioni è quella che riguarda la figura di san Francesco. Ad un’impostazione in cui il santo viene presentato in chiave edulcorata e miracolistica, che trova la sua espressione nella Legenda prima e nella Legenda secunda di Jacopo da Varagine e nel XIV secolo nei Fioretti di san Francesco, se ne contrappone un’altra più realistica riconosciuta come più veritiera e attendibile dall’ordine francescano delle origini. Di questa è l’esempio più famoso la Legenda maior di san Bonaventura da Bagnoregio. L’espressione legenda non ha il significato odierno di «fatti inventati e mitici», bensì il valore di «cose da leggersi, perché importanti». Continua a leggere

La nascita degli ospedali

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L’edificio del lebbrosario di San Lazzaro in Valloncello

Risalendo il fiume Nera, due chilometri prima di imboccare la valle di Preci, in un “valloncello” si adagia un gruppetto di case dette “San Lazzaro”.

Qui, nel XIII secolo, nasce quello che si può considerare uno dei primi ospedali d’Italia: il lebbrosario di San Lazzaro in Valloncello. “Lo stesso significato etimologico – spiegano Emanuela Ruffinelli e Daniela Ghione, autrici del volume Dalla saggezza pratica alla scienza della salute – aiuta a comprendere come in origine gli ospedali non fossero luoghi di cura, ma avessero invece due precise caratteristiche: l’ospitalità dei viandanti, dei pellegrini e dei poveri, e l’assoluta gratuità della prestazione”.

Di fatto, una grossa spinta alla realizzazione di ospizi e ricoveri fu la diffusione della lebbra – arrivata nel Mediterraneo dall’Asia e dall’Egitto – e che vede la sua massima diffusione in Europa nel secolo XIII, probabilmente anche a seguito dei numerosi contatti avvenuti con le crociate. Continua a leggere

Il diritto di voto delle donne? Roba da Medioevo

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di Giuliano Guzzo
 
E’ vero: il 10 marzo del 1946 le italiane votarono per la prima volta e fu, senza alcun dubbio, una grande conquista per le donne oltre che per l’intera Italia. Sarebbe però sbagliato immaginare che in epoche passate la condizione femminile fosse sempre e comunque di inferiorità e che il diritto di voto, per la donna, sia necessariamente conquista recente. Si prenda per esempio il Medioevo, epoca ingiustamente considerata teatro degli orrori dell’inquisizione – mentre sappiamo che la caccia alle streghe si registrò prevalentemente durante il Rinascimento e comunque nelle regioni germaniche protestanti più che in quelle cattoliche – ritenuta orribile considerazione della donna. Ebbene, non solo sappiamo che l’epoca medievale fu costellata di donne potenti e influenti – i nomi di Matilde di Canossa, Eleonora d’Aquitania, Bianca di Castiglia o Ildegarda di Bingen dicono nulla? – ma che proprio nel Medioevo vi furono casi, neppure necessariamente così isolati, di suffragio femminile. Continua a leggere

Epoca di pellegrini e di monaci, di santi e di cavalieri

Pellegrini del Medioevo

di Giovanni Fighera
 
Ci avventuriamo oggi in un percorso sulla letteratura del Duecento, un secolo importantissimo per la nostra cultura e la nostra arte, un secolo in cui inizia la nostra letteratura con il Cantico delle creature nel 1224 e, nel contempo, nasce anche il maggiore poeta italiano, Dante Alighieri, nel 1265. È un secolo che prelude al Trecento, considerato il secolo d’oro della nostra letteratura insieme al Cinquecento. Prima di avventurarci nello studio di scuole, correnti ed autori, ci soffermeremo sulla concezione dell’uomo di quell’epoca così distante da quella contemporanea. Solo così si potrà comprendere meglio il significato e il valore dei testi duecenteschi.

