Educazione. Leggere e scrivere in digitale. Cosa cambia per il cervello?

Leggere e scrivere in digitale. Cosa cambia per il cervello?

Perché nell’era della velocità va salvato il pensiero lento
 
di Pier Cesare Rivoltella*

(Avvenire, 5.10.18)
 
Al tempo dei media digitali si legge di più o si legge di meno? Leggere a schermo modifica il nostro modo di comprendere i significati? E cambia il nostro modo di scrivere? Sono alcune delle domande che genitori e insegnanti si pongono per capire quali siano spazi e tempi corretti da lasciare ai dispositivi a casa, a scuola, nel tempo libero. La ricerca suggerisce che proprio la questione del tempo è determinante. Maryanne Wolf, neuroscienziata che da anni studia il cervello che legge, ha osservato che leggere a schermo finisce per inibire, a lungo andare, la lettura profonda. Si corre via, alla ricerca di alcuni snodi del testo che consentano di coglierne sinteticamente il senso senza prendersi il tempo di pesarne ogni singola parte: il rischio è che si comprometta la capacità di comprendere con esattezza il significato di quel che si sta leggendo. Si legge, ma spesso senza capire cosa: i risultati delle prove Invalsi da qualche anno dimostrano proprio questo, ovvero una tendenziale incapacità degli studenti italiani a comprendere il significato di un testo scritto.

Colpa degli schermi? Probabilmente no. Ma di certo le condizioni in cui si legge svolgono un ruolo determinante: si legge in mobilità, in metropolitana, nei tempi morti, mentre si svolgono altre attività. I tempi della lettura sono sempre compressi: si riesce a gettare uno sguardo sullo schermo, quasi mai a prendersi il tempo necessario per leggere veramente. E lo schermo digitale è perfettamente complementare rispetto a queste abitudini di consumo: sempre disponibile, consente con un clic di richiamare il testo e di scorrerlo con il movimento di un dito. Qualche anno fa l’economista Daniel Kahneman ha distinto quelli che lui chiama i pensieri veloci dai pensieri lenti. Sono veloci quei pensieri che sorreggono le nostre decisioni in tempo reale: vale per tutte le situazioni in cui siamo abituati a rispondere quasi istintivamente, senza pensarci troppo, perché prendersi il tempo per pensare comporterebbe di rendere vana la decisione. Al contrario i pensieri lenti sorreggono le decisioni ponderate: valutiamo tutti gli elementi, avanziamo delle ipotesi, le vagliamo mentalmente, arriviamo a una decisione valutata con calma, sorretta da argomentazioni. Continua a leggere

Il Papa al Consiglio d’Europa: senza radici si muore, ricercate la verità

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L’Europa riscopra le sue radici per costruire un futuro di pace in dialogo con il mondo. E’ la sfida lanciata da Papa Francesco nel suo intervento all’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Il Papa ha ribadito la denuncia della Chiesa contro il traffico di armi e di esseri umani, quindi ha avvertito che senza la ricerca della verità la democrazia scivola nell’individualismo e si arriva alla globalizzazione dell’indifferenza. L’intervento di Francesco è stato preceduto dall’omaggio del segretario generale del Consiglio d’Europa, Thorbjorn Jagland al quale ha consegnato una Formella raffigurante l’Angelo della Pace, opera di Guido Veroi. Il servizio di Alessandro Gisotti:

“Un pioppo con i suoi rami protesi al cielo”, il suo tronco “solido e fermo e le profonde radici che s’inabissano nella terra”. Francesco prende a prestito una poesia di Clemente Rebora per descrivere plasticamente la sua idea, di più il suo sogno di Europa. Continua a leggere

SS. Angeli Custodi (memoria)

“Ecco, io mando un angelo davanti a te per custodirti sul cammino e per farti entrare nel luogo che ho preparato. Abbi rispetto della sua presenza, da’ ascolto alla sua voce e non ribellarti a lui; egli infatti non perdonerebbe la vostra trasgressione, perché il mio nome è in lui. Se tu dai ascolto alla sua voce e fai quanto ti dirò, io sarò il nemico dei tuoi nemici e l’avversario dei tuoi avversari.” (Esodo 23, 20-22)
 

Il nuovo Calendario universale della Chiesa ha conservato, a questa data, non la festa, ma la memoria degli Angeli Custodi. Un tempo questa festa veniva celebrata il 29 settembre, insieme con quella di San Michele, custode e protettore per eccellenza. Tre giorni fa, infatti, si è celebrata la festa dei tre Arcangeli : Michele, Gabriele e Raffaele.

L’uso di una festa particolare dedicata agli Angeli Custodi si diffuse nella Spagna nel IV sec., e nel secolo successivo in Portogallo, più tardi ancora in Austria. Nel 1670, Pp Clemente X (Emilio Altieri, 1670-1676) ne fissò la data al 2 ottobre. Continua a leggere

Francesco e Benedetto alla festa dei nonni

Benedetto XVI e Papa Francesco

di Massimo Introvigne
 
Domenica 28 settembre 2014 Papa Francesco ha accolto in Piazza San Pietro decine di migliaia di anziani per una giornata speciale dedicata ai nonni. La giornata è stata occasione di un forte richiamo critico nei confronti di una società che non rispetta più il quarto comandamento, “Onora il padre e la madre”, e dove troppi figli si liberano dei genitori – quando non li uccidono con l’eutanasia – abbandonandoli in case di riposo ridotte a luogo della trascuratezza e dell’oblio.

Il Pontefice ha insistito anzitutto sulla missione spirituale degli anziani. La vecchiaia, ha detto, «è un tempo di grazia, nel quale il Signore ci rinnova la sua chiamata: ci chiama a custodire e trasmettere la fede, ci chiama a pregare, specialmente a intercedere; ci chiama ad essere vicino a chi ha bisogno… Gli anziani, i nonni hanno una capacità di capire le situazioni più difficili: una grande capacità! Continua a leggere

Beato Giovanni Paolo II, “Il Gigante di Dio”

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Oggi la Chiesa fa memoria del Beato Giovanni Paolo II, il gigante di Dio.

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«Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà!
Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera!
Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!
Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura!»

Queste parole memorabili, pronunciate il 22 ottobre (data scelta per la memoria liturgica) 1978 nell’omelia per l’inizio del pontificato (per leggere l’Omelia inizio del pontificato e (o) video ascoltarla Omelia inizio pontificato di Giovanni Paolo II), sono ormai scolpite nei cuori di tutti i cristiani e degli uomini di buona volontà del mondo intero. Continua a leggere

«C’è Qualcuno che è più forte di ogni tsunami»

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La storia di Caterina, la figlia di Antonio Socci
 
di Giovanni Fighera
 
«Non conta quanti malati guarisci» diceva Madre Teresa di Calcutta «ma la testimonianza che dai: vedono che c’è qualcuno che si prende cura di loro ed è questo che conta». Abbiamo tutti bisogno di testimoni e di testimonianze per sostenere la nostra speranza. Una di queste è quella che offre Antonio Socci nei due libri che ha scritto sulla vicenda che ha coinvolto la figlia Caterina raccontata nel primo libro omonimo e ora, di nuovo, nel secondo Lettera a mia figlia (Rizzoli, febbraio 2013). La sua esperienza è stata di conforto e aiuto per molti come raccontano le numerose lettere che gli sono pervenute. Continua a leggere

Papa Francesco: lo Spirito Santo è lo sconosciuto della nostra fede ma è Lui che ci ricorda le cose di Dio

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È lo Spirito Santo che permette al cristiano di avere “memoria” della storia e dei doni ricevuti da Dio. Senza questa grazia, si rischia di scivolare nell’idolatria. Papa Francesco lo ha affermato all’omelia della Messa presieduta questa mattina in Casa Santa Marta. Alla celebrazione hanno partecipato dipendenti della Direzione tecnica, amministrativa e generale di Radio Vaticana e del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti, guidati dai vertici del dicastero, il cardinale presidente Antonio Maria Vegliò, il segretario mons. Joseph Kalathiparambil e il sottosegretario padre Gabriele Bentoglio, che hanno concelebrato col Papa. Continua a leggere

La memoria necessaria

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Se nella vita di tutti i giorni il confine tra ciò che unisce e ciò che divide è in perenne oscillazione e talvolta difficile da individuare, con il rito della commemorazione – di ogni commemorazione – l’uomo esperimenta la possibilità di un incontro duplice: con il prossimo e con sé stesso. Perché commemorare significa certamente ricordare insieme, ma questo è possibile solo se la memoria risulta già avvertita da ciascuno come valore e come risorsa. Diversamente la commemorazione scema, perde forza e in definitiva si riduce a ricorrenza. Continua a leggere

Beato Giovanni Paolo II

Il Gigante di Dio

« Fratelli e Sorelle! Non abbiate paura di accogliere Cristo e di accettare la sua potestà!

Aiutate il Papa e tutti quanti vogliono servire Cristo e, con la potestà di Cristo, servire l’uomo e l’umanità intera!

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!

Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli Stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! » Continua a leggere