Nel Medioevo l’uomo si concepisce come un peccatore che dipende da Dio, come svelerà il santo eremita nel Perceval di Chrétien de Troyes o, con definizione altrettanto felice, un «nulla capace di Dio», secondo la bellissima espressione del romanziere e saggista francese Daniel Rops. Continua a leggere

Ecco come dalle Abbazie si è passati alle banche

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Dalla rivoluzione di Benedetto da Norcia alle “multinazionali” del Medioevo.

di Danilo Leonardi

Nella sua La rivoluzione commerciale del Medioevo Robert S. Lopez, storico italiano di origine ebraica, naturalizzato statunitense, in seguito alla fuga dall’Italia dopo l’approvazione delle leggi razziali, parlando della potenza commerciale italiana, al suo apice tra XIII e XIV secolo, scrive: “Si estendeva fino all’Inghilterra, alla Russia meridionale, alle oasi del Sahara, all’India e alla Cina. Si trattava del maggior impero economico che il mondo avesse mai conosciuto”.

Come era potuto accadere che gli eredi di Roma, il cui dominio era stato spazzato via dai “barbari” 700 anni prima, fossero capaci di costruire qualcosa di ancora più grande? Qualcosa che avrebbe contagiato e cambiato a poco a poco tutta l’Europa e gettato il seme del progresso in tutte le terre che gli europei avrebbero scoperto di lì a non molto? Continua a leggere

Bobbio riemerge il Medioevo sepolto

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di Barbara Sartori

(Avvenire, 21.02.15)
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Il “Medioevo sepolto” di Bobbio torna alla luce grazie a san Colombano. A 1400 anni dalla morte del monaco irlandese che predicò il Vangelo sulle strade di un’Europa in crisi d’identità, l’abbazia che ne custodisce le spoglie sta ospitando uno scavo archeologico per indagare le origini della presenza monastica nella città della Val Trebbia.

A dispetto dell’eccezionalità del sito, si hanno infatti pochissime informazioni sul primo periodo di vita della comunità fondata da Colombano nel 614, ultima tappa della peregrinatio pro Christo che da Bangor, sulla costa nord-est dell’Irlanda, lo condusse in Francia, Svizzera e infine in Italia.

“Making Europe: Columbanus and his legacy”, ovvero “Fare l’Europa: Colombano e la sua eredità” è non a caso il nome del progetto di respiro internazionale entro cui si colloca l’iniziativa archeologica. Avviato nel 2010, punta a valorizzare il patrimonio di cultura che il fiorire dei monasteri colombaniani ci ha consegnato. Continua a leggere

Ildegarda in italiano

VISION. A film by Margarethe von Trotta.

Un gruppo Facebook e una serie di avvenimenti a livello nazionale per ricordare una delle più grandi figure femminili del medioevo: santa Ildegarda di Bingen. A promuovere l’iniziativa un gruppo di studenti dell’Università di Salerno, che nel 2011 ha fondato la pagina “Il Medioevo non è stata  un’epoca buia!” sul più popolare social network del web.

I ragazzi hanno ora deciso di portare all’attenzione del grande pubblico la richiesta, avanzata alle reti nazionali e alla Rai in particolare, di doppiare in italiano e trasmettere il film “Vision” del 2009 di Margarethe von Trotta, dedicato a santa Ildegarda di Bingen e «purtroppo largamente ignorato», affermano. Continua a leggere

Il Medioevo dei monasteri? Un’epoca di luce e di balzi tecnologici. Non lo si dirà mai abbastanza

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La polemica sul Medioevo ormai dura da tre secoli, ossia da quando gli illuministi definirono la loro epoca come moderna e illuminata, bollando di oscurantismo il cosiddetto Medioevo. Il tentativo di negare la presenza di radici cristiane all’Europa ha indotto il sociologo americano Rodney Stark a scrivere un bel volume intitolato “La vittoria della ragione. Come il cristianesimo ha prodotto libertà progresso e ricchezza”, chiarendo che i risultati dell’illuminismo furono possibili perché in precedenza c’era stato il Medioevo, un’epoca che ebbe solamente la Chiesa come sorgente di cultura.

L’istituzione più significativa del Medioevo è certamente il monastero che ha lontane origini in Egitto e Siria, ma che solamente in Occidente, con san Benedetto, assunse la funzione di oasi di razionalità, di famiglia bene ordinata, aperta a viandanti e pellegrini, asilo dei poveri e dei perseguitati. Per far fronte a tutte queste necessità, il lavoro dei monaci doveva assicurare eccedenze di viveri e altri manufatti, messi in vendita nei più vicini mercati. Continua a leggere

Jacques Le Goff: i secoli bui non sono mai esistiti

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E’ morto a novant’anni Jacques Le Goff, ritenuto giustamente uno dei massimi storici della storiografia del Novecento europeo e tra i più importanti studiosi del Medioevo, un periodo storico guidato dai valori cristiani e -proprio per questo- vittima di leggende nere nate in particolare nell’800.

Di estrazione laica, dichiaratamente agnostico ma ammiratore dei Santi cattolici di cui scrisse importanti biografie (come quella su San Luigi), Le Goff fu sopratutto un accanito demolitore dei pregiudizi contro il Medioevo, definito dagli ignoranti come “secoli bui”. Proprio pochi mesi fa ha sostenuto che il Rinascimento non è mai esistito ma si è trattato di un lungo Medioevo, dal VI al XVII secolo. Nessun “uomo nuovo”, il progresso è il Medioevo stesso. Continua a leggere

Il capitalismo nasce francescano

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Furono due teologi francescani a porre le basi teoriche del libero mercato. Da un’analisi di Rothbard.

di Guglielmo Piombini

Integrando l’economia austriaca misesiana, la filosofia giusnaturalista tomista e lockiana e l’anarchismo politico degli individualisti americani dell’Ottocento, Murray N. Rothbard (1926-1995) ha costruito un grandioso sistema teorico, al quale deve la fama di massimo pensatore libertarian del Novecento. Meno approfondito però è stato un altro aspetto del suo pensiero, i cui semi erano già presenti fin dall’inizio della sua storia intellettuale ma che è giunto a maturazione solo negli ultimi anni della sua vita: l’apprezzamento per il Cristianesimo e in particolare per la cultura cattolica. Rothbard, ebreo e agnostico, pur senza battezzarsi o convertirsi arrivò al termine del suo percorso intellettuale a considerarsi “un ardente sostenitore del Cristianesimo” e ad aderire ad una visione culturale latu sensu cattolica. Continua a leggere

La ricerca del Graal non si fa da soli

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di Giovanni Fighera

Se chiediamo ai ragazzi se abbiano sentito nominare le storie di Lancillotto e Ginevra o la storia del Sacro Graal, molto probabilmente risponderanno di sì. Se, però, chiederemo loro se abbiano studiato lo scrittore francese Chrétien de Troyes (1135-1190 ca), se abbiano letto almeno qualche riga dal Lancillotto o il cavaliere della carretta o dal Perceval, dall’Erec et Enide o dall’Yvain, quasi sicuramente la loro risposta sarà negativa. Raramente gli insegnanti di Letteratura italiana dedicano qualche ora di lezione a questo autore. E pensare che Chrétien de Troyes è uno degli scrittori più importanti del Medioevo, forse il più grande prima dell’avvento di Dante. Continua a leggere

La democrazia? Nasce nei monasteri medievali

Nel suo ultimo libro, da pochi giorni nelle librerie francese, il noto medievista Jacques Dalarun ha approfondito lo studio della vita monastica durante il Medioevo arrivando ad una conclusione molto interessante: «le comunità monastiche assunsero la forma di laboratori. A partire dall’assenza di un’eredità personale e dunque di una dominazione genetica, come definire chi è superiore? In molti casi cominciò così ciò che appare come un’invenzione progressiva di forme democratiche». Dalarun, storico e docente universitario francese, già direttore dell’Istituto di ricerca per i testi e la storia (CNRS), Direttore di Studi Medievali presso la École française di Roma, di cui è attuale Presidente del Consiglio Scientifico. Continua a leggere

Luce del Medioevo cristiano

Pubblico il testo di una vecchia conversazione che Gianpaolo Barra, direttore de “Il Timone”, ha tenuto a Radio Maria, durante una trasmissione condotta da don Tino Rolfi.
Quante volte, per squalificare un fatto, per mettere in rilievo un elemento negativo, per criticare una proposta, abbiamo ascoltato battute come queste: “siamo tornati ai tempi del medioevo”. Oppure: “questa è una mentalità medievale”? Continua a leggere